Economia

Como: Aumentano le povertà

mario molteniPer Molteni siamo di fronte alla: «Crescita esponenziale in città delle persone con un reddito imponibile ben al di sotto della fascia di sopravvivenza ma ancor peggio il dato del reddito medio annuo che crolla significativamente».

 

«In queste settimane, in occasione dei dibattiti riguardanti gli incrementi delle varie tasse e addizionale Irpef in Consiglio comunale ho chiesto alcuni dati per comprendere come si stia evolvendo in questi anni la situazione reddituale dei comaschi. La tabella allegata si riferisce al periodo che va dal 2005 al 2011 e comprende le varie fasce di reddito imponibile – spiega Mario Molteni, Per Como –. Tutti questi dati possono essere utili per molte analisi e forniscono un quadro circa i redditi dei cittadini. Perché li ho chiesti? Dapprima per comprendere l’evolversi della situazione, da dove arriviamo e dove stiamo andando in termini di redditi, ma anche per fare un’analisi circa le povertà che stanno emergendo e cercare di comprendere quali e quante forze mettere in campo per aiutare i più deboli».

«Stiamo crescendo in termini di popolazione che ha un reddito o no? – si chiede Molteni – Nelle tasche dei cittadini ci sono più soldi o no? Nel suo complesso questa è una città composta da persone benestanti o no? In questi anni la povertà è cresciuta? Quanto ha colpito i comaschi la crisi? Quanto bisogno c’è in città? Quali azioni deve mettere in atto l’Amministrazione comunale? Si può ancora spremere il comasco?»

 

Reddito fino 4.000 euro

2011                  2005

persone                                   1.847                 1.295           + 552           + 42,6%

reddito compl.annuo euro      2.626.573         2.369.598           + 257.000     + 10,84%

reddito medio annuo euro           1.422               1.829             – 407          – 22,25%

 

«Già da questo dato si evince la crescita esponenziale in città delle persone con un reddito imponibile ben al di sotto della fascia di sopravvivenza ma ancor peggio il dato del reddito medio annuo che crolla significativamente da 1.829 euro del 2005 a 1.422 euro del 2011 – precisa il consigliere di Per Como – Se allargassimo la visuale alla fascia fino 7.500 euro di reddito annuo potremmo vedere che la popolazione si incrementa di 108 unità (+ 4%) dal 2005 al 2011 passando da 2.789 a 2.897 con un reddito complessivo che crolla del 20% passando da euro 10.623.489 a euro 8.520.469 con reddito medio annuo procapite in calo addirittura del 22,7% (da 3.809 euro a 2.941 euro)».

 

Reddito da 0 a 7.500 euro annuo

2011                      2005

persone                          2.897                     2.789         + 108         + 4%

reddito annuo compl.   8.520.469            10.623.489  – 2.103.020    – 20%

reddito medio procapite   2.941                    3.809           – 806      – 22,7%

 

«Il dato complessivo sulla città ci indica che la popolazione con reddito imponibile è calata dal 2005 al 2011 di 715 unità (-1,46%) passando da 48.866 del 2005 a 48.151 del 2011 ma il loro reddito complessivo annuo è aumentato da euro 1.219.936.154 del 2005 a euro 1.338.602.564 del 2011 (+9,7%) con un reddito medio annuo procapite che sale da euro 24.964 del 2005 a euro 27.800 del 2011 (+2836 euro pari a +11,36%). Questo sembra un dato ottimo ma se consideriamo gli anni trascorsi possiamo osservare che in 7 anni la crescita è stata solo dell’1,6% annuo, praticamente non ci siamo mossi in questi anni – aggiunge –. La fascia che percentualmente mostra incrementi significativi è quella che va da 70.000 euro annuo in su. Nel 2005 avevamo 2.228 cittadini, nel 2011 siamo saliti a 2.797 (+569 unità pari a +25%) con reddito medio annuo procapite che però decresce dell’8% passando da euro 134.143 a 123.374. Si potrebbe dire: si guadagna meno!»

serie_storica_2011-2005«Un dato positivo di reddito medio procapite annuo lo riscontriamo nei redditi che vanno da 7.500 euro a 26.000 euro compl.annuo che, pur nella diminuzione delle persone appartenenti a questa fascia che passano da 32.353 a 28.036 unità (-4.317 pari al 13,36%) incrementano il loro reddito medio da 15.600 a 16.775 euro (+7,48%). Quindi una crescita dal 2005 al 2011 intorno all’1% annuo – prosegue –. Positiva anche la fascia di reddito annuo che va da 15.000 a 40.000 euro che vede aumentare le unità da 27.899 a 28.607 (+2,5%) con un reddito medio annuo procapite in crescita da 21.395 a 23.208 euro (+8,40%). Per concludere: purtroppo la nostra Como vede in questi 7 anni aumentare le persone con redditi bassissimi fino a 4.000 euro complessivi annui; abbiamo un ulteriore crescita di persone nella fascia fino a 7.500 euro annui (2011 totale 2.897 +108 unità dal 2005) e questi sono i dati peggiori sui quali riflettere per porre in essere adeguate misure di sostegno».

«La città vede nel suo complesso aumentare i redditi medi procapite complessivi, in particolare nelle fasce intermedie e come unità la fascia che va da 40.000 ad oltre 100.000 euro annui(da 5.922 del 2005 a 7.236 del 2011), pur diminuendo il reddito medio procapite annuo da 80.712 a 77.315 euro (-4,20%) – termina Molteni –. Circa l’80% dei comaschi è nella fascia fino a 33.500 euro, il 53% va da 10.000 a 26.000 euro annui. Dalla Relazione revisionale e programmatica 2014/2016 fornita dal Comune si rileva al 2011 una popolazione da censimento a Como di 82.045 unità. Quindi la percentuale di chi ha un reddito è pari al 58,68%». [md, ecoinformazioni]

18 luglio/ Città in vetrina alla Feltrinelli con Gisella Introzzi


18giugno2014

Presentazione venerdì 18 luglio alle 18 alla Feltrinelli di Como, in via Cesare Cantù 17, del numero 453 di ecoinformazioni. Partecipa l’assessora Gisella Introzzi. Il tema della rivista è Città in vetrina, con articoli, interviste e la prima mappa dei negozi della città. Sono in questo stagionale 52 le pagine dedicate all’approfondimento dei temi che il blog tratta quotidianamente. Scarica e diffondi la locandina. Sfoglia on line il 453 di ecoinformazioni.

Accordo tra Confcommercio e Consulenti del lavoro comaschi

firma Primavesi FrigerioUna intesa per: «Più servizi per le imprese e corretta applicazione dei Ccnl del terziari».

 

«È stato firmato oggi [giovedì 10 luglio], da Giansilvio Primavesi, presidente di Confcommercio Como e Paolo Frigerio, presidente dell’Ordine dei consulenti del lavoro di Como, un importante accordo tra l’Ordine dei consulenti del lavoro e Confcommercio Como – spiega una comunicato stampa –. La firma, avvenuta nel corso di un incontro al don Guanella di Como, innanzi ad una platea di consulenti del lavoro, costituisce un momento importante nella collaborazione tra le due realtà, già caratterizzate da ottimi rapporti, come hanno sottolineato Primavesi e Frigerio e implica tra i vari punti, da parte dell’Ordine dei consulenti del lavoro, l’impegno ad una corretta e completa applicazione dei Ccnl del terziario e del turismo, di cui Confcommmercio è firmataria. Il protocollo siglato va infatti nella direzione da sempre sostenuta da Confcommercio Como di fornire più servizi e valore aggiunto alle imprese associate».

Per Frigerio «La collaborazione con Confcommercio Como dura da sempre ed è caratterizzata da ottimi rapporti e scambio di informazioni» a cui ha risposto Primavesi «La stipula dell’accordo di oggi rafforza questo rapporto con l’Ordine, che è necessario ed utile se si pensa alle difficoltà che i commercianti incontrano quando vogliono assumere, ad esempio, un apprendista. Accordo che è molto importante per la corretta applicazione dei contratti di cui siamo firmatari».

Con questo accordo Confcommercio Como: «Si impegna a mettere a disposizione dell’Ordine e dei suoi iscritti una serie di strumenti operativi per l’assistenza alle imprese dei settori da essa rappresentati, come l’invio di aggiornamenti dei contratti collettivi nazionali e di secondo livello di cui Confcommercio è firmataria; la realizzazione di eventi formativi/ informativi annuali sulle tematiche inerenti il mondo del lavoro, anche finalizzati al riconoscimento di crediti formativi; attività formative rivolte al personale dipendente delle aziende clienti degli iscritti all’Ordine dei Consulenti del lavoro di Como; accesso a Fidicomtur, cooperativa di garanzia di Confcommercio Como e al patronato Enasco, per ciò che attiene ai rapporti con l’Inps; invio dell’House Organ Il Faro e accesso all’area riservata del nuovo sito web di Confcommercio Como». Da parte sua invece l’Ordine dei consulenti del lavoro di Como: «Si impegna all’applicazione completa ed esatta dei Ccnl del terziario e del turismo».

«L’intesa è molto importante per tutte le imprese rappresentate – ha concluso il direttore di Confcommercio Como Graziano Monetti –. Essere uniti è fondamentale affinché si concretizzi l’esatta applicazione del Ccnl di riferimento». [md, ecoinformazioni]

Il Consiglio regionale approva la Zes

lombardia - svizzeraLa Lombardia chiede l’istituzione della Zona a economia speciale sul confine con la Svizzera, Maroni: «Sono molto soddisfatto». Mentre per il Pd si tratta di una proposta inefficace.

 

«Sono molto soddisfatto dell’approvazione, da parte del Consiglio regionale, della nostra legge, che istituisce in Lombardia le Zes, Zone a economia speciale – afferma Roberto Maroni, presidente della Regione Lombardia –. Si tratta di uno strumento utilissimo per sostenere l’economia e le imprese lombarde e per contrastare la delocalizzazione: in questo modo, per la prima volta, si procede a una riduzione significativa della pressione fiscale per le imprese nelle zone di confine. Invierò subito il testo della legge al Parlamento, chiedendo al Governo e alle forze politiche di approvarla il più rapidamente possibile».

«Questo è il punto di partenza, l’obiettivo è estendere a tutta la Lombardia i benefici previsti dalle Zes, perché tutta la Lombardia merita di essere a una Regione a Statuto speciale – prosegue il presidente lombardo –. Questa legge conferma l’impegno concreto della Regione a sostegno del tessuto economico-produttivo, dell’occupazione e del lavoro».

«L’unico rammarico – ha attaccato Maroni – è che, ancora una volta, l’opposizione, con un atteggiamento puramente ideologico e autolesionista, abbia votato contro una legge che prevede che le tasse pagate dai Lombardi restino sul territorio lombardo».

Di «occasione persa» parla invece il Partito democratico, per cui si tratta di: «Un provvedimento che non servirà a contrastare efficacemente la delocalizzazione delle imprese dove è più conveniente produrre».

Per questo il consigliere democratico comasco Luca Gaffuri si è astenuto: «Buona l’idea, che risponde certamente ad una problematica importante, non solo lombarda, ossia il fenomeno dello spopolamento industriale di alcune aree della regione, particolarmente quelle di confine, attratte dalla convenienza retributiva e fiscale della Svizzera o di altri Paesi. Ma lo strumento non è adeguato: far coincidere l’istituzione delle zone speciali con aree geografiche invece che con aree a particolare criticità e, soprattutto, legarle al percorso della carta sconto benzina è un errore, che non ci convince. Restano così tagliati fuori Comuni che invece rischiano effettivamente lo spopolamento produttivo e lì si creeranno nuove fasce di desertificazione economica. Per questo avevamo proposto emendamenti funzionali a contrastare le criticità di questo provvedimento, come inserire nelle Zes quei Comuni il cui territorio sia compreso nella fascia di 20 km dalla linea di confine tra Italia e Svizzera e nei quali i frontalieri residenti abbiano rappresentato almeno il 4% della popolazione e quelle aree interessate dagli Accordi di competitività come previsti dalla legge sulla competitività recentemente approvata ma la maggioranza non li ha approvati. La fuga delle attività produttive non è solo un problema dei Comuni interessati dalla carta sconto benzina. E disegnare zone analoghe a quelle della Calabria non risolve il problema». [md, ecoinformazioni]

Saldi chiari

saldi chiari 2014Confcommercio Como organizza nuovamente la campagna a tutela dei consumatori. Saldi dal 5 luglio al 2 settembre.

 

«Partiranno sabato prossimo, 5 luglio, i saldi estivi e con essi la campagna Saldi chiari di Confcommercio Como, giunta alla 26° edizione – ricorda un comunicato stampa –. Conto alla rovescia dunque in tutta Italia, in tutta la Lombardia e anche a Como in quanto i saldi sono un momento molto atteso dai consumatori. Quest’anno la data di partenza è la medesima in quasi tutte le principali città, ossia sabato prossimo.

«Quest’anno nei negozi c’è molta merce l’ampio assortimento è dovuto al fatto che il mese di giugno è stato molto piovoso, il cattivo tempo ha frenato gli acquisti e soprattutto la voglia di comprare – spiega il presidente di Confcommercio Como Giansilvio Primavesi –. Le vendite del settore moda sono calate, il fattore tempo ha inciso molto e siamo ancora qua ad aspettare l’estate».

«La campagna Saldi chiari anche quest’anno ha registrato un elevato numero di adesioni in tutta la provincia: ben 120 negozi, di cui 58 a Como città (l’elenco completo) – prosegue lo scritto –. Anche in virtù del fatto che i negozi che espongono la “locandina che sorride”, simbolo dell’iniziativa, sono generalmente preferiti dalla clientela in quanto garanzia di trasparenza e sicurezza degli acquisti. Le percentuali di sconto negli esercizi commerciali varieranno ovviamente a seconda degli articoli e dei negozi,  ma con la Campagna Saldi chiari i consumatori saranno ampiamente tutelati sui loro acquisti».

«L’adesione comporta infatti per l’esercente, l’accettazione di alcune regole, il cosiddetto “decalogo”, come l’obbligo di accettare il pagamento con carta di credito; l’impegno dell’operatore commerciale a sostituire o a rimborsare entro 8 giorni dall’acquisto, i capi che presentano gravi vizi occulti; la sostituzione del prodotto, sempre entro 8 giorni, in caso di non corrispondenza della taglia o il rilascio di buoni acquisto di pari importo (da spendere nei 120 giorni successivi); infine e non meno importante, il diritto di provare i capi»». [md, ecoinformazioni]

4 luglio/ Assemblea annuale dell’Associazione italiana dei parchi scientifici tecnologici

comonext__2Comonext a Lomazzo ospiterà l’incontro nazionale venerdì 4 luglio alle 11.

 

«ComoNExT e i Parchi Scientifici Tecnologici sono il motore dello sviluppo che sostiene l’innovazione e la competitività delle imprese in Italia – afferma un comunicato –. Cooperano in rete e integrano i bisogni di crescita innovativa delle imprese con il patrimonio di conoscenza di Università e Centri di ricerca. Inoltre, supportano lo sviluppo economico attraverso il sostegno all’innovazione tecnologica, sia per le imprese già consolidate sia per le start up: in molti parchi, compreso ComoNExT, sono presenti gli incubatori d’impresa, programmi che offrono servizi e infrastrutture per la nascita e lo sviluppo di nuove imprese a contenuto innovativo».

«In Italia, la Rete dei Parchi Scientifici e Tecnologici conta oggi su un sistema integrato composto da 14 Incubatori che supportano la nascita e lo sviluppo di nuove imprese; 780 aziende hi-tech insediate, di cui 250 incubate; 11.000 occupati a elevata specializzazione tecnologica che lavorano presso i Parchi; 150 Centri di Ricerca pubblico/ privati insediati – prosegue la nota –. Un network che va oltre i confini territoriali dei singoli Parchi e che crea una rete di risorse, piattaforme tecnologiche e conoscenze dislocate in tutte le parti del Paese. Questa rete promuove gli strumenti e le politiche di sostegno e qualificazione delle attività per lo sviluppo dei sistemi di impresa innovativi; stimola e sostiene l’evoluzione innovativa dei settori produttivi di valenza strategica che garantiscono una nuova competitività del sistema economico nazionale; facilita la nascita e lo sviluppo di nuove imprese innovative attraverso un sistema integrato di incubazione». [md, ecoinformazioni]

Il Ticino versa le quote delle imposte 2013

canton ticinoDa Bellinzona verranno versati all’Italia 58,7 milioni di franchi, la Svizzera vuole concludere i concordati con l’Italia entro la fine della primavera 2015, se no il Ticino minaccia il blocco dei ristorni.

 

«Il Consiglio di stato ha deciso di non bloccare il versamento all’Italia della quota parte delle imposte alla fonte dei frontalieri dell’anno 2013, che ammonta a 58,7 milioni di franchi, in applicazione dell’Accordo tra la Svizzera e l’Italia relativo all’imposizione dei lavoratori frontalieri e alla compensazione a favore di Comuni italiani di confine del 3 ottobre 1974 – spiega una nota del Consiglio di stato ticinese –. La decisione, come noto, è stata preceduta negli ultimi mesi da incontri e aggiornamenti sull’avanzamento delle trattative con l’Italia riguardo alla rinegoziazione della convenzione contro la doppia imposizione e dell’Accordo sull’imposizione dei frontalieri con la consigliera federale Eveline Widmer-Schlumpf, il segretario di stato Jacques de Watteville e anche la Deputazione ticinese delle Camere federali».

«Da questi incontri è scaturita la ferma volontà delle autorità federali di concludere i negoziati con l’Italia al più tardi entro la fine della primavera del 2015 – specifica il comunicato –. Se ciò non dovesse realizzarsi nei termini previsti la consigliera federale Widmer-Schlumpf ha garantito alla Deputazione ticinese e al Consiglio di stato che saranno presi provvedimenti concreti a salvaguardia degli interessi del Ticino e della Svizzera».

«Questo chiaro impegno del Governo federale ha condotto la maggioranza del Consiglio si stato a decidere di non bloccare il pagamento della quota spettante all’Italia dell’imposta alla fonte sui redditi dei lavoratori frontalieri del 2013 secondo quanto previsto dall’accordo internazionale – sottolineano da Bellinzona–. La decisione contribuirà a rafforzare la posizione della delegazione svizzera che conduce le trattative al fine di rinegoziare la Convenzione contro la doppia imposizione e l’Accordo sull’imposizione dei frontalieri, che ne è parte integrante. Un blocco dei ristorni, parziale o totale, avrebbe messo fortemente a rischio la continuazione delle trattative».

«Il Consiglio di stato osserva in questa sede come i negoziatori svizzeri siano perfettamente edotti e consapevoli delle aspettative ticinesi riguardo sia al provento dell’imposta alla fonte dei lavoratori frontalieri, sia dell’importanza della nuova regolamentazione fiscale per il futuro della piazza finanziaria ticinese, già confrontata con importanti cambiamenti strutturali derivanti dal contesto internazionale – rileva la nota –. Nella denegata ipotesi in cui i negoziati con l’Italia non dovessero concludersi entro la fine della prossima primavera, accanto ai provvedimenti concreti garantiti dall’autorità federale tornerebbe d’attualità il blocco dei ristorni, che in quell’occasione potrebbe completare l’eventuale risposta elvetica all’inconcludenza di un negoziato che il Consiglio di stato, con la decisione odierna [mercoledì 25 giugno], auspica di contribuire a perfezionare in tempi accettabili per tutte le parti». [md, ecoinformazioni]

Tasse/ Addizionale 0,8 per cento, esenzione sotto i 10mila euro

tassecomo-1Il servizio del 27 giugno di Gianpaolo Rosso per Radio popolare.  Ascolta il servizio audio.  Aumentano a Como le tasse su redditi e immobili ma non quelle di soggiorno e sulla pubblicità. Lo ha deciso la giunta di centrosinistra fissando l’addizionale irpef allo 0,8 per cento per tutti, salvi solo i redditi fino a 10 mila euro. La Tasi è per tutti il 3,3 per mille con esenzioni differenziate in base alle rendite catastali degli immobili. Non c’è Tasi per gli affittuari e non è stato deciso l’incremento dell’Imu sulle seconde case la cui aliquota rimane ferma al 9,6 per mille. Per il sindaco la scelta fatta garantisce proporzionalità nell’imposizione fiscale perché l’addizionale si applica a aliquote più alte per redditi più alti. Mario Lucini spiega che l’incremento delle tasse è dovuto al crollo dei finanziamenti dello stato al Comune, promette 2,2 milioni di euro per spese sociali, rivendica 188 segnalazioni fatte dal Comune per contrastare l’evasione. L’ultima parola sulla questione spetterà al Consiglio comunale dove si preannunciamo emendamenti delle opposizioni e della sinistra della coalizione di maggioranza.

Guarda sul canale di ecoinformazioni i video della conferenza stampa tenuta dal sindaco Mario Lucini con la vicesindaca Silvia Magni e il ragioniere capo Raffaele Buononato giovedì 26 giugno. Guarda le slide illustrate nella conferenza stampa: TASI_e_IMU_18 6 14, Slide Rendiconto 2013_agg_18_04, riepilogo 2009-2013ml, irpefLOMB.

 

Guarda sul canale video di ecoinformazioni tutti gli altri video della conferenza stampa.

«Per quanto riguarda Imu e Tasi – ricorda in un comunicato Palazzo Cernezzi – (a decorrere dall’anno d’imposta 2014, è stata introdotta la Iuc (Imposta unica comunale), che si compone dei seguenti tributi Imu (Imposta municipale propria), componente patrimoniale; Tasi (Tributo comunale per i servizi indivisibili) componente riferita ai servizi; Tari (Tassa sui rifiuti), componente che finanzia i costi del servizio di raccolta e smaltimento dei rifiuti) sono state deliberate le seguenti proposte:

Aliquote e detrazioni Imu:

– aliquota del 3,50 per mille per le abitazioni principali di lusso, appartenenti alle categorie catastali A1, A8 e A9, con una detrazione pari a 200 euro;

– aliquota del 7,60 per mille per i fabbricati, compresi i fabbricati di categoria catastale “D”, posseduti dalle imprese a titolo di proprietà o di locazione finanziaria, a condizione che tali immobili non siano concessi in uso a terzi a qualsiasi titolo, anche temporaneo, esclusi i fabbricati posseduti dagli istituti di credito, dalle compagnie di assicurazione e dai supermercati ed ipermercati con superficie di vendita superiore a mq. 1500;

– aliquota del 9,60 per mille per tutti gli altri immobili diversi dai precedenti,

– l’Imu sui fabbricati con categoria catastale D deve essere versata nella misura del 7,6 per mille allo Stato e nella misura del 2 per mille, se dovuta, al Comune

Aliquote Tasi:

– aliquota del 3,30 per mille per le abitazioni principali, incluse quelle classificate nelle categorie catastali A/1, A/8 e A/9, e relative pertinenze;

– aliquota del 3,30 per mille per l’unità immobiliare posseduta a titolo di proprietà o di usufrutto da anziani o disabili che acquisiscono la residenza in istituti di ricovero o sanitari, a seguito di ricovero permanente, a condizione che la stessa non risulti locata (assimilata all’abitazione principale dall’art. 16 del regolamento per l’applicazione della Iuc);

– aliquota del 3,30 per mille per le unità immobiliari appartenenti alle cooperative edilizie a proprietà indivisa, adibite ad abitazione principale e relative pertinenze dei soci assegnatari, ivi residenti;

– aliquota del 3,30 per mille per i fabbricati di civile abitazione destinati ad alloggi sociali come definiti dalle vigenti disposizioni;

– aliquota del 3,30 per mille per la casa coniugale assegnata al coniuge, a seguito di provvedimento di separazione legale, annullamento, scioglimento o cessazione degli effetti civili del matrimonio;

– aliquota del 3,30 per mille l’unica unità immobiliare posseduta, e non concessa in locazione, dal personale in servizio permanente appartenente alle Forze armate e alle Forze di polizia ad ordinamento militare e da quello dipendente delle Forze di polizia ad ordinamento civile, nonché dal personale del Corpo nazionale dei vigili del fuoco e dal personale appartenente alla carriera prefettizia, per il quale non sono richieste le condizioni della dimora abituale e della residenza anagrafica;

– aliquota del 0,00 per mille per gli altri immobili, diversi dai precedenti;

Detrazioni Tasi:

DETRAZIONE valore della rendita catastale dell’abitazione principale e delle relative pertinenze
155 euro inferiore o uguale a 400 euro
130 euro superiore a 400 euro fino a 500 euro
120 euro superiore a   500 euro fino a 650 euro
90 euro superiore a 650 euro fino a 750 euro
50 euro superiore ad 750 euro fino ad 900 euro

 

Per individuare l’importo della detrazione spettante, la rendita da considerare è data dalla somma delle rendite catastali dell’unità immobiliare abitativa e delle relative pertinenze (per legge massimo un’unità per ogni categoria catastale C2,C6,C7)

imu tasi 2014 comoCosì come previsto dal regolamento, gli affittuari non dovranno versare la Tasi (tali immobili rientrano, infatti, nella categoria degli “altri immobili” per cui al proprietario viene applicata l’Imu ma non la Tasi)» (Tasi e Imu 18/06/14, Irpef Lombardia 2013, Ici, Imu, Tasi prelievo comunale 2009-13, Spesa corrente 2009-13).

 

 

Video/ F35 contro scuole e Costituzione

taglialealiallearmiGià disponibile anche su ecoinformazioni il nuovo video della campagna Taglia le ali alle armi. Nel filmato si vede  come la scelta degli F35, incostituzionale, mostruosamente costosa, inadeguata, arretrata e sbagliata dal punto di vista tecnologico, sia responsabile della rinuncia alla sicurezza della realtà del paese dove, con quanto risparmiato con uno solo dei “giocatttoli” mortiferi dei quali, nonostante proclami e assicurazioni,  ancora non si è decretata la rinuncia e neppure la reale drastica riduzione, si potrebbero rendere pienamente abitabili 135 scuole attualmente insicure. 

Questo quinto episodio è stato realizzato con la regia Giorgio Magarò, il coordinamento di Francesco Vignarca. Interpeti Salvatore Laforgia e Walter Garavaglia con la partecipazione degli alunni e delle alunne della scuola secondaria di primo grado di Settimo Milanese.

69ª Assemblea generale di Confcommercio Como

confcommercio-comoPrimavesi: «Vorremmo essere capiti anche da chi non fa il nostro mestiere, ma insiste nel volerlo regolamentare, senza ascoltare le nostre ragioni e senza considerare le nostre peculiarità».

 

«Confcommercio Como è un vero e proprio “laboratorio sperimentale” sui temi dell’accoglienza anche internazionale e sulla capacità di fare rete fra gli operatori – ha dichiarato Carlo Sangalli, presidente lombardo e nazionale di Confcommercio imprese per l’Italia –. In particolare, si sta puntando con convinzione sulle reti d’impresa e sui distretti del commercio, strumenti grazie ai quali si lavora insieme per fare meglio, come territorio ma anche nelle performance aziendali. È questa logica del “lavorare assieme” che rende importante appartenere ad associazioni forti e ad una grande confederazione come Confcommercio imprese per l’Italia».

«Paura di non farcela ad uscire dalla palude. Speranza di un futuro diverso. Un futuro di sviluppo e di crescita – sono i due termini chiave per Giansilvio Primavesi, presidente Confcommercio Como, che ha annunciato, alla sessantanovesima assemblea generale tenutasi lunedì 23 giugno a Lomazzo – il varo delrinnovato portale Internet di Confcommercio Como, frutto di un’approfondita analisi e confronto con gli associati, i professionisti, i sindaci e tutti i numerosi soggetti che interagiscono e dialogano con l’associazione attraverso questo potente strumento di comunicazione».

«Con il nuovo portale, l’Associazione si propone l’obbiettivo di supportare, essere maggiormente al fianco degli associati e semplificare l’accesso ai servizi – aggiunge un comunicato –. Dai seminari ai corsi di formazione, che riscuotono sempre numerose adesioni, sino ai molteplici convegni dedicati ai temi caldi del momento che Confcommercio Como organizza per i propri associati».

E il ruolo dell’organizzazione è stato rivendicato dal presidente comasco con un affondo contro l’Amministrazione del capoluogo comasco: «L’impegno che deve assumersi chi ci governa è di affrontare i problemi con i fatti! Penso all’odiosa azione svolta da una società incaricata dal Comune Capoluogo alla riscossione dell’imposta di pubblicità. Una azione spregiudicata che abbiamo contrastato duramente ottenendo, non senza fatica, l’annullamento di molti avvisi e la riduzione dell’importo di molte richieste di pagamento, ma soprattutto ottenendo la modifica di errate interpretazioni giuridiche».

«Con lo stimolo e l’aiuto della Regione stiamo continuando a lavorare sui Distretti urbani del commercio, che riteniamo essere una grande boccata di ossigeno per le imprese, ma che vorremmo fossero ancora più incisivi – ha poi proseguito –. Proprio qui a Lomazzo si è costituito, recentemente, l’ultimo in ordine di tempo, nuovo Distretto del Commercio che si aggiunge ai 17 già operativi in provincia».

E Lomazzo, sede di ComoNext, è un punto d’interesse per Expo 2015: «Un’opportunità straordinaria sulla quale dobbiamo scommettere, perché può essere un’occasione concreta e tangibile della ripresa economica, non solamente per i mesi durante i quali si svolgerà l’evento, ma soprattutto per gli anni a venire che, se sapremo giocarci bene le nostre carte, si svilupperanno sullo slancio che avrà fornito questo appuntamento planetario». Una manifestazione per cui Confcommercio Como ha predisposto un apposito sportello.

«Per la nostra provincia, alla quale notoriamente sono riconosciute molte caratteristiche congeniali al turismo, quali bellezze naturali e artistiche, abbiamo, fra le altre cose, focalizzato le nostre attenzioni sull’accoglienza, piccole cose che però rimangono nella mente del visitatore – ha aggiunto Primavesi, sottolineando –. L’impegno sul progetto della Cultura del sorriso, che abbiamo lanciato nel corso dell’assemblea dello scorso anno con uno spot televisivo andato in onda sulla Tv locale, che ora vi riproponiamo e un’intensa attività di formazione finalizzata a preparare il nostro territorio a Expo e renderlo più accogliente per il turismo» (i dati sul turismo 2007-13).

«Si è persa la dimensione della bellezza nel lavoro, la percezione collettiva è che la vera vita cominci soltanto dopo l’orario di lavoro. Ma noi non siamo così e non ci stancheremo mai di dirlo con forza, ci piace quello che facciamo e oggi, ancor più che nel passato, siamo spinti da un eroico entusiasmo ed una passione irrefrenabile più che da ogni altra cosa – ha concluso il presidente di Confcommercio Como, non senza un pizzico di polemica –. Vorremmo essere capiti anche da chi non fa il nostro mestiere, ma insiste nel volerlo regolamentare, senza ascoltare le nostre ragioni e senza considerare le nostre peculiarità» (dati su sedi di impresa a Como e provincia, demografia imprese 2013 e occupazione e imprese). [md, ecoinformazioni]

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