sanità

La giunta Fontana contro la Lombardia

Ancora ritardi e disguidi inaccettabile per una regione allo sbando dove si è morto di più, si muore di più e si morirà di più. Con percentuali di contagio e morti con la quale solo il Brasile di Bolsonaro può competere alle scelte politiche mortifere si aggiunge una cialtroneria frutto dell’affidamento a privati incapaci, in modo onerosissimo per i cittadini, dei gangli dell’amministrazione sanitaria. Angelo Orsenigo, consigliere regionale del Pd denuncia l’insostenibilità della situazione

«Quanto successo il 21 marzo al Sant’Anna [700 dosi per la vaccinazione ma non c’erano persone in fila perché non erano partiti gli sms di convocazione] è uno schiaffo in faccia ad anziani e fragili che attendono il vaccino. Fontana, Moratti e Bertolaso prendano atto del disastro. Ora basta, non è possibile che si verifichino questi disagi, soprattutto in Lombardia, che dovrebbe essere una Regione modello! Il piano vaccinale della Regione non funziona, non funziona il sistema di invio di sms e di prenotazione gestito da Aria spa, che è una società regionale, e ogni giorno rischiamo di buttare dosi di vaccino che è un bene preziosissimo. Quanto è successo oggi al Sant’Anna di Como, e non solo, anche a Monza e a Cremona, è uno schiaffo in faccia a quegli anziani e a quelle persone fragili che aspettano il vaccino per tornare a sperare in una vita normale, senza l’incubo del virus. Ma è uno schiaffo anche a quei medici e a quegli infermieri che stanno facendo da un anno sacrifici e oggi sono in prima linea a vaccinare, ma devono fare i conti con un sistema regionale inefficiente e pieno di lacune. Che cosa ne pensa l’assessore Alessandra Locatelli, che prometteva attenzione ai soggetti fragili e ai loro care-giver? È questo il modo? Fontana, Moratti e Bertolaso devono prendere atto di questo disastro!» [Angelo Orsenigo, Pd] 

Pandemia/ In crisi gli ospedali

L’assoluta insufficienza delle misure adottate dal governo nazionale e lombardo rendono estremamente probabile un ulteriore aggravamento nei prossimi giorni visto il perdurare della frequentazione dei principali luoghi di diffusione del contagio. L’Asst lariana informa che il totale dei pazienti ricoverati oggi è di 163 all’ospedale Sant’Anna (di cui 12 in Terapia intensiva), 20 all’ospedale di Cantù e 21 nella Degenza di Mariano; a questi numeri vanno aggiunti i pazienti in attesa di ricovero di cui si parla nella nota che riportiamo integralmente.

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Cittadella della salute/ Il vero paziente zero

La rimozione di un trauma, di un evento spiacevole o terribile come è quello della pandemia tutt’ora in corso non è mai la soluzione giusta per superarlo e guarire. Non lo è neanche tornare alla «normalità malata» (definita da Manuela Serrentino, del comitato Cittadella della salute) antecedente ad essa: cambiare e rivalorizzare il sistema sanitario pubblico deve essere l’unica strada percorribile per riavvicinarlo ai cittadini e fare di nuovo in modo che dia risposte efficienti e reali alle situazioni di malattia a qualsiasi livello.
Per questo la rete Cittadella della salute afferma che «ad un anno dal paziente uno, il vero ammalato è la sanità lombarda» e chiede al più presto riforme e dibattiti concreti nell’agenda regionale e nazionale.

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ecoinformazioni on air/ Dramma Ca’ d’industria

Il servizio di Gianpaolo Rosso nell’edizione dell’8 febbraio alle 7,15 di Metroregione di Radio Popolare. La direzione della Fondazione Ca’ d’industria di Como dove è arrivato a 40 il numero dei decessi per covid parla di segni di miglioramento. Rimane drammatica la situazione nella sua residenza di Rebbio dove da gennaio 2021 sono stati 34 i morti e solo cinque delle 116 persone ospitate non sono state contagiate insieme al 25 per cento dei dipendenti.

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ecoinformazioni on air/ Erba vaccina

Il servizio di Gianpaolo Rosso nelle edizioni delle 7,15 e 19,45 del 1 febbraio di Metroregione di Radio popolare. La Regione e l’Ats pensano per Como a un hub vaccini a Villa Erba. Bingo per  l’omonima spa che gestisce, con ingenti contributi pubblici, lo splendido spazio fieristico in riva al lago di Como che si riciclerebbe come sede per le vaccinazioni ottenendo 450mila euro per tre mesi di affitto  più 4500 euro al giorno per il parcheggio.

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Sedi Arci per i vaccini

Massimo Cortesi, presidente di Arci Lombardia, insieme alle e ai presidenti di tutti i Comitati, con una lettera all’assessora e vicepresidente della Giunta Fontana Letizia Moratti, ha messo a disposizione della Regione, delle  Ats e della Protezione Civile le strutture circolistiche dell’associazione (circa 400 in Lombardia) e le i volontari per supportare l’azione di vaccinazione della comunità lombarda, come della prevenzione tramite il sistema dei tamponi. Leggi la lettera.

+ 39% morti/ Basta riforma Maroni

«La sanità territoriale comasca: un progetto tutto da ricostruire. Ad agosto sono scaduti  i cinque anni di sperimentazione della Riforma Maroni che ha dimostrato il suo fallimento, come è stato ampiamente dimostrato dalla pandemia del Covid che ha messo in evidenza, in tutta la Lombardia, e anche nella provincia di Como, tutte le inefficienze di un sistema ospedalocentrico. La prima e la seconda ondata, in provincia di Como, hanno visto 36.401 casi di persone positive (dato al 14 gennaio 2021). Al 25 novembre erano 883 i decessi nel comasco dall’inizio della pandemia. Nel periodo gennaio-novembre 2020 a Como si sono verificati complessivamente 7.028 decessi (+ 1.984 alla media dei decessi avvenuti nel periodo 2015-2019, +39,32%). 

Questi dati sono impressionanti perché non riguardano solo il Covid, ma anche i decessi determinati dal fatto che, in questo periodo di pandemia, tutta la sanità si è fermata. Gli accertamenti, le visite di controllo già programmate, le riabilitazioni ambulatoriali sono sospesi o rimandati ed è difficile trovare un posto letto per emergenze diverse. In provincia di Como si è partiti già con un numero di posti letto per acuti inferiore rispetto a quello previsto a livello nazionale: 2,8 ogni mille abitanti, anziché 3 ogni 1000 abitanti; molti reparti sono diventati esclusivamente reparti Covid;  il pronto Soccorso è spesso in difficoltà nel riuscire a fronteggiare tutte le richieste. Il tracciamento è completamente saltato e non si è neppure riusciti a far fronte alla vaccinazione antinfluenzale nei tempi dovuti. Le Usca (Unità speciali di continuità assistenziale), che sono state costituite al fine di consentire al medico di medicina generale o al pediatra di libera scelta o al medico di continuità assistenziale di garantire l’attività assistenziale ordinaria, sul nostro territorio sembrano inesistenti. 

Anche il Comune non si è minimamente preoccupato di stilare una mappa del territorio che riguardasse le persone con maggiori bisogni di assistenza, non solo sanitaria, ma anche socio-assistenziale, con il risultano che sono molti i cittadini che non hanno punti di riferimento a cui rivolgersi anche per i semplici bisogni quotidiani. Il coordinamento tra sanitario e sociale è rimasto su carta bianca. Molti sindaci lombardi hanno inviato una lettera a Regione Lombardia, richiedendo, in fase di ridefinizione della legge 23, di essere coinvolti nelle decisioni che riguardano l’assistenza socio sanitaria dei territori, anziché avere solo un ruolo consultativo, ma nessun sindaco della nostra provincia si è mosso in questa direzione.
Non si è trattato solo di sbagli di fronte a un evento che non si conosce compiutamente nemmeno ora, ma di un “errore sistemico”: il prodotto di decenni di smantellamento e deriva del servizio sanitario pubblico la cui ultima vetta è stata la cosiddetta “riforma Maroni” (LR 23/2015).  Anche Agenas (Agenzia nazionale per i servizi sanitari nazionali) e il Ministero della Salute hanno riconosciuto la sua incompatibilità con i principi che regolano il servizio sanitario nazionale. Purtroppo non si è arrivati al commissariamento, come richiedevano molti cittadini. Neppure il rimpasto in Giunta regionale con l’esclusione di Gallera e l’arrivo di Letizia Moratti può essere la soluzione visto che difficilmente gli stessi che hanno distrutto la sanità pubblica lombarda la possono ridefinire.
Alcune associazioni, compresa la rete  Cittadella della salute, hanno denunciato tale deriva da una posizione di minoranza, ma adesso è tempo che siano i cittadini a dettare l’agenda al Governo Regionale e locale. Dobbiamo chiedere l’abrogazione della “Riforma Maroni” e non la semplice modifica di alcuni aspetti, partendo da alcuni principi, anche sul nostro territorio:
 
•I dati epidemiologici devono guidare la programmazione sanitaria, indicando i bisogni di cura attorno ai quali costruire la rete dei servizi.
•un discorso di promozione della salute e prevenzione deve essere nuovamente intrapreso, garantendo la partecipazione dei cittadini
•La medicina territoriale va potenziata attraverso la ridefinizione dei medici di base e dei Pediatri di libera scelta con la costituzione delle “Cittadelle della salute” su tutto il territorio provinciale
•Va realizzata l’Integrazione tra aspetti sanitari, socio-sanitari e sociali per garantire una reale presa in carico dei pazienti cronici.
 
Riteniamo importante coinvolgere il maggior numero di persone su questi obiettivi e, in vista di una mobilitazione a livello nazionale il 20 febbraio, ad un anno esatto dall’inizio della pandemia, proponiamo di incontrarci via web venerdì 22 gennaio alle ore 18. Vi chiediamo di confermare la presenza in modo da fornire a tutte e tutti il link per collegarsi. Non dobbiamo permettere che quanto è successo venga dimenticato».
[Manuela Serrentino e Marco Lorenzini, La cittadella della salute] 

La cittadella della salute: Acli, Arci, Attac, Auser, Avc Csv, Cdl Cgil Como, Cisl Fp dei laghi, Comitato comasco Altra Europa, Federazione provinciale Prc, Federazione sindacati autonomi Como, Fiab Como(Federazione Italiana Amici Bicicletta), Forum salute della Federazione provinciale Sinistra italiana, Forum Sanità/Welfare fella Federazione provinciale Pd, Funzione pubblica Cgil di Como, Gruppo spontaneo di cittadini Quale futuro per Rebbio, La città possibile Como, Legambiente Como, Lila Como, Medicina democratica, Rsu Cgil Asst Lariana, Rsu Cisl Fp Asst lariana, Rsu Uil Asst Lariana, Sindacato pensionati Cgil Rebbio, Uil del Lario Como/Lecco, Uil Fpl del Lario Como/Lecco, Ust Cisl Fp dei laghi.

M5s/ Impossibile aprire le scuole

Raffaele Erba: «Anche se la situazione dei contagi dovesse migliorare, allo stato attuale non ci sarebbero le condizioni per garantire il rientro in sicurezza degli studenti nelle scuole lombarde. Trasporti e tracciamenti restano due temi che non sono stati affrontati con la dovuta sollecitudine».

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Vittorio Agnoletto/ “Senza respiro”

Il 3 dicembre Rifondazione comunista ha animato e coordinato con Pierluigi Tavecchio, segretario provinciale del partito a Como, la presentazione on line del libro Senza respiro scritto da Vittorio Agnoletto in collaborazione con Cora Ranci e Alice Finardi e i cui diritti d’autore saranno devoluti all’Ospedale Sacco di Milano, struttura pubblica che ha svolto un importante lavoro sul Covid-19.

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