Economia/ La posta in gioco per Marco Bersani

jpg_logo10anni_1_scalato235 miliardi di euro, spicciolo più, spicciolo meno. E’ questa la cifra attualmente a disposizione della Cassa Depositi e Prestiti, una potenziale fonte di risorse divenuta però simbolo delle storture di un sistema. Si può riassumere così  Quale è la posta in gioco? , l’incontro organizzato da Attac Lomazzo, in collaborazione con L’isola che c’è e il Nodo di Como Alba, presso il salone Bertolio nella serata di mercoledì 19 marzo.

Un incontro che ha avuto come ospite  Marco Bersani, studioso ed esponente nazionale dell’associazione, che partendo proprio dalla Cdp ha svolto un’attenta analisi della situazione del nostro Paese, tra crisi e proposte per uscirne.

Per Bersani la catastrofe economica in atto ha precisi natali, e precisi mandanti:  «si deve parlare- ha riferito Bersani – di una vera e propria impasse da sovrapproduzione, dove l’enorme quantità di denaro originata dalla finanza trionfante ha avuto due soli sbocchi, bolle speculative o continua privatizzazione, anche di libertà e diritti, creando così enormi storture poi esplose nelle stesso momento»  . Il risultato, a partire dall’anno di disgrazia 2008, è stata così una crisi totale, finanziaria, economica e sociale, in cui certi soggetti hanno cercato di aumentare a dismisura il proprio potere d’interdizione. «Banche, poteri forti, multinazionali- ha continuato lo scrittore- il loro obiettivo è l’abbattimento di ogni ostacolo al profitto, che siano i contratti nazionali di lavoro, il welfare o lo stesso bene pubblico. Una prova di ciò può essere la discussione per la creazione di un area di libero scambio tra Usa e Ue, condotta in gran segreto all’opinione pubblica italiana ed europea»  .

In un contesto del genere, l’Italia assume quasi un ruolo esemplare, un Paese che ha conosciuto negli ultimi periodi una deregolamentazione liberista selvaggia, senza ricavarne alcun reale beneficio. Bersani a tal proposito ha snocciolato qualche cifra: « la percentuale di banche controllate dallo Stato, nel nostro Paese, è pari a zero, contro il 30% della Francia e il 40% della Germania. Banche che detengono una parte consistente di quei 7mila miliardi di euro che costituiscono la ricchezza privata degli italiani».

Oltre a ciò, l’Italia è rimasta anche vittima di una vera e propria “strategia della tensione”, atta a criminalizzare il debito, inteso come spesa necessaria per il funzionamento di uno Stato, e ad usare l’austerity come arma per il controllo. «Default, spread, crisi del debito- ha insistito Bersani – sono tutti modi di creare emergenze ad hoc, per far passare riforme e leggi socialmente devastanti, rendendole agli occhi dell’opinione pubblica necessarie alla sua stessa sopravvivenza. Nessuno sa che dal 1861 il nostro stato ha affrontato circa quattro ristrutturazioni del proprio debito, quattro “fallimenti”, senza quasi risentirne»  .

La Cassa Depositi e Prestiti ha così assunto un valore simbolico, da ente pubblico a Spa agli ordini solo del proprio consiglio d’amministrazione, contro ogni interesse pubblico. «Prima del 2003, anno della sua privatizzazione, la Cassa poteva finanziare gli enti locali a tassi agevolati per opere di ogni tipo, mentre oggi si comporta come una normale banca, stritolando gli stessi comuni e trattenendo enormi quantità di ricchezza»  . Risorse che, secondo Bersani, potrebbero essere usate per sbloccare la crescita, creare lavoro, ridare respiro ai cittadini: «la Cdp dovrebbe tornare alla sua funzione originaria, mentre a livello europeo i nostri governanti dovrebbero gettare la maschera. Se vogliamo sopravvivere, non possiamo pagare il debito a queste condizioni»   Tutto questo, insieme ad una rinnovata attenzione per il bene comune ed a una classe dirigente finalmente attenta ai bisogni dei cittadini, potrebbe fornire gli strumenti adeguati al superamento della crisi e dei limiti del sistema neoliberista, ha concluso poi Bersani.

Appuntamento quindi  giovedì 20 marzo per il secondo appuntamento settimanale di Attac, con la presentazione alla Cna di Ufficio di collocamento, una proposta per ricominciare a vivere, con ospite Paolo Errani. [Luca Frosini, ecoiformazioni]

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