Fotografia

5 ottobre / Il cinema ritrovato /”Blow up”

21950986_1474065772679615_3711579821192646984_o

Secondo appuntamento della rassegna Il cinema ritrovato con Blow up: il  film capolavoro di Michelangelo Antonioni (1966, 111′), in edizione restaurata da Cineteca di Bologna, Istituto Luce – Cinecittà e Criterion, sarà proiettato al circolo Arci Xanadù di Como alle 21 di giovedì 5 ottobre.

L’importanza del film, al di là dei riconoscimenti di pubblico e di critica, viene confermata dalla storia delle sue interpretazioni. In fondo, Blow up è uno dei film sul cui significato i critici si sono più esercitati: metafora dell’incipiente contestazione del Sessantotto, saggio filosofico sull’immagine e la sua riproduzione, autoanalisi d’artista, poesia sul cinema e sulle sue potenzialità, film d’autore travestito da opera hitchcockiana, sono soltanto alcune delle letture interpretative sorte intorno alla pellicola. 

Ancora più importante è stata l’influenza esercitata dal film sul cinema successivo: quella figurativa su A Clockwork Orange di Stanley Kubrick, quella teorica su Blow Out (1981) di Brian De Palma, quella narrativa su Profondo rosso di Dario Argento (che utilizza David Hemmings in forma di “citazione vivente”).
(Roy Menarini, Blow Up, Enciclopedia del Cinema Treccani)

La proiezione prevista per giovedì sera è riservata ai soci Arci a 5€; è prevista una
replica venerdì 6 ottobre alle 15,30 (ingresso intero 6€, ridotto 4€ over 60, ridotto 5€ under 18).

Consulta qui il programma dello spazio Gloria del circolo Arci Xanadù.

7 e 8 ottobre / micro – MACRO: seconda edizione del Side Festival

side-festival

Per la seconda volta, il Museo archeologico “Paolo Giovio” di Como (piazza Medaglie d’Oro, 1) ospiterà il Side Festival sabato 7 e domenica 8 ottobre, dopo la prima, fortunata edizione nel mese di maggio.

Inserito nell’ambito del progetto MusaiCO lanciato nell’aprile 2016 e patrocinato da Fondazione Cariplo, Side adotterà questa volta il tema micro MACRO, dando spazio a ogni contributo creativo a riguardo dalle 10 di sabato alle 23 di domenica. Poesia e design, musica e pittura, fotografia, teatro e letture: c’è spazio davvero per tutto, e per tutti.

Artisti professionisti e non  – la condivisione e “contaminazione” tra diverse forme di espressione è proprio la mission di Allineamenti, il progetto sperimentale di giovani creativi alla base di Side  –  possono scrivere a sidefest@gmail.com per portare la propria “pArte” o proporre workshop aperti, in via del tutto gratuita, a tutti i partecipanti del festival.

23 settembre / Wikigita tra le architetture comasche

DSCN5147.JPG

Per il secondo anno di fila, la città di Como sarà scenario di una passeggiata fotografica dedicata alle architetture più iconiche della città, organizzata nel contesto dell’edizione italiana del concorso fotografico internazionale Wiki Loves Monuments, da cui il nome scelto per l’evento: Wikigita. I partecipanti saranno invitati a scattare foto dei monumenti con l’assistenza di un fotografo professionista.

Appuntamento alle 10 di sabato 23 settembre in piazza del Popolo, sede di Palazzo Terragni (noto ai più come “Casa del Fascio”), che il comando della Guardia di finanza aprirà ai partecipanti per l’occasione. Il concorso sarà qui presentato dal team Wikimedia e da Simona Rossotti, assessora per il Turismo e il marketing territoriale del Comune di Como; seguirà una presentazione a cura dell’Archivio Terragni.

La camminata propriamente detta avrà inizio alle 10,30 e toccherà il Broletto, il monumento di Libeskind The Life Electric situato sulla diga Caldirola, il Monumento alla Resistenza europea e l’esterno del Tempio voltiano, prima di raggiungere il Monumento ai caduti, sulla cima del quale sarà possibile salire. Da qui, si proseguirà poi verso l’edificio Novocomum (via Sinigaglia, 1), sede dell’archivio Terragni che sarà pure aperto ai “wikigitanti”. L’itinerario si concluderà per le 12,45.

Per maggiori informazioni, si può consultare la pagina web http://www.visitcomo.eu/it/vivere/eventi/Wikigita-2017/ .

16 e 17 settembre / L’isola che c’è 2017

fiera2017_evento_1

Venerdì 8 settembre in mattinata, nella nuova sede della bottega equo-solidale Garabombo (via Cadorna 22), è stato presentato il programma 2017 de L’isola che c’è, previsto come di consueto per il terzo fine settimana di settembre (sabato 16 e domenica 17) nel parco comunale di Villa Guardia in via Varesina 51. (altro…)

Fotografia/ Varese d’epoca, senza nostalgia

Varese valorizza la collezione civica di fotografie storiche con una piccola, esemplare mostra al Castello di Masnago, sede dei Musei Civici.

Poco più di cento fotografie d’epoca, esposte con eleganza e misura, evidenziano i cambiamenti della città e del territorio varesino negli ultimi centocinquant’anni (le immagini più antiche sono effettivamente datate al 1867), non solo e non tanto per ciò riguarda le modificazioni “fisiche” degli ambienti, quanto soprattutto per quel che attiene alla percezione. Scorrere queste vedute e questi ritratti (tutte le immagini sono esposte in originale) significa in effetti mettersi dalla parte di chi le ha riprese, ed avere la possibilità – per una volta – di guardare Varese come la percepivano alla fine dell’Ottocento o nei primi decenni del Novecento…

Non a caso la fotografia – scelta come promozione della mostra e copertina del volume pubblicato – scattata da Francesco Fidanza all’inizio della “via sacra” che porta al Sacro Monte esibisce, oltre ad alcuni astanti immortalati senza troppa posa, anche una bancarella e una rudimentale insegna pubblicitaria che ricorda l’apertura di una nuova osteria, talmente vicina alla cappella da sembrarne parte.

Oppure si possono considerare i molti scatti degli anni Trenta, evidentemente rivolti alla celebrazione dei fasti locali del regime (che rinnovò non poco l’asaetto di Varese), ma che nondimeno esprimono una precisa atmosfera.

L’esposizione, quindi, procede con notevole rigore scientifico, e anche con molto affetto, ma senza nostalgie di maniera, mostrando come si possa mettere a frutto un patrimonio di documentazione storica non esorbitante ma di notevole interesse. (Di passaggio, il cronista proveniente da Como non ha potuto fare a meno di chiedersi che cosa si potrebbe fare con i ben più imponenti archivi fotografici comaschi, che – nonostante i molti sforzi e i molti spunti di studio – giacciono tuttora quasi dimenticati.)

Insomma, la mostra varesina merita sicuramente una visita, approfittando anche dell’incantevole ambientazione nelle antiche sale del Castello e del parco circostante.

In occasione dell’esposizione, realizzata dai Musei Civici di Varese grazie anche alla collaborazione di Italia Nostra – Sezione di Varese e al contributo della Fondazione Comunitaria del Varesotto e del comitato culturale del Centro Comune di Ricerca di Ispra, è stato anche pubblicato un volume di grande formato, ben più di un catalogo: qui sono raccolte non solo le riproduzioni di moltissime immagini, ma anche saggi di approfondimento e un esauriente dizionario biografico di tutti i professionisti coinvolti nella produzione di fotografie a Varese dalla metà dell’Otto alla metà del Novecento.

Un modello a cui guardare, senza aspirare a inutili gigantismi.

[Fabio Cani, ecoinformazioni]

 

Immagini nel tempo, Fotografi e fotografie a Varese tra ‘800 e ‘900

a cura di Daniele Cassinelli, Sergio Rebora, Giorgio Sassi

Fino al 2 luglio 2017

Varese, Castello di Masnago, via Cola di Rienzo 42 (parcheggio in via Monguelfo)

Orari: martedì-domenica ore 9.30-12.30, 14-18; chiuso lunedì

Ingresso: 4 euro, ridotto 2 euro, scuole 1 euro.

Info: 0332.820409 facebook.com/castellodimasnago

Roma e le sue antiche fotografie in mostra a Ligornetto

MuseoVela_Lucediroma
Si chiude domenica 19 giugno la mostra Con la luce di Roma, allestita al Museo Vela di Ligornetto e dedicata a una ampia selezione di antiche fotografie della città eterna raccolte nella collezione di Marco Antonetto di Lugano.

 

L’esposizione riveste più di un motivo di interesse.

Intanto la vasta raccolta di immagini permette uno sguardo “alternativo” sulla straordinaria ricchezza di monumenti e di scorci di Roma; diverso perché precedente molte delle trasformazioni che hanno di fatto “omologato” il nostro approccio alla romanità e diverso perché, evidentemente, determinato da regole assai differenti dalle nostre. La stagione che vede l’affermazione della fotografia (dal 1840 al 1870) è, di fatto, un lungo periodo di ricerca, in cui, anche negli utilizzi più semplici della nuova tecnica (com’è certamente il suo uso a fini vedutistici), si tentano diverse strade, alcune in linea con la tradizione della pittura, altre invece decisamente nuove. È quindi di estremo interesse ricercare, in queste immagini di grande fascino, anche le tracce della sperimentazione artistica e tecnica e, alla fine, dell’affermazione di un modo “turistico” di guardare ai più famosi panorami dei sette colli.

Contemporaneamente le vedute, alcune di incredibile ricchezza di dettagli, permettono anche di verificare alcuni aspetti cui, in genere, si presta poca attenzione: i capolavori dell’antichità classica prima degli interventi novecenteschi di restauro, per esempio, oppure l’inserimento di elementi moderni nel bel mezzo della più antica storia (un solo suggerimento: cercate, se ne avete voglia, il particolare con il ponte moderno sospeso su funi per completare l’antico “ponte rotto”: uno squarcio di contemporaneità nel bel mezzo del pittoresco!).

Non di minor interesse la questione delle tecniche. Infatti, come dovrebbe essere ormai noto, invece che di “fotografia” bisognerebbe parlare, fin dal momento della sua “invenzione”, di “tante fotografie”: tra dagherrotipia (il procedimento di Daguerre) e calotipia (il procedimento di Fox Talbot), per esempio, non c’è quasi nulla in comune, nonostante che esse siano state messe a punto quasi contemporaneamente. Bene: la mostra di Ligornetto è anche l’occasione per verificare dal vivo queste tante differenze tecniche (e la saletta in cui sono messe in evidenza è un piccolo capolavoro di chiarezza).

Una mostra di grande godibilità, quindi, e al tempo stesso di grande profondità.

 

Domenica 19 giugno, alle 10.30, il finissage aggiunge una ciliegina sulla torta: la presentazione di un volume, fresco di stampa, dedicato alla storia della fotografia, questa volta a Genova. Curato da Elisabetta Papone e Sergio Rebora, il volume contribuisce in un modo ulteriormente diversificato alla conoscenza dell’origine e dell’affermazione della fotografia, approfondendo le vicende biografiche e professionali delle tante, tantissime persone che a Genova scelsero di Vivere d’immagini (come recita il titolo del volume). [Fabio Cani, ecoinformazioni]

MuseoVela-Lucediroma-catalogo

Il catalogo della mostra

 

MuesoVela-LucediRoma-CastelSantAngelo

James Anderson, Veduta del Tevere con Castel Sant’Angelo, una delle immagini in mostra.

Como foto social club/ Como vista da Milano

cfscaprileQuesta settimana ospitiamo gli scatti di alcuni partecipanti al corso base di fotografia del Circolo Metroshooters di Milano, che hanno scelto Como, e in particolare il lago, per la loro lezione di pratica. Sguardi rivolti non solo al paesaggio, ma anche a ciò che intorno accade. Foto Simone Dal Bo, Luisa Ganassali, Francesco Gobbi, Luisa Grassi. Sfoglia Como foto social club Como vista da Milano nel 535 di ecoinformazioni [da pag. 53].

12 dicembre/ Quaderni Erbesi – Volume 2015

quaderni erbesiPresentazione del volume sabato 12 dicembre alle 17 nella Sala civica di Villa Ceriani, in via Foscolo 23 a Erba (ex Villa Comunale di Crevenna) alle 18, nella Sala Annoni, inaugurazione della mostra di cartoline Saluti da Erba-Incino. Per informazioni tel. 031.3355341, e-mail museoerba@libero.it.

A Gin Angri il Trofeo internazionale della fotografia

ginangriSarà assegnato domenica 15 novembre a Gin Angri uno dei più importanti fotogiornalisti internazionali, da sempre amico e collaboratore di ecoinformazioni,  il Trofeo internazionale della fotografia, manifestazione giunta alla sua 21^ edizione e organizzata dal Circolo Fotografico Sannita di Benevento. (altro…)

Como foto social club/ Ex luoghi

marisabacchingattoexluoghiNel  numero 512 del settimanale ecoinformazioni, nella sezione Como foto social club, Marisa Bacchin presenta la serie di immagini Ex luoghi. Guarda on line la rivista. Gli ex luoghi sono una specie per definizione effimera del tessuto urbano. Sono un dove, ma anche un quando.
Luoghi dove c’era qualcosa, e c’era qualcuno. Sono morti, ma possono anche risorgere, prendendosi una proroga, o addirittura una nuova vita. ma in genere restano lì per molto tempo, anche decenni, morendo lentamente, in attesa di qualcosa e in ricordo di qualcuno,
ogni giorno un po’ più abbandonati. Facciamo qui un breve viaggio sui passi dimenticati, sulle luci spente di Como: l’ex Ticosa, l’imbarcadero di Lungo Lario Trento, l’ex Lombarda di via Castellini, l’ex rasa di via Scalabrini, l’ex Grand hotel Milano, a Brunate. [Marisa Bacchin]

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: