Consiglio comunale

Il Consiglio comunale di Como di lunedì 3 maggio 2010

Prosegue stancamente il dibattito sul Bilancio preventivo di Palazzo Cernezzi, Liberi per Como si distingue dalla maggioranza.

 Soddisfazione per la consigliera Roberta Marzorati, Per Como, nelle preliminari al Consiglio comunale di lunedì 3 maggio dopo il ritiro del concorso per un posto ai Servizi sociali del Comune ritenuto troppo “mirato” per una persona di cui «avevamo già scritto il nome noi e lo avevamo messo in una busta». (altro…)

Il Consiglio comunale di Como di giovedì 29 aprile 2010

Tumultuosa seduta quella del Consiglio comunale di giovedì 29 aprile. Una sessantina di dipendenti della Ca’ d’industria, che da due mesi presidiano il Consiglio, hanno rimarcato la propria presenza urlando «più volte Ca’ d’industria! Dimissioni!» e vari altri slogan contro il Cda della Fondazione e le sue decisioni. (altro…)

Il Consiglio comunale di Como di giovedì 22 aprile 2010

Manca il numero legale salta la seduta sul bilancio del Comune di Como. Bruni non riesce a tenere in aula la propria maggioranza neanche sulla delibera fondamentale per l’amministrazione. I lavoratori della Ca’ d’industria continuano a presidiare il Consiglio fra l’indifferenza del Pdl. (altro…)

Il Consiglio comunale di Como di lunedì 19 aprile 2010

Nella seduta di lunedì 19 aprile è ripresa la discussione sulla delibera di indirizzo per la Ca’ d’industria nel Consiglio comunale di lunedì 19 aprile. Una seduta, per la prima volta, ripresa con i mezzi del Comune e contestualmente proiettata in Sala stemmi per il pubblico accorso, una sessantina di persone, oltre alla ventina che è entrata nella sala consiliare. (altro…)

Il cda della Ca’ d’industria rispetti il Consiglio comunale

Il consiglio di amministrazione della Cà d’Industria per Paco non deve decidere niente fino a quando non finisce il dibattito in Consiglio comunale.

Dopo la sospensione della seduta speciale sulla Ca’ d’industria a Palazzo Cernezzi non si trova un accordo sulla data per riprendere il dibattito sulla delibera che chiede la «revisione della posizione recentemente assunta in merito all’esternalizzazione della cucina» e di «garantire, per il futuro, la salvaguardia delle gestione diretta (in house) di tutte le funzioni collegate direttamente alle persone».  Leggi l’articolo

Il Consiglio comunale di Como di martedì 30 marzo 2010

Liberi per Como e i liberal del Pdl attaccano, insieme alle minoranze, l’immobilismo del sindaco sulla Ca’ d’industria. Più di cento persone fra dipendenti, comparsi anche con dei cappelli da cuoco, parenti degli ospiti, sindacalisti e cittadini hanno partecipato alla seduta speciale del Consiglio comunale comasco sulla Ca’ d’industria di martedì 30 marzo. Leggi l’articolo

Il consiglio comunale di Como di lunedì 15 marzo

I lavoratori della Cà d’industria vanno ancora in Consiglio. L’ostruzionismo delle minoranze blocca l’approvazione del Documento di inquadramento.

«Quale è il risultato del suo impegno per la Cà d’industria?» ha chiesto Donato Supino, Prc, nelle preliminari del Consiglio comunale di lunedì 15 marzo. «Ho già incontrato il presidente Pellegrino – ha risposto Bruni – e lo incontrerò ancora premo dell’incontro in Commissione mercoledì. Non escludo in maniera assoluta le esternalizzazioni – ha aggiunto il primo cittadino – o il suo contrario, ma punto alla qualità del servizio e alla garanzia dei posti di lavoro».
Nel frattempo una settantina di lavoratori si è presentata in Consiglio e si è trasferita in Sala stemmi a fare il punto sulla situazione con alcuni rappresentanti sindacali.
«Abbiamo raccolto 142 firme in 2 ore ad Albate per la provocatoria petizione separazione da Como – ha spiegato Alessandro Rapinese, Area 2010 – volevo ricordarlo per riportare il disagio e il malcontento dei cittadini comaschi»
«Le strade sono una vergogna!» si è accalorato Emanuele Lionetti, Liberi per Como «dovremmo vergognarci tutti, noi consiglieri, e se i cittadini avessero il coraggio di sputarci in faccio, io questo sputo non lo riceverò».
Il suo capogruppo Luigi Bottone ha invece attaccato sulla convenzione, stipulata con l’Enel nel ’95, per la gestione dei punti luce «su 11 mila 9 mila sono dell’Enel, siamo vincolati», ed ha aggiunto, leggendo il testo, «qui si parla di sostituzioni settimanali? Cosa è stato fatto? Il Comune ha segnalato i guasti?». Il consigliere ha quindi chiesto delucidazioni sui fondi Fas utilizzati per la Navigazione laghi.
L’assemblea di Palazzo Cernezzi ha quindi affrontato il Documento di inquadramento presentato dal sindaco.
«Un quadro prodromico al Pgt – ha affermato Bruni – si cominciano a capirei criteri e i contenuti del lavoro». Con un «metodo concertativo di sussidiarietà urbanistica e collaborazione fra pubblico e privato che si devono parlare».
«Ci sono tanti appartamenti invenduti – ha ammesso il sindaco – ma siamo comunque di fronte ad una emergenza abitativa e bisogna pensare all’housing sociale». Per questo è fondamentale per Bruni l’intervento in tre aree con dei Programmi integrati di intervento (Pii): l’area ex Trevitex, l’ex Tintoria Lombarda e l’ex Seminario.
Finito il discorso introduttivo del sindaco Mario Lucini, Pd, ha chiesto un voto pregiudiziale sul documento, perché non passata al vaglio delle Circoscrizioni; con i voti della maggioranza, astenuti Liberi per Como e Arturo Arcellaschi, Pdl, la proposta è stata respinta.
Il documento proposto andava approvato entro il 31 di marzo ed è stato interpretato da alcuni come un escamotage per poter far passare altri interventi edilizi prima del Pgt che potrebbe bloccare le possibilità di edificazione in città, uno dei motivi per la sequela di Piani attuativi presentati in Consiglio negli ultimi mesi, ancora possibili grazie al Piano regolatore in vigore. Un argomento piuttosto complicato che nell’ordine dei lavori doveva essere affrontato in una serata con un provvedimento d’urgenza.
Per questo le minoranze hanno fatto ostruzionismo prendendo la parola e utilizzando tutto il tempo a loro disposizione, anche perché non è un provvedimento da attuare obbligatoriamente ed il Comune di Como non è obbligato ad adottarlo.
Molte le critiche piovute sull’elaborato.
«Sono molto deluso dai contenuto di questo documento – ha dichiarato Lucini – che è raffazzonato e frutto di un taglia e incolla», un’affermazione suffragata dall’elencazione di alcuni refusi nel testo. Il presidente della Commissione urbanistica ha anche chiesto: «dove sono i dati aggiornati sulle proposte urbanistiche?». Un confronto è stato fatto con i documenti consimili di altri Comuni lombardi come Milano, Monza e Lissone che per il consigliere democratico sono molto più precisi nei termini della definizione delle linee guida con riferimenti precisi che mancano nell’elaborato proposto.
«S vuole smaltire una serie di progetti in sospeso – ha attaccato Silvia Magni, Pd – non si ha a cuore il bene della città». «Stiamo guardando da due anni tanti piccoli pezzi separati – ha aggiunto la consigliera, che ha nuovamente chiesto al sindaco di relazionare sullo stato di avanzamento del Pgt – senza uno sguardo d’insieme sulla città».
«Davvero deludente la proposta di campus al S. Martino», uno dei punti citati nel documento, per Bruno Magatti, Paco, «non sono neanche previste strutture sportive».
«Se si parla di housing sociale perché non vengono sistemati i 78 appartamenti vuoti del Comune – ha chiesto Mario Molteni, Per Como – prima di fare nuovi interventi?». «Il Pgt doveva già essere approvato – ha proseguito e concluso – va cercata la colpa della sua mancata approvazione una colpa politica. Prima venga fatto il Pgt e poi andremo avanti».
Data l’ora tarda la seduta è stata sospesa senza che sia stata finita la discussione sul documento. [Michele Donegana, ecoinformazioni

I lavoratori della Cà d’industria vanno ancora in Consiglio. L’ostruzionismo delle minoranze blocca l’approvazione del Documento di inquadramento.
«Quale è il risultato del suo impegno per la Cà d’industria?» ha chiesto Donato Supino, Prc, nelle preliminari del Consiglio comunale di lunedì 15 marzo. «Ho già incontrato il presidente Pellegrino – ha risposto Bruni – e lo incontrerò ancora premo dell’incontro in Commissione mercoledì. Non escludo in maniera assoluta le esternalizzazioni – ha aggiunto il primo cittadino – o il suo contrario, ma punto alla qualità del servizio e alla garanzia dei posti di lavoro».Nel frattempo una settantina di lavoratori si è presentata in Consiglio e si è trasferita in Sala stemmi a fare il punto sulla situazione con alcuni rappresentanti sindacali.«Abbiamo raccolto 142 firme in 2 ore ad Albate per la provocatoria petizione separazione da Como – ha spiegato Alessandro Rapinese, Area 2010 – volevo ricordarlo per riportare il disagio e il malcontento dei cittadini comaschi»«Le strade sono una vergogna!» si è accalorato Emanuele Lionetti, Liberi per Como «dovremmo vergognarci tutti, noi consiglieri, e se i cittadini avessero il coraggio di sputarci in faccio, io questo sputo non lo riceverò».Il suo capogruppo Luigi Bottone ha invece attaccato sulla convenzione, stipulata con l’Enel nel ’95, per la gestione dei punti luce «su 11 mila 9 mila sono dell’Enel, siamo vincolati», ed ha aggiunto, leggendo il testo, «qui si parla di sostituzioni settimanali? Cosa è stato fatto? Il Comune ha segnalato i guasti?». Il consigliere ha quindi chiesto delucidazioni sui fondi Fas utilizzati per la Navigazione laghi.L’assemblea di Palazzo Cernezzi ha quindi affrontato il Documento di inquadramento presentato dal sindaco.«Un quadro prodromico al Pgt – ha affermato Bruni – si cominciano a capirei criteri e i contenuti del lavoro». Con un «metodo concertativo di sussidiarietà urbanistica e collaborazione fra pubblico e privato che si devono parlare».«Ci sono tanti appartamenti invenduti – ha ammesso il sindaco – ma siamo comunque di fronte ad una emergenza abitativa e bisogna pensare all’housing sociale». Per questo è fondamentale per Bruni l’intervento in tre aree con dei Programmi integrati di intervento (Pii): l’area ex Trevitex, l’ex Tintoria Lombarda e l’ex Seminario.Finito il discorso introduttivo del sindaco Mario Lucini, Pd, ha chiesto un voto pregiudiziale sul documento, perché non passata al vaglio delle Circoscrizioni; con i voti della maggioranza, astenuti Liberi per Como e Arturo Arcellaschi, Pdl, la proposta è stata respinta.Il documento proposto andava approvato entro il 31 di marzo ed è stato interpretato da alcuni come un escamotage per poter far passare altri interventi edilizi prima del Pgt che potrebbe bloccare le possibilità di edificazione in città, uno dei motivi per la sequela di Piani attuativi presentati in Consiglio negli ultimi mesi, ancora possibili grazie al Piano regolatore in vigore. Un argomento piuttosto complicato che nell’ordine dei lavori doveva essere affrontato in una serata con un provvedimento d’urgenza.Per questo le minoranze hanno fatto ostruzionismo prendendo la parola e utilizzando tutto il tempo a loro disposizione, anche perché non è un provvedimento da attuare obbligatoriamente ed il Comune di Como non è obbligato ad adottarlo.Molte le critiche piovute sull’elaborato.«Sono molto deluso dai contenuto di questo documento – ha dichiarato Lucini – che è raffazzonato e frutto di un taglia e incolla», un’affermazione suffragata dall’elencazione di alcuni refusi nel testo. Il presidente della Commissione urbanistica ha anche chiesto: «dove sono i dati aggiornati sulle proposte urbanistiche?». Un confronto è stato fatto con i documenti consimili di altri Comuni lombardi come Milano, Monza e Lissone che per il consigliere democratico sono molto più precisi nei termini della definizione delle linee guida con riferimenti precisi che mancano nell’elaborato proposto.«S vuole smaltire una serie di progetti in sospeso – ha attaccato Silvia Magni, Pd – non si ha a cuore il bene della città». «Stiamo guardando da due anni tanti piccoli pezzi separati – ha aggiunto la consigliera, che ha nuovamente chiesto al sindaco di relazionare sullo stato di avanzamento del Pgt – senza uno sguardo d’insieme sulla città».«Davvero deludente la proposta di campus al S. Martino», uno dei punti citati nel documento, per Bruno Magatti, Paco, «non sono neanche previste strutture sportive».«Se si parla di housing sociale perché non vengono sistemati i 78 appartamenti vuoti del Comune – ha chiesto Mario Molteni, Per Como – prima di fare nuovi interventi?». «Il Pgt doveva già essere approvato – ha proseguito e concluso – va cercata la colpa della sua mancata approvazione una colpa politica. Prima venga fatto il Pgt e poi andremo avanti».Data l’ora tarda la seduta è stata sospesa senza che sia stata finita la discussione sul documento. [Michele Donegana, ecoinformazioni]

Il Consiglio comunale di Como di giovedì 11 marzo 2010

Bruni incontra per la prima volta i lavoratori della Cà d’industria a cui non promette nulla salvo di «sentire anche l’altra campana». Nella notte il Pdl approva i nuovi condomini, alti quasi sino a 20 metri, all’ex Frey di Albate, la Lega e Liberi per Como si smarcano.

La Cà d’industria ha occupato le preliminari al Consiglio comunale di giovedì 11 marzo ha iniziato Donato Supino, Prc, chiedendo al sindaco di «far di tutto per far revocare lo sciopero, tenendo presente che 5 dei 7 membri del cda sono nominati dal Comune e che la legge dà diritto al prefetto ed al sindaco di intervenire per raffreddare le vertenze». Un affondo poi contro la consigliera Flavia Farina «se gestisce la Cà d’industria come ha gestito la Spt, svendendo il noleggio…». «Non può essere che una società pubblica abbia come contraente una società anonima, dovrà rivelare i nomi» ha incalzato Marcello Iantorno, Pd, riferendosi alla ditta contraente l’appalto per le mense, «per tutelare le persone anziane va garantito un rapporto costante, non cambiare quelle che sono diventati i loro punti di riferimento» ha aggiunto Roberta Marzorati, Per Como. «Bisogna andare oltre l’incontro di mercoledì prossimo, serve un’iniziativa politica» ha quindi dichiarato Bruno Magatti, Paco, raccogliendo il plauso dei lavoratori presenti.
La seduta è stata quindi sospesa, ancor prima di cominciare, per dar modo di fare un incontro fra amministratori e lavoratori della Cà d’industria in Sala stemmi.
Quasi 120 persone hanno occupato la sala attigua e il sindaco ha per la prima volta incontrato i dipendenti della struttura assistenziale comasca e i loro rappresentanti sindacali.
«L’esternalizzazione è stata attuata in una maniera molto criticabile – ha esordito il segretario generale della Cgil Alessandro Tarpini – non sono state rispettate le procedure, ci sarà sicuramente un peggioramento della qualità e non c’è chiarezza su quelle che sono le prospettive del medio periodo».
«La Fondazione ha totale autonomia» ha precisato il sindaco Bruni che ha ammesso «non c’è chiarezza neanche per me», che non si è impegnato a favore delle richieste dei lavoratori ma ha assicurato che incontrerà il presidente Pellegrino per «sentire entrambe le campane».
Ripresa la seduta consiliare è ripreso il dibattito sul progetto di riqualificazione dell’area ex industriale della Frey.
Contrarietà all’opera sono arrivate, come nelle sedute precedente, sia dai banchi della maggioranza, con Emanuele Lionetti, Liberi per Como, o Guido Martinelli, Lega, «se questi Piani attuativi sono permessi dal Paino regolatore, allora il problema è il Prg», sia dalle minoranze.
Una breve discussione è sorta sull’interpretazione dell’intervento, se considerarlo in deroga al Prg oppure no, così come interpretato dagli uffici competenti.
Una seduta sempre più stanca e sfilacciata sino alla replica del sindaco come assessore competente.
«Tutto ciò che può essere fatto in attuazione del Prg è legittimamente atteso dall’operatore – ha affermato il primo cittadino di Como – noi abbiamo indotto in lui delle aspettative, tutto ciò che è in più dobbiamo rinegoziarlo». Per la questione della deroga ha chiarito: «Non si tratta di questo ma ci si mette a un tavolo e si definisce una possibilità di pattuizione diversa».
Un intervento comunque positivo quello di Albate per Bruni anche perché «si è sostituito un edificato vecchio con uno di dimensioni minori, con una sostanziale diminuzione delle volumetrie, ancorché disposte in un’altra maniera».
È iniziata così la discussione di 6 emendamenti alla deliberazione e di 3 ordini del giorno. Una discussione che si è protratta nel cuore della notte, dopo l’approvazione della prosecuzione ad oltranza della seduta voluta dal Pdl, contrari gli altri gruppi di maggioranza, oltre alle opposizioni.
Tutti bocciati tranne quello proposto da Liberi per Como che chiede «qualora non si giungesse alla stipula della convenzione tra costruttori e Comune entro sei mesi dalla data di approvazione del piano di recupero, il Consiglio Comunale pretenderà l’integrale riesame della stessa allo scopo di adeguarla al quadro normativo vigente e adeguandone i valori a quelli correnti al momento della stipula».
Parere favorevole anche a 2 degli ordini del giorno. Sono stati approvati quello proposto dalla maggioranza che inviata il sindaco a spingere l’amministrazione provinciale a creare il nuovo collegamento Como – Cantù – Mariano Comense, per alleggerire il traffico ad Albate, e quello proposto dalla Lega perché i proventi degli oneri di urbanizzazione vengano investiti nel quartiere di Albate.
Vista la stanchezza e le defezioni raggiunte le 2 e 20 di notte, Supino ha chiesto una verifica del numero legale. Non avendolo raggiunto la seduta è stata aggiornata dopo un quarto d’ora quando è stato approvato l’intervento dal solo Pdl, mentre le opposizioni, la Lega e Liberi per Como hanno votato contro. [Michele Donegana, ecoinformazioni]

Il Consiglio comunale di Como di lunedì 8 marzo 2010

I lavoratori della Cà d’industria tornano a Palazzo Cernezzi. Salta la seduta di lunedì 8 marzo per la mancanza dell’intero gruppo della Lega e di altri esponenti della maggioranza.

Cà d’industria al centro delle preliminari del Consiglio comunale di lunedì 8 marzo, dopo il presidio, davanti alla Prefettura, dei dipendenti e di alcuni parenti avvenuto nella stessa mattinata contro l’esternalizzazione delle mense, che potrebbe essere il preludio ad altri interventi simili e che ha messo in allarme i 32 dipendenti del settore.
«Abbiamo avuto la disponibilità ei vertici della Cà d’industria per un incontro» ha annunciato Emanuele Lionetti, Liberi per Como. Bruno Magatti, Paco, ha affermato «rispetto al Consiglio di amministrazione radicale e sostanziale difformità». «Perché per delle responsabilità di altri devono pagare i lavoratori?» ha chiesto Donato supino, Prc, domandando l’intervento del sindaco come mediatore.
Il sindaco si è quindi sentito in dovere di intervenire sottolineando la propria «attenzione assoluta e totale – anche se – non possiamo influenzare le decisioni della Fondazione». Comunque ha rassicurato «incontrerò il presidente Pellegrino nei prossimi giorni e parteciperò alla Commissione che discuterà della questione, dopo, se lo riterrò opportuno, prenderò delle iniziative».
«L’assessore Molinari può fare un’inchiesta sulla via Milano alta – ha chiesto Roberta Marzorati, Per Como – per verificare il numero di veicoli che si fermano per andare nei negozi?»; per la consigliera solo l’1 per cento si arresta per frequentare i negozi dirimpetto e per questo spera in una futura pedonalizzazione o inversione del senso di marcia.
«Le strade della città sono pinene di buche – è intervenuto Luigi Bottone, Liberi per Como – non si possono chiedere i danni alle ditte che hanno fatto male i lavori?».
Anche le elezioni regionali hanno fatto capolino «in via Castelnuovo ci sono cartelloni abusivi della Lega!» ha denunciato Silvia Magni, Pd, chiedendo l’intervento dei vigili, seguita da Magatti «ormai è una consuetudine, le regole valgono solo quando si appartiene ad un dio minore».
Molte le assenze fra i banchi della maggioranza, tra cui spiccava quella dell’intero gruppo della Lega. Per questo all’appello, uscite le minoranze, è mancato il numero legale (solo 20 i presenti compreso il sindaco).
La seduta è stata dichiarata deserta ed aggiornata a giovedì prossimo, quando dovrà riprendere la discussione sull’intervento nell’area ex Frey di Albate.
Nel frattempo i lavoratori e parenti della Cà d’industria presentatisi in Consiglio, una settantina, hanno preso posto in Sala stemmi dove hanno esposto le loro ragioni e relazionato sull’incontro avuto col prefetto in mattinata ai consiglieri comunali presenti «sono state dette delle falsità, le mense del S. Anna sono in gestite in forma diretta» ha chiarito Matteo Mandressi della Funzione pubblica Cgil. [Michele Donegana, ecoinformazioni]

Ecoinformazioni è un circolo Arci

Anche ecoinformazioni in Pressenza