La prossima Como: non per le elezioni ma per la democrazia

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Prima presentazione “alla stampa” di La prossima Como e la prima cosa che Marco Lorenzini tiene a sottolineare è che questa rete di soggetti politici non è nata per le elezioni, ma in seguito a un percorso che, radicato in molti fronti di impegno, generali e locali (per la pubblicità dell’acqua, per la Cittadella della salute a Como, contro il Ttip, per la Costituzione, nella rete Como senza frontiere ecc.), si è espresso negli ultimi mesi in uno sforzo di approfondimento delle realtà e dei problemi della città e del territorio.

Ci sono due priorità, secondo Lorenzini: un problema di democrazia e un’esigenza di ridistribuzione dei saperi e delle possibilità (anche economiche). Quindi La prossima Como non si pone la questione di un’eventuale gestione del potere, bensì quella di contribuire alla capacità di generare trasformazioni collettive. I nodi politici si concentrano nella valutazione critica dell’esperienza del centrosinistra («una stagione finita») e nella considerazione dell’attuale giunta Lucini (per la quale è inevitabile una «valutazione critica ponderata»). Di qui una rivendicazione di “discontinuità” a fronte delle citate esigenze di “redistribuzione”, il che significa non tanto semplicemente forme di assistenza, ma piuttosto la promozione di partecipazione e di cambiamento.

La rete non è quindi una somma di sigle politiche, ma un terreno comune su cui provare a costruire qualcosa di profondamente nuovo, e anche qualcosa di autenticamente unitario («Como è uno dei pochi luoghi in cui si sta cercando di aprire percorsi unitari» ha rimarcato Marco Lorenzini).

Su questi concetti è tornato anche Fabrizio Baggi, che ha sottolineato l’importanza del prossimo incontro di sabato 4 marzo, dalle 9.30 nella Sala Stemmi del Municipio di Como, in cui nuovi contributi di conoscenza e approfondimento saranno presentati e in cui verrà anche resa pubblica la Carta dei valori da sottoscrivere da parte di chi vorrà partecipare al percorso.

Gli attuali consiglieri comunali di Paco-Sel, Luigino Nessi e Celeste Grossi, hanno sottolineato il legame tra l’esperienza in corso e quella prossima. Luigino Nessi ha ricordato il grande lavoro di inclusione fatto in questi anni, a favore degli strati più deboli della popolazione; Celeste Grossi ha parlato di futuro e di speranze, senza negare i problemi con questa giunta («Paco-Sel è stata nella maggioranza in modo leale ma senza soggezione  e in alcuni casi votando contro), ma proponendo soprattutto l’esigenza di mettere a punto scelte utili e praticabili, che coinvolgano la cittadinanza in modo attivo e ricordando come anche in Italia non sia più tempo di candidature alla Clinton quanto piuttosto alla Sanders.

Nonostante l’insistenza dei giornalisti presenti, non è stato fatto nessun nome di possibili candidati o candidate, né per il sindaco né per il consiglio. È stato invece proposto un ribaltamento del metodo (o meglio: un riassestamento della logica): prima i programmi e poi i nomi. Sperando che la città capisca… [Fabio Cani, ecoinformazioni]

Il prossimo appuntamento de La prossima Como è sabato 4 marzo dalle 9,30 nella Sala Stemmi del Comune di  Como.

 

Già on line sul canale di ecoinformazioni anche tutti gli altri video della presentazione alla stampa de La prossima Como.

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