Mese: Gennaio 2014

Giornata decisiva per la Sisme

presidio sismeVenerdì 10 gennaio sarà un giorno cruciale per la vertenza Sisme: scadrà il terzo anno di contratto di solidarietà per i lavoratori e si svolgerà un incontro presso Arifl Regione Lombardia, l’ultima speranza per evitare i 223 licenziamenti. I lavoratori e i sindacati hanno organizzato un presidio sotto la sede in via Via Taramelli 12 (blocco G) a Milano (partenza alle 8 dai cancelli del parcheggio operai della Sisme). I sindacati: «In un giorno la storia, il presente il futuro di centinaia di famiglie.  Scrivono Fiom, Fim, Uilm e Slai: «Venerdì 10 gennaio scadrà il terzo anno di contratto di solidarietà per i lavoratori e le lavoratrici della Sisme. L’ azienda ha aperto inopinatamente il 24 ottobre una procedura di mobilità per 223 lavoratori sui 494 occupati presso il sito di Olgiate Comasco, nonostante abbia avuto garanzie per la concessione del quarto anno di contratto di solidarietà in deroga ai limite quantitativo dei 36 mesi nel quinquennio 2010-2015 direttamente dal Ministero del lavoro e grazie all’intervento delle forze istituzionali e parlamentari.
La Sisme non intende dare attuazione all’accordo sottoscritto il 29 novembree in una serie di successivi ripetuti incontri anche presso l’Arifl Lombardia ha assunto una posizione strumentale, cinica ed irresponsabile decidendo di opporre a qualsivoglia proposta e richiesta sindacale l’unica e sola determinazione: licenziare, licenziare, licenziare.
Come se nulla fosse questa azienda intende procedere al licenziamento collettivo di 223 lavoratori e lavoratrici senza curarsi dell’impatto sociale e delle conseguenze politiche e legali di questa scelta e senza garantire le condizioni di una reale continuità anche per i 270 che rimarrebbero in forza, per il minor lavoro e maggior scarico già annunciato ufficialmente dall’ azienda e per il certo conflitto e contenzioso che si aprirebbe a fronte dei licenziamenti.
In questi anni e con forte intensità in questi quattro mesi le organizzazioni sindacali ,la rsu e i lavoratori hanno dimostrato con grande dignità la capacità di mobilitarsi costruendo un consenso e un confronto molto stretto con le istituzioni e le rappresentanze politiche ai diversi livelli. Hanno avanzato proposte per realizzare una intesa utile alla difesa occupazionale e al rilancio produttivo di Sisme ad Olgiate Comasco.
A meno di 3 giorni dalla conclusione del contratto di solidarietà la decisione dell’azienda di procedere con i licenziamenti di massa risulta incomprensibile, irragionevole, irresponsabile.
Una atto grave di cui deve rispondere davanti a tutte le Istituzioni, a partire da Regione Lombardia che ha dimostrato un impegno e intervento qualificato ed importante attraverso il Presidente Maroni e l’Assessore alle attività produttive Melazzini per favorire il mantenimento e il rilancio del sito produttivo di Olgiate Comasco dentro un diverso ed impegnativo piano industriale.
Venerdì 10 gennaio 2014 è l’ultimo giorno utile per realizzare e sottoscrivere questa intesa. E’ previsto un incontro presso Arifl Regione Lombardia. Nelle assemblee ad oltranza tenutesi l’ 8 gennaio abbiamo deciso di partire da Olgiate Comasco con i lavoratori e le lavoratrici. Oltra a costituire un presidio davanti alla sede della Arifl, manifesteremo sotto la sede di Regione Lombardia ricercando un incontro con l’Assessore Melazzini. Perché intervenga a garanzia di un accordo da lui stesso richiesto ed auspicato il 18 novembre 2013»- [Andrea Quadroni, ecoinformazioni]

L’Enrico de Rebi

l'enrico«In cumün de Com,  ma in periferia, / cun la géésadedicada a San Martin…». Con queste parole si apre la raccolta di poesie di Enrico Roncoroni, l’Enrico de RebiNato nel 1935 in Francia, dove la famiglia era emigrata in cerca di lavoro, Enrico Roncoroni, tornato in Italia negli anni della guerra, trascorre tutta la sua vita  nella periferia sud della città, nel popoloso quartiere di Rebbio, «l’è quasi ‘na metropoli e l’era un paésin» [è quasi una metropoli ed era un paesino]. Operaio metalmeccanico presso la ditta Landini, poi Massey-Ferguson, partecipa attivamente alla vita del quartiere, nel sociale e nella parrocchia. Particolarmente importante il suo impegno nel Corpo Musicale e nella Filodrammatica Cine Teatro Nuovo, della quale è stato uno dei fondatori. Da pensionato, comincia a scrivere poesie in dialetto, avendo come costante punto di riferimento la quotidianità. Scompare nel gennaio 2013.

Si tratta di testi semplici, ma arguti, protagonisti dei quali sono persone e situazioni private e del quartiere. Il dialetto, di cui Roncoroni cura meticolosamente la grafia, consultando testi e dizionari, riesce ad esprimere in modo unico sensazioni e situazioni.  L’uso dell’espressione dialettale  vuole essere un modo per coltivare la cultura e le tradizioni locali, da parte di un uomo che, proprio a partire  dalla sua storia personale, è stato aperto al mondo.

Interessante, in particolare, per chi in città fa ancora uso del dialetto nella vita di tutti giorni, la raccolta è in vendita presso il Cine Teatro Nuovo, V. Lissi 11, Como, durante la Rassegna di Teatro Dialettale. Per volontà della famiglia, il ricavato sarà devoluto in beneficenza: «La vera carità l’è ‘n valuur/ che ga minga misüur ne pees/ podan fala tüttpitòch e sciuur/ in qualsiasi cità o paees….» [la carità è un valore/ che non ha né peso né misura/ tutti possono farla, poveri e ricchi/ in qualsiasi città e paese…]. [Antonella Sala per ecoinformazioni]

 

Calendario unico: Palazzo Cernezzi ci riprova

calendarioLa Giunta comunale comasca riunitasi mercoledì 8 gennaio ha deciso di riprendere in mano il Calendario unico degli eventi: «Il servizio va ripensato e riorganizzato. Nel lavoro saranno coinvolti oltre al settore Tempi della città anche i settori Comunicazione, Cultura e sistemi Informativi». L’iniziativa, proposta dalla vecchia Amministrazione, si proponeva di armonizzare le iniziative culturali e della vita associativa della città, ma è stata lontana dal raggiungere il successo sperato.

La Città Nuova. Ritratti di città

grattacieli e tunnel (depero)Questo il titolo della nuova grande mostra comasca a Villa Olmo dal 28 giugno al 16 novembre con opere di Boccioni, Balla, De Chirico, Sironi, Guttuso, Merz. 

giornata dell'operaio (balla)«Facendo seguito alla mostra La città nuova. Oltre Sant’Elia, con La Città Nuova. Ritratti di città si indagherà l’immagine della città moderna – tra utopia, mito e realtà – nell’arte italiana del XX secolo e del tempo d’oggi» spiega in un comunicato di anticipazione dell’evento Palazzo Cernezzi.

mattino (boccioni)«Dalla fine dell’Ottocento e soprattutto con l’avanguardia futurista la visione urbana entra progressivamente sulla scena dell’arte, divenendo di volta in volta il centro di un ragionamento che è esteso all’idea tutta di modernità – precisa l’assessore alla Cultura del Comune di Como Luigi Cavadini –. Dire città significa energia ottimistica, comunità dotata di un’anima e di un’identità, un progresso che allora si immagina senza limiti e confini. Il silenzio e la contemplazione vengono meno e il mondo e la vita sono fatti di rumori e di azione».

piazza d'italia (de chirico)Il curatore, cambiato rispetto alla scorsa esposizione, sarà Flaminio Gualdoni che «punta a documentare ogni autore con opere primarie e per molti versi esemplari, dando vita a un percorso fatto di rimandi iconografici e stilistici e altrimenti di rotture brusche, dimostrando come il ‘900 italiano veda la convivenza di una precisa identità di scuola con la incuneandosi nell'abitato (crali)partecipazione al più vivo dibattito internazionale».

Oltre alla mostra a Villa Olmo verrà proposta nella Pinacoteca Civica, Aldo Galli: luci e astrazioni urbane, «uno degli astrattisti storici comaschi, che nella sua opera ha sviluppato a lungo e con varie declinazioni il tema della città.

paesaggio urbano (sironi)«Ad aprire la mostra saranno il futurismo di Boccioni, Carrà, Balla, Depero, interprete perfetto della città nuova. “Le stazioni ingorde, divoratrici di serpi che fumano; le officine appese alle nuvole per i contorti fili dei loro fumi; i ponti simili a ginnasti giganti che fiutano l’orizzonte” sono, nel Manifesto futurista, il mondo nuovo. A fianco, subito, la Metafisica di De Chirico segna l’immagine della città, in una sorta di doppio rapporto – tra entusiasmo e resistenze culturali – con i costruttori (campigli)la metropoli – spiega la nota –. Il grande Novecento è dominato da un artista come Sironi, i cui paesaggi urbani incarnano le prime perplessità poetiche nei confronti della nuova condizione esistenziale: le sue sono, ha scritto Mario Botta, “architetture senza tempo che, a dispetto del programma, solo un futurista ci poteva dare”. A Villa Olmo saranno esposti anche Campigli e le prove dell’aeropittura futurista, e l’astrazione geometrica in chiave architettonica, com’è in autori quali Soldati e Galli».la piccola città (soldati)

«Non mancherà la visione critica e insieme poetica di autori come Mafai e Guttuso. Il percorso si la città (cavaliere)inoltrerà quindi nel secondo dopoguerra, quando la realtà urbana è tema che non coinvolge solo le avanguardie  artistiche, da Melotti a Cavaliere, da Merz a Schifano, da Tadini ad Adami a Rotella, ma anche quelle dell’“architettura dipinta” e della fotografia, da un lato con, tra gli altri, maestri come La Pietra, Cantafora, Scolari, Aldo Rossi, Ico Parisi, maestri nell’interrogare l’immaginario urbano prima ancora che nel definirne i confini possibili, e dall’altro autori di fotografia come Basilico, Ghirri, Jodice, Galimberti, grazie ai quali città italiana (tadini)anche la fotografia non è più solo documento, ma interpretazione intellettuale e poetica dei luoghi – prosegue lo scritto –. L’itinerario si concluderà con una documentazione essenziale delle generazioni ultimissime, le quali tra pittura e fotografia riprendono con forza il tema della crisi attuale dell’immagine di città: da Chiesi a Costa, da Guaitamacchi a Presicce». [md – i tetti di via leonina con rampicante (guttuso)ecoinformazioni]

Andate a vedere il film! Perché è bello…

capitaleumanoBettina Pontiggia, costumista del film Il capitale umano di Paolo Virzì, risponde alla lettera aperta dei Consiglieri di Paco-Sel: «Mia cara e bella Como, non ti offendere; invita piuttosto Virzì a presentare il suo film e a parlare di quello. Dell’importanza di avere autori che si sforzano di mettere a fuoco problemi dell’economia distrutta dalla finanza, delle gravi ripercussioni di questo sistema anche a livello locale per la cultura e lo stato sociale, di chi si sforza di fare un cinema che si avvicina anche ai giovani e prova a renderli protagonisti ben oltre i tre metri sopra il cielo».

 «Cari amici Vivo in provincia di Como, qui sono nata e cresciuta. Mi considero una mezza brianzola. E soprattutto sono la costumista del film di Paolo Virzì Il Capitale Umano. Perciò è un po’ da brianzola, un po’ da comasca e un pò da costumista che vi scrivo.

Ho letto con attenzione e meraviglia la polemica che si è scatenata intorno al film e – fino a un certo punto – ne ho riso, pensando che in fondo parlare (male) di un film senza forse averlo nemmeno visto può essere tipico di quotidiani come Libero o di alcuni rappresentanti della Lega. Pur senza pregiudizio, perché comunque ogni volta gli attacchi alla cultura mi sconcertano da qualunque luogo arrivino. E mi sconcerta ancora di più quando la polemica si scaglia contro la cultura “di sinistra”, che insieme alla destra considero una dicotomia superata dalla storia, oramai.

Virzì è uomo contemporaneo, ha dipinto un affresco potente e apologetico partendo da un romanzo americano ambientato in Connecticut, territorio vicino a New York come la Brianza è vicina a Milano. E così la geografia l’abbiamo spiegata. La Borsa e la provincia, buen retiro di chi ci lavora.  Non è un documentario sulla Brianza!  I grumi di villette ci sono, le villone anche , pur senza voler scomodare  banalmente Arcore. Che ci può fare lui?

Però mi stupisce che un gruppo come il vostro, che seguo e considero affine, si accenda a vuoto attorno alle affermazioni di un artista che ha solo transitato rapidamente in un luogo che per lui era importante credo più a livello estetico e simbolico che non sociale.  Che sulle parole, magari non condivisibili, esagerate, comunque opinioni personali di un regista abbia sentito il bisogno di difendersi citando i sacri nomi che Como ha partorito anche se, dispiace dirlo, non compongono poi un gran menù se, come credo, le parole di Virzì si riferivano alla situazione della cultura contemporanea.

Il Politeama è in degrado da molto tempo, da ben prima della rinascita del Sociale. A Como hanno chiuso il cinema Astoria e il Politeama nell’arco di pochi anni. Destino che purtoppo accomuna le altre piccole città che dell’arrivo delle multisale  hanno pagato il prezzo. Ma allora perché una realtà vivace come quella del Gloria, con la sua bella programmazione, con i lunedì del cinema fatica a sopravvivere e ha una sala con un audio pessimo e il riscaldamento al minimo?

Io capisco la vostra buona fede ma difendo Virzì e la sua opera, difendo il film che va visto per rendersi conto che i paesaggi sono metaforici e che se lo vedesse un veneto potrebbe quasi confonderli con i propri. Un film è un film, inutile cercare riscontri nella realtà. E’ nord, punto. Un nord sicuramente ricco che ora paga la crisi come tutti, ma che in tempi meno duri per la cultura ha fatto meno di quello che avrebbe potuto, raggelato da interessi e fedi non meno foschi di quelli della famigerata Roma ladrona.

Io amavo il cinema prima di diventare una lavoratrice del cinema, ma se fossi rimasta a Como o in Lombardia forse non sarebbe stato possibile realizzare il mio piccolo sogno.  La famosa Manifattura Tabacchi di Milano (inattiva da anni e nella quale sono stati investiti milioni dalla Lega che voleva farne la Cinecittà lombarda) e che solo recentemente la giunta Pisapia ha deciso di destinare alla Scuola del Cinema, la Film Commission Lombardia che pur facendo degli sforzi non eguaglia quella di Torino (ma nemmeno quella del Trentino e del Friuli o della Puglia), i lavoratori dello spettacolo che si mantengono con gli spot pubblicitari (quando ci riescono e non vengono sostituiti da stagisti inconsapevoli e sfruttati).  Per non parlare di grandi film che hanno usato territori e paradigmi per parlare di realtà. Penso a La grande bellezza, per fare un esempio recente: che cosa dovrebbero dire i romani? Eppure è un film bello e importante.

Fare film è difficilissimo, fare film come Il capitale umano lo è ancora di più.

Allora, mia cara e bella Como, non ti offendere; invita piuttosto Virzì a presentare il suo film e a parlare di quello. Dell’importanza di avere autori che si sforzano di mettere a fuoco problemi dell’economia distrutta dalla finanza, delle gravi ripercussioni di questo sistema anche a livello locale per la cultura e lo stato sociale, di chi si sforza di fare un cinema che si avvicina anche ai giovani e prova a renderli protagonisti ben oltre i tre metri sopra il cielo. Perché tra un po’ questi poveretti staranno tre metri sottoterra, ma solo se gli lasceremo i soldi per il funerale.  Non localizziamo, usciamo dal nido.  Facciamo vedere che la nostra è una città accogliente, che sta provando a uscire da anni bui con belle mostre, associazionismo e iniziative culturali, dimostriamolo. Approfittiamo di questa occasione per mettere l’accento su quello che non va e per proporre idee nuove.   Ma prima di tutto, andate a vedere il film! Perché è bello…

Con amicizia». [Bettina Pontiggia]

[Il capitale umano di Paolo Virzì è allo Spazio Gloria in via Varesina 72 a Como alle 21 giovedì 9, ven 10 e  sabato 11, domenica  12 alle 17,30 e 21, mercoledì 15 gennaio alle 21.  Ingresso 7 euro riservato ai soci Arci, 5 euro il mercoledì]

Sempre più armi, sempre più poveri

sel comoLa pacifista comasca Celeste Grossi, per il Coordinamento provinciale di Sel di Como, contro la decisione delle destre lombarde di liberalizzare ulteriormente il commercio delle armi: «La scelta, con la delibera approvata il 7 gennaio 2014, del centrodestra lombardo di puntare sul commercio delle armi per il rilancio dell’economia regionale è, oltre che immorale, insensata e sbagliata. Nella regione, che ha già il primato negativo della produzione delle armi “leggere”, quelle che più uccidono nei conflitti armati di tutto il pianeta, l’idea stessa di rimuovere gli ostacoli alla vendita e “snellire la burocrazia” che limita gli affari di morte è un oltraggio alla Costituzione italiana.

Giustamente Francesco Vignarca, coordinatore della Rete italiana per il disarmo, sottolinea l’aspetto propagandistico dell’iniziativa delle destre e afferma che sarebbe invece necessario rendere più chiara la tracciabilità del commercio delle armi per impedire quanto già avviene: la vendita, talora perfino in modo “legale”, di strumenti di morte anche a paesi in guerra e a gruppi terroristici.

Per Sel, se la scelta delle destre è vergognosa e criminale, ancora più doloroso è che tale provvedimento sia stato avallato da un consigliere del Pd che ha così indebolito la presa di posizione nettamente contraria di tutto il suo gruppo e del gruppo di Umberto Ambrosoli che era stato candidato di tutto il centrosinistra al Pirellone. Per la costruzione futura di alleanze è necessario che le forze politiche del centrosinistra sappiano garantire affidabilità politica e corrispondenza, sulle questioni cruciali, dei comportamenti ai programmi. Non è infatti tollerabile che, mentre in Parlamento, con l’avallo di parte del centrosinistra l’avventura degli F35 ancora non abbia trovato un adeguato contrasto e lo sperpero anticostituzionale di denaro pubblico continui, in Lombardia un eletto della nostra coalizione pensi di poter puntare sul mercato della morte come strumento per la risoluzione della crisi rinsaldando quei legami tra industria bellica, mafie internazionali e corruzione, una delle cause del tracollo economico e sociale del liberismo, dell’aumento della povertà anche nel nostro paese, dell’indebitamento planetario, di morte e povertà in molte aree del globo».[Celeste Grossi, per il coordinamento provinciale di Sel Como].

Giornata globale di solidarietà con la Siria

global day of solidarity with syriaA Como flash mob sabato 11 gennaio alle 10 in piazza Duomo, «per la Siria libera e contro il silenzio e l’indifferenza» spiegano gli organizzatori e in «solidarietà con le legittime aspirazioni della rivoluzione siriana» contro il regime di Assad. «Ci siamo organizzati gemellando ogni città con una città siriana – spiegano i promotori –. A Como documenteremo essenzialmente sulla regione di Al Qualamon. L’assedio è stato imposto dal regime di Assad su almeno altre 30 città siriane». Per informazioni. [md – ecoinformazioni]

Buongiorno piazza/ 8 gennaio

Buongiorno piazza, l’8 gennaio 1924 nasce a Codogno 8-gennaio che, durante gli studi universitari, partecipa alla Resistenza nelle forze partigiane dell’Oltrepò pavese, con la brigata Barni. Maccacaro fu medico, biologo e biometrista, cioè uno scienziato che si occupa di metodi della statistica applicata alla medicina e alle ricerca delle cause soprattutto ambientali e lavorative delle malattie. Nel 1972 fonda l’Associazione Medicina Democratica, Movimento di Lotta per la Salute e contribuisce in modo determinante all’attività iniziale dell’associazione che gli sopravviverà diffondendosi a livello nazionale. L’associazione ha conseguito e consegue importanti risultati nella tutela della salute soprattutto nell’ambiente di lavoro. G.A. Maccacaro fu uno scienziato che visse in modo completo la sua professione di studioso e ricercatore e il suo impegno sociale. Fu sempre dalla parte dei lavoratori e degli studenti ai quali profuse tempo ed energie; visse in modo onesto la sua professione di docente, senza ottenerne facili privilegi. Che la giornata sia quella del lontano 1896, perché moriva Paul Verlaine e con lui i versi: “Poiché l’alba si accende, ed ecco l’aurora, poiché, dopo avermi a lungo fuggito, la speranza consente a ritornare a me che la chiamo e l’imploro, poiché questa felicità consente ad essere mia, facciamola finita coi pensieri funesti…”

Un documento contro i writers

como a 5 stelleIl M5S chiede di trattare urgentemente la propria Mozione anti-imbrattatori presentata tre mesi fa. Il consigliere comunale del Movimento 5 stelle comasco Luca Ceruti ha presentato richiesta di urgenza per la mozione presentata contro i writers per «contrastare fenomeni di questo tipo, che oltre a danneggiare importanti monumenti da preservare, rovinano l’immagine della Città in cui viviamo». Una fretta nell’affrontare l’argomento dettata dal fatto che «la situazione cittadina si sta aggravando giorno dopo giorno» e «nei giorni scorsi sono apparse scritte che contengono ingiurie e minacce di rilevante gravità rivolte ai volontari dell’Associazione [Como più pulita], la cui colpa consiste nell’essersi prodigati per il bene della propria Città e quindi li espone personalmente ad un rischio assolutamente non tollerabile».

Per questo il movimento penta stellato espone «la presente problematica all’attenzione del Prefetto di Como», auspicando una collaborazione con il Comune, e «all’attenzione del Procuratore di Como affinché si avanzino indagini ispettive volte a perseguire e contrastare tali fenomeni minatori che mettono a rischio l’incolumità dei volontari» (la richiesta di urgenza, la mozione). [md – ecoinformazioni]

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