Il consiglio comunale di Como di lunedì 15 marzo

I lavoratori della Cà d’industria vanno ancora in Consiglio. L’ostruzionismo delle minoranze blocca l’approvazione del Documento di inquadramento.

«Quale è il risultato del suo impegno per la Cà d’industria?» ha chiesto Donato Supino, Prc, nelle preliminari del Consiglio comunale di lunedì 15 marzo. «Ho già incontrato il presidente Pellegrino – ha risposto Bruni – e lo incontrerò ancora premo dell’incontro in Commissione mercoledì. Non escludo in maniera assoluta le esternalizzazioni – ha aggiunto il primo cittadino – o il suo contrario, ma punto alla qualità del servizio e alla garanzia dei posti di lavoro».
Nel frattempo una settantina di lavoratori si è presentata in Consiglio e si è trasferita in Sala stemmi a fare il punto sulla situazione con alcuni rappresentanti sindacali.
«Abbiamo raccolto 142 firme in 2 ore ad Albate per la provocatoria petizione separazione da Como – ha spiegato Alessandro Rapinese, Area 2010 – volevo ricordarlo per riportare il disagio e il malcontento dei cittadini comaschi»
«Le strade sono una vergogna!» si è accalorato Emanuele Lionetti, Liberi per Como «dovremmo vergognarci tutti, noi consiglieri, e se i cittadini avessero il coraggio di sputarci in faccio, io questo sputo non lo riceverò».
Il suo capogruppo Luigi Bottone ha invece attaccato sulla convenzione, stipulata con l’Enel nel ’95, per la gestione dei punti luce «su 11 mila 9 mila sono dell’Enel, siamo vincolati», ed ha aggiunto, leggendo il testo, «qui si parla di sostituzioni settimanali? Cosa è stato fatto? Il Comune ha segnalato i guasti?». Il consigliere ha quindi chiesto delucidazioni sui fondi Fas utilizzati per la Navigazione laghi.
L’assemblea di Palazzo Cernezzi ha quindi affrontato il Documento di inquadramento presentato dal sindaco.
«Un quadro prodromico al Pgt – ha affermato Bruni – si cominciano a capirei criteri e i contenuti del lavoro». Con un «metodo concertativo di sussidiarietà urbanistica e collaborazione fra pubblico e privato che si devono parlare».
«Ci sono tanti appartamenti invenduti – ha ammesso il sindaco – ma siamo comunque di fronte ad una emergenza abitativa e bisogna pensare all’housing sociale». Per questo è fondamentale per Bruni l’intervento in tre aree con dei Programmi integrati di intervento (Pii): l’area ex Trevitex, l’ex Tintoria Lombarda e l’ex Seminario.
Finito il discorso introduttivo del sindaco Mario Lucini, Pd, ha chiesto un voto pregiudiziale sul documento, perché non passata al vaglio delle Circoscrizioni; con i voti della maggioranza, astenuti Liberi per Como e Arturo Arcellaschi, Pdl, la proposta è stata respinta.
Il documento proposto andava approvato entro il 31 di marzo ed è stato interpretato da alcuni come un escamotage per poter far passare altri interventi edilizi prima del Pgt che potrebbe bloccare le possibilità di edificazione in città, uno dei motivi per la sequela di Piani attuativi presentati in Consiglio negli ultimi mesi, ancora possibili grazie al Piano regolatore in vigore. Un argomento piuttosto complicato che nell’ordine dei lavori doveva essere affrontato in una serata con un provvedimento d’urgenza.
Per questo le minoranze hanno fatto ostruzionismo prendendo la parola e utilizzando tutto il tempo a loro disposizione, anche perché non è un provvedimento da attuare obbligatoriamente ed il Comune di Como non è obbligato ad adottarlo.
Molte le critiche piovute sull’elaborato.
«Sono molto deluso dai contenuto di questo documento – ha dichiarato Lucini – che è raffazzonato e frutto di un taglia e incolla», un’affermazione suffragata dall’elencazione di alcuni refusi nel testo. Il presidente della Commissione urbanistica ha anche chiesto: «dove sono i dati aggiornati sulle proposte urbanistiche?». Un confronto è stato fatto con i documenti consimili di altri Comuni lombardi come Milano, Monza e Lissone che per il consigliere democratico sono molto più precisi nei termini della definizione delle linee guida con riferimenti precisi che mancano nell’elaborato proposto.
«S vuole smaltire una serie di progetti in sospeso – ha attaccato Silvia Magni, Pd – non si ha a cuore il bene della città». «Stiamo guardando da due anni tanti piccoli pezzi separati – ha aggiunto la consigliera, che ha nuovamente chiesto al sindaco di relazionare sullo stato di avanzamento del Pgt – senza uno sguardo d’insieme sulla città».
«Davvero deludente la proposta di campus al S. Martino», uno dei punti citati nel documento, per Bruno Magatti, Paco, «non sono neanche previste strutture sportive».
«Se si parla di housing sociale perché non vengono sistemati i 78 appartamenti vuoti del Comune – ha chiesto Mario Molteni, Per Como – prima di fare nuovi interventi?». «Il Pgt doveva già essere approvato – ha proseguito e concluso – va cercata la colpa della sua mancata approvazione una colpa politica. Prima venga fatto il Pgt e poi andremo avanti».
Data l’ora tarda la seduta è stata sospesa senza che sia stata finita la discussione sul documento. [Michele Donegana, ecoinformazioni

I lavoratori della Cà d’industria vanno ancora in Consiglio. L’ostruzionismo delle minoranze blocca l’approvazione del Documento di inquadramento.
«Quale è il risultato del suo impegno per la Cà d’industria?» ha chiesto Donato Supino, Prc, nelle preliminari del Consiglio comunale di lunedì 15 marzo. «Ho già incontrato il presidente Pellegrino – ha risposto Bruni – e lo incontrerò ancora premo dell’incontro in Commissione mercoledì. Non escludo in maniera assoluta le esternalizzazioni – ha aggiunto il primo cittadino – o il suo contrario, ma punto alla qualità del servizio e alla garanzia dei posti di lavoro».Nel frattempo una settantina di lavoratori si è presentata in Consiglio e si è trasferita in Sala stemmi a fare il punto sulla situazione con alcuni rappresentanti sindacali.«Abbiamo raccolto 142 firme in 2 ore ad Albate per la provocatoria petizione separazione da Como – ha spiegato Alessandro Rapinese, Area 2010 – volevo ricordarlo per riportare il disagio e il malcontento dei cittadini comaschi»«Le strade sono una vergogna!» si è accalorato Emanuele Lionetti, Liberi per Como «dovremmo vergognarci tutti, noi consiglieri, e se i cittadini avessero il coraggio di sputarci in faccio, io questo sputo non lo riceverò».Il suo capogruppo Luigi Bottone ha invece attaccato sulla convenzione, stipulata con l’Enel nel ’95, per la gestione dei punti luce «su 11 mila 9 mila sono dell’Enel, siamo vincolati», ed ha aggiunto, leggendo il testo, «qui si parla di sostituzioni settimanali? Cosa è stato fatto? Il Comune ha segnalato i guasti?». Il consigliere ha quindi chiesto delucidazioni sui fondi Fas utilizzati per la Navigazione laghi.L’assemblea di Palazzo Cernezzi ha quindi affrontato il Documento di inquadramento presentato dal sindaco.«Un quadro prodromico al Pgt – ha affermato Bruni – si cominciano a capirei criteri e i contenuti del lavoro». Con un «metodo concertativo di sussidiarietà urbanistica e collaborazione fra pubblico e privato che si devono parlare».«Ci sono tanti appartamenti invenduti – ha ammesso il sindaco – ma siamo comunque di fronte ad una emergenza abitativa e bisogna pensare all’housing sociale». Per questo è fondamentale per Bruni l’intervento in tre aree con dei Programmi integrati di intervento (Pii): l’area ex Trevitex, l’ex Tintoria Lombarda e l’ex Seminario.Finito il discorso introduttivo del sindaco Mario Lucini, Pd, ha chiesto un voto pregiudiziale sul documento, perché non passata al vaglio delle Circoscrizioni; con i voti della maggioranza, astenuti Liberi per Como e Arturo Arcellaschi, Pdl, la proposta è stata respinta.Il documento proposto andava approvato entro il 31 di marzo ed è stato interpretato da alcuni come un escamotage per poter far passare altri interventi edilizi prima del Pgt che potrebbe bloccare le possibilità di edificazione in città, uno dei motivi per la sequela di Piani attuativi presentati in Consiglio negli ultimi mesi, ancora possibili grazie al Piano regolatore in vigore. Un argomento piuttosto complicato che nell’ordine dei lavori doveva essere affrontato in una serata con un provvedimento d’urgenza.Per questo le minoranze hanno fatto ostruzionismo prendendo la parola e utilizzando tutto il tempo a loro disposizione, anche perché non è un provvedimento da attuare obbligatoriamente ed il Comune di Como non è obbligato ad adottarlo.Molte le critiche piovute sull’elaborato.«Sono molto deluso dai contenuto di questo documento – ha dichiarato Lucini – che è raffazzonato e frutto di un taglia e incolla», un’affermazione suffragata dall’elencazione di alcuni refusi nel testo. Il presidente della Commissione urbanistica ha anche chiesto: «dove sono i dati aggiornati sulle proposte urbanistiche?». Un confronto è stato fatto con i documenti consimili di altri Comuni lombardi come Milano, Monza e Lissone che per il consigliere democratico sono molto più precisi nei termini della definizione delle linee guida con riferimenti precisi che mancano nell’elaborato proposto.«S vuole smaltire una serie di progetti in sospeso – ha attaccato Silvia Magni, Pd – non si ha a cuore il bene della città». «Stiamo guardando da due anni tanti piccoli pezzi separati – ha aggiunto la consigliera, che ha nuovamente chiesto al sindaco di relazionare sullo stato di avanzamento del Pgt – senza uno sguardo d’insieme sulla città».«Davvero deludente la proposta di campus al S. Martino», uno dei punti citati nel documento, per Bruno Magatti, Paco, «non sono neanche previste strutture sportive».«Se si parla di housing sociale perché non vengono sistemati i 78 appartamenti vuoti del Comune – ha chiesto Mario Molteni, Per Como – prima di fare nuovi interventi?». «Il Pgt doveva già essere approvato – ha proseguito e concluso – va cercata la colpa della sua mancata approvazione una colpa politica. Prima venga fatto il Pgt e poi andremo avanti».Data l’ora tarda la seduta è stata sospesa senza che sia stata finita la discussione sul documento. [Michele Donegana, ecoinformazioni]

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