diritti

Un garage moderno per motori di umanità

Sulla vicenda del muro di San Rocco, ennesimo episodio della negazione dell’accoglienza a Como e di subordinazione dell’umanità al mercato, interviene don Giusto Della Valle. «Quello che era chiamato il garage per tanti è stato una casa, un luogo di identità e di riparo. Anche un luogo di turbolenza e di conflitti. Le colazioni secondo me potrebbero essere distribuite nella Chiesa di san Rocco quando il tempo è brutto e all’aperto  vicino alla croce di don Roberto quando il tempo è bello. Se servono noi abbiamo tavoli e sedie di plastica disponibili.  

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Csf/ Cosa sta succedendo in città?

In questi giorni è stata avviata la predisposizione del cantiere per la demolizione dell’ex oratorio di San Rocco, in cima a via Milano. Il primo segnale di questa operazione edilizia è la chiusura del portico sottostante con una serie di muri impenetrabili. È facile ripetere che la notizia era attesa e risaputa, perché il destino di quell’immobile era noto e ormai immodificabile. Ciò non toglie che è doveroso ricordare che quello spazio, per quanto infelice, per quanto colmo di problemi, è stato per anni uno degli spazi di accoglienza a Como, e che ha rappresentato, almeno, “un tetto sopra le teste” degli ultimi tra gli ultimi. Di più, è doveroso ricordare che proprio da lì si muoveva l’opera di don Roberto Malgesini, senza filtri e senza gerarchie.

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Cosa fanno a San Rocco?

“Cusa l’è che in dré a fà?” Cosa stanno facendo lì? Lo si legge sul cartellone pubblicitario della ditta di costruzioni, con la figura tradizionale del signore che sbircia per capire. Se lo chiedono tante persone, guardando lo stabile dell’ex Oratorio di San Rocco, a fianco della chiesa e dietro la Croce che ricorda il sacrificio di don Roberto Malgesini.

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Prc/ Fermare la strage nelle carceri

“Mentre ieri, i garanti per i Diritti delle persone in stato di privazione della libertà personale si mobilitavano allo scopo di strutturare un momento di riflessione sui suicidi e sulle morti in carcere, mobilitazione che ha visto coinvolti tutti i Garanti regionali, provinciali e comunali a Como si scopre che, nel carcere del Bassone, si consumava l’ennesimo suicidio.

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Nessi e Giovinazzo/ Le colpe dei suicidi in carcere

“Sono giunti a 32 in meno di 4 mesi i suicidi in carcere. I detenuti sono persone dimenticate dalle istituzioni sulle quali bisogna solo accanirsi, vendicarsi,  mai dare loro una possibilità di riabilitazione. Chi arriva ad un gesto estremo lo fa perché il mondo gli è già crollato addosso. La situazione degli istituti penitenziari italiani è al collasso.

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Si/ Welfare? No grazie

“Un Sindaco ha il dovere  di porre in essere tutte quelle azioni, beni e servizi per poter promuovere il benessere delle persone. Al primo cittadino di Como, tuttavia, interessa solo il bilancio e per quest’ultimo sacrifica anche i diritti dei bambini. Lo abbiamo visto con la chiusura degli asili nido e lo vediamo adesso con  la proposta di far pagare ai comuni di residenza il costo (quantificato in ben 15.000 euro!) di ogni bambino non residente in città che voglia iscriversi a Como.

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6 aprile/ Milano in piazza per il diritto alla salute

Sabato 6 aprile alle 11 in Piazza Cairoli-Castello si terrà una manifestazione per il diritto alla salute, promossa dal Comitato La Lombardia SiCura, nell’ambito delle iniziative della Giornata mondiale della salute.

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Video/ La lotta delle donne a Fa’ la cosa giusta

[La playlist di tutti gli interventi]

Domenica 24 marzo nello spazio Arci a Fa’ la cosa Giusta si è svolto l’incontro – introdotto da Graziano Fortunato (Arci Lombardia e Arci Milano) presentando le tazzine del caffè Arci “illustrate” da Mauro Biani – La lotta e la cura a partire dalla mostra di Camilla Falsini e dalla Campagna contro la violenza di genere. Interventi di Celeste Grossi (delegata nazionale Politiche di genere), Ornella Rigoni (Che genere di Arci, Arci Milano), Marzia Scuderi (Fondazione Libellula), Alice Redaelli (Arci Gay), Eleonora Pirovano (Iwca). Guarda la galleria delle foto dell’iniziativa.

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eQua 2024/ 15 marzo/ Sguardi differenti sfidano il capitalismo

Il secondo giorno di eQua è una messa a fuoco di diverse problematiche, causa ed effetto di diseguaglianze di vario tipo. Non solo uno sguardo puramente esplorativo, però: la tre giorni di Arci vuole essere, nelle intenzioni e nel lavoro di costruzione di Carlo Testini e della commissione nazionale Lotta alle disuguaglianze. Diritti sociali e libertà di cui è responsabile, un punto di raccordo tra proposte di cambiamento e lavoro dinamico per metterle in pratica, facendo leva su cultura, mutualismo e attivismo, centri nevralgici profondamente caratterizzanti Arci come associazione, cui si affianca, abbracciandone la totalità di rifrazioni e pratiche sociali quotidiane, l’operato continuo del gruppo Politiche di genere coordinato da Celeste Grossi, responsabile nazionale del settore. Oltre a questo approccio meravigliosamente trasversale e innovativo, eQua del 2024 è caratterizzata anche da un’altra novità: per la prima volta, grazie al progetto Eco Routes (in collaborazione con l’associazione Asud), l’Arci non solo si interroga sulla sostenibilità e impatto ambientale, ma ne misura l’effettivo valore per lavorare sul miglioramento anche in questo senso delle proprie iniziative, ridisegnando i propri eventi e formando dirigenti e addette/i ai lavori in una prospettiva sempre più sostenibile. Salute di Genere: a 100 anni dalla nascita di Franco Basaglia.

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eQua 2024/ 14 marzo/ Che genere di mondo?

eQua, terza edizione: cambia la cornice (quest’anno è il complesso Base di Milano a ospitare l’iniziativa, oramai un appuntamento fisso per Arci), ma non la sostanza. Tre giorni di incontri e dibattiti per fare il punto su disuguaglianze e sui lavori, come associazione e come persone impegnate ogni giorno per costruire un mondo diverso, smantellando un sistema sempre più opprimente, vorace, disumano.
Lo chiede la situazione politica mondiale a più latitudini (in cui il capitalismo guerrafondaio schiaccia innumerevoli popolazioni in spregio a situazioni di emergenza umanitaria, ambientale e sociale), compresa quella nazionale, sempre più – è il caso di dirlo – a tinte nere.
Ritrovarsi per esaminare un sistema di problemi – diversi, ma collegati tra loro in maniera indissolubile – non è impresa semplice, ma eQua del 2024, soprattutto grazie al lavoro coordinato della commissione nazionale Diseguaglianze, diritti sociali e libertà e del gruppo Politiche di genere, sceglie di guardare al quadro generale proprio secondo le prospettive di genere, fil rouge trasversale che attraversa ciascun panel e il lavoro dei futuri workshop; un punto di vista forse non così immediato, ma capace come pochi altri di rinnovare e rendere vive le energie per «mettere al mondo un mondo migliore».

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Ecoinformazioni è un circolo Arci

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