Anno: 2014

ecoinformazioni 458/ settimanale

458È on line il numero 458 di ecoinformazioni. In primo piano: Gaffuri con Renzi, Livio col Pd, Cronache cittadine di fine civiltà, Maggiore attenzione ai disabili, Amo la mia città: inaccettabile la sfiducia del Pd.  Segue la vasta sezione cronache, la cultura. Il video della settimana è dedicato a Arcifest/ Shame & Skandal. Per sfogliare on line la rivista clicca qui. 

12 settembre/ Arance & martello

CINE GLORIADa venerdì 12 settembre con Arance & martello riprendono I pomeriggi del venerdì al Gloria. Venerdì 12 settembre riprendono le attività de I pomeriggi del venerdì al Gloria. L’iniziativa offre la proiezione pomeridiana dei film in prima visione programmati al Gloria a Como in via Varesina 72, rivolta in particolare agli  over 60 per i quali viene il prezzo del biglietto è scontato a 4 euro (abbonamento 6 film 20 euro) con contorno di  presentazione del film, dibattito a cura dell’Università popolare che è partner del progetto, sostenuto da Fondazione Cariplo, e, a fine proiezione, Tè e biscotti offerti dal circolo Xanadù. Il progetto che è giunto al quarto anno di vita vuole essere un modo per permettere ad un particolare pubblico di fruire di eventi ai quali altrimenti non potrebbe partecipare e, attraverso i momenti di convivialità previsti, animare un vero e proprio luogo di incontro e socializzazione che vada al di là del film stesso.

Venerdì 12 settembre alle 15,30 proiezione di Arance & martello di Diego Bianchi. Il film d’esordio di Diego Bianchi, in arte Zoro (celebre blogger, autore e conduttore di gazebo su rai3). Irresistibile commedia “politica”  da non perdere!

Venerdì 19 settembre alle 15,30 proiezione di Belluscone di Franco Maresco. Franco Maresco, il regista palermitano di “Cinico Tv” e di alcuni straordinari film, da Lo zio di Brooklyn a Il ritorno di Cagliostro, dopo la separazione dal socio Daniele Ciprì, ha deciso di raccontare la storia d’amorose corrispondenze tra Silvio Berlusconi e la Sicilia. Un viaggio “in solitaria” tra costume e politica, musica di piazza e cultura mafiosa, finanza e televisioni private.

Disabili sensoriali a Como: che confusione

Libro-BrailleA dirlo è la Fp Cgil di Como: «Negli ultimi mesi, la preoccupazione per il mancato rinnovo del servizio di assistenza educativa, scolastica ed extrascolastica a favore dei disabili sensoriali della Provincia di Como è stata molto sentita da parte dei circa sessanta educatori, dipendenti delle cooperative sociali Arti e Mestieri di Cantù e Socio Culturale di Mestre, a cui il servizio era stato appaltato alcuni anni fa»

A preoccuparsi non sono stati solo gli educatori, ma anche le famiglie dei centoventi minori coinvolti nel mancato rinnovo dell’appalto, ed anche le associazioni presenti sul territorio comasco a tutela dei disabili sensoriali (quali l’Unione Italiana Ciechi, l’associazione Famiglie Audiolesi ed altri).
«L’Amministrazione provinciale di Como – commenta Alessandra Ghirotti, Fp Cgil Como – ha infatti deciso, anche a seguito della forte incertezza normativa sul destino delle province e delle funzioni ad essa connesse, e sulla base degli ingenti tagli ai trasferimenti decisi dal governo, di dismettere la gestione diretta del servizio. La scelta è stata quella di affidare la gestione ai Comuni ed agli Uffici di Piano tramite il trasferimento di fondi. Tutto ciò ha creato diversi problemi sia perchè i Comuni, gli uffici di piano ed i soggetti a cui si è chiesto di intervenire nella gestione dell’attività hanno risposto con modalità completamente diverse, sia perchè i fondi trasferiti sono stati notevolmente ridotti rispetto agli anni precedenti. Gli educatori coinvolti si sono trovati senza le ore assegnate e la possibilità di ricollocazione perché, nelle svariate modalità di affidamento, alcuni enti hanno chiesto ad altri soggetti di svolgere il servizio. Insomma un pasticcio che ha generato differenze sostanziali nel territorio, in alcuni casi i fondi sono stati trasferiti direttamente alle famiglie, in altri casi sono stati dati alle scuole private per garantire la presenza del personale educativo.
Con queste modalità, la gestione del servizio ha creato una frammentazione ed una differenziazione sul territorio provinciale che non tutela le famiglie ed i minori disabili, non garantisce quella continuità educativa e di gestione coordinata del servizio e, inoltre, non tutela nemmeno il personale che da molti anni si occupa di questi minori». [aq, ecoinformazioni]

Venerdì 12 settembre/ L’Italia peggiore in tour

LoStatoSocialeLo stato sociale incontra il pubblico venerdì 12 settembre alle 18, alla Feltrinelli di Como in via Cesare Cantù 17, conduce l’incontro il critico musicale Alessio Brunialti, prima del concerto gratuito al Tempio Voltiano alle 21.30, organizzato da Auto Rock Produzioni in collaborazione con Musicisti di Como, Temple Bar Como, Como Live 2014 e La Feltrinelli Como. Per informazioni tel. 031.278109, e-mail como@lafeltrinelli.it.

Il viaggio di Salomone – Poi chiamato Solimano

Castellani-SaramagoMostra di 52 disegni di Mario Castellani che illustrano il romanzo di José Saramago Il viaggio dell’elefante, in occasione della pubblicazione del romanzo incompiuto di José Saramago Alabarde Alabarde edito da Feltrinelli, inaugurazione giovedì 11 settembre alle 18 alla Feltrinelli di Como in via Cesare Cantù 17. Le opere rimarranno esposte fino al 2 ottobre. Per informazioni tel. 031.278109, e-mail como@lafeltrinelli.it.

Pasticcio province/ Per Sel le primarie non sono vincolanti

sel comoSel non ci sta ad affidare completamente alle primarie organizzate dal Pd la scelta del candidato o della candidata a presidente della provincia di Como. Se da un parte è probabile che i consiglieri di Sinistra ecologia e libertà parteciperanno alle consultazioni per votare Maria Rita Livio, Marco Lorenzini, coordinatore provinciale del partito, chiarisce che l’esito delle primarie non è per Sel vincolante. Come dire: non ci pensiamo neppure a votare Alberto Gaffuri se sarà lui il candidato del Pd nelle elezioni del 12 ottobre. D’altra parte per Sel la legge Delrio è sbagliata, impedisce «ai cittadini la possibilità di votare i propri rappresentanti» e non realizza neppure un risparmio sensibile. Leggi il testo del comunicato.

«Le prossime elezioni provinciali di secondo grado che si svolgeranno ad ottobre coinvolgeranno 1745 tra consiglieri e assessori e 154 sindaci, per eleggere presidente e 12 consiglieri di un ente che ha mantenuto molte funzioni delle vecchie province. Di fatto la legge Delrio ha abolito la componente politica con un risparmio risibile e tolto ai cittadini la possibilità di votare i propri rappresentanti; meglio sarebbe stato non procedere con norme pasticciate che non realizzano neppure il significativo risparmio che si sarebbe ottenuto con una ridistribuire delle funzioni tra comuni e regione.

La separazione tra candidati  presidenti (che non sono neppure tenuti a presentare un programma) e lista dei consiglieri, genererà inoltre situazioni ingovernabili, con un presidente di una parte politica e una maggioranza di consiglieri che potrebbe avere posizioni politiche diverse. I grandi partiti saranno portati quindi a costruire coalizioni bipartisan e le scelte provinciali potrebbero divenire il risultato di lobby territoriali che portano avanti interessi particolari senza una visione generale. Sel non si sente vincolata dal risultato delle primarie per il presidente, che il Pd ha organizzato per sabato 13 settembre, e sta lavorando per costruire una lista di consiglieri di centrosinistra». [Marco Lorenzini,coordinatore provinciale Sel Como]

 

La seta comasca?

museodellasetaBene il primo semestre 2014, ma la crisi con la Russia preoccupa.

 

«La prima metà di quest’anno, per l’industria serica comasca, è stata complessivamente favorevole. Il volume delle vendite, in base alle prime stime disponibili, è cresciuto indicativamente del 6% in termini di fatturato ed in misura più contenuta, anche se pur positiva, in quantità – si precisa in una nota di Unindustria Como, dopo un’analisi più generale della situazione comasca –. Come di consueto il dato riflette l’andamento di un campione di aziende del settore assai significativo, ma non esaustivo. In un distretto dove la concorrenza interna tra le ditte è molto intensa ed il processo di selezione da parte del mercato è sempre più accentuato, è ben possibile che le singole posizioni possano diversificarsi in misura rilevante dal risultato globale».

«Il tessuto per abbigliamento femminile, che rappresenta la componente più rilevante tra tutte le diverse produzioni seriche, ha fornito un contributo decisivo al risultato positivo di tutto il comparto. Il prodotto è stato vivace sia nel primo, sia soprattutto nel secondo trimestre e non solo per l’esportazione, ma anche per il mercato interno, per produzioni Made in Italy presumibilmente destinate ad essere collocate all’estero. La tendenza ha interessato sia gli articoli prodotti con le fibre naturali, sia soprattutto quelli realizzati con le fibre Man Made – prosegue il comunicato –. Il tessuto per cravatteria, che si identifica in massima parte con la seta, non ha interrotto un processo di ridimensionamento che lo caratterizza ormai da diverso tempo ed ha evidenziato un marcato rallentamento. L’accessorio tessile (sciarperia, scialli, foulards, stole, ecc.), dopo tanti anni di crescita importante, è entrato in fase di consolidamento, determinata in buona parte dalla debolezza dei consumi sul mercato nazionale. Il risultato positivo è stato raggiunto grazie a deciso incremento delle esportazioni, purtroppo controbilanciato da un ulteriore rallentamento dei consumi interni».

«È un’industria che dispone di un prodotto vincente, è caratterizzata da una forte propensione ai mercati esteri e nel complesso che ha imparato ad affrontare il nuovo mercato globalizzato e le forti tensioni competitive che lo attraversano – afferma Claudio Taiana, presidente Gruppo filiera tessile – Unindustria Como, preoccupato dall’evolversi dello scenario internazionale –. Seguiamo con molta attenzione gli sviluppi della crisi dei rapporti tra l’Unione europea e la Russia, uno dei mercati che negli ultimi mesi, sia per le vendite dirette che indirette, era stato tra i più forieri di soddisfazioni e di crescita per il nostro Distretto». [md, ecoinformazioni]

Anolf Como con Teranga

Anolf«A seguito dei fatti accaduti a Figino Serenza – si legge in un comunicato –, l’Anolf (Associazione nazionale lavoratori oltre le frontiere, promossa dalla Cisl) di Como esprime la propria solidarietà all’associazione Teranga e ad agli esponenti della comunità islamica locale che sono stati criticati duramente per il momento di preghiera contro l’integralismo organizzato nella tensostruttura comunale, che viene periodicamente data in uso ai cittadini musulmani per professare il proprio culto».

 

«Condividiamo la scelta del sindaco di Figino Serenza di destinare un luogo dove i cittadini delle diverse religioni possano esprimere la propria religiosità – dichiara Rosangela Pifferi, responsabile Anolf di Como –. Noi siamo per la libertà di culto per qualsiasi religione e non pensiamo che tali manifestazioni, che tra l’altro ribadiscono la condanna dell’integralismo religioso, possano nuocere alle realtà in cui viviamo, ma al contrario, costituiscano un’opportunità per arricchirle, sconfiggendo pregiudizi e paure. A questo proposito pensiamo anche sia necessario, nel territorio della provincia, favorire i momenti di dialogo tra le varie religioni presenti». [md, ecoinformazioni]

Tsipras a Cernobbio: Avete fallito

tsiprasDiscorso del presidente della Syriza, Alexis Tsipras al 40° Forum della Fondazione Forum Ambrosetti – The European House a Cernobbio: «Cari amici, vorrei iniziare il mio intervento, riconoscendo che l’invito che mi avete inviato si basa su due motivi. La prima ragione è che sapete che vi presenterò  una visione diversa, forse eretica, diranno molti, una valutazione critica della politica attuale, della politica dominante nella UE. La seconda ragione è perché rappresento un partito in Grecia, il paese nel quale attraverso la troika si è applicato il programma più violento di aggiustamento mai realizzato in Europa. Ho sentito poco fa il signor Barroso, quasi in tono di scusa, di dire che non si vergogna dei risultati dei nostri sforzi per uscire dalla crisi. Non so se qualcuno dovrebbe in realtà vergognarsi, ma certamente non può festeggiare o essere orgoglioso di questi risultati.

Quindi voglio iniziare con una premessa. La crisi è ancora qui. E non solo la crisi è ancora qui, ma ricade, crea metastasi. Da cinque anni lottiamo contro la crisi, ma non siamo riusciti a scappare da lei. La crisi se ne è andata dalle banche, è passata all’economia reale e dall’economia reale è passata ormai nella società, minaccia la coesione sociale, e l’Europa si trova di fronte ad una triplice crisi. Crisi politica, economica, ma anche crisi del sistema politico, crisi di fiducia. Ciò è dimostrato dai risultati delle elezioni europee, questo dimostra il fatto che la stragrande maggioranza dei cittadini europei non crede che noi che stiamo discutendo qui possiamo dare una soluzione efficace ai problemi che devono affrontare, e voltano le spalle alla politica. Questo si manifesta con l’aumento minaccioso dell’estrema destra populista, ma anche con l’ascesa minacciosa di anti-europeismo.

Se oggi “un fantasma si aggira per l’Europa” non è quello del comunismo, come diceva Marx nel Manifesto Comunista, ma il populismo dell’estrema destra anti-europeista, è il fantasma dell’ euroscetticismo e dell’ anti-europeismo.

Permettetemi di offrire brevemente alcuni dati per comprovare il fallimento del programma in Grecia. In soli quattro anni abbiamo avuto un calo del PIL di quasi un quarto (1/4) , una cosa senza precedenti per un paese in tempo di pace. La disoccupazione ufficiale è arrivata al 28%, il che è inaccettabile per un paese nel cuore dell’Europa, e abbiamo un debito pubblico che, dal 126% del PIL, oggi è al 175% e aumenta ancora. E abbiamo anche una vasta quantità di disinvestimenti. Quindi penso che, partendo dal presupposto che la cura che è stata data al paziente ha aggravato la malattia, dobbiamo essere tutti d’accordo che questa cura debba essere interrotta. E penso che giustamente la maggioranza dei cittadini in Europa dice che la troika, come istituzione che è stata imposta nel quadro istituzionale europeo, deve essere abolita.

Quindi penso che abbiamo bisogno di cambiare strategia, nessuno dice – almeno noi non lo diciamo – che dovremmo tornare ai tempi dei grandi deficit. Ma la insistenza per seguire questa strada, con dedizione dogmatica e religiosa, non porta da nessuna parte.

In primo luogo, molto semplicemente, perché nessun paese nella storia economica moderna può far fronte ad un debito che si avvicina al doppio del suo PIL, un PIL che si sta riducendo di continuo, dal momento che questo paese deve pagare ogni anno oltre 10 miliardi per interessi, ed è tenuto ad avere surplus del 4,5% che deve andare al pagamento del debito. Semplicemente, in modo matematico, con questi dati lo sviluppo non verrà mai. E senza crescita non emergerà dalla crisi. Anche se – e anche noi – crediamo che vi sia ricchezza, soprattutto in Grecia, che ultimi anni è rimasta intatta, e questa ricchezza deve essere tassata, e siamo in grado di trovare così le risorse, però, dobbiamo avere la percezione che abbiamo bisogno di generare nuova ricchezza per uscire dalla crisi. E senza crescita non si produce ricchezza.

In secondo luogo, il programma di privatizzazioni, che si supponeva che era uno degli strumento per uscire dalla crisi, non può funzionare in condizioni di disinvestimenti e svalutazione dei valori. Calcolavano di recuperare 50 miliardi dalle privatizzazioni, abbiamo trovato 2,9 miliardi e nel migliore dei casi, se il programma andrà avanti, troveremo 9 miliardi.

In terzo luogo, le riforme strutturali. Le riforme strutturali sono in direzione opposta delle necessarie riforme strutturali. Non affrontiamo le grandi patologie dell’economia greca: l’evasione fiscale, lo stato clientelare. Con dedizione dogmatica promuovono riforme che hanno a che fare con la liberazione dei licenziamenti, in un’economia che ha quasi il 30% di disoccupazione. Credo che ci siano molte opportunità nel quadro europeo, ma non all’interno della dogmatica aderenza alla logica dell’ austerità, non al contesto della troika.

La troika ha fallito, deve essere fermata. Esistono altre soluzioni. Qui voglio ricordare questo, nel giugno 2012, il signor Monti ha proposto che la ricapitalizzazione delle banche doveva essere direttamente dal ESM, senza gravare il debito pubblico. Con questa proposta, se fosse stata seguita, le cose sarebbero andate meglio.

Così oggi, siamo di fronte ad una realtà che è caratterizzata dalla stagnazione, dal rischio di deflazione, dalla continuazione dei grandi debiti pubblici e privati​​. Per affrontare questa realtà abbiamo bisogno:

  • In primo luogo, una politica coraggiosa della BCE, di QE. Le proposte di Draghi sono per noi in una direzione positiva, ma servono interventi molto più radicali per affrontare il problema.
  • In secondo luogo, abbiamo bisogno di iniziative di sviluppo a livello comunitario per affrontare la recessione, espandendo il ruolo della Banca Europea per gli Investimenti.
  • In terzo luogo, dobbiamo risolvere – dovevamo averlo risolto ieri, anni fa, quando iniziò la crisi – il problema del debito. Noi proponiamo una soluzione europea, per trovare una base sostenibile, nella logica della mutualità, nella logica della conferenza del 1953 che ha affrontato il debito della Germania, che è stato un grande momento di solidarietà per l’Europa. Dobbiamo riscoprire questi valori fondanti dell’Europa. La solidarietà, la democrazia, la coesione sociale». [ Dal sito L’altra Europa con Tsipras]

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