Anno: 2016

Adelmo Cervi a Cantù/ Intervista

adelmo1Una serata per parlare di antifascismo e ricordare uno degli eventi più sanguinosi della storia di Liberazione del nostro paese. Venerdì 5 febbraio alle 20.45, alla sala consiliare del comune di Cantù in piazza Marconi, si terrà la presentazione del libro Io che conosco il tuo cuore. Storia di un padre partigiano raccontata da un figlio di Adelmo Cervi e Giovanni Zucca [2014, ed. Piemme, 433p., 16,90 euro], organizzata dal Comitato Cantù Antifascista. L’autore dialogherà con Eliana Gatti dell’Anpi provinciale di Como. Alla serata parteciperanno anche Mirco Rota segretario regionale della Fiom Lombardia e Alice Rossi coordinatrice provinciale dell’Unione degli studenti di Como.

Adelmo Cervi è figlio di Aldo, uno dei sette fratelli antifascisti torturati ed uccisi nel dicembre del 1943; una famiglia di contadini che credeva nella possibilità di costruire un mondo migliore e che ha pagato con la vita la scelta di opporsi ai fascisti. «Mio padre e i miei zii – spiga Adelmo Cervi – hanno fatto una scelta ben precisa, una scelta di giustizia. Ma non sono eroi. Faccio fatica ad accettare che la gente parli dei fratelli Cervi come un esempio o un mito, hanno solo lottato come avrebbero dovuto fare tutti gli altri». La militanza antifascista della famiglia Cervi comincia quando Aldo, 29 anni, va a militare e finisce in galera; qui scopre la rivoluzione d’ottobre, conosce gli esponenti comunisti e ne abbraccia la filosofia. Il carcere diventa la sua università politica e da segretario dei giovani cattolici di Campegine si trasforma in fervente comunista.

«Mio padre – continua Adelmo – ha unito gli ideali del vangelo a quelli di fratellanza e solidarietà espressi dal comunismo e ha trasformato quella che era una semplice famiglia di contadini antifascisti, senza alcuna ideologia socialista, in una famiglia militante, convinta che il mondo può essere cambiato in meglio e governato dalla classe operaia ne contadina». Accanto ad Aldo, il più attivo è il primogenito Gelindo: le loro parole d’ordine sono impegno, rischio e dedizione. Una lotta fatta di passione, che i sette fratelli Cervi hanno pagato con la vita. E se il loro sacrificio, spiega Adelmo, non deve essere stigmatizzato come eroico, deve però essere di esempio. «Il ricordo sterile non serve a niente – racconta – bisogna impegnarsi nel quotidiano, sono le piccole cose che fanno la differenza. Essere antifascisti oggi non vuol dire né fare a botte con Forza Nuova o Casapound, né ricordare il 25 aprile andando a mettere i fiori sulle tombe di coloro che hanno dato la vita per la libertà di questo paese». Piuttosto bisogna ribellarsi alle ingiustizie del quotidiano, esercitando fino in fondo i mezzi che ci ha dato la democrazia conquistata con il sangue. «Dobbiamo valorizzare coloro che hanno dato la vita per questo paese e per il nostro futuro – aggiunge –  non è con la forza e le grandi azioni che si crea un mondo migliore, bisogna invece avere il coraggio di opporsi a ciò che non piace. Non è il fucile che crea le coscienze ma gli ideali di giustizia».

Quello di Adelmo non è solo un racconto della storia della sua famiglia. «Il mio compito – conclude – è quello di dire ciò che oggi direbbero coloro che hanno dato la vita per cambiare questo mondo; il tempo arriva se siamo capaci di creare qualcosa, quindi non facciamo gli interessi di chi ci vuole schiavi, usiamo fino in fondo le armi della democrazia. Ad esempio, andate a votare».

6 febbraio/ Come schiavi in libertà/ Mostra allo Spazio Gloria

come schiaviSabato 6 febbraio alle 18.30, Arci Xanadù ospiterà allo Spazio Gloria di via varesina 72 a Como, l’inaugurazione della mostra fotografica Come schiavi in libertà di Raùl Zecca Castel.

Nel cuore della Repubblica Dominicana, a pochi chilometri da spiagge paradisiache, sorgono centinaia di comunità invisibili, baluardi della povertà e dell’emarginazione. A vivere qui, tra sterminate piantagioni di canna da zucchero, in baracche fatiscenti spesso prive di energia elettrica, acqua corrente e servizi igienici, sono i migranti haitiani, scappati a migliaia dal paese più povero e sventurato del continente americano con il sogno di trovare un futuro dignitoso oltre frontiera. Speranza vana, poiché in queste terre di nessuno sono costretti ad affrontare condizioni di vita e di lavoro quasi schiavistiche, tagliando canna da zucchero da mattina a sera per pochi soldi.

La mostra si propone di dare a conoscere una realtà tanto ignota quanto drammatica attraverso immagini-documento che denunciano la precarietà esistenziale in cui sopravvivono i braccianti haitiani e le loro famiglie. Giovani, anziani, donne e bambini sono la testimonianza autentica di scorci di vita quotidiana e momenti di lavoro che la Storia credeva di aver relegato alle melibro come schiavimorie perdute di antichi schiavi trafugati oltreoceano. Istantanee che puntando dritte alla coscienza pesano come un feroce monito a tenere alta la guardia, sempre e ovunque, perché i diritti umani non sono dominio esclusivo di nessuno, ma conquiste universali che vanno difese giorno per giorno ad ogni latitudine, nella lontana Repubblica Dominicana come nel mare di Lampedusa.

In occasione dell’inaugurazione verrà proiettato il documentario e presentato il libro Come schiavi in libertà. Vita e lavoro dei tagliatori di canna da zucchero haitiani in Repubblica Dominicana [2015, ed. Arcoiris, 252p. 14 euro], con la presenza dell’autore. La mostra sarà visitabile da sabato 6 febbraio a lunedì 22 febbraio negli orari di apertura dello Spazio Gloria. Info http://www.spaziogloria.it

6 febbraio/ Articolo 32

proiezione Articolo 32Proiezione del film, un viaggio sul lavoro di Emergency in Italia, introdotta dalla voce di Marta Tangredi e la musica di Vito Pagliarulo, interviene Germana Lavagna, cofondatrice del progetto Refugees Welcome Italia, sabato 6 febbraio alle 21 al Teatro il Mulino di Fino Mornasco, organizzata da Emergency Como, Coordinamento comasco per la Pace e Comune di Fino Mornasco.

 

«”La Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell’individuo e interesse della collettività”, recita l’articolo 32 della Costituzione italiana che dà il titolo al nuovo documentario sul lavoro di Emergency in Italia – ricordano gli organizzatori –. Dall’assistenza ai migranti che sbarcano sulle nostre coste alle stanze del poliambulatorio di Marghera, dove 1 paziente su 5 è italiano, Articolo 32, del regista Antonio Di Peppo, racconta un’Italia dove anche un diritto umano fondamentale come quello a essere curato non trova attuazione».

«Famiglie appena arrivate nel nostro paese in fuga dalla guerra, stagionali impegnati nella raccolta dei pomodori e tanti italiani, i cosiddetti “nuovi poveri”, descrivono le loro difficoltà ad accedere alle cure di cui hanno bisogno – prosegue la nota –. E il racconto degli operatori si alterna al dialogo con lo scrittore Erri De Luca, con l’attore Ascanio Celestini e con Cecilia Strada, presidente di Emergency, che mettono in luce le ragioni di un disagio profondo, che riguarda fasce sempre più ampie della popolazione». [md, ecoinformazioni]

6 febbraio/ Street Art all’Informagiovani

mostra spazio giovaniSabato 6 febbraio alle 15.30, inaugurazione della mostra di Street art and Graffiti all’Informagiovani con performance e aperitivo analcolico. La mostra, è parte del progetto Well Wall, improntato sulla legalità, la cittadinanza e l’arte di strada. L’organizzazione è curata dello Spazio giovani la Pineta, che promuove corsi educativi sia per aggregare i giovani sia per promuovere il protagonismo giovanile. Lo spazio è gestito dalla cooperativa Lotta contro l’emarginazione che cura anche le attività del Centro di aggregazione giovanile del quartiere di Rebbio e l’apertura speciale dell’Informagiovani di via Vittorio Emanuele 98, il martedì dalle 15 alle 18. Negli orari di apertura del servizio la mostra sarà visitabile fino al 27 febbraio.

 

 

 

Mostro paratie/ Incontro positivo in Regione

enzomangalavitilungolarioIl Comune di Como con una nota informa che l’incontro tecnico di mercoledi 3 febbraio sulle paratie in Regione a Milano con la segreteria generale, l’avvocatura e le direzioni Territorio, Urbanistica e Difesa del Suolo, Controllo di gestione  è andato bene. (altro…)

CO NO!/ Uniti per la Costituzione

BESOSTRI a Como 12 febbraio

Con la convinzione che la prospettiva imposta dalla maggioranza del pd e dai suoi alleati di destra sia quella della legge truffa del 1953 o, peggio, della legge Acerbo del 1923 di Mussolini, la Como della Costituzione e della democrazia si anima e mette in campo un’aggregazione straordinaria. Uniti contro la riforma costituzionale renziana, cittadini, cittadine e un nutrito arcobaleno di organizzazioni dall’Arci  all’Anpi, a tutti i partiti e i movimenti della sinistra, al sindacalismo di base, concordi anche nella volontà di accogliere tutte le energie disponibili a sostenere la difesa della Costituzione e delle libertà con l’idea che contro una riforma devastante capace di scardinare l’essenza stessa della democrazia italiana si possa in una certa misura ricostruire lo spirito che portò sensibilità diverse e orizzonti politici molto differenti all’Assemblea costituente. (altro…)

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