Il Consiglio comunale di Como di giovedì 29 aprile 2010

Tumultuosa seduta quella del Consiglio comunale di giovedì 29 aprile. Una sessantina di dipendenti della Ca’ d’industria, che da due mesi presidiano il Consiglio, hanno rimarcato la propria presenza urlando «più volte Ca’ d’industria! Dimissioni!» e vari altri slogan contro il Cda della Fondazione e le sue decisioni. Una presenza chiassosa più del solito con anche fischi vari, sia di fronte alla Sala consiliare che nel Cortile vecchio, dato il blocco dell’ingresso. Il presidente del Consiglio Pettignano, data l’assenza di Pastore, non ha permesso l’ingresso in aula, attenendosi al regolamento e al numero massimo di una ventina di posti in sala: «È una questione di sicurezza», si è giustificato. Nel mentre neanche in sala stemmi era visibile alcunché dato che non era ancora stato approntato il video per la diretta della seduta e con gli astanti che premevano sulla porta e la polizia locale che la bloccava si è arrivati alla chiusura all’esterno del consigliere Bruno Magatti, Paco, «è inaudito, non è mai successo che un consigliere sia rimasto fuori» ha dichiarato una volta riuscito ad entrare in aula.

La Ca’ d’industria è stata anche al centro delle preliminari al Consiglio. Roberta Marzorati, Per Como, ha cercato, come nella seduta precedente, di far sentire alcune testimonianze raccolte nella struttura di via Volta, ma il presidente le ha risolutamente tolto la parola affermando che non si poteva fare una cosa simile. «Allora sarò io la loro voce – ha dichiarato la consiglierà riferendosi agli ospiti della Casa albergo – c’è stato un netto peggioramento negli ultimi 2-3 anni e ormai solo 6-7 persone mangiano in mensa gli altri si arrangiano in qualche modo».

Marcello Iantorno, Pd, ha annunciato una mozione urgente di censura grave nei confronti del sindaco che non ha ottemperato alla delibera approvata dal Consiglio, oltre a un incontro con il prefetto.

«Rispetto per il Consiglio e le sue decisioni» ha chiesto Donato Supino, Prc, chiedendo al sindaco le dimissioni del Cda della Fondazione, che ha ribadito come Romolo Vivarelli, il rappresentante delle minoranze in Ca’ d’industria, che ha prima rassegnato le dimissioni e poi riaccettato l’incarico, non rappresenti più le opposizioni a Palazzo Cernezzi.

Il consigliere comunista ha anche stigmatizzato come «affermazioni che fanno venire la pelle d’oca e ricordano il nazismo» quelle dell’assessore Peverelli sugli homeless definiti “topi”, intervistato dal nuovo portale di informazioni QuiComo.

Giampiero Ajani, Lega, ha stigmatizzato la lentezza nella stesura dei verbali cella Commissione biblioteca, riunitasi peraltro una sola volta dall’insediamento.

All’appello, mentre proseguivano le grida di «Vergogna» dall’esterno della sala “assediata”, le minoranze hanno abbandonato l’aula e la maggioranza è riuscita a garantire il numero legale per un soffio con il minimo necessario 21 presenze.

L’assessore Gaddi ha quindi chiesto di cambiare l’ordine dei lavori e di non proseguire con la discussione del Bilancio di previsione, ma di affrontare il consuntivo, dato che la discussione doveva iniziare entro il 30 aprile.

Una proposta che ha contrariato le minoranze, rientrate in aula, ma che è passata con il solo voto della maggioranza, mentre aumentava la protesta all’ingresso dell’aula e Supino ha cercato in ogni modo di convincere il presidente Pettignano a far entrare il pubblico: «Aprite le porte ai cittadini! Lei deve far entrare la gente!». «Non deve esagerare o la faccio buttare fuori!» è stata la risposta del presidente.

La seduta è stata così sospesa per un’ora in cui si sono riuniti i capigruppo per decidere il da farsi e i tecnici hanno approntato la strumentazione per permettere la visione della seduta in Sala stemmi.

Gaddi ha così introdotto il bilancio consuntivo, sottolineando il rispetto del Patto di stabilità, l’eliminazione delle entrate derivanti dalla vendita della Ticosa, l’aumento delle entrate correnti e l’accensione contenuta di mutui per 2,7 milioni di euro.

Finita l’esposizione Alessandro Rapinese, Area 2010, ha chiesto la verifica del numero legale, mentre lo stesso segretario generale, preposto a farlo, non era in aula. Le minoranze, tranne il gruppo di Area 2010 sono uscite dalla sala, mentre dalla maggioranza sono iniziate le telefonate: «Dove sei?» ha detto distintamente Marco Butti, richiamando all’ordine un membro del suo gruppo.

Dopo una, ormai consueta per il segretario generale, doppia conta per prendere tempo i presenti erano solo 20 ed una nuova conta doveva essere fatta dopo il quarto d’ora di prassi. Dall’esterno fischi e cori di: «te ne vai o no? Te ne vai sì o no?».

Richiamati alcuni esponenti della maggioranza, fuori tutte le minoranze, e rifatto l’appello, doppio, con solo 21 presenze la seduta è ripresa.

Ripreso il Bilancio consuntivo Magatti ha chiesto della documentazione mancante, così come Mario Lucini, Pd, la relazione dei revisori dei conti. Mentre Mario Molteni, Per Como, ha annunciato: «noi del gruppo Per Como non abbiamo ricevuto nessun materiale per il Consuntivo?!?».

«Senza neanche la documentazione non era corretto nemmeno illustrarlo!» è sbottato Lucini, «ma quello che sta succedendo qui stasera è regolare?» si è chiesto Molteni.

Il segretario generale Fabiano ha fugato ogni dubbio: «il regolamento dice solo che i materiali devono essere presenti in aula al momento della discussione».

Anche la consigliera Veronica Airoldi, Pdl, è intervenuta in suo sostegno «in Commissione i documenti c’erano».

Il bilancio consuntivo è così stato accantonato e si è ritornati, con un rapido cambio di scena, a parlare del preventivo.

Silvia Magni, Pd, in un’aula tanto distratta da essere ripresa poi da Emanuele Lionetti, Liberi per Como, «Coloro che non sono interessati escano!» che ha raccolto gli applausi del pubblico in aula, ha fatto un puntuale intervento.

«Ridicolo e offensivo per noi consiglieri e per la città» è stata la sua definizione del Bilancio di previsione. «C’è scritto ad esempio “verificare le ipotesi di fattibilità del Campus universitario”, ma allora non c’è nulla di deciso!?!». Per la consigliera democratica la mancanza è data soprattutto dalla totale assenza di prospettiva di una maggioranza che non rispetta i dettati del Consiglio. Dov’è il Pgt? La nuova raccolta dei rifiuti? Una stoccata anche per l’assessore Gaddi sulla cultura «che non è solo grandi mostre c’è anche la biblioteca che ha sempre meno fondi e di quelli stanziati ad esempio l’hanno scorso su 40mila impegnati solo 10mila sono stati effettivamente utilizzati!». Sulla fondazione a Villa Olmo ha poi aggiunto «non è un’opzione come prospettato dall’assessore, ma è stato deciso dal Consiglio con un emendamento che chiedeva di attuare studi per vederne la fattibilità, bisogna avere i dati alla mano. Io non mi fido della parola dell’assessore Gaddi» (che nella seduta precedente aveva definito troppo onerosa la Fondazione).

Anche Lucini ha attaccato l’assessore «lei mi ha risposto in modo non puntuale alla mia domanda sul ritorno del’Ici al Comune dallo stato centrale lei ha detto che per il 2009 era arrivato tutto, ma andando a vedere erano solo 6 milioni su 8, poi se vediamo che come ha ammesso anche per il 2008 non abbiamo ricevuto tutto…».

Ripercorrendo gli insuccessi del’amministrazione Lucini ha quindi sottolineato: «l’unica grande opera prevista per quest’anno è la bonifica dell’area ex Ticosa, il resto è manutenzione straordinaria».

«Si ha la sensazione che la vita sia altrove – è intervenuto Magatti – sembra che no si sia in grado di decidere nulla, credo che non ci sia una regia». «Ma voi – ha chiesto il consigliere della rondine rivolto ai banchi della maggioranza – vi contentate di questa roba qui?».

Finito l’intervento di Magatti la serata si è conclusa, mentre 120 emendamenti, 100 del solo consigliere Supino, sono stati presentati e dovranno essere discussi nelle prossime sedute. [Michele Donegana, ecoinformazioni]

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