Anno: 2014

L’archivio… in archivio

archivio como 1900La storia del mese tratta dall’Archivio del Comune di Como per il febbraio 2014.

Al posto di argomenti estrapolati dagli atti conservati da Palazzo Cernezzi si è deciso di scegliere «come argomento della bacheca mensile, a conclusione dell’attività svolta in prevalenza presso il deposito di via Giussani, l’archivio stesso, recuperando alcuni documenti che raccontano la storia dell’archivio nel corso del XX secolo».

«I documenti selezionati riguardano sia le strutture fisiche che hanno conservato nel tempo le carte della Città, sia gli aspetti più propriamente organizzativi relativi al patrimonio documentale comunale – spiga la presentazione della piccola mostra esposta nelle bacheche di Palazzo Cernezzi –. Abbiamo inoltre scelto di presentare, con alcune fotografie, anche i principali lavori portati a termine nel corso dell’appalto [ora concluso con Scripta srl per il rassetto, inventariazione e gestione dell’archivio cittadino]: il riordino degli archivi dell’Orfanotrofio femminile dell’Immacolata “Istituto Maria Rimoldi” e dell’Ufficio del Giudice conciliatore di Como, nonché della serie dei fascicoli del personale comunale cessato sino all’anno 2000. Per quanto riguarda gli archivi delle due istituzioni cessate, è possibile consultare i relativi inventari direttamente dal portale comunale accedendo alla pagina Inventari dei fondi storici, dove sono presenti anche gli strumenti di corredo di altri fondi conservati nell’Archivio storico civico di Como, già realizzati nel passato» (i documenti). [md, ecoinformazioni]

Antonio Sant’Elia a Forlì

Concorsi - Progetto per il Cimitero di Monza, 1911-12, veduta prospetticaSette disegni realizzati fra il 1911 e il 1912 dall’artista comasco della Pinacoteca civica di Como sono esposti alla mostra Liberty. Uno stile per l’Italia moderna ai forlivesi Musei San Domenico.

«Le opere prestate dai Musei civici, tra cui due tavole per i progetti di Concorso della Stazione Centrale di Milano e il Cimitero di Monza e il progetto decorativo per la facciata di un palazzo milanese, risentono dell’influenza della Secessione viennese e dichiarano le radici culturali dell’artista comasco – spiega un comunicato del Comune di Como –. Nella mostra illustrano, accanto ai disegni di Giuseppe Sommaruga, Raimondo D’Aronco, Ernesto Basile, Pietro Fenoglio, le declinazioni più avanzate di questo stile nell’architettura italiana dell’epoca. La rassegna mette a fuoco la stagione che ha visto tra Otto e Novecento l’ampia diffusione a livello internazionale di un nuovo stile e di un gusto intesi a superare lo storicismo e il naturalismo che avevano dominato gran parte del XIX secolo».

Studio per la Stazione centrale di Milano, 1912«Il rilievo dato alle arti maggiori, che non esclude anche confronti con modelli e interlocutori stranieri come Klinger, Klimt, von Stuck, Beardsley, Khnopff, Burne-Jones, favorisce un dialogo nuovo anche con le altre tecniche ed espressioni artistiche in un’identificazione di questi valori decorativi che vengono confrontati con quelli pittorici e plastici nelle sezioni dedicate alla grafica, all’illustrazione, ai manifesti pubblicitari e alla infinite manifestazioni delle arti applicate – prosegue la nota sulla esposizione curata da Maria Flora Giubilei, Fernando Mazzocca e Alessandra Tiddia –. Sono presenti ferri battuti di Mazzucotelli e Bellotto; ceramiche di Chini, Baccarini, Cambellotti, Spertini, Calzi; manifesti di Dudovich, Hohenstein, Boccioni, Mataloni, Beltrame, Palanti; mobili di Zen, Issel, Basile, Bugatti, Fontana; vestiti di Eleonora Duse; merletti di Aemilia Ars, arazzi di Zecchin. Ne emerge un’idea del Liberty che è nella sostanza uno stile della vita. La sua rappresentazione è la linea sinuosa, fluttuante, che rispecchia nel segno, nel suo divenire il movimento in atto. Protagonista indiscussa è la donna, figura a un tempo fragile, superba e carnale, immagine del piacere e della libertà».

«La mostra racconta in maniera avvincente l’idea di un’arte totale che ha trionfato in quella stagione dell’ottimismo e di incondizionata fiducia nel progresso e che va sotto il nome universale di Belle Époque – conclude lo scritto –. Come confermano le relazioni con la letteratura, il teatro e la musica, evocate attraverso la grafica e i libri illustrati ma anche attraverso gli stessi dipinti e le sculture, nell’esperienza artistica del Liberty serpeggiava, sotto quell’incontenibile slancio vitale, un’inquietudine e un malessere sociale ed esistenziale che di lì a poco si sarebbero manifestati tragicamente. Il sogno progressista e la magnifica utopia di una bellezza che avrebbe dovuto cambiare il mondo erano destinati a infrangersi simbolicamente, una prima volta, nella tragedia del Titanic nel 1912 e, definitivamente, due anni dopo, nella Grande Guerra».

Per informazioni Internet www.mostrefondazioneforli.it. [md, ecoinformazioni ]

Kersevan/ Intervista

kerservanprimopianoAbbiamo chiesto alla storica Alessandra Kersevan di ribattere alle accuse e agli oltraggi alla sua professionalità di ricercatrice che sono derivati dalla paradossale vicenda della conferenza per la quale il sindaco di Como ha negato a Anpi e Istituto Perretta una sala comunale. Leggi nel seguito del post l’intervista rilasciata, prima della conferenza di sabato 1 febbraio, dalla Kerservan  a Jlenia Luraschi.

C’è chi la accusa di revisionismo, cosa risponde? Credo che la storia, quando è ricerca storica, debba sempre fare un opera di revisionismo rispetto ai risultati precedenti, altrimenti la ricerca non avrebbe senso, e detta in questo senso la parola revisionista non mi darebbe fastidio. Il problema è che negli ultimi decenni la parola revisionismo è stata usata in un modo politico e di solito veniva usata dalla storiografia resistenziale nei confronti della storiografia di destra che tendeva a reinterpretare la storia della seconda guerra mondiale con la tendenza  a rivalutare il fascismo e a trovare responsabilità a carico dei partigiani. Io in questo senso revisionista non posso essere.

Solo che la storiografia di destra e i politici di destra sono esperti e bravi nel ribaltare il significato delle parole. Hanno fatto delle affermazioni sulla storia del confine  orientale, affermazioni esagerate e non corrispondenti alla verità storica ed alla documentazione. Coloro che invece sono stati attivi sul piano della ricerca e hanno scoperto che i dati che venivano dati sulle Foibe erano sbagliati vengono adesso definiti revisionisti. Evidentemente l’essere revisionisti deriva dal fatto che altri prima sono stati “affermazionisti” senza essersi adeguatamente documentati.

Il problema è poi che i giornalisti travisano a loro volta queste parole affiancando un significato morale  o moralistico e fanno credere che la parola revisionista sia una parola offensiva. Credo che su tutto questo bisogna fare una grande chiarezza

Sulle vicende del confine orientale di cui io mi occupo sono state in questi anni, in particolare dagli anni 90 in poi, fatte ricostruzioni tendenti alla negazione delle responsabilità che il fascismo ha avuto nell’aggressione alla Jugoslavia, nel razzismo verso gli slavi e nei campi di concentramento creati per la popolazione. Quindi si tratta di ristabilire la verità.

Ho smesso di preoccuparmi delle definizioni che mi vengono date e preferisco andare alla sostanza delle cose. Certo che quando i giornali mi attribuiscono frasi che non ho mai pronunciato diventa preoccupante.

Cosa risponde a chi vorrebbe rappresentarla come un’esponente politica e non come una storica? Questa accusa è ingiusta e deriva da esponenti di destra e di estrema destra che sostanzialmente attribuiscono agli altri quello che invece fanno loro. Ho dimostrato con i miei libri, quelli che ho scritto personalmente e quelli che ho pubblicato e quelli del gruppo di ricerca di resistenza storica di cui faccio parte, volumi documentati, basati su una rigorosa e approfondita ricerca, quello che sono. Naturalmente, come tutti gli storici ci assumiamo la responsabilità dell’interpretazione dei dati e dei documenti. Il problema è che da parte dei miei detrattori non viene fatto un necessario e legittimo confronto storiografico, ma viene attuata una vera e propria persecuzione e censura. A me il confronto piace, e mi sono trovata a confrontarmi con chi ha un’altra visione e interpretazione dei documenti, e in questo caso è anche interessante discuterne. Se venissero presentati documenti che mettono in discussione le mie affermazioni, non avrei problemi ad ammetterlo, il fatto è che in tutti questi anni non è mai successo e non è mai stato presentato nulla di nuovo, non sono state fatte reinterpretazione, è stata solo attuata nei nostri confronti una vera persecuzione.

Purtroppo in questa azione di censura nei confronti di una ricostruzione storica seria come quella del confine orientale non sono solo coinvolte espressioni della destra, ma anche una parte della sinistra che, soprattutto negli ultimi anni, ha accettato le versioni che nazisti e fascisti avevano già dato nel 43 e nel 45. [Jlenia Luraschi, ecoinformazioni]. [Foto di Simona Benedetti].

Il ritorno (se mai se ne fosse andato) del sessismo e della violenza verbale

grilloAl sessismo e alla violenza verbale di Beppe Grillo risponde un documento firmato dalla segreteria provinciale, dal Coordinamento donne del Pd e dai Giovani democratici. Leggi nel seguito del post il testo. (altro…)

Arcs: campi internazionali di primavera/ Cuba e Mozambico le destinazioni dei campi all’estero

Anche nel 2014 torna il programma dei campi di lavoro e conoscenza all’estero di Arci, un’esperienza di volontariato internazionale nata nel 2005, che ha visto in questi anni la mobilitazione di circa 700 volontarie e volontari, con più di 15 Paesi interessati dai programmi. (altro…)

Glossario lacaniano

jonasGiovedì 6 febbraio, in occasione del secondo anniversario della morte di Carlo Viganò, al Centro Jonas,  in via Mentana 22 a Como alle 20.45, sarà presentato il suo libro Glossario lacaniano. Ne discuteranno Roberto Pozzetti, Angelo Villa (curatore del libro), Luca Mingarelli (fondatore e presidente della Comunità per adolescenti Rosa dei venti) e lo psichiatra Gianmaria Formenti.  
Carlo Viganò operò come psichiatra nel territorio comasco, sia nell’istituzione pubblica che in contesti privati, e come psicoanalista. Svolse la sua analisi a Parigi, direttamente con Jacques Lacan. Fu l’analista di molti colleghi ed il supervisore di molti altri.

Video/ Conferenza Alessandra Kersevan

KersevanGià on line su ecoinformazioni il video della presentazione di Nicola Tirapelle, dell’ introduzione di Elisabetta Lombi, la  prima, la seconda e la terza parte della relazione di Alessandra Kersevan svolta il 1 febbraio a Como. Il video è stato realizzato per ecoinformazioni da Roberto Borin e Marco Sportelli. Presto on line sul canale di ecoinformazioni gli altri video dell’iniziativa.
Leggi su ecoinformazioni l’articolo di Fabio Cani e l’intervista a Kerservan di Jlenia Luraschi.

No tav a Moltrasio

notavAlla Cooperativa Moltrasina in in via Raschi a Moltrasio (Co) sabato 8 febbraio alle 18 incontro sulla realtà della Valsusa:  Quello che non dicono i media nazionali. Valsusa: difesa dell’ambiente, dei diritti e del  lavoro. Il movimento  No Tav, esperimento di democrazia partecipata tra lotte e repressione. Interverranno: Luca Giunti,  membro delle Commissioni tecniche per la Torino-Lione della Comunità montana e delle associazioni ambientaliste e autore di libri fotografici, saggi scientifici e articoli divulgativi; Guido Fissore,consigliere comunale di Villar Focchiardo e militante del comitato notav; Mimmo Bruno, consigliere comunale di Bussoleno e militante del comitato notav; Luigi Casel, consigliere comunale di Bussoleno e militante del comitato notav; Luca Cavallo, vignaiolo azienda Agrinova Susa (To). Alle 20 cena (costo 25 euro). Menù: bis di primi, bis di secondi, contorno, acqua, vino, caffè. Alle 21.30 Potage in concerto. Il ricavato della serata andrà a sostegno del movimento No Tav. Per prenotare la cena: 031.290316. Info:347.5123178.

Bibliotecaviva/ Dalla parte del nemico

Dalla parte del nemico_locandinaPer iniziativa di Bibliotecaviva mercoledì 5 febbraio alle 14,30 all’Ites Caio Plinio secondo  in via Italia libera 1 di Como, la storica Roberta Cairoli presenterà il suo libro  Dalla parte del nemico. Ausiliarie, delatrici e spie nella Repubblica sociale italiana (1943-1945) [Mimesis, 2013, pagg.264, 20 euro]. Presto on line su ecoinformazioni il resoconto dell’iniziativa.

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