Cultura

26 gennaio/ No other land

Arci Xanadù, il Comitato arci di Como, Arci ecoinformazioni, Il Coordinamento comasco per la Pace nell’ambito dell’inziativa Seminare pace invita a No other land al Gloria in via Varesina 72 a Como domenica 26 gennaio alle 18 e alle 20,30. Ingresso 8 euro, 6,5 soc3 arci.

Scritto, diretto, prodotto e montato da Basel Adra, Hamdan Ballal, Yuval Abraham & Rachel Szor Prodotto da Fabien Greenberg e Bård Kjøge Rønning. Presentato e premiato nel 2024 a decine di festival in tutto il mondo, tra i quali: Berlinale: Miglior Film e Premio del Pubblico / IDFA Amsterdam: Audience Award / Vancouver Int.l Film Festival: Audience Award / CPH: DOX Copenhagen: Audience Award / Visions du Reel Nyon: Audience Award / EFA – European Film Award 2024 come Miglior Documentario eMiglior Film / In short list per gli Oscar Academy Awards.

Sinossi
Per mezzo decennio, Basel Adra, un attivista palestinese, filma la distruzione della sua comunità di Masafer Yatta da parte dell’occupazione israeliana, mentre costruisce un’insolita alleanza con un giornalista israeliano che desidera unirsi alla sua lotta.

Un film nato sul campo
Basel Adra, un giovane attivista palestinese di Masafer Yatta, un piccolo insediamento rurale inCisgiordania, combatte contro l’espulsione di massa della sua comunità da parte dell’esercito israeliano, cui assiste sin dall’infanzia. Ad un certo punto Basel inizia a documentare con la sua videocamera domestica la progressiva cancellazione di Masafer Yatta, ogni volta che arrivano carri armati e ruspe mandate da Israele e i soldati distruggono le case delle famiglie e le strutture sociali ritenute abusive. Ciò cui il giovane Basel ha sta assistendo è il più grande atto singolo di sfollamento forzato mai effettuato nella Cisgiordania occupata dalle truppe israeliane.
Il ragazzo palestinese incrocia il cammino di Yuval, un giovane giornalista israeliano che si unisce alla sua lotta, e per oltre mezzo decennio combattono insieme contro l’espulsione, avvicinandosi sempre di più e collaborando alla documentazione di ciò che avviene settimana dopo settimana, mese dopo mese. Il loro legame complesso è segnato dall’estrema disuguaglianza tra loro: Basel, che vive sotto una brutale occupazione militare, e Yuval, libero e senza restrizioni.
La loro diventa una forte amicizia, cementata dall’indignazione e dall’urgenza di raccontare ciò che accade in quella martoriata terra. Questo film, creato da un collettivo palestinese-israeliano di quattro giovani attivisti costruito attorno a loro, che ne diventano anche protagonisti in scena, è stato costruito pezzo per pezzo, con poveri mezzi e nessuna produzione preventiva alle spalle, durante i periodi più bui e terrificanti che lo stesso Basel ha vissuto con la sua famiglia e la sua gente. Nato spontaneamente come atto di resistenza creativa all’apartheid e anelito di uguaglianza e giustizia, li ha resi inaspettatamente i cineasti più premiati e celebrati in tutto il mondo del 2024.

Dichiarazione dei registi
“Stiamo realizzando questo film insieme, come gruppo di attivisti e registi palestinesi e israeliani, perché vogliamo fermare l’espulsione in corso della comunità di Masafer Yatta e resistere alla realtà di apartheid in cui siamo nati – da lati opposti e disuguali. La realtà intorno a noi sta diventando ogni giorno più spaventosa, violenta e oppressiva, e siamo molto deboli di fronte a essa. Possiamo solo gridare qualcosa di radicalmente diverso, questo film – che, nel suo nucleo, è una proposta per un modo alternativo in cui israeliani e palestinesi possono vivere in questa terra – non come oppressore e oppresso, ma in piena uguaglianza.”

Biografie dei registi
Basel Adra è un avvocato, giornalista e regista palestinese originario di Masafer Yatta. È attivista e documentarista dall’età di 15 anni, impegnato nella lotta contro l’espulsione di massa della sua comunità da parte di Israele in Cisgiordania.
Rachel Szor è una direttrice della fotografia, montatrice e regista israeliana originaria di Gerusalemme.
Hamdan Ballal è un fotografo, regista e contadino palestinese di Susya, che ha lavorato come ricercatore per diversi gruppi per i diritti umani contrari all’occupazione.
Yuval Abraham è un regista e giornalista investigativo israeliano originario di Gerusalemme.

Il contesto storico della vicenda
Masafer Yatta è una splendida regione montuosa punteggiata da venti antichi villaggi palestinesi, situata al confine meridionale della Cisgiordania. Gli abitanti conducono uno stile di vita agricolo e molti vivono in antiche strutture di pietra e grotte.

I piccoli villaggi compaiono su mappe precedenti alla fondazione di Israele, come ad esempio su questa mappa britannica della Palestina del 1945 (includendo Al Mufaqqara, Al Markaz, Al Fakheit, Jinba). Tuttavia, l’occupazione israeliana non riconosce la loro esistenza e i villaggi sono stati cancellati dalle mappe israeliane.
Nel 1980, l’esercito israeliano ha dichiarato il territorio di Masafer Yatta una “zona di addestramento militare chiusa”, rendendolo ufficialmente inaccessibile ai palestinesi. Come rivelato successivamente in due documenti segreti dello Stato israeliano, Ariel Sharon, ex Primo Ministro israeliano e all’epoca Ministro dell’Agricoltura, spiegò che questa misura era finalizzata a spostare i villaggi e destinare la loro terra agli insediamenti israeliani.
Basel Adra, il regista del film, è nato in uno di questi villaggi nel 1996. Tre anni dopo, nel 1999, l’esercito ordinò a tutti i palestinesi residenti a Masafer Yatta di lasciare il territorio, per consentire ai soldati di utilizzarlo come campo di addestramento militare.
Fu allora che iniziò una lotta per salvare i villaggi dall’espulsione, guidata dai genitori di Basel e dai suoi vicini. I residenti palestinesi dell’area, privi di diritti di voto e sotto occupazione, si rivolsero a un gruppo di avvocati israeliani, che presentarono una petizione all’Alta Corte israeliana contro l’espulsione forzata nel 2000.
Nel 2022, dopo una battaglia legale durata due decenni, l’Alta Corte ha dato il via libera all’esercito per procedere con l’espulsione, che rappresenta il più grande singolo atto di trasferimento forzato effettuato in Cisgiordania dal 1967, anno dell’occupazione.
La decisione di distruggere i villaggi palestinesi e sfrattare circa 1.800 persone, per consentire all’esercito di utilizzare la loro terra per esercitazioni con carri armati, ha scatenato condanne a livello mondiale ed è considerata da molti, tra cui Amnesty International ed esperti di diritti umani delle Nazioni Unite, un crimine di guerra.
Uno dei metodi con cui l’esercito attua questa espulsione è attraverso una politica sistematica di demolizioni di abitazioni ed edifici pubblici. L’Amministrazione Civile Israeliana in Cisgiordania respinge oltre il 98% delle richieste di permessi edilizi presentate dai palestinesi, consentendo invece agli insediamenti dei connazionali di costruire liberamente.
Questa politica coloniale utilizza la legge militare per costringere intere famiglie di Masafer Yatta a lasciare le loro terre storiche, poiché non sono in grado di costruire nulla legalmente. Tutte le loro case, scuole, pozzi d’acqua e strade sono considerate “illegali” dall’esercito e segnate per la demolizione. La loro mera esistenza, sulla loro terra privata, è considerata illegale. Alle popolazioni locali spesso non resta altra scelta che tornare a vivere nelle grotte.
“Il nostro film è il primo documentario a gettare luce sulla politica sistematica di espulsione forzata attraverso le demolizioni delle abitazioni” hanno dichiarato i registi.
“Quando le case vengono distrutte, le famiglie di Masafer Yatta non hanno dove andare; possono solo ricostruire, diventare senzatetto o affittare abitazioni in città palestinesi sovraffollate, dove non c’è spazio per pascolare le pecore e coltivare la terra. La perdita della terra si traduce quindi in una perdita della comunità e di uno stile di vita: smettono di lavorare come agricoltori.”

Dal 7 ottobre 2023, giorno dell’attacco di Hamas ad Israele con il massacro di oltre mille persone inermi, la situazione in Cisgiordania è drammaticamente peggiorata: estremisti tra i coloni hanno utilizzato la violenza per sfrattare 16 interi villaggi palestinesi in tutta la Cisgiordania.

Info e biglietti.

Per donare

Nello spazio a informazione aumentata di ecoinformazioni al Gloria sarà possibile donare per la campagna Seminare Pace.

2 febbraio/ Parole perdute nel tempo

Domenica 2 febbraio , alle 19 al teatro comunale San Teodoro di Cantù, Apnea cerebrale presenta Parole perdute nel tempo, regia di Giacomo Puzzo. Promosso da Dipartimento di Salute Mentale e delle Dipendenze della Asst Lariana; Circolo Arci Trebisonda; Teatro Comunale San Teodoro di Cantù. Biglietti acquistabili al link – https://www.teatrosanteodoro.it/evento/parole-perdute-nel-tempo/ O presso la biglietteria del Teatro Comunale S. Teodoro di Cantù.

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Dal 16 febbraio/ 4 stagioni Villa Erba

Quarto anno de Le 4 stagioni di Villa Erba. Hanno parlato Claudio Taiana presidente di Villa Erba, Barbara Minghetti di AsLiCo, Gianpiero Canino fondatore di MyNina, e Simona Rovedo presidente del Teatro Sociale di Como AsLiCo hanno presentato il quarto anno de Le 4 stagioni di Villa Erba. Sono intervenuti ancheil sindaco di Cernobbio Matteo Monti, Giorgia Monteleone e Valeria Corti di Sfm e Claudia Taibez presidente della Villa Bernasconi.

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Giro di mostra/ Letizia Battaglia Senza fine

Fa certamente impressione e lascia perplessi percorrere il lungomare di Reggio Calabria e imbattersi nel busto di Ciccio Franco capo dei Boia chi molla. Ma volgendosi verso l’Arena del mare si aprono la vista e la memoria con le foto di Letizia Battaglia, splendidamente posizionate vista Sicilia, con Messina sullo sfondo.

Una mostra resistente contro la mafia, la violenza assassina, la povertà estrema. Ma le foto hanno anche la capacità di stupire per bellezza, profondità e per l’intensità di tutti i colori di un bianco e nero pregevolmente sgranato, lontanissimo dal luogo comune della nitidezza innaturale. [Giànpaolo Rosso, ecoinformazioni]

Senza fine è la mostra dedicata alla fotografa Letizia Battaglia

Dal 16 novembre 2024 fino al 2 febbraio 2025 sarà aperta al pubblico presso l’Arena dello Stretto di Reggio Calabria la mostra dedicata alla fotografa Letizia Battaglia.

La mostra SenzaFine è il primo grande omaggio calabrese alla fotografa siciliana. Un evento di arte pubblica per conoscere il percorso professionale e di vita di Letizia Battaglia, che si è sempre distinta per il suo forte impegno civile. Una donna coraggiosa le cui immagini più iconiche sono documentazione e denuncia di momenti tragici della storia italiana e in particolare di tutti i Sud.

Per l’allestimento della mostra abbiamo scelto un luogo non casuale, il Lungomare di Reggio Calabria, uno spazio pubblico aperto dove l’impegno di frontiera di Letizia Battaglia racconta un Meridione senza filtri, attraverso la scelta di 50 fotografie che ripercorrono i cinquant’anni (1971-2020) del suo lavoro e del nostro Paese.

La mostra è realizzata dal Ministero della Cultura – Segretariato Regionale per la Calabria e da Electa in collaborazione con l’Archivio Letizia Battaglia e la Fondazione Falcone per le Arti. [Ministero della Cultura]

Roma gospel festival/ Vincent Bohanan & Sound of Victory

Vincent Bohanan & Sound of Victory, un coro newyorkese tra i più prestigiosi,si è esibito il 22 dicembre all’auditorium parcodellamusica nell’ambito del Roma gospel festival. Repertorio forse un po’ banale ma con un’energia davvero ragguardevole, virtuosimi, incursioni in platea hanno entusiasmato il pubblico.

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Fiorella Mannoia/ Live/ Disobbedienza e diritti delle donne

Pieno, come per tutte le altre date del tour invernale, il Pala Facchetti di Treviglio (Bg), una folla appassionata dell’arte e della politica di Fiorella Mannoia eccezionalmente insieme all’Orchestra Saverio Mercadante di Altamura diretta dal Maestro Rocco De Bernardis e composta da 21 elementi (“un regalo per i mie70 anni”) che ha dato un corpo musicale ampissimo al concerto del 13 dicembre.

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Sociale con Beethoven contro le guerre

Stop alle guerre. Questo striscione è comparso in modo inaspettato, retto dai coristi dell’Aslico, mentre il pubblico del teatro Sociale di Como applaudiva. Era appena terminata l’esecuzione della Nona sinfonia di Beethoven da parte dell’orchestra da camera Canova, composta di giovani musicisti. Il direttore d’orchestra Enrico Saverio Pagano ha ricordato con semplicità come a duecento anni dalla prima esecuzione l’auspicio e l’esortazione di Beethoven valgano per gli uomini del nostro tempo.

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Più eco!/ Reportage fotografico di Alle Bonicalzi

Le meraviglie fotografiche di Alle Bonicalzi, per ecoinformazioni, per documentare Più eco! l’9 dicembre con le immagini del spazio ecoinformazioni a informazione aumentata, l’inziativa anticommericle RegaloTutto e la presentazione del libro Cambiare rotta.

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Ecoinformazioni è un circolo Arci

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