beCOMe/ Per un’antropologia della ricchezza/ Video on line

becomeNei lavori del secondo momento di approfondimento teorico –  dopo la serata con Fitoussi, Magatti e Bonomi –  è stato il filosofo Silvano Petrosino, introdotto dall’assessora Gisella Introzzi,  a illustrare il tema Per un’antropologia della ricchezza. Già on line li video della serata che si è svolta con una cinquantina di partecipanti nella sala della Camera di commercio di Como dalle 18 di sabato 31 maggio. P

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Una riflessione sulla ricchezza, sul suo reale significato al di là delle storture proprie della società attuale, che «propone un idea di eccellenza che sa di costrizione e schiavitù»: è questo che ha invitato a fare Silvano Petrosino, di fronte al pubblico della Camera di Commercio di Como.

Tre sono i livelli di approccio al “problema” individuati dal filosofo: «c’è l’idea di ricchezza come possesso, il contatto diretto con una “roba”, per usare suggestioni verghiane, che si può toccare, un qualcosa di fisico che definisce la nostra identità. Ma a questo manca qualcosa, è qui interviene la relazione, la forma di ricchezza che nasce dal contatto con altri esseri umani, dalla famiglia, dagli amici». Da qui nasce il concetto di Economia, nel senso più vero del termine, come appunto «relazione, com’è nell’etimologia del termine. Economia non è quindi business, com’è sembra dominante oggi, ma sottintende un mondo con al centro l’uomo, e il suo benessere. Chi parla invece solo di profitto, senza alcun riguardo che l’”umanità” del termine, sbaglia completamente».

Due livelli quindi, possesso e relazione, non autoescludenti a vicenda, ma che introducono la terza definizione, la più indefinibile: «come si dice, l’uomo non di solo pane vive. C’è qualcos’altro, qualcosa che non è “fisico” , che costituisce il valore più profondo che possiamo avere. E’ l’idea che ci manchi qualcosa, un qualcosa che ci definisce compiutamente». La ricchezza, quella più “profonda” è quindi « un desiderio che non è appetito, non è numerabile, non è oggetto. E’ la mancanza che non è pura assenza. Non è questa la ricchezza più grande dell’essere umano?».

A chiudere l’incontro, un breve spazio ad alcuni interventi dal pubblico, per confermare ulteriormente le parole del pensatore milanese. [Luca Frosini, eco informazioni]

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