Consiglio comunale

Il Consiglio comunale di Como di giovedì 4 marzo 2010: Ca’ d’industria

La seduta di giovedì 4 marzo è stata sospesa per un’ora per sentire le ragioni di un’ottantina di lavoratori della Ca’ d’industria contrari all’esternalizzazione del servizio di preparazione dei pasti.

Mentre si svolgevano le preliminari un’ottantina di lavoratori, con i rappresentanti sindacali confederali, di tutti i diversi servizi della Cà d’industria hanno fatto capolino in consiglio, con cartelli, magliette, casacche bianche e uno striscione con scritto «Giù le mani dalla Cà d’industria».
Emanuele Lionetti, Liberi per Como, ha così chiesto una sospensiva per poter sentire le ragioni dei dipendenti della Fondazione creata dal Comune di Como.
L’ente comasco ha una piena autonomia economica e finanziaria rispetto al Comune ma nel suo Consiglio di amministrazione quest’ultimo esprime 5 dei 7 rappresentanti (gli altri due sono di nomina regionale e provinciale).
Supino e Vincenzo Sapere, Gruppo misto – socialisti, si sono associati alla richiesta posta dal consigliere ex leghista, accolta dalla Giunta che ha permesso una sospensione e invitato tutti a trasferirsi nella vicina Sala stemmi, dove a rappresentare il sindaco ci sarebbero stati l’assessore al patrimonio Cenetiempo e la vicesindaca Ezia Molinari.
«Il presidente Pellegrino aveva promesso in Consiglio comunale un anno fa di non dare n gestione nessuno dei servizi della Fondazione» hanno ricordato i rappresentanti sindacali che hanno denunciato il comportamento scorretto del Consiglio di amministrazione nell’affidamento della preparazione dei pasti ad una ditta esterna «non hanno rispettato i termini di legge, non siamo stati avvisati del bando quando c’è una tempisti precisa».
I lavoratori hanno fatto presente che la ditta che prenderà in gestione la preparazione dei pasti ha avuto un primo approccio informale garantendo i posti di lavoro per due anni, ma forte è la paura di non avere una prospettive oltre quella data e che questo sia un primo passo verso la esternalizzazione anche di altri servizi.
Il confronto fra amministratori e lavoratori è durato per più di un’ora, e sono intervenuti anche i consiglieri di amministrazione della Cà d’industria Romolo Vivarelli e Franco Mercuri, con momenti di forte tensione, anche con l’assessore Cenetiempo che ha giustificato dati i vantaggi economici le esternalizzazioni.
La vicesindaca ha concluso la riunione promettendo un incontro del Consiglio con il cda dell’ente, una richiesta presentata formalmente in serata da Liberi per Como.
L’assemblea di Palazzo Cernezzi ha così affrontato la deliberazione sul recupero dell’area ex Frey, un intervento che convince poco anche fra le file della maggioranza. «Il quartiere di Albate è stato violentato negli ultimi anni – ha dichiarato Stefano Rudilosso, Pdl – con una cementificazione selvaggia».
Molte le critiche sulle altezze, mentre la consigliera Magni ha ciesto lumi sul Pgt e la relazione promessa dal sindaco, ma anche sulla piazza prospettata, «è impossibile definirla piazza» ha dichiarato l’architetto Dario Valli, Area 2010.
La discussione si è protratta sino alla mezzanotte quando sono stati presentati tre emendamenti e un ordine del giorno, che verrano discussi nella prossima seduta. [Michele Donegana, ecoinformazioni]

Il Consiglio comunale di Como di venerdì 4 marzo 2010: le preliminari

Nelle preliminari della seduta di giovedì 4 marzo micropolveri, traffico, segnaletica e rifiuti nelle preliminari.

«L’atteggiamento dell’assessore all’ambiente è di arroganza – ha dichiarato Donato supino, Prc, durante le preliminari al Consiglio comunale di giovedì 4 marzo – non dà il necessario supporto affinché si chiarisca la faccenda dell’appalto dei rifiuti».
Attenzione per i problemi del PM10 anche per le periferie ha chiesto Luigi Bottone, Liberi per Como, dopo il posizionamento della nuova attrezzatura, che dovrebbe abbattere le micro polveri, sul tetto di Palazzo Cernezzi.
Mario Lucini, Pd, ha invece posto all’attenzione del Consiglio l’apertura di un nuovo cantiere in via Cardina, con disagi per i residenti, dato il traffico di mezzi pesanti e i rischi per la stabilità della strada, oltre ad un caso di abusivismo poco distante, in via Cascina Marii, un cantiere già segnalato in cui sarebbero ripresi i lavori. Silvia Magni, Pd, ha chiesto di migliorare e sistemare la segnaletica in piazzale Anna Frank all’ingresso dell’autostrada,
Marcello Iantorno, Pd, ha attaccato la Giunta per la gestione del’appalto per la raccolta dei rifiuti: «Pare che assessori e sindaco vogliano restituire la cauzione lasciata da Econord». Una cifra dell’ordine di 1,7 milioni di euro già incassati dal Comune che per l’avvocato comasco possono in parte rimanere nelle casse dell’amministrazione. Contrariato il sindaco che è intervenuto a margine dell’assemblea: «non sa di cosa sta parlando…». [Michele Donegana, ecoinformazioni]

Il Consiglio comunale di Como di giovedì 25 febbraio 2010

Bocciata la mozione pro Haiti. I dipendenti della Cà d’industria vanno in Consiglio comunale.

Donato Supino, Prc, ha attaccato nuovamente, chiedendone le dimissioni, l’assessore al verde Peverelli per la gara d’appalto per la raccolta sui rifiuti da rifare dopo che l’unico partecipante, Econord, non ha raggiunto i requisiti minimi. Per il consigliere comunista il problema fondamentale è stato mettere la disponibilità della piattaforma ecologica già all’interno del bando: «qualcuno ha parlato di poter dare al vincitore della gara via Somigliana, ma è un deposito non una piattaforma ecologica».
Roberta Marzorati, Per Como, ha rilevato una situazione di possibile pericolo per la salute dei residenti nei pressi di un palazzo tra viale Masia e via Recchi da cui stanno per essere asportati pannelli di eternit.
Marcello Iantorno, Pd, ha segnalato alcune zone, come in via Dante, dove non funzionano gli impianti di illuminazione.
L’inizio della seduta è stata movimentato dalla presenza di una trentina di dipendenti della Cà d’industria con uno striscione, prontamente riavvolto dopo l’indicazione del presidente del Consiglio Pastore, con scritto «Giù le mani dalla Cà d’industria».
Nessun consigliere ha riportato nella preliminari la presenza dei lavoratori, che si sono spostati in Sala stemmi, assieme ad alcuni esponenti delle minoranze e il rappresentate per le opposizioni nel Consiglio di amministrazione dell’ente assistenziale comasco Romolo Vivarelli, che era stato interpellato dai consiglieri per alcuni chiarimenti.
Una riunione parallela a quella consiliare molto accesa che ha visto in alcuni momenti in difficoltà l’esponente del Cda aziendale quando ha riferito come altre realtà abbiano esternalizzato il servizio mensa «in realtà come l’Ospedale S. Anna è stato già fatto» ha dichiarato, «e come si fa senza cucina nel caso in cui un anziano soffra di dissenteria e abbia bisogno di un piatto di riso in bianco mettiamo alle quattro del pomeriggio?» è stata la risposta di uno dei lavoratori che temono per il proprio posto di lavoro (potrebbero essere 32 gli esuberi).
Il Consiglio comunale ha invece affrontato la mozione, presentata da Iantorno, che prevedeva di impegnare nel futuro Bilancio di previsione 2010 «un importo fino all’0,80 per cento della somma dei primi tre titoli delle entrate correnti per sostenere i programmi di cooperazione e gli interventi di solidarietà internazionale in favore della popolazione haitiana».
La maggioranza su pressione di alcuni suoi componenti in primis Massimo Serrentino, Pdl, si è ritirata per discutere il da farsi.
Rientrato in aula ha preso la parola Luigi Bottone, Liberi per Como, per dissentire dalla decisione presa, il voto contrario, «restituirò il gettone di presenza e me ne vado» ha dichiarato lasciando l’aula.
Marco Butti, Pdl, ha giustificato il voto contrario citando un documento «condiviso all’unanimità» dalla Commissione terza sulla solidarietà internazionale e gli interventi della protezione civile comasca, lasciando aperta una possibilità «un domani quando stileremo il Bilancio di previsione potremo sicuramente dare continuità a questa linea» oltre alla formazione di un tavolo di confronto.
«Io faccio parte di quella Commissione – ha recisamente comunicato Franco Fragolino, Pd – ma non ho messo la firma su nessun documento! Non è mai stato definito nessun documento…».
Iantorno ha presentato quindi un paio di emendamenti, bocciati entrambi.
Arrivati al voto finale, senza dichiarazioni, la mozione per Haiti, sostenuta dalle minoranze, è stata bocciata dalla maggioranza, salvo un paio di astensioni. [Michele Donegana, ecoinformazioni]

Il Consiglio comunale di Como di lunedì 22 febbraio 2010

Esternalizzata la mensa della Cà d’industria e da rifare la gara d’appalto per la raccolta dei rifiuti. Bocciata la mozione a favore dell’Autunno musicale, le minoranze vanno in ordine sparso.

«Pellegrino ha approfittato della situazione – ha dichiarato Donato Supino, Prc, dopo l’intervento dei Nas che hanno fatto chiudere le cucine della Ca’ d’industria – esternalizzando il servizio che coinvolge 32 dipendenti». «Pellegrino si era impegnato a non esternalizzare nulla – ha proseguito Supino – chiedo che la Giunta intervenga». Il consigliere comunista ha poi continuato, nelle preliminari al consiglio comunale di lunedì 22 febbraio, chiamando in causa l’assessore Peverelli «stasira em savü che la gara d’appalto de la rüdera l’è stada blucada». Subito si è scatenata la polemica con l’assessore che ha chiesto di parlare in italiano («lu po fa i matrimoni in dialett e mi podi minga parlà…» ha risposto Supino).
Come si legge in un comunicato di Palazzo Cernezzi la Econord Spa, «unica partecipante alla gara indetta dall’amministrazione comunale per l’affidamento dei servizi di nettezza urbana, è stata esclusa dalla gara. L’impresa, infatti, avendo totalizzato per la parte tecnica un punteggio pari a 30, non ha raggiunto la soglia minima prevista di 36 punti».
Per l’assessore le affermazioni del consigliere comunista «sono solo falsità! Mi scriva che le risponderò e le farò notare dove sbaglia».
Roberta Marzorati, Per Como, ha denunciato «sono allibita. Si risponde a caso? Se faccio una interrogazione voglio risposte serie!» riferendosi ad una sul muro del lungolago.
Arturo Arcellaschi, Pdl, ha segnalato alcune buche in un paio di incroci in città.
Dopo l’appello i lavori si sono subito impastoiati in una serie di disquisizioni procedurali.
La Conferenza dei capigruppo aveva deciso a maggioranza di sospendere la discussione sul piano di intervento nell’area ex Frey di Albate e di affrontare le mozioni sospese, la prima quella sull’Autunno musicale.
Da lì le critiche delle minoranze e di parte della maggioranza con richieste di chiarimenti procedurali. Solo dopo una sospensione, chiesta dalla maggioranza che è poi rientrata in aula ricompattata, si è proceduto con una votazione per vedere che argomento affrontare e si è così passati ad affrontare la mozione.
La decina di persone fra il pubblico provenienti da Albate interessate alle sort del proprio quartiere hanno quindi abbandonato l’aula.
Marcello Iantorno, Pd, ha quindi spiegato la proposta di sostegno all’Autunno musicale comasco ripercorrendone la storia ed i successi nell’arco degli ultimi quarant’anni, citando tra l’altro i commenti favorevoli di diverse personalità del mondo della cultura nazionale, Moni Ovadia, o internazionale, Jack Lang, ex ministro della cultura Francese.
Un discorso fiume che ha ricordato non solo la produzione musicale e culturale ma anche l’archivio posseduto dalla Fondazione.
«Dei contenuti poco coraggiosi – ha precisato Alessandro Rapinese, Area 21010 – non c’è un impegno oggettivo per cui non la voterò».
Più duro Emanuele Lionetti, Liberi per Como, «per la sede a Villa Olmo non ha mia pagato il canone di locazione, e per anni ha goduto dell’appoggio del Comune, della Regione  e dello Stato per centinaia di migliaia di euro! Dopo tutti questi anni non sono riusciti a coinvolgere la città».
A difendere la mozione sono intervenuti Bruno saladino, Pd, «negli anni ’70 ha fatto una bella stagione culturale, naturalmente le inadempienze vanno censurate, ma non si può attuare un divorzio così netto, si possono pensare a sinergie con il Conservatorio e il riutilizzo del Politeama», e Dario Valli, Area 2010, «l’Autunno musicale non era elitario ma una ricchezza assoluta per la città che ha formato una generazione. Bisogna anche pensare in funzione del’Expo 2015».
Proprio su questo ha insistito Luca Gaffuri, Pd, «altre Province hanno già fatto accordi organici con Milano presentando le loro eccellenze culturali», che ha poi attaccato l’assessore alla cultura Gaddi chiedendogli conto della Consulta dell’associazionismo della promozione del razionalismo e di altri punti che avevano determinato l’appoggio delle Pd alle grandi mostre.
Di qui parte delle minoranze, Supino, Bruno Magatti, Paco, e Vincenzo Sapere, Gruppo misto, si sono discostate dal Pd puntando il dito contro la politica culturale più in generale del Comune e la destinazione dei fondi per le grandi mostre, arrivando ad alcuni battibecchi fra opposizioni che hanno fatto sorridere fra i banchi della maggioranza.
Nella replica Iantorno si è infervorato, andando sopra le righe, contro i consiglieri di maggioranza, tacciati di ignavia, e di mancanza di rispetto interrompendo poi più volte il capogruppo Pdl Marco Butti, che ha cercato pacatamente di ribattere.
Ai voti la mozione è stata bocciata con i voti della maggioranza, più Magatti, Sapere e Rapinese, l’astensione di Supino ed i voti favorevoli del Pd e Per Como. [Michele Donegana, ecoinformazioni]

Il Consiglio comunale di Como del 18 febbario 2010

Dopo le preliminari per chiedere chiarezza fiscal, ancora paratie e mancata convocazione del Consiglio sul Pgt la seduta del 18 febbraio ha trattato la questione dei condomini in via Pannilani ed il recupero dell’ex Teatro Cressoni.

Nelle preliminari al Consiglio comunale di giovedì 18 febbraio Roberta Marzorati, Per Como, ha chiesto nuovamente chiarezza sulla questione dell’Iva al 10 o al 20 per cento per il cantiere della paratie «vogliamo vedere le fatture! Fino ad oggi l’aliquota era errata? Ci saranno delle sanzioni?». Marcello Iantorno, Pd, ha quindi presentato un’interrogazione per avere delucidazioni sulla querelle fra Comune e architetti sul cantiere delle paratie, con il primo che imputa ai secondi varie mancanze progettuali.
Silvia Magni, Pd, ha invece segnalato la mancanza di illuminazione in un tratto di Dante oltre alla necessità di una sistemazione della segnaletica per l’attraversamento pedonale all’altezza della Telecom nella stessa via. «Signor sindaco – ha concluso la consigliera democratica – le ricordo che siamo ancora in attesa di una convocazione Consiglio comunale per sentirla relazionare sull’avanzamento dei lavori per la definizione del Pgt».
Insediata l’assemblea il sindaco nella sua funzione di assessore ha presentato il primo dei punti all’ordine del giorno una deliberazione per permettere la costruzione di nuovi condomini in via Pannilani.
Si tratterà di 29 unità immobiliari che si alterneranno in un blocco movimentato da altezze diverse da 3 a 5 piani. Un’edificazione che si inserisce e prosegue quelle approvate pochi mesi fa dal Consiglio, tanto che è previsto il completamento di un collegamento ciclopedonale con un nuovo ponte sul Cosia.
914 metri quadri verranno monetizzati mentre 400 saranno ceduti oltre ad una striscia di rispetto del torrente.
Le minoranze per voce di Donato Supino, Prc, hanno lamentato l’incompletezza dei documenti consegnati in formato elettronico, per fare economie il Comune non dà più copie cartacee.
«C’erano 7.309,50 metri cubi di possibilità di costruzione, si realizza la stessa cifra, c’è uno sfruttamento al millimetro» ha precisato Bruno Magatti, Paco, che si è poi scagliato contro le continue monetizzazioni che per il consigliere vanno a detrimento degli interessi della collettività.
Anche dalla maggioranza è piovuta qualche critica con Emanuele Lionetti, Liberi per Como, che ha dichiarato la propria «avversione agli edificatori» e ad un «Piano regolatore vergognoso che ingrassa le imprese edili».
Una piccola diatriba è nata dal parere, contrario, della Circoscrizione che ha dato adito a differenti interpretazioni.
Alla votazione finale la maggioranza ha approvato la proposta con i voti contrari delle minoranze.
Il Consiglio ha quindi affrontato la proposta di recupero dell’ex Teatro Cressoni in pieno centro storico. Vincolata la facciata verranno ridistribuiti gli spazi interni in 1110 metri quadri residenziali, 573 commerciali e 371 direzionali. 1338 metri quadri di standard verranno ceduti per circa 377mila euro. Magatti ha proposto di convertire i proventi delle monetizzazioni in appartamenti di edilizia popolare anche per non creare zone e quartieri ghetto e promuovere integrazione sociale, ma senza risultati.
L’intervento è stato approvato dalla maggioranza e dalle minoranze, tranne Magatti, Supino e Vincenzo Sapere, Gruppo misto.
Il sindaco ha così esposto il piano di recupero dell’area ex Frey ad Albate un esempio di «trattative virtuose, non è vero che accettiamo tutte le proposte che vi vengono fatte. Non eravamo d’accordo e abbiamo chiesto delle modifiche». «Le altezze erano eccessive, 7 piani – ha spiegato il primo cittadino – da lì il ribassamento di due piani». Si tratta di 132 unità immobiliari (per 220 residenti), per 25mila metri cubi edificati, su 8.300 metri quadri, di cui 959 commerciali, su 5 piani più un seminterrato ed uno sotterraneo (garage). Un vasto spazio, 5.794 metri quadri, verrà ceduto per fare una piazza che si affaccerà sulla canturina, posteggi saranno invece posti verso la stazione (998 metri quadri per 119mila euro verranno monetizzati).
Preoccupazioni sono nate per la viabilità e l’ingresso sulla via Canturina oltre ad una questione formale, posta da Mario Lucini, Pd, sulla presentazione dei pareri degli uffici. Dei nodi che verranno sciolti, data la sospensione per l’ora tarda, nella prossima seduta di lunedì 22 febbraio. [Michele Donegana, ecoinformazioni]

Il Consiglio comunale di Como di lunedì 15 febbraio 2010

Schermaglie sul muro fra sindaco e opposizione nella seduta di lunedì 15 febbraio. Verrà abbattuta la torre scenica de Teatro sociale.

«Vi annuncio un’interpellanza per chiarire la questione dell’Iva al 10 o al 20 per cento per il cantiere delle paratie», così Roberta Marzorati, Per Como, che ha chiesto chiarimenti sulle spese per il muro del lungolago nelle preliminari del Consiglio comunale di lunedì 15 gennaio. Sulla stessa opera è intervenuto Marcello Iantorno, Pd, «chiediamo un Consiglio straordinario per capire se il danno è stato già prodotto in fase progettuale ed è vero che sia possibile quantificarlo a 1,7 milioni di euro». Il consigliere democratico ha poi attaccato i responsabili del cantiere «l’ingegner Ferro e Viola sono stai sfiduciati da questo Consiglio, avrebbero dovuto avere la sensibilità di dimettersi».
«In questa assemblea non c’è più neanche la buona educazione. Io né minaccio, né prendo in giro – è intervenuto il sindaco Bruni – per quanto riguarda la questione suddetta ho comunicato quanto detto dalla Conferenza di servizi». «Un organismo obiettivo e fuori dalla mischia – ha precisato il primo cittadino – che ha affermato che si tratta di errori progettuali non di un’attuazione sbagliata».
All’attacco si è lanciato poi anche Luca Gaffuri, Pd, «un tempo si diceva promuovere per rimuovere, ora assistiamo all’esatto contrario – ha detto riferendosi all’ex Assessore Caradonna dimesso e mandato a Infrastrutture lombarde – dovremmo istituire una cassa integrazione per ex assessori ci permetterebbe di evitare cose mai aspettate…».
Silvia Magni, Pd, ha chiesto di trovare una soluzione all’uscita delle scuole in via Madruzza, con macchine posteggiate che intralciano il traffico e ragazzi costretti a camminare in mezzo alla strada, Vittorio Mottola, Pd, ha chiesto la sistemazione dell’illuminazione nel centro di Sagnino, «città di Volta? Ma dove?», dove il buio ha permesso un furto in un bar. Giampiero Ajani, Lega, ha chiesto delucidazioni sulla chiusura anticipata di una mostra in Biblioteca comunale, mentre Marco Butti, Pdl, è tornato «sulla sicurezza in città nello specifico in piazza Roma», dove finti posteggiatori molestano chi lascia la macchina.
Appena insediato il Consiglio il presidente Pastore ha chiesto l’inversione dei lavori e la posticipazione della discussione sull’Autunno musicale per parlare invece della sistemazione del retro del Teatro Sociale. Dato il disaccordo delle minoranze si è andati ai voti dove la maggioranza ha deciso di attuare lo scambio di argomenti.
«Siamo stati costretti ad usare una procedura d’urgenza – si è giustificato l’assessore Faverio durante la spiegazione della delibera – dato che i tempi erano estremamente stretti e abbiamo avuto un parere favorevole dalla Sovrintendenza solo il 25 gennaio».
Il progetto, così come già approvato dalla Giunta, prevede l’abbattimento della torre scenica dell’Arena del Teatro Sociale, edificata negli anni ’30, per 10.351 metri cubi, mentre ne verranno riedificati altri 1.480, di cui 344 fuori terra.
«C’è una convenzione con i Palchettisti per un utilizzo da parte del Comune dell’area?» ha chiesto Gaffuri, «ci sarà un impegno di spesa anche per il Comune dato che è comproprietario del Teatro?» ha aggiunto Bruno Magatti, Paco. Più voci hanno chiesto tempo per vedere le carte e la possibilità di aggiornare la seduta ma tutto l’incartamento deve essere prodotto entro venerdì 19 febbraio e Faverio ha ribadito la mancanza di tempo.
L’assessore assieme all’ingegner Laria ha precisato che i Palchettisti hanno preso l’impegno a concedere lo spazio per lo sviluppo culturale e turistico. I soldi per l’intervento, oltre che da un contributo regionale verranno raccolti lasciando l’area a parcheggio a pagamento durante il periodo invernale e con l’accensione di un mutuo le cui rate verranno coperte con l’affitto del ristorante (ora in ristrutturazione) sul fronte del Teatro.
Dopo una consultazione le minoranze hanno chiesto per bocca di Gaffuri di posporre la discussione della delibera per aver più tempo per riflettere, ma la maggioranza ha votato contro la proposta.
La minoranza ha quindi chiesto di riqualificare l’area ma di non lasciarla a posteggio nell’ottica dell’apertura dell’autosilo del Valduce che andrà a coprire i bisogni della zona.
Per questo hanno proposto un emendamento alla deliberazione bocciato dalla maggioranza con Area 2010.
Durante il dibattito finale anche le opposizioni hanno votato a favore, «per il bene della città» come ha precisato Mottola, tranne il solo Alessandro Rapinese, Area 2010, che ha votato contro e le astensioni di Donato Supino, Prc, e Gianni Imperiali, Pd. [Michele Donegana, ecoinformazioni]

Il Consiglio comunale di Como di lunedì 8 febbraio 2010

La maggioranza a Palazzo Cernezzi nella seduta del Consiglio di lunedì 8 febbraio ha bocciato tutte le proposte in favore del trasporto ferroviario.

Nelle preliminari al Consiglio comunale Pasquale Buono, Pdl, si è espresso contro i vandalismi che hanno colpito i servizi igienici dei giardinetti di via Italia Libera.
Mario Lucini, Pd, dopo l’inaugurazione del cantiere per la Pedemontana, si è scagliato contro la tangenziale di Como definendola ridicola: «avremo solo una mezza tangenziale di due chilometri e a pedaggio; chi mai la utilizzerà? È una situazione che supera la soglia del ridicolo».
Luigi Bottone, Liberi per Como, ha chiesto di intervenire con una deviazione alla foce della roggia Valeria, a Villa Olmo, da dove periodicamente si hanno versamenti di gasolio nel lago.
Il suo compagno di gruppo Emanuele Lionetti ha invece denunciato la situazione delle strutture utilizzate dalla polizia locale: la tettoia per i mezzi puntellata e lo spogliatoio femminile inagibile.
Sempre per Liberi per Como è intervenuto Carlo Ghirri «il nostro gruppo ritiene di dissociarsi da qualunque decisione presa sulla gara d’appalto per i rifiuti urbani», per la nuova formazione consiliare «non c’è stata una gara ma un rinnovo di contratto, con tra l’altro l’aumento dei costi».
Roberta Marzorati, Per Como, ha annunciato la consegna di una petizione con firme raccolte per denunciare la situazione ambientale in via Milano: «tutti i ragazzi che seguo residenti lì hanno problemi respiratori!».
«Domenica i vialetti del Cimitero maggiore erano impraticabili» ha dichiarato Vincenzo Sapere, Gruppo misto, che ha chiesto la pulizia dalla neve anche nei cimiteri cittadini una volta finita l’emergenza per strade e marciapiedi.
Il consiglio ha quindi ripreso la discussione sui trasporti pubblici, la “cura del ferro”, alla presenza di 20-30 pendolari comaschi.
«Non si respira più!» ha precisato Donato Supino, Prc, che si è detto d’accordo con la proposta esposta dal capogruppo del Pd Luca Gaffuri, e che ha chiesto risorse per attuarla e «cambiare la logica di questo modello di sviluppo». «Bisogna fare scelte chiare! Per questo ho votato contro la Pedemontana, non aprioristicamente ma argomentando a favore del sistema del ferro in città – ha proseguito – e per questo sono contrario alla terza corsia dell’autostrada».
«L’utilizzo del trasporto pubblico è un problema culturale – ha esordito Bruno Magatti, Paco – io li utilizzo frequentemente ed ho visto ben pochi amministratori pubblici utilizzarli». Il consigliere della rondine ha quindi ricordato la proposta, approvata, di una linea circolare che collegasse la stazione di S. Giovanni con zone poco servite, come via Crispi, che però non ha ancora avuto attuazione e il progetto di metrotramvia.
Marco Butti, Pdl, ha lodato gli interventi dell’ex assessore comunale Caradonna e di quello provinciale Tambini verso le Ferrovie Nord per un miglioramento del servizio e ha citato gli interventi di ristrutturazione e miglioramento delle stazioni di Grandate – Breccia e Como Nord Camerlata, prendendo posizione contro la proposta delle minoranze. «Non è che votare contro questa delibera voglia dire essere contro i pendolari» ha sottolineato il capogruppo del Pdl che si è detto fiducioso nella capacità d dialogo dell’Amministrazione provinciale.
Un discorso che ha irritato Vittorio Mottola, Pd, intervenuto di petto contro l’esponente del Pdl, chiedendogli di entrare nel merito della questione con un tono anche sopra le righe, raccogliendo gli applausi del pubblico.
Dopo la proposta di Bottone di votare per punti è nata una querelle sulle modalità di votazione su cui è intervenuto per chiarimento il vicesegretario Emoroso.
«A Brescia sono stati pagati 5 milioni di euro per nuovo materiale rotabile, a Biella è stata fatta una gara per avere un nuovo gestore del trasporto ferroviario» ha replicato Gaffuri rimarcando la possibilità di un intervento pubblico per un miglioramento del servizio ferroviario. «Como si deve pensare come città capoluogo – ha aggiunto il capogruppo del Pd – a Cantù il Consiglio comunale ha votato all’unanimità per il potenziamento della Como – Lecco».
Ai voti il primo punto della delibera, che chiedeva in maniera prioritaria all’assessore regionale ai trasporti e al presidente Formigoni il ripristino di un collegamento internazionale di almeno un treno all’ora sulla linea del S. Gottardo, è stato approvato con i voti favorevoli delle minoranze e di Liberi per Como e l’astensione della maggioranza. Approvata anche la «riqualificazione e ristrutturazione delle stazioni ferroviarie di S. Giovani e Albate Camerlata» e chiedere l’incremento dei collegamenti con le stazioni da parte di Asf.
Bocciati invece da tutta la maggioranza il potenziamento della Como – Lecco, lo stimolo alla nascita della metrotramvia, la sosta agevolata per i pendolari a S. Giovanni (che ha suscitato gli applausi ironici del pubblico al grido di «venite a Milano tutti i giorni con noi!» e «non avete rispetto!») e l’interscambio modale alla Stazione di Camerlata – Albate. Non sono passate poi il trovare soluzioni per la sosta dei veicoli a ridosso del confine per chi utilizza la stazione di Chiasso, riqualificare piazzale S. Gottardo e i vicini giardini, un info-point per i turisti a S. Giovanni e una campagna di informazione per incentivare l’utilizzo dei servizi ferroviari come i treni da Albate a Chiasso (attualmente due all’ora).
Al della delibera nel suo complesso, le sole parti approvate, la maggioranza ha bocciato tutto, mentre il pubblico, con anche il consigliere Sapere, è uscito urlando «vergogna!».
Dopo una sospensiva di dieci minuti chiesta e ottenuta da Iantorno per preparare l’argomento successivo, una proposta delle minoranze sull’Autunno musicale, i lavori non sono più ripresi. Parte della maggioranza ha abbandonato l’aula, nonostante il rientro in aula di Iantorno la seduta non è ripresa celermente e dopo quaranta minuti di stasi l’assemblea è stata aggiornata alla settimana prossima. [Michele Donegana, ecoinformazioni]

Il Consiglio comunale di Como di lunedì 1 febbraio 2010

Bocciata la proposta di un aiuto ulteriore alle persone che offrono di forte disagio sociale. Proposta una Commissione per indirizzare il sindaco sulla sicurezza. I Verdi protestano, tra il pubblico, per l’inerzia sul superamento dei livelli di PM10.

Sicurezza in città al centro delle preliminari del consiglio comunale di lunedì 1 febbraio. Maggiori controlli nelle ore serali ai Portici Plinio ha chiesto Silvia Magni, Pd: «Mi è stato riferito di episodi spiacevoli, con bande di adolescenti che infastidiscono i passanti con cui cercano a volte di attaccare briga, in alcuni casi anche minacciando con coltelli!».
Il capogruppo del nuovo raggruppamento Liberi per Como, Luigi bottone, ha invece presentato la proposta di formazione di una «Commissione speciale per la sicurezza-controllo del territorio-polizia locale», per supportare ed aiutare il sindaco «a prevenire qualsiasi fenomeno di vandalismo», dare indirizzi guida al Consiglio per «reprimere qualsiasi forma di violenza/ reati che potrebbero sorgere nel territorio comasco» e infime «studiare le problematiche di tutti i quartieri (centrali e periferici) al fine di trovare nuove soluzioni alle esigenze dei cittadini».
Dell’appalto per la raccolta dei rifiuti a cui è risultato un solo partecipante, Econord, ha poi parlato Roberta Marzorati, Per Como, «con la clausola della piattaforma ecologica non c’è stata concorrenza…», per questo ha annunciato che l’appalto verrà fatto conoscere alla Autorità per la vigilanza sui contratti pubblici di lavori, servizi e forniture, che deciderà poi il da farsi.
«Asesùr, chi la roba l’è mia ciara!» è intervenuto scherzosamente in dialetto Donato Supino, Prc, rivolgendosi ad un infastidito Peverelli (che gli ha chiesto stizzito di parlare in siciliano, mentre alcuni esponenti del Pdl comaschi doc hanno apprezzato la pronuncia del vernacolo locale).
Il consigliere comunista ha anche chiesto una sessione congiunta, fra le commissioni prima e quarta, con la convocazione del presidente di Spt Spa sulla vendita di Spt Linea.
Vittorio Mottola, Pd, ha chiesto di rivedere le modalità per il blocco del traffico nell’area omogenea milanese, comprendente anche Como, in cui «vengono discriminati i possessori di euro 0».
Tra il pubblico una decina di spettatori si sono presentati indossando mascherine per protestare contro l’inerzia del Comune sul superamento, da giorni, delle soglia di PM10 «è assordante il silenzio e l’atteggiamento degli amministratori – ha dichiarato Elisabetta Patelli presidente regionale dei Verdi – Mezza Lombardia ha preso dei provvedimenti qui si fa finta che il problema non esista». «Sappiamo che interventi in emergenza non sono risolutivi – ha aggiunto Patrizia Signorotto del movimento Giù la Giunta – ma devono almeno fare delle scelte».
L’assemblea ha quindi affrontato la proposta di deliberazione di indirizzo di Bruno Magatti, Paco, che proponeva di individuare delle «linee da assumere per risolvere il forte disagio sociale». «Un tema non residuale, ma culturale per la vita di tutta la città» ha sottolineato il consigliere della rondine citando anche alcuni dati: 39 persone per notte di media al centro di Prestino, 102 pasti serviti di media alla sera dall’associazione Incroci, 90 a pranzo dalla S. Vincenzo.
«Si parla di un numero di difficile definizione ma che si aggira sul centinaio di persone in difficoltà», ha precisato.
La proposta è stata quindi quella di individuare tre strutture di dimensioni contenute in città dove permettere di alloggiare, garantendone una corretta manutenzione, dare un sostegno alla formazione delle persone accolte e creare un Osservatorio permanente sull’esclusione sociale con il compito di stilare un rapporto annuale.
Un tema caro anche a Franco Fragolino, Pd, «occorre un monitoraggio continuo dei bisogni reali del territorio», nel 2007 9.529 persone si sono rivolte a enti no profit almeno una volta, che ha presentato un emendamento, passato con i soli voti della minoranza (la maggioranza si è astenuta) per attuare dei progetti di housing sociale e servizi integrati con partnership col terzo settore.
Con un’interpretazione del Regolamento contestata dalla minoranza è intervenuta l’assessora competente, nonché vicesindaca, Ezia Molinari che in un discorso fiume di più di venti minuti ha definito condivisibili i principi della delibera, ma ha espresso un parere contrario essendo gli stessi già attuati da parte dell’Amministrazione.
Ironica la replica di Magatti «facciamo una scommessa, andiamo al Crocefisso a vedere se non c’è nessuno sotto i portici a dormire con questo freddo. Se non c’è nessuno mi dimetto, se no si dimette lei..».
Alle dichiarazioni di voto Marco Butti, Pdl, ha ribadito la contrarietà del proprio partito al deliberato mentre Emanuele Lionetti, per Liberi per Como, ha dichiarato che il proprio gruppo si sarebbe astenuto.
«Abbiamo presentato una delibera al di là di ogni atteggiamento ideologico – è sbottato fragolino – per quale motivazione ideologica votate contro?».
Ai voti solo la minoranza ha sostenuto la proposta, Pdl e Lega hanno votato contro, mentre si sono astenuti Liberi per Como e il consigliere del Pdl Arturo Arcellaschi.
Luca Gaffuri, Pd, ha dunque presentato una delibera per la valorizzazione delle strutture di trasporto su ferro nel territorio comunale e intermodalità.
La “cura del ferro” data anche la diminuzione dei servizi, che «avranno ricadute sul turismo», «da 29 convogli internazionali nel 2008 siamo scesi quest’anno a 14, così Como è più lontana da Milano, dall’Italia, dall’Europa». Gaffuri ha ricordato anche il disagio dato dal passaggio come stazione capolinea da Milano Centrale a Porta Garibaldi con i problemi inerenti per chi deve proseguire per altre città. Anche le Ferrovie Nord non sono esenti da critiche dati tempi di percorrenza peggiorati rispetto al ’39, da 50 minuti a 54-56, per andare da Como al capoluogo lombardo.
L’obiettivo è il ripristino dei servizi rapidi per Milano, la valorizzazione dell’esistente, in particolare della tratta Albate-Camerlata – Chiasso servita da Tilo e servizio regionale, un migliore collegamento con Asf (orari e tariffari). Le sfide per il futuro saranno la metrotramvia e la Como – Lecco, che collega con Cantù.
L’assessore Stefano Molinari si è detto favorevole, come unica soluzione fattibile, all’introduzione di alcune corse in più per Milano dopo le 20 e il mattino, «ma il resto della delibera è in certi punti vecchia e in alcuni irrealizzabile» ha affermato suscitando il malcontento fra il pubblico di una decina di pendolari che ha resistito sino alla mezzanotte in aula.
Iniziata la discussione è quasi subito stata aggiornata alla seduta di lunedì prossimo data l’ora. [Michele Donegana, ecoinformazioni]

Bocciata la proposta di un aiuto ulteriore alle persone che offrono di forte disagio sociale. Proposta una Commissione per indirizzare il sindaco sulla sicurezza. I Verdi protestano, tra il pubblico, per l’inerzia sul superamento dei livelli di PM10.
Sicurezza in città al centro delle preliminari del consiglio comunale di lunedì 1 febbraio. Maggiori controlli nelle ore serali ai Portici Plinio ha chiesto Silvia Magni, Pd: «Mi è stato riferito di episodi spiacevoli, con bande di adolescenti che infastidiscono i passanti con cui cercano a volte di attaccare briga, in alcuni casi anche minacciando con coltelli!».Il capogruppo del nuovo raggruppamento Liberi per Como, Luigi bottone, ha invece presentato la proposta di formazione di una «Commissione speciale per la sicurezza-controllo del territorio-polizia locale», per supportare ed aiutare il sindaco «a prevenire qualsiasi fenomeno di vandalismo», dare indirizzi guida al Consiglio per «reprimere qualsiasi forma di violenza/ reati che potrebbero sorgere nel territorio comasco» e infime «studiare le problematiche di tutti i quartieri (centrali e periferici) al fine di trovare nuove soluzioni alle esigenze dei cittadini».Dell’appalto per la raccolta dei rifiuti a cui è risultato un solo partecipante, Econord, ha poi parlato Roberta Marzorati, Per Como, «con la clausola della piattaforma ecologica non c’è stata concorrenza…», per questo ha annunciato che l’appalto verrà fatto conoscere alla Autorità per la vigilanza sui contratti pubblici di lavori, servizi e forniture, che deciderà poi il da farsi.«Asesùr, chi la roba l’è mia ciara!» è intervenuto scherzosamente in dialetto Donato Supino, Prc, rivolgendosi ad un infastidito Peverelli (che gli ha chiesto stizzito di parlare in siciliano, mentre alcuni esponenti del Pdl comaschi doc hanno apprezzato la pronuncia del vernacolo locale).Il consigliere comunista ha anche chiesto una sessione congiunta, fra le commissioni prima e quarta, con la convocazione del presidente di Spt Spa sulla vendita di Spt Linea.Vittorio Mottola, Pd, ha chiesto di rivedere le modalità per il blocco del traffico nell’area omogenea milanese, comprendente anche Como, in cui «vengono discriminati i possessori di euro 0».Tra il pubblico una decina di spettatori si sono presentati indossando mascherine per protestare contro l’inerzia del Comune sul superamento, da giorni, delle soglia di PM10 «è assordante il silenzio e l’atteggiamento degli amministratori – ha dichiarato Elisabetta Patelli presidente regionale dei Verdi – Mezza Lombardia ha preso dei provvedimenti qui si fa finta che il problema non esista». «Sappiamo che interventi in emergenza non sono risolutivi – ha aggiunto Patrizia Signorotto del movimento Giù la Giunta – ma devono almeno fare delle scelte».L’assemblea ha quindi affrontato la proposta di deliberazione di indirizzo di Bruno Magatti, Paco, che proponeva di individuare delle «linee da assumere per risolvere il forte disagio sociale». «Un tema non residuale, ma culturale per la vita di tutta la città» ha sottolineato il consigliere della rondine citando anche alcuni dati: 39 persone per notte di media al centro di Prestino, 102 pasti serviti di media alla sera dall’associazione Incroci, 90 a pranzo dalla S. Vincenzo.«Si parla di un numero di difficile definizione ma che si aggira sul centinaio di persone in difficoltà», ha precisato.La proposta è stata quindi quella di individuare tre strutture di dimensioni contenute in città dove permettere di alloggiare, garantendone una corretta manutenzione, dare un sostegno alla formazione delle persone accolte e creare un Osservatorio permanente sull’esclusione sociale con il compito di stilare un rapporto annuale.Un tema caro anche a Franco Fragolino, Pd, «occorre un monitoraggio continuo dei bisogni reali del territorio», nel 2007 9.529 persone si sono rivolte a enti no profit almeno una volta, che ha presentato un emendamento, passato con i soli voti della minoranza (la maggioranza si è astenuta) per attuare dei progetti di housing sociale e servizi integrati con partnership col terzo settore.Con un’interpretazione del Regolamento contestata dalla minoranza è intervenuta l’assessora competente, nonché vicesindaca, Ezia Molinari che in un discorso fiume di più di venti minuti ha definito condivisibili i principi della delibera, ma ha espresso un parere contrario essendo gli stessi già attuati da parte dell’Amministrazione.Ironica la replica di Magatti «facciamo una scommessa, andiamo al Crocefisso a vedere se non c’è nessuno sotto i portici a dormire con questo freddo. Se non c’è nessuno mi dimetto, se no si dimette lei..».Alle dichiarazioni di voto Marco Butti, Pdl, ha ribadito la contrarietà del proprio partito al deliberato mentre Emanuele Lionetti, per Liberi per Como, ha dichiarato che il proprio gruppo si sarebbe astenuto.«Abbiamo presentato una delibera al di là di ogni atteggiamento ideologico – è sbottato fragolino – per quale motivazione ideologica votate contro?».Ai voti solo la minoranza ha sostenuto la proposta, Pdl e Lega hanno votato contro, mentre si sono astenuti Liberi per Como e il consigliere del Pdl Arturo Arcellaschi.Luca Gaffuri, Pd, ha dunque presentato una delibera per la valorizzazione delle strutture di trasporto su ferro nel territorio comunale e intermodalità.La “cura del ferro” data anche la diminuzione dei servizi, che «avranno ricadute sul turismo», «da 29 convogli internazionali nel 2008 siamo scesi quest’anno a 14, così Como è più lontana da Milano, dall’Italia, dall’Europa». Gaffuri ha ricordato anche il disagio dato dal passaggio come stazione capolinea da Milano Centrale a Porta Garibaldi con i problemi inerenti per chi deve proseguire per altre città. Anche le Ferrovie Nord non sono esenti da critiche dati tempi di percorrenza peggiorati rispetto al ’39, da 50 minuti a 54-56, per andare da Como al capoluogo lombardo.L’obiettivo è il ripristino dei servizi rapidi per Milano, la valorizzazione dell’esistente, in particolare della tratta Albate-Camerlata – Chiasso servita da Tilo e servizio regionale, un migliore collegamento con Asf (orari e tariffari). Le sfide per il futuro saranno la metrotramvia e la Como – Lecco, che collega con Cantù.L’assessore Stefano Molinari si è detto favorevole, come unica soluzione fattibile, all’introduzione di alcune corse in più per Milano dopo le 20 e il mattino, «ma il resto della delibera è in certi punti vecchia e in alcuni irrealizzabile» ha affermato suscitando il malcontento fra il pubblico di una decina di pendolari che ha resistito sino alla mezzanotte in aula.Iniziata la discussione è quasi subito stata aggiornata alla seduta di lunedì prossimo data l’ora. [Michele Donegana, ecoinformazioni]

Il Consiglio comunale di Como di lunedì 25 gennaio 2010

Emanuele Lionetti lascia la Lega, dopo due anni il gruppo in Consiglio comunale è dimezzato. Ancora cemento su Muggiò, al via la ristrutturazione dell’ex Cucchi.

 

Nelle preliminari al Consiglio comunale di lunedì 25 gennaio Donato Supino, Prc, ha ribadito le proprie perplessità sullo svolgimento della gara d’appalto sulla raccolta dei rifiuti «avevano posticipato i termini della presentazione delle domande per permettere ad alcune ditte, che ne avevano fatto richiesta, di preparare gli incartamenti… Ma alla chiusura del procedimento ne è arrivata una sola. Non c’è stata gara! Così si è andato a discapito dei lavoratori e dei cittadini».
Alessandro Rapinese, Area 2010, ha stigmatizzato l’operato del sindaco sull’area ex Ticosa «fa l’agente immobiliare per Multi», provocandone la piccata reazione: «io non lavoro per nessuno».
«Non posso andare in dissonanza con quanto più volte ho espresso» così «dopo aver speso molto tempo e molta passione» Emanuele Lionetti ha annunciato il suo abbandono del gruppo della Lega Nord. L’ex rappresentante leghista entra quindi nel Gruppo misto e la Lega vede dimezzati, nel giro di due anni, i suoi aderenti passando da 4 a 2, i soli Giampietro Ajani e Guido Martinelli. Lionetti dovrebbe entrare a far parte di un nuovo gruppo, assieme all’altro ex leghista Carlo Ghirri, Liberi per Como, con come capogruppo l’ex Udc Luigi Bottone. Il nuovo gruppo continuerà ad appoggiare l’attuale maggioranza.
Ripreso il discorso sull’intervento di recupero in via Muggiò in un’aula piuttosto chiassosa e disattenta che ha infastidito, durante il suo intervento, il consigliere Mario Lucini, Pd, che per riportare all’ordine i membri della maggioranza ha chiesto la verifica del numero legale, con un piccolo battibecco con il presidente Pastore.
Lucini ha ricordato il parere negativo espresso dalla locale Circoscrizione, «bisogna uscire dal singolo intervento che potrebbe anche essere accettabile e guardare in maniera più ampia e in prospettiva il contesto, tutti gli altri interventi nella zona, si sta riproponendo una nuova via Acquanera» ha aggiunto Luca Gaffuri, Pd.
Tutto ciò non è valso a convincere i rappresentanti della maggioranza che, «con un procedimento assolutamente irrituale», così nella definizione di Lucini, hanno approvato un emendamento per monetizzare anche la piccola parte dell’area rimasta pubblica. La delibera per i nuovi condomini è stata così approvata dalla sola maggioranza.
Il Consiglio ha quindi affrontato il piano di recupero dell’area vie Muralto e Boldoni e piazza Perretta, l’ex Cucchi, ed il sindaco è uscito dall’aula per evitare conflitti di interesse, chiarendo che la ditta interessata, la Quadrifoglio, è una di quelle seguite dal suo studio di commercialista.
La delibera è stata quindi presentata dall’assessore Faverio.
Critiche dalle opposizioni al primo cittadino «che l’attività del sindaco abbia sovrapposizioni con operazioni economiche in città è un problema di opportunità – ha sottolineato Lucini – non di legalità». «Quando si assumono questi incarichi – ha aggiunto Supino – si ha già una remunerazione».
Dopo una sospensiva della maggioranza chiesta da Bottone, la seduta è ripresa ed la delibera è stata approvata all’unanimità. [Michele Donegana, ecoinformazioni]

Il Consiglio comunale di Como di lunedì 18 gennaio 2010

Attimi di sensatezza con la solidarietà ad Haiti nella seduta di lunedì 18 gennaio. Poi di nuovo inesorabilmente muro che intanto rimane al suo posto e paratie sempre più inutili, sempre più insensate.

«Come mai non si è attenuto all’obbligo di destituire il responsabile dei lavori delle paratie?» ha chiesto Roberta Marzorati, Per Como, al sindaco nelle preliminari al Consiglio comunale di lunedì 18 gennaio riferendosi alle dimissioni dell’ingegner Ferro votate dall’Assemblea di Palazzo Cernezzi.
Marcello Iantorno, Pd, ha presentato una mozione, depositata agli atti, per destinare a programmi di cooperazione con Haiti in seguito al disastroso terremoto che l’ha colpita bloccando nel «bilancio di previsione annuale 2010 un importo fino all’0,80 per cento della somma dei primi tre titoli delle entrate».
Il consigliere democratico ha quindi chiesto di rispettare un minuto di raccoglimento per le vittime haitiane.
Dopo il momento di silenzio è così ripreso il dibattito sulle mozioni sulle paratie.
Marco Butti, capogruppo Pdl, ha velocemente esposto la propria mozione per impegnare il sindaco a relazionare sull’avanzamento dei lavori. Giampiero Ajani, Lega, ha presentato il proprio emendamento parlando del problema della subsidenza, chiedendo inoltre di «valutare la soluzione di predisporre difese mobili contro le esondazioni». «Non trovo nulla di quanto dice Ajani nello scritto che ha proposto» ha precisato Mario Lucini, Pd, seguito da Donato Supino, Prc, «voi della Lega non potete stare in Giunta e poi fare opposizione!», che ha poi ribadito scherzosamente il concetto in dialetto comasco concludendo: «avete de assessori!». Vittorio Mottola, Pd, ha quindi letto l’emendamento Ajani sottolineando la scollatura tra quanto affermato pubblicamente e lo scritto, «non c’è scritto nulla. È una situazione paradossale» ha precisato Bruno Magatti, Paco.
«Quali sono le vere ragioni per cui non avete abbattuto il muro» ha domandato Vincenzo Sapere, Gruppo misto, che ha aggiunto avrebbe votato solo un emendamento contenente una sfiducia al sindaco.
Bruni è intervenuto per precisare che «le competenze del sindaco sono solo del sindaco», sottolineando la propria autonomia pur seguendo gli indirizzi assembleari.
Emendata dalla maggioranza la mozione è stata approvata mentre parte delle minoranze sono uscite, il Pd si è diviso in due, seguendo Lucini: «non parteciperò al voto perché si tratta di una questione interna alla maggioranza con una premessa indirizzata alla Lega a cui viene approvato un emendamento generico».
Il Consiglio è passato così alla mozione proposta dal Pd e dai banchi del Pdl Pasquale Buono ha chiesto una votazione per punti.
Il primo voleva «salvaguardata la eccellenza paesistica e ambientale del luogo», il secondo voleva «mantenere gli indirizzi di tenere unite e coordinate la fase della progettazione ed esecuzione con quella della ideazione degli arredi e quindi di voler procedere alla soluzione in modo globale e comunque coordinato», l’ultimo chiedeva di «comunicare in modo tempestivo al Consiglio le misure decise, i tempi e i costi delle loro realizzazioni».
Forte l’opposizione al documento, e alle sue premesse, di Butti che ha parlato di «utilizzo strumentale del parere del sovrintendente Artioli».
Dopo varie disquisizioni procedurali alla votazione la maggioranza si è presentata in ordine sparso nonostante le indicazioni di voto contrarie e la mozione è stata approvata.
«Si è creato un mostro giuridico – è stata la recisa reazione di Claudio Corengia, Pdl – da quando si è deciso di votare per punti singole parti delle mozioni, senza una votazione finale complessiva, passano degli elaborati in cui il singolo punto è condivisibile ma le premesse assolutamente no».
Viva la soddisfazione fra l’opposizione espressa per bocca di Luca Gaffuri: «è passato che la fase progettuale e esecutiva debbano essere affrontate in una maniera globale e coordinata, contro le indicazioni del presidente della Regione Lombardia». Concorde Butti «è stato sconfessato il giudizio ed il parere della Conferenza dei servizi».
Secco il parere contrario del sindaco alla proposta di Supino di eliminare le paratie e soprattutto per la richiesta di sostenere l’ingresso di un esponente del Comune all’interno del Consorzio dell’Adda per salvaguardare la città dalle piene del lago. «Una ridicola – per il primo cittadino, che ha aggiunto – il contenuto va al di là delle leggi vigenti e delle mie competenze e non potrò adempiere all’incarico». «È inaudito – ha esclamato Alessandro Rapinese, Area 2010 – il sindaco afferma di non voler eseguire quanto il Consiglio dispone!».
Gaffuri ha invece spiegato che la proposta è stata sostenuta in Regione anche da esponenti del Pdl.
Al voto la maggioranza ha bocciato le proposte di Supino.
L’assemblea ha quindi iniziato la discussione su un nuovo complesso immobiliare da edificarsi in via Muggiò a ridosso del’area di via Cumano, che ha già visto l’approvazione di un importante, per le volumetrie, intervento.
Nella presentazione il sindaco ha dato i numeri del’intervento: 24 mila mq, 7211 mc per due condomini di 14,70 m di altezza. Le aree standard, 1.296 mq, verrebbero monetizzate quasi completamente (ricavando poco più di 187 mila euro, tranne 143 mq utilizzati per creare un passaggio pedonale.
Data l’ora la discussione è stata rimandata alla prossima seduta consiliare. [Michele Donegana, ecoinformazioni]

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