Orrore

Foto e video/ Free Palestine riempie piazza San Fedele

Una vera convergenza di popolo che vince il settarismo che spesso anima anche settori insospettabili della vita politica lariana. Alcune centinaia di persone in piazza San Fedele il 9 maggio pomeriggio hanno risposto all’invito a manifestare per dare forza all’appello L’ultimo giorno di Gaza che a Como come in tanti altri luoghi è stato non solo virtuale ma anche in presenza perché l’anniversario della fine del nazifascismo deve servire anche per affermare che l’Europa della Pace e delle libertà non e quella della Von der Leyen e di Rearm Europe.

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Rachele Borghi/ Non sciogliere Urgence Palestine

Amiche, amici amicu, volevo condividere il mio sogno di oggi: un’ondata di firme dall’Italia che riempiono la petizione contro lo scioglimento di Urgence Palestine. Urgence Palestine è un’organizzazione nata in ottobre 2023 per iniziativa di persone palestinesi della diaspora. UP mette al centro le voci palestinesi e insieme a alleati e alleate organizza manifestazioni, azioni, formazione, laboratori, eventi per informare e continuare a lottare contro il genocidio e la complicità occidentale. Il 29 aprile il ministero degli interni francese ha comunicato l’avviso di scioglimento di UP insieme à la Jeune garde, gruppo antifascista che è riuscito a far chiudere 5 spazi fascisti a Lione. E’ un chiaro allineamento con l’estrema destra del governo francese e un attacco alla resistenza, alla solidarietà e alla creazione del corpo collettivo che esprime il nostro amore rivoluzionario. Il 13 maggio la decisione passerà in consiglio dei ministri.

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9 maggio/ L’ultimo giorno di Gaza/ Piazza San Fedele ore 17,30

Donne in nero, Arci, Como senza frontiere, Cgil, Coordinamento comasco per la Pace, Ife italia, Nonunadimeno Como, Scuola di Italiano per donne straniere, Fondazione Avvenire, Anpi, Auser, Coordinamento donne democratiche Como e altre organizzazioni e reti, saranno alle 17,30 di venerdì 9 maggio in piazza San Fedele a Como. 

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Appello/ Contro il genocidio, per una Palestina libera

Contre le génocide, pour une Palestine libre: non à la dissolution d’urgence Palestine.
Alors que le génocide s’intensifie à Gaza, que le siège affame et détruit un peuple entier, que fait l’État français de Macron et Retailleau ? Il prononce la dissolution d’une des principales organisations des Palestinien·ne·s en France, un des collectifs les plus actifs en solidarité avec la Palestine.

Cette mesure grave répond à une revendication portée depuis des mois par Julien Odoul, député du Rassemblement National, récemment condamné par la justice. En s’y pliant, le ministre de l’Intérieur Bruno Retailleau aligne la répression de l’État français sur les mots d’ordre de l’extrême droite et du gouvernement israélien.

Dénoncer un génocide n’est pas un crime. Résister à l’injustice n’est pas un délit. Exiger la liberté pour la Palestine n’est pas un appel à la haine, mais une exigence humaine.

Nos revendications sont simples :

  • Stop au génocide en Palestine
  • Non à la dissolution d’Urgence Palestine
  • Oui à la liberté d’expression et à la solidarité internationale.

Signez et faites signer l’appel contre la dissolution d’Urgence Palestine !
https://tiny.cc/stopdissolution

La solidarité n’est pas un crime. Défendons-la.

TRADUZIONE AUTOMATICA

Mentre il genocidio si intensifica a Gaza, mentre l'assedio affama e distrugge un intero popolo, cosa sta facendo lo Stato francese di Macron e Retailleau? Ha annunciato lo scioglimento di una delle principali organizzazioni palestinesi in Francia, uno dei collettivi più attivi in ​​solidarietà con la Palestina.

Questa grave misura risponde a una richiesta avanzata per mesi da Julien Odoul, deputato del Raggruppamento Nazionale, recentemente condannato dalla giustizia. Acconsentendo, il ministro degli Interni Bruno Retailleau allinea la repressione dello Stato francese agli slogan dell'estrema destra e del governo israeliano.

Denunciare il genocidio non è un reato. Resistere all'ingiustizia non è un reato. Richiedere la libertà per la Palestina non è un appello all'odio, ma una richiesta umana.

Le nostre richieste sono semplici:
Fermare il genocidio in Palestina
No allo scioglimento di Urgence Palestine
Sì alla libertà di espressione e alla solidarietà internazionale.

Firma e fai firmare l'appello contro lo scioglimento di Urgence Palestine!
https://tiny.cc/stopdissolution

La solidarietà non è un reato. Difendiamola.

Cronache da Saigon/ 50 anni dopo la sconfitta Usa

Cronache da Saigon. Così avrebbe titolato un suo articolo, uno dei più grandi reporter e scrittori del secolo scorso che vorrei ricordare. Ma come (quello che sta accadendo oggi qui, 50 anni dopo quello che è stato), un grande conoscitore della cultura orientale, un grande viaggiatore dell’ Asia, unìanima inquieta che a distanza di anni si è sempre ritrovato dalla parte giusta della barricata anche durante le guerra che ha sconvolto il destino del mondo, in Iraq e in Afghanistan, avrebbe commentato i droni che rimandano immagini di pace o l’immensa parata militare che attraversa le strade di Ho chi minh?

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Avs e Assopace Palestina/ Missione Occhi in Palestina

Occhi e cuore in Palestina. Per la libertà del popolo palestinese servono atti concreti da parte dell’Italia e dell’Unione europea. Per questo siamo appena atterrati [il 27 aprile] a Tel Aviv. Insieme ad Angelo Bonelli e a una delegazione di parlamentari di #AlleanzaVerdiSinistra composta da Peppe De Cristofaro, Marco Grimaldi e Franco Mari e a Luisa Morgantini, incontreremo ONG, associazioni della società civile e l’Autorità Nazionale Palestinese. Visiteremo villaggi e campi profughi, dove la violenza dell’esercito israeliano e dei coloni costringe a condizioni di vita disumane. Racconteremo la nostra missione che si chiama #OcchiInPalestina, ogni giorno, qui sui social. Seguiteci e aiutateci a diffonderla. Nelle prossime ore nuovi aggiornamenti.

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People’s Peace Summit di Gerusalemme/ Tantissimi alla Cerimonia Congiunta dei Combattenti per la Pace

Una bella, condivisa e partecipatissima anticipazione di cosa sarà l’ormai imminente People’s Peace Summit l’abbiamo già avuta il 29 aprile con la ventesima edizione della Joint Memorial Ceremony israelo-palestinese, come sempre organizzata dai Combattenti per la Pace in collaborazione con il Parents Circle Families Forum: quest’anno l’evento si è tenuto in un teatro di Giaffa, in collegamento streaming con una piazza di Beit Jala e con ben 160 altre postazioni, sparse tra Israele, Cisgiordania, Stati Uniti e varie città in Europa: una risposta senza precedenti.

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Da Pressenza/ Manifestazione ebraico-araba a Tel Aviv

In vista di una manifestazione contro la guerra prevista per giovedì 24 aprile a Tel Aviv, organizzata dal movimento ebraico-arabo Standing Together, la polizia israeliana ha dichiarato che non permetterà lo svolgimento della protesta a meno che gli organizzatori non accettino il divieto di esporre cartelli con immagini di “bambini o neonati di Gaza” o con riferimenti al “genocidio e alla pulizia etnica”.

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Papa Francesco/ L’ultimo appello: la Pace è possibile

«In questo giorno, vorrei che tornassimo a sperare e ad avere fiducia negli altri, anche in chi non ci è vicino o proviene da terre lontane con usi, modi di vivere, idee, costumi diversi da quelli a noi più familiari, poiché siamo tutti figli di Dio! Vorrei che tornassimo a sperare che la pace è possibile! Dal Santo Sepolcro, Chiesa della Risurrezione, dove quest’anno la Pasqua è celebrata nello stesso giorno da cattolici e ortodossi, s’irradi la luce della pace su tutta la Terra Santa e sul mondo intero. Sono vicino alle sofferenze dei cristiani in Palestina e in Israele, così come a tutto il popolo israeliano e a tutto il popolo palestinese. Preoccupa il crescente clima di antisemitismo che si va diffondendo in tutto il mondo. In pari tempo, il mio pensiero va alla popolazione e in modo particolare alla comunità cristiana di Gaza, dove il terribile conflitto continua a generare morte e distruzione e a provocare una drammatica e ignobile situazione umanitaria. Faccio appello alle parti belligeranti: cessate il fuoco, si liberino gli ostaggi e si presti aiuto alla gente, che ha fame e che aspira ad un futuro di pace!» [Papa Francesco, parte del messaggio di Pasqua 2025]

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