Luigi Nessi

Paco-Sel/ Per un Bilancio innovativo con più investimenti sociali

paco selProprio perché i soldi sono sempre meno il Comune di Como deve approntare un bilancio coraggioso e orientato non alla riproposizione di scelte ereditate ma mettendo a bilancio maggiori investimenti per il riconoscimento dei diritti delle persone più fragili e quindi razionalizzando e tagliando settori meno vitali. In un Comune come quello del capoluogo lariano nel quale non si sono ancora attuate sperimentazioni (in corso a Milano e non solo) di forme di “reddito di cittadinanza”, sulle quali c’è persino una proposta della destrissima Regione Lombardia,  maggiori sono le responsabilità delle forze politiche della sinistra e del centrosinistra fedeli alla Costituzione. Paco- Sel ricorda che È tempo di Bilancio e, pur nella consapevolezza delle difficoltà, è necessario che la giuta Lucini trovi: « strumenti innovativi per innescare processi inediti e investire in politiche sociali. Perché, come l’acqua, l’aria, il paesaggio, sono beni comuni anche l’istruzione, la sanità, l’assistenza, il sistema di protezione sociale. È la coesione sociale il modo per costruire benessere e speranza di futuro». Leggi il comunicato della portavoce e dei consiglieri di Paco-Sel.

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Paco-Sel: Virzì ingeneroso

Logo-bicicletta-def-300x300Con una lettera inviata a La Repubblica i consiglieri di Paco-Sel contestano le dichiarazioni del regista Paolo Virzì che ignorando la presenza del Sociale aveva definito Como «città ricchissima che esprime il degrado della cultura con quel suo unico teatro, chiuso ed in rovina». Leggi nel seguito il testo della lettera.

«Egregio sig. direttore,abbiamo letto, in una intervista su La Repubblica al regista Paolo Virzì, nella pagina degli spettacoli di lunedi 6 gennaio, le sue affermazioni, relative la città di Como, che amministriamo da un anno e mezzo, con altre forze che sostengono il Sindaco Mario Lucini.

Ci permetta, alcune affermazioni del regista, ci sembrano ingenerose.
E’ vero che da anni il Cinema Politeama è chiuso e abbandonato, per ragioni di carattere patrimoniale, rese inestricabili dalla volontà di alcuni privati su cui la politica non ha possibilità di intervento, e per errori politici e amministrativi dei decenni passati.
Però dire che “..Como, città ricchissima che esprime il degrado della cultura con quel suo unico teatro, chiuso ed in rovina”…ci sembra fuori luogo e non condividiamo simili affermazioni.
Nella nostra città, c’é da 200 anni un prestigioso teatro, il Sociale, amato dalla gente e apprezzato, in cui si tengono stagioni teatrali e liriche di tutto rispetto,oltre che a spettacoli ed iniziative di elevato livello.
Anche il tessuto culturale della nostra città è vivace e ricco di tante iniziative, che soffrono, come in tutta Italia, per la sistematica politica di tagli alle attività culturali degli ultimi anni.
Da decenni in Como, c’é un’attività culturale di rilievo, che fa a capo al Centro Volta, c’è una Università giovane e qualche volta brillante, si svolgono mostre e mille altre attività e in genere la sera, un comasco viene posto di fronte a varie attività e alternative, interessanti.
Como ha uno dei paesaggi, il lago, le montagne, tra i più belli e amati del mondo.
Forse, e qui potremmo confrontarci con il regista Virzì, tutto potrebbe essere più accellerato, si dovrebbe far dimenticare anni di interessi, di odi, di burocrazia.
Ma quello che abbiamo letto, è, ci permetta, un giudizio molto brutto, che non condividiamo.
Como é una città che ha una storia;una storia che ha espresso tante persone che in molti campi hanno fatto “crescere” l’umanità intera e la nostra nazione..Ci permettiamo di citarne alcuni: i Plinii, Papa Innocenzo XI, Alessandro Volta, Terragni, Sant’Elia, Luigi Guanella, Achille Grandi, Giorgio Perlasca.
Ha creato una cultura tramite i lavoratori e gli imprenditori delle sue fabbriche tessili.
Ha da anni, una cultura di accoglienza, prima verso la gente proveniente dal Sud Italia, ora con la gente proveniente da altri Paesi.
Poi, come per tutte le altre città di qualsiasi parte d’Italia, ci sono situazioni positive e negative da eliminare.
Queste ultime, noi, con la giunta e le forze politiche di maggioranza ed in qualche caso anche della minoranza, stiamo lavorando intensamente, con un continuo confronto con i cittadini e le associazioni della nostra città. Distinti saluti».[Luigi Nessi e Vincenzo Sapere Paco-Sel]

Un referendum contro la speculazione e per l’accoglienza

Sono stati depositati mercoledì 1 ottobre al Comune di Como due quesiti referendari su proposta di un comitato promotore che riunisce esponenti del mondo politico e associativo cittadino, primo firmatario Luigi Nessi. Uno sul futuro dell’area dell’ex Ospedale a Camerlata e l’altro sull’apertura per l’intero anno solare di una struttura di accoglienza per gli homeless comaschi.

Il primo quesito, se l’iter procederà senza intoppi, a cui i cittadini comaschi dovranno rispondere recita: «Condividi la necessità di un vincolo di destinazione urbanistica all’area occupata dall’attuale Ospedale Sant’ Anna che assicuri, per il futuro, la presenza in tale area di una “cittadella della salute” e che riservi una quota prevalente, comunque non inferiore al 60 per cento del totale a “servizi alla persona”?»
La seconda domanda invece sarà: «Condividi la necessità che il Comune di Como si doti e mantenga aperta, per l’intero anno solare, una struttura destinata ai “senza fissa dimora”, che consenta il ricovero notturno e l’accesso ai servizi igienici essenziali?».
I sottoscrittori sono: Luigi Nessi, Bruno Magatti, Luciano Forni, Ermanno Pizotti, Paolo Ceccoli, Piergiogio Scilironi, Antonio Martone, Vittorio Mottin, Fabio Colmegna, Alberto Filippini, Danilo Lillia, Edoardo Riva, Donato Supino, Domenico Caccavari, Maurizio Zanotti, Luisella Re, Gianni Veronelli, Wilma Tamborini, Elio Peverelli, Giuseppe Nessi, Vincenzo D’Antuono e Laura Molinari.

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