Il Consiglio comunale di Como di lunedì 16 febbraio

 

cernezzi2Le grandi mostre s’hanno da fare. Dopo otto sedute, di cui una andata deserta, alle 4.30 del mattino di martedì 17 febbraio è stata approvata grazie ai voti della maggioranza del Pd e dei Socialisti la delibera sulle grandi mostre. La città può finalmente vivere serena, riprendere a respirare superare il groppo alla gola che le impediva di deglutire pensando che la Delibera non passasse. Si consuma l’ultimo atto di una farsa vissuta con uguale capacità teatrale da maggioranza e opposizioni.

 

Ricordo trasversale per la scomparsa dell’ex assessore Beppe Santangelo nel Consiglio comunale di lunedì16 febbraio, da Luca Gaffuri, Pd, a Donato Supino, Prc, passando per Vittorio Mottola, Pd, e Alessandro Rapinese, Area 2010, fino ad arrivare al sindaco ne hanno tracciato la figura e l’impegno per la città di Como.

Bruni ha ripercorso la carriera politica di Santangelo ed il Consiglio ha tenuto un minuto di silenzio in suo ricordo.

Un altro lutto è stato ricordato prima dell’inizio della seduta da parte di Supino che ha delineato la storia di Perugino Perugini, esponente dell’Anpi comasca, ex partigiano, uno tra i fondatori del Cna, attivo nel mondo del cooperativismo.

Il sindaco ha affermato di avere le dimissioni degli assessori Gatto e D’Alessandro, ma non ancora quelle di Colombo, che spera siano in suo possesso entro mercoledì, quando scadranno i termini per osservazioni e controdeduzioni e la procedura di revoca degli incarichi sarà perfezionata. «Credo che il sindaco debba comunicare le motivazioni della revoca» ha chiesto Gaffuri, di tutt’altro parer il primo cittadino per cui si è iniziato un procedimento che non ha ancora raggiunto il risultato e la relazione avverrà solo alla fine del tutto.

Anche le aperture nei giorni festivi hanno avuto spazio nelle preliminari «una forzatura – per Gaffuri – perché è intervenuta in un momento di virtuale vacanza dell’assessorato al commercio». Un atto non urgente per i consigliere dato che «l’unica scadenza imposta dalla legge regionale in materia, oltre la quale il Comune non può più decidere circa le aperture domenicali e festive, è il 30 novembre».

Contrario soprattutto per quella del 25 aprile Supino. «Una data da ricordare in maniera assoluta» da togliere dalle aperture «per permettere di partecipare alla festa della Liberazione dal nazifascismo».

Il Consiglio è tornato quindi sulla delibera delle grandi mostre con Lega, An e parte di forza Italia che hanno fatto ostruzionismo, prendendo il più possibile la parola, esaurendo tutto il tempo a disposizione, oltre che presentando subemendamenti.

La maggioranza delle minoranze ha invece sostenuto la parte della maggioranza che ha proposto la delibera ed ottenuto l’approvazione di un articolato emendamento sulla stessa comprendente anche di «avviare un percorso di costruzione di una fondazione» per la gestione degli eventi e di una consulta della cultura «Un accordo palese – per Marco Butti, An – Siamo amareggiati che a noi, membri della maggioranza, non sia stato dato ascolto mentre ad altri sì».

All’opposizione di maggioranza è passato solo un emendamento, proposto da Emanuele Lionetti, Lega, sulla valorizzazione del patrimonio italiano e comasco con particolare riferimento ai razionalisti.

Bocciati gli emendamenti di parte della maggioranza sulla gratuità delle esposizioni per i cittadini comaschi, sulla diminuzione dei biglietti omaggio, sull’istituzione di una commissione di controllo sulle spese dell’assessorato e la maggior parte dei subemendamenti proposti.

Frattura nelle minoranze con Area 2010 e Prc smarcati dal Pd e Supino che ha attaccato «questo modo di fare con un accordo bloccato».

Arrivati alla mezzanotte i liberal di Forza Italia, Carlo Ghiri, Popolari liberali, Per Como, Pd ed il sindaco hanno votato per la continuazione ad oltranza della seduta con 23 voti. Tutti gli altri sono usciti per cercare di far venire meno il numero legale.

Il Consiglio, tutto ripiegato su se stesso e su una bizzarra percezione della realtà che lo ha portato a credere che questo fosse il tema centrale dirimente e quasi esclusivo a cui dedicarsi si è sviluppato sfiorando i confini della realtà, del paradosso e a tratti il paranormale. Certamente una delle pagine meno sensate della vita amministrativa lariana.  Sull’ordine del giorno proposto da Claudio Corengia, An, per interessare il sindaco a chiedere finanziamenti l ministro Bondi per l a mostra, dopo gli apprezzamenti di questi per le esposizioni a Villa Olmo è quindi, alle 3.10 del mattino, venuto meno il numero legale, dopo che An, la Lega, parte di Forza Italia, tra cui il sindaco, Area 2010, Prc, e Pierangelo Gervasoni per i Popolari liberali hanno abbandonato l’aula.

Dopo il quarto d’ora da regolamento grazie a Pd e Vincenzo Sapere per i socialisti, con 21 presenze, è potuto riprendere il Consiglio ed è stata quindi approvata la proposta di Corengia, così come quella successiva per una diversa raccolta degli sponsor da affidarsi ad esperti del settore.

La delibera è stata così votata all’alba delle 4.20 del mattino con i soli voti favorevoli dei liberal di Fi e del Pd. Contrari Prc, Lega, Area 2010, parte di Fi. Astenuto il sindaco. Hanno abbandonato l’aula Gervasoni ed in dissenso con i propri gruppi Corengia e Francesco Pettignano, ultimi rimasti di An, Lionetti, e Mario Molteni, Pd. [Michele Donegana, ecoinformazioni]

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