Mese: Dicembre 2016

10 dicembre/ Uds, Gc e Prc como contro l’accordo tra MIUR e McDonald’s

gs-e-udsL’ Unione degli studenti di Como, i Giovani comunisti/e e il Prc si uniscono contro contro l’accordo tra MIUR e McDonald’s ed indicono un presidio di protesta sabato 10 dicembre alle 15.30 in piazza Boldoni a Como.
«Il 18 ottobre il Ministero dell’Istruzione dell’Università e della Ricerca ha siglato un protocollo di intesa con 16 multinazionali tra cui il colosso dei fast food McDonald’s.
L’accordo prevede che gli studenti svolgano l’alternanza scuola-lavoro, obbligatoria per essere ammessi all’esame di Stato, presso uno dei “ristoranti” della catena americana sparsi in tutto il Paese (160 nella Provincia di Como). Riteniamo che questo accordo non abbia alcun valore didattico ma che rappresenti semplicemente un ulteriore regalo del Governo Renzi alle multinazionali fornendo loro manodopera gratuita. L’alternanza scuola-lavoro così svolta non fa curriculum, non aggiunge competenze, non fornisce valore alla crescita professionale degli studenti ma anzi sottrae tempo alla didattica. Contro questa vergogna chiamiamo gli studenti e tutta la cittadinanza ad un primo presidio informativo che si terrà il 10 dicembre dalle 15.30 alle 18.30 in Piazza Boldoni». [Uds, Gc e Prc Como]

8 dicembre/ Giornata del tesseremento a Italia Cuba

itacuba2017L’Associazione nazionale di amicizia Italia Cuba circolo di Como, propone come di consueto giovedì 8 dicembre dalle 10 alle 17.30 alla sala dellAssociazione A. Lissi di via Ennodio 10 Como-Rebbio la giornata del tesseramento. Durante l’iniziativa sarà possibile rinnovare la tessera per il 2017, inoltre saranno allestite mostre, distribuito materiale e sarà proiettata la cronistoria fotografica sul comandante Fidel Castro. Rinfresco offerto dall’associazione. Info www.italiacubacomo.net

Arci Lombardia/ Cortesi: ecco perchè voto No!

massimo-cortesiCon una lettera aperta, Massimo Cortesi presidente di Arci Lombardia, rende noti i motivi per i quali voterà no al referendum costituzionale del 4 dicembre.

«Sono tante le motivazioni che mi portano a votare no. Una delle principali sta nello svuotamento dell’articolo 1 della nostra Costituzione, e in particolare di come sempre meno la sovranità appartiene al popolo.

Si deve partire da lontano per capire come la politica abbia cercato di colmare la crisi della partecipazione aumentando la forza del governo. È successo con la legge 81/93 che ha portato alla elezione diretta del sindaco. Sostanzialmente di fronte ad una grave crisi politica, che metteva in difficoltà effettivamente molte amministrazioni locali, si è deciso di puntare sul decisionismo e sul personalismo. In effetti la governabilità pare averne giovato (non sempre in qualità), ma la politica non ha utilizzato il tempo liberato per cercare di ricostruire partecipazione, con l’evidente continuo depauperarsi del numero di cittadini interessati al bene comune e disposti a formarsi e di contraltare si è vista invece la rinascita dei “piccoli” gruppi di potere, senza ridurre minimamente il sistema corruttivo.

Recentemente è stata tolta al cittadino anche la “sovranità” sulle Provincie (il cui destino è ancora indefinito perché non sappiamo se cambieranno solo il nome o accadrà altro) e non è stata concessa sulle città metropolitane. E così nei mesi scorsi le elezioni dei consigli provinciali e delle città metropolitane si sono svolte in un silenzio assordante. Non solo ci è stato tolto, in nome dell’efficienza, un diritto ma nemmeno chi ci rappresenta ci ha informato di cosa accade: chi erano i candidati, quali programmi, con quali alleanze. Il vuoto pneumatico. Inoltre non sappiamo nemmeno se i nostri rappresentanti (quei consiglieri comunali che abbiamo eletto) sono andati a votare. E in media solo il 65% di loro ha votato, mentre il restante 35% ha pensato non fosse importante rappresentare i loro cittadini.

Oggi, con la riforma costituzionale presentata, di fronte ad una evidente crisi della politica e della partecipazione, si punta non al doveroso ruolo di riformare la politica e ricreare la partecipazione, ma al fatto di rafforzare il governo dell’efficienza. Che non vuol dire costruire una democrazia che decide, su cui tutti concordiamo, ma realizzare una dittatura della maggioranza (o meglio della minoranza più forte) senza aumentare le garanzie delle minoranze. Dimenticando che la Costituzione ha come suo “cuore” il limitare appunto il potere del “forte”. Dimenticando che la democrazia non è una azienda ne un ostacolo, ma un bene comune e una opportunità

Sempre di più, riprendendo Tommaso Montanari,sembra invece emergere questo concetto: “un governo che non riesce a governare ha deciso di sciogliere il popolo”. Mi auguro che il popolo decida di non farsi sciogliere votando No domenica 4 dicembre e riprendendo nelle sue mani la democrazia nei giorni a seguire.» [Massimo Cortesi, presidente di Arci Lombardia]

 

Settima marcia per i nuovi desaparecidos/ la bella Como latita

Forse è colpa del clima prenatalizio (di quello meteorologico e di quello consumistico), ma l’attenzione verso i problemi di attualità, primo fra tutti quello delle migrazioni, sembra calare.

Como senza frontiera torna in piazza, davanti al Liceo Volta, per la settima marcia per non dimenticare le migliaia di persone perite nel tentativo di raggiungere l’Europa, ma la città si mostra piuttosto distratta e poca gente sembra raccogliere l’invito a partecipare. Nemmeno un corpo disteso solleva qualche domanda…

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[Fabio Cani, ecoinformazioni]

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