Anno: 2017

Como dal basso invita l’amministrazione alla saggezza

comodalbasso-coloreCon un comunicato stampa Como dal basso ritorna sul tema del blocco al libero passaggio di tutti coloro che non hanno opportunità di muoversi autonomamente nelle zone pedonalizzate della Ztl di Como. Leggi nel seguito il testo integrale del comunicato.
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4 marzo/ L’etica è un elemento creativo della psicoanalisi?

inoutSabato 4 marzo all’Università Popolare di Como, dalle ore 9.30 alle ore 13, Roberto Pozzetti e Diana Valsecchi dell’associazione InOut e  Gianangelo Palo (docente della Scuola Medico Tecnica di Lugano) animeranno la giornata di studio L’etica è un elemento creativo della psicoanalisi? L’iniziativa è organizzata con il patrocinio dell’Ordine degli psicologi della Lombardia. Guarda la locandina con il programma. (altro…)

La prossima Como: non per le elezioni ma per la democrazia

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Prima presentazione “alla stampa” di La prossima Como e la prima cosa che Marco Lorenzini tiene a sottolineare è che questa rete di soggetti politici non è nata per le elezioni, ma in seguito a un percorso che, radicato in molti fronti di impegno, generali e locali (per la pubblicità dell’acqua, per la Cittadella della salute a Como, contro il Ttip, per la Costituzione, nella rete Como senza frontiere ecc.), si è espresso negli ultimi mesi in uno sforzo di approfondimento delle realtà e dei problemi della città e del territorio.

Ci sono due priorità, secondo Lorenzini: un problema di democrazia e un’esigenza di ridistribuzione dei saperi e delle possibilità (anche economiche). Quindi La prossima Como non si pone la questione di un’eventuale gestione del potere, bensì quella di contribuire alla capacità di generare trasformazioni collettive. I nodi politici si concentrano nella valutazione critica dell’esperienza del centrosinistra («una stagione finita») e nella considerazione dell’attuale giunta Lucini (per la quale è inevitabile una «valutazione critica ponderata»). Di qui una rivendicazione di “discontinuità” a fronte delle citate esigenze di “redistribuzione”, il che significa non tanto semplicemente forme di assistenza, ma piuttosto la promozione di partecipazione e di cambiamento.

La rete non è quindi una somma di sigle politiche, ma un terreno comune su cui provare a costruire qualcosa di profondamente nuovo, e anche qualcosa di autenticamente unitario («Como è uno dei pochi luoghi in cui si sta cercando di aprire percorsi unitari» ha rimarcato Marco Lorenzini).

Su questi concetti è tornato anche Fabrizio Baggi, che ha sottolineato l’importanza del prossimo incontro di sabato 4 marzo, dalle 9.30 nella Sala Stemmi del Municipio di Como, in cui nuovi contributi di conoscenza e approfondimento saranno presentati e in cui verrà anche resa pubblica la Carta dei valori da sottoscrivere da parte di chi vorrà partecipare al percorso.

Gli attuali consiglieri comunali di Paco-Sel, Luigino Nessi e Celeste Grossi, hanno sottolineato il legame tra l’esperienza in corso e quella prossima. Luigino Nessi ha ricordato il grande lavoro di inclusione fatto in questi anni, a favore degli strati più deboli della popolazione; Celeste Grossi ha parlato di futuro e di speranze, senza negare i problemi con questa giunta («Paco-Sel è stata nella maggioranza in modo leale ma senza soggezione  e in alcuni casi votando contro), ma proponendo soprattutto l’esigenza di mettere a punto scelte utili e praticabili, che coinvolgano la cittadinanza in modo attivo e ricordando come anche in Italia non sia più tempo di candidature alla Clinton quanto piuttosto alla Sanders.

Nonostante l’insistenza dei giornalisti presenti, non è stato fatto nessun nome di possibili candidati o candidate, né per il sindaco né per il consiglio. È stato invece proposto un ribaltamento del metodo (o meglio: un riassestamento della logica): prima i programmi e poi i nomi. Sperando che la città capisca… [Fabio Cani, ecoinformazioni]

Il prossimo appuntamento de La prossima Como è sabato 4 marzo dalle 9,30 nella Sala Stemmi del Comune di  Como.

 

Già on line sul canale di ecoinformazioni anche tutti gli altri video della presentazione alla stampa de La prossima Como.

In mostra/ Sculture come seta

I tessuti dialogano con il marmo e il legno al Museo della Seta di Como, nella mostra inaugurata il 1° marzo e dedicata alle opere di Bruno Luzzani.

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Scultore di Pognana Lario, da sempre profondamente intriso delle tradizioni locali (che comprendono sia il lavoro del tessile che quello della pietra), Luzzani è dotato di una grande capacità nel trattamento della materia, cosa che gli consente veri e propri virtuosismi di modulazione delle forme: non poteva dunque sottrarsi alla tentazione di gareggiare con la morbidezza e la flessuosità della seta. In mostra, quindi, opere in marmo, pietra di Moltrasio e legno stratificato, in cui le pieghe, i panneggi, i nodi, le texture di superficie rivaleggiano con quelle dei tessuti e degli abiti. Blocchi di marmo ridotti allo spessore di pochi millimetri e “piegati” alle idee dell’artista, pietre moltrasine lucidate fino a trasformarle in smaglianti piani neri screziati di bianco, materiali “artificiali” e “naturali” al tempo stesso, come i legni stratificati della Tabu di Cantù, usati per modulare i volumi con il ritmo della materia. Il pubblico, accorso numeroso all’inaugurazione, stupisce e apprezza: per una volta guarda gli abiti come fossero sculture e le opere d’arte come si potessero indossare. Anche senza la colta introduzione del critico d’arte (e assessore) Luigi Cavadini, la mostra si può visitare fino al 16 maggio e approfittarne per conoscere la ricca offerta culturale del Museo della Seta, che – anche se sembra impossibile! – molte persone del circondario continuano a ignorare.

[Fabio Cani, ecoinformazioni]

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Alcune opere esposte al Museo della Seta di Como.

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Non vogliamo anticiparvi nulla. Solo che nel 565 di ecoinformazioni c’è il nostro cactus. Delle spine vi sarete già accorti, il resto lo sveliamo all’interno della rivista. Leggete e non prendete appuntamenti per venerdì 17 e 24 marzo. Saranno  giorni dedicati alla libertà di stampa, quella con l’eco e le spine. Sfoglia on line il 565.

 

8 marzo/ Nonunadimeno

nonunadimenologoSarà presentato il 4 marzo alla stampa il dettaglio delle attività proposte dal gruppo comasco Non una di meno. Già disponibile il documento politico con le indicazioni generali sull’iniziativa dell’8 marzo e le firme delle prime promotrici. Leggi nel seguito il documento integrale.

«Il prossimo 8 marzo manifesteremo a Como ed in tante altre città insieme alla rete “nonunadimeno”, per ribadire i diritti di tutte e di ciascuna e denunciare la violenza maschile sulle donne.
Vogliamo riaffermare la libertà delle donne in tutti gli ambiti della vita, dal lavoro alla sessualità e ribadire il principio inalienabile dell’autodeterminazione femminile.
L’8 marzo per noi non è una giornata di festa ma un giorno per riflettere sulla condizione femminile e per rinnovare l’impegno a migliorare le condizioni di vita delle donne in Italia ed ogni parte del mondo.
La grande manifestazione del 26 novembre scorso a Roma contro la violenza maschile sulle donne, organizzata dalla rete “nonunadimeno” e alla quale hanno partecipato migliaia e migliaia di donne, ha confermato che sono ancora vivi e vegeti il desiderio e la volontà di relazioni fra i sessi fondate sul riconoscimento delle differenze e sul principio dell’eguaglianza dei diritti.
Con questa consapevolezza vogliamo dare vita anche a Como a un 8 marzo che tenga insieme l’affermazione dei nostri diritti e la denuncia delle violenze contro le donne.

Nella giornata dell’8 marzo proponiamo una passeggiata scandita da incontri specifici che ci permettano di rendere visibili i diritti che vorremmo vederci riconosciuti.

Incontreremo:
-le donne immigrate per affermare, in quanto cittadine del mondo, il diritto ad essere libere di muoversi ed essere accolte senza frontiere;
– alcune scuole per ricordare l’importanza della formazione nel contrastare la cultura della violenza e rifiutare linguaggi sessisti e misogini;

parleremo:
– di Consultorio per ricordare che sui nostri corpi e sulla nostra salute l’ultima parola deve essere la nostra;
– di Costituzione, cittadinanza e giustizia;
– di contrasto alla violenza;

ci sarà anche l’occasione per ascoltare buona musica, cantare, danzare.

Un percorso aperto a tutte le donne che vorranno partecipare per il piacere di stare insieme, condividere emozioni e consapevolezze, leggerezza e pensieri profondi, desiderio di cambiare sé stesse e quindi il mondo intero».

[Eva Allevi, Beatrice Aliverti, Rosalba Benzoni, Veronique Biazzo, Fausta Bicchierai, Gabriella Bonanomi, Chiara Braga, Licia Butti, Andrèe Cesareo, Cristina Comotti, Gilda D’Angelo, Clara De Biasi, Micol Dell’Oro, Lucia Digiglio, Silvia Dogliani, Antonietta Frisoli, Anna Gallina, Lella Greppi, Celeste Grossi, Mariateresa Lietti, Stefania Longhi, Patrizia Losito, Adriana Mascoli, Elena Merazzi, Sara Minniti, Giovanna Montanelli, Alessandra Morandin, Federica Peraboni, Nicoletta Pirotta, Marisa Reghenzani, Simona Sabia, Ida Sala, Tonina Santi, Livia Sarda, Serena Scionti, Manuela Serrentino, Luisa Seveso, Idapaola Sozzani, Manuela Speranza, Serena Tessaro, Patrizia Turati, Licia Viganò, Grazia Villa, Rossana Vittani].

Info e aggiornamenti sulla pagina fb del gruppo.

XXCO/ Giorno dopo giorno e poi anno dopo anno per appassionarsi all’architettura del Novecento

ordine-architetti-como-caniTanti architetti per un libro sull’architettura del XX secolo in provincia di Como scritto da un non-architetto. Un libro [Nodolibri, Como 2016,264 pagg., 25 euro], nato sul web coi post dei due blog  SistemaComo2015Journal e XXCOecoinformazioni, ma diverso da quello letto quotidianamente da migliaia di persone on line  nel 2016.  Diverso perché ordinato cronologicamente, perché rivisto e arricchito, perché diviso in sezioni ciascuna introdotta da un testo, perché corredato da cartine, bibliografia e indici. Ne hanno parlato il 28 febbraio, nella sede dell’Ordine degli architetti,  a una sessantina di persone, l’autore Fabio Cani e Lorenza Ceruti. Negli interventi di Ceruti e del pubblico oltre che gli apprezzamenti entusiastici per un lavoro ampio e documentatissimo, agile e completo, preciso e senza tecnicismi e generatore di curiosità,  anche la consapevolezza che il libro, come le migliori guide, fa scoprire edifici interessanti e pregevoli che spesso non vengono considerati con la giusta attenzione e permette di raccontare la storia dell’architettura del XX secolo in provincia di Como. Per ora disponibile solo il primo volume che si ferma al 1945. Presto ci sarà anche il secondo.  E l’autore minaccia – scherzando (forse) –  anche un terzo volume con tutto ciò che non c’è stato nei primi due e nel 2016 sui blog.

28 febbraio/ XXCO all’Ordine degli architetti

Martedì 28 febbraio 2017, alle ore 18, presso la sede dell’Ordine degli Architetti (Novocomum, viale Sinigaglia 1), si presenta, con un dialogo tra l’autore Fabio Cani e Lorenza Ceruti, il primo volume di XXCO – L’architettura del XX secolo in provincia di Como, ovvero le schede già pubblicate quotidianamente on-line durante tutto il 2016 anche su un blog dedicato di ecoinformazioni.

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Costruita giorno per giorno, con 366 schede al suo attivo, e quasi duemila immagini, XXCO è una ricerca sull’architettura comasca del Novecento, ma più ancora una ricerca sulla storia del territorio. Nonostante le molte pagine spese al riguardo, da non pochi anni, infatti, il Novecento comasco resta un grande sconosciuto. Ciò vale per le vicende politiche, per quelle economiche, per quelle culturali. L’architettura non fa eccezione.

Intorno ai pochi elementi messi in risalto (Sant’Elia, il Razionalismo) c’è uno sfondo quasi completamente sfocato. Certo, mettere mano a una “storia dell’architettura del Novecento nel Comasco” è impresa piuttosto impegnativa, anche e soprattutto perché mancano – fatte le debite eccezioni – i materiali di base. L’ambizione di XXCO è proprio questa: cominciare ad accumulare elementi che possano essere utilizzati per ulteriori elaborazioni, revisioni, approfondimenti e ripensamenti. E quindi proporre, accanto ai consacrati capolavori dei maestri, anche opere meno note, ma altrettanto capaci di delineare un panorama complesso, variegato, stimolante.

Per l’intero 2016, una scheda quotidianamente disponibile on-line (su www.jsc15.it/terre/xxcoxxcoecoinformazioni.wordpress.com) ha scandito le tappe della ricerca, che poi è stata rielaborata per essere pubblicata in due volumi, con gli edifici riorganizzati in serie cronologiche, separate dal fondamentale crinale del 1945, con la fine della guerra e del fascismo e la conquista della democrazia.
Il primo volume, con le architetture dal 1900 al 1945, è disponibile dal dicembre scorso, il secondo, con le realizzazioni degli anni 1946-2000, lo sarà a breve. Per i primi quarantacinque anni del secolo, sono disponibili 151 schede; ovvero: l’eclettismo e il revivalismo di inizio secolo, gli esperimenti modernisti, l’affermazione dello stile razionalista coi capolavori della metà degli anni Trenta, la lunga durata di modelli più moderati, la seconda generazione del Movimento Moderno.

 

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