Il ritorno (se mai se ne fosse andato) del sessismo e della violenza verbale

grilloAl sessismo e alla violenza verbale di Beppe Grillo risponde un documento firmato dalla segreteria provinciale, dal Coordinamento donne del Pd e dai Giovani democratici. Leggi nel seguito del post il testo.

«”Beppe Grillo? Una delusione. Ha mostrato di essere vittima della cultura berlusconiana di questi anni. È stato veramente sgradevole. Un maschilista come altri. Dare una connotazione negativa ad una qualità delle donne è roba da Medioevo. Veramente degradante”.

Queste le parole con cui, già nel 2012, la consigliera comunale bolognese del M5s Federica Salsi, rispose all’attacco maschilista del leader Grillo che la accusava per aver partecipato ad una puntata televisiva di Ballarò.

Beppe Grillo non è certamente nuovo a boutade contro il genere femminile e nello specifico contro quelle che potrebbero essere delle avversarie politiche.

L’incapacità di prendere posizioni nel merito delle proposte politiche, in questi giorni, ha portato onorevoli del M5s a scagliarsi contro colleghe del PD con insulti a dir poco beceri e come non bastasse Grillo ha ulteriormente fomentato il clima di odio prendendo di mira la Presidente della Camera Laura Boldrini (non a caso una donna).

In questi giorni l’Italia intera sta assistendo ancora una volta ad un arretramento sia storico che culturale.
Il 2 febbraio di 69 anni fa fu pubblicato il Decreto legislativo luogotenenziale n.23 che estendeva il diritto di voto alle donne, un passaggio epocale ma di cui certamente il M5s non riesce nemmeno ad intravedere le ragioni.

Non crediamo di sbagliare affermando che i Cinquestelle hanno un problema serio con le questioni di genere: solo a titolo di esempio non hanno partecipato al voto sul Decreto legge femminicidio, sono rimasti a braccia incrociate, sugli emendamenti per la parità di genere nella legge elettorale non hanno proferito parola. È pur vero che ci sono molte donne tra i deputati del M5s, ma se si analizza più a fondo  la situazione, i ruoli di potere sono occupati dagli uomini: Di Battista, Di Stefano, non dalle donne.
Colpire con volgarità ed espressioni violente le donne, forse per questo movimento vuol dire colpire un ‘soggetto debole’ ma così non è. L’intero Pd si è mosso in difesa e solidarietà delle deputate e della Presidente Boldrini ed anche la cittadinanza.
Nostro dovere è tenere la guardia alta rispetto ad eventi di questo genere, continuando a diffondere una cultura del rispetto e dell’uguaglianza.». [Segreteria provinciale Pd, Coordinamento provinciale donne Pd, segreteria Gd Como]

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