Ambiente

Mal’aria/ Inquinamento eccellenza lombarda

Presentazione del dossier mal’aria. Per rientrare nei parametri dell’Oms le città dovrebbero ridurre mediamente del 33% le attuali concentrazioni di pm10. A Milano, già oltre i 25 giorni su 35 di superamento Dei parametri europei. Legambiente: «Così non va. Le misure di emergenza, applicate a posteriori, non servono». Una sintesi di legambiente Lombardia del rapporto Mal’aria delle città.

Un gennaio grigio smog, quello appena trascorso, con il vento arrivato in modo provvidenziale a ripulire l’aria trattenendo, per il prossimo futuro, l’ultimo scampolo di giornate di sforamento dei parametri europei. Troppo poco per affrontare un intero anno all’insegna dell’inquinamento.

«Se è vero che, guardando ai trend di lungo periodo, nei decenni abbiamo assistito ad un indiscutibile miglioramento della qualità dell’aria respirata dai cittadini lombardi, – chiosa Barbara Meggetto, presidente di Legambiente Lombardia – è anche vero che il miglioramento non scalza il primato negativo che la Lombardia, e in generale, la Pianura Padana, detengono rispetto al resto d’Europa. Basta un’annata con condizioni atmosferiche come quelle vissute a gennaio e a vanificare ogni passo in avanti. Forse di passi, ne servono molti e molti di più».

Nel mese di gennaio, i dati relativi all’inquinamento da polveri sottili misurati nei capoluoghi lombardi si pongono in decisa controtendenza rispetto al 2021: il mese di gennaio 2022 ha presentato, complessivamente, un conto dell’inquinamento che fa segnare rispetto all’anno precedente un peggioramento severo, di oltre il 35% come media riferita alle concentrazioni misurate nei capoluoghi di provincia nel loro complesso, con dati particolarmente negativi nelle città di Monza e Milano, seguite dalle città della bassa pianura. Solo Sondrio, Varese e Lecco sono riuscite a mantenere un dato medio di qualità dell’aria all’interno dei valori richiesti dalle norme europee (40 microgrammi/mc), ma comunque molto superiore alla raccomandazione Oms (15 microgrammi/mc).

Il fenomeno di accumulo delle polveri sottili è stato preoccupante anche come durata, soprattutto a Monza e Milano, dove nell’arco di un solo mese sono stati ‘consumati’, rispettivamente, ben 23 e 25 dei 35 giorni annui in cui le norme europee consentono di eccedere la soglia limite per la salute, costituita dalla concentrazione di 50 microgrammi di PM10 per metro cubo di aria.

«I polmoni dei lombardi, proprio durante il picco dei contagi covid, sono stati messi a dura prova dallo smog – dichiara Damiano Di Simine, responsabile scientifico di Legambiente Lombardia – con una Regione che ha assistito impotente alla crescita degli inquinanti, attivando misure di contenimento inefficaci presenti nel Protocollo firmato dalle Regioni del Nord, che però si sono rivelate tardive e a macchia di leopardo. Le limitazioni a traffico e sistemi di riscaldamento sono necessarie per cercare di limitare i danni dello smog alla salute, ma devono essere attivate in modo tempestivo, con una comunicazione istituzionale adeguata e mobilitando le polizie locali per prevenzione e controlli».

Appare evidente che anche di fronte alla revisione della Direttiva europea sulla qualità dell’aria, che avrà parametri più vicini a quelli dell’Oms, occorra mettere in campo azioni trasversali a tutti i settori della vita quotidiana per rientrare in tabelle più stringenti, in particolare nei settori che maggiormente contribuiscono allo smog con le loro emissioni: motori diesel, allevamenti intensivi e combustione di biomasse.

Per raggiungere gli obiettivi raccomandati dall’Oms, Milano dovrebbe ridurre le concentrazioni annuali di PM10 del 50%, così come Brescia, Lodi, Mantova e Cremona.

Per il PM2,5, particolato più fine che maggiormente desta preoccupazione per la salute, l’obiettivo di riduzione per città come Milano e Cremona dovrebbe essere addirittura tra il 75 e 80% su base annua.

Stessa sorte per il biossido di azoto, NO2, con una riduzione ipotizzata al 74% per Milano, seguite da Como, Bergamo, Pavia e Monza che dovranno ridurre le concentrazioni annuali del 68%.

La strada da fare per mettere fuori legge i veicoli inquinanti, riqualificare il patrimonio edilizio e renderlo meno inquinante, vietare lo spandimento invernale di liquami sui campi, ridurre il numero di capi allevati e ridurre il traffico automobilistico e congestione stradale nelle città è ancora tanta, e gli obiettivi di buona qualità dell’aria sono ancora lontani, ma non impossibile da raggiungere. [Legambiente Lombardia]

Va all’articolo Mal’aria di città con il testo completo del Rapporto di legambiente.

Mal’Aria di città/ Consigli per la lettura

Non è una bella lettura il rapporto Mal’Aria di città 2022 di legambiente. Sapendo che delle 50 mila persone che quest’anno moriranno prematuramente a causa dell’inquinamento dell’aria molte saranno a Como e che tra loro potrebbe esserci ciascuno di noi è forse troppo triste, meglio lasciar perdere. Eppure nel Rapporto che ogni anno definisce la qualità di ciò che respiriamo (attenzione non illudetevi: la mascherina è vitale, ma molte sostanze pericolose sono ben più piccole dei virus e inesorabilmente la trapassano) ci sono informazioni che possono limitare il danno o almeno affrontarlo consapevolmente.

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4 febbraio/ Circolo Ambiente “Ilaria Alpi” e Testa di Rapa/ Stop al consumo di suolo a Erba

Una petizione rivolta al Consiglio Comunale di Erba per chiedere  l’immediato stop al consumo di suolo. A lanciare la proposta il Circolo Ambiente “Ilaria Alpi” e l’associazione Testa di Rapa, che la presenteranno venerdì 4 febbraio 2022.

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Terza linea morta

Associazioni ambientaliste e di promozione sociale, esperti, forze politiche sostengono l’assoluta improponibilità dell’anacronistica idea della terza linea dell’inceneritore. Molte le alternative possibili per evitare morti, disastri ambientali e sperpero di denaro pubblico. La proposta di Europa verde – Verdi di Como: «un depuratore bioraffineria invece di un nuovo megainceneritore di fanghi. 57 milioni di euro, la cui ripartizione tra pubblico e privato non è ancora chiara, per la costruzione di un inceneritore di fanghi è un’operazione rischiosa per la salute dei cittadini, di nessuna utilità e nemmeno innovativa.

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No Canturina bis/ Firme contro l’asfalto

Sono quasi 400 le prime firme raccolte in mezza giornata a Figino Serenza durante il presidio del 22 gennaio del Coordinamento per la mobilità sostenibile – No Canturina bis, proprio per esprimere dissenso verso il progetto di una nuova strada che dovrebbe anche attraversare il Parco delle Groane e della Brughiera.

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22 gennaio/ No Canturina Bis/ Comincia la raccolta firme

Sabato 22 gennaio, il Comitato per la mobilità sostenibile – No Canturina bis sarà a Figino Serenza con un presidio informativo per sensibilizzare e informare cittadine e cittadini sulla campagna di contrasto alla nuova opera stradale, e in sostegno a forme di mobilità più ecologiche (miglioramento dei servizi di trasporto pubblico, potenziamento delle ferrovie esistenti, attuazione della mobilità integrata ferro-gomma).

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Come l’idrogeno cambia il clima

Nella serata di venerdì 17 dicembre si è tenuta online la conferenza conclusiva sull’informazione sul cambiamento climatico organizzata dall’associazione Battito d’ali nell’ambito del progetto Il futuro è oggi. Il titolo della serata, seconda delle due programmate nell’iniziativa Clima 1 – Uomo 0 autogol! Cambiamenti climatici e la partita che bisogna vincere, era Effetto collaterale.

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Polveri e satira/ Umorismo ambientale

Purtroppo non è satira, ma triste, mortifera realtà. Il 27 dicembre, a fronte dell’ennesimo superamento (rispetto alle blande indicazioni delle norme) della quantità nell’aria della città di Como delle polveri sottili e di altre sostanze pericolose, con conseguente grave danno alla salute degli e delle abitanti, è stato emanato il consueto provvedimento umoristico. La Lombardia è eccellente anche in questo. In esso vengono minuziosamente elencate una serie di disposizioni (non applicate e per lo più incontrollabili) invece dell’unico provvedimento efficace che è il blocco della circolazione conseguente all’orgia consumistica del natale (la minuscola è intenzionale: il Natale è altra cosa). Manca solo il divieto di scorreggia per i cani. Il resto c’è.

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17 dicembre/ Battito d’ali/ Effetto collaterale

Battito d’ali, per il progetto Il futuro è oggi, presenta due incontri sul tema dei cambiamenti climatici e su come essi influenzano la nostra vita, dal titolo Clima 1 – Uomo 0 autogol! Cambiamenti climatici e la partita che bisogna vincere. Il secondo incontro, Effetto collaterale, sulla Cop26, si terrà online sulla pagina facebook dell’associazione.

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