Anno: 2016

8 marzo/ Dedicato a Lucia Cassina

XLUCIALa Cgil di Como in collaborazione con Arci Xanadù  dedica l’8 marzo a Lucia Cassina. Appuntamento allo Spazio Gloria in via Varesina 72 a Como alle 20,30 con il video di ecoinformazioni Ciao Lucia e interventi per ricordare il coraggio, la generosità e la coerenza di una vita sempre dalla parte delle lavoratrici e dei lavoratori.
Seguirà la proiezione del film Joy di David O. Russel e un bridisi offerto dal circolo Arci-Xanadù. Ingresso libero aperto a tutte e tutti. 

8 marzo/ Generazione Rosarno a La Feltrinelli

Generazione RosarnoMartedì 8 marzo dalle 18.30 a La Feltrinelli di Como, in via Cesare Cantù 17, Serena Uccello presenterà il suo libro Generazione Rosarno [Melampo, 2015, 258 pagg., 16 euro], dialogando con la giornalista di Radio 24 Valentina Furlanetto. (altro…)

Mario Forlano: Como col CcP dice NO alla guerra in Libia

ripudiaMario Forlano, rappresentante del Comune di Como e presidente del Coordinamento comasco per la Pace, ha illustrato in una dichiarazione preliminare nel Consiglio comunale di Como del 7 marzo la contrarietà all’intervento militare italiano in Libia. Forlano ha citato tutti i motivi che inducono le diverse reti del pacifismo italiano alla lotta contro la follia militare che calpestando la Costituzione aggiungerebbe altri disastri, massacri e sciagure a quelli già compiuti  con il precedente intervento in Libia. Forlano ha chiarito che ben altre dovrebbero essere le iniziative per contrastare la violenza in Libia e offrire sicurezza all’intera area a partire dall’assoluta necessità di sospendere la vendita di armi alle parti belligeranti. Purtroppo però il singolare regolamento del Comune di Como che propone le dichiarazioni dei consiglieri addirittura prima dell’appello e ne determina un surreale svolgimento in una bizzarra anteprima delle sedute anche in questo caso pone un tema rilevante e vitale per la città ai margini del luogo più alto della politica cittadina senza la possibilità di discussione e di approfondimento che la coraggiosa iniziativa pacifista di Forlano avrebbe certamente meritato.

Family night del Pollo Bastardo/ Cirinnà ipocrisia letterale

family-night-pollo-bastardo-pubblico2Serata densa di contenuti al circolo Arci Virginio Bianchi di Cantù, il 4 marzo. Il primo appuntamento delle Family night, organizzate dal collettivo informale Il Pollo Bastardo, ha visto come ospiti Massimo Clara, avvocato dell’osservatorio Vox sui diritti civili e due ragazzi dell’associazione Renzo e Lucio di Lecco e di Insubria lgbt.

Una mostra a cura di Michele Mauri, durante l’aperitivo, ha illustrato agli interessati il ritardo dell’Italia nel legiferare in materia di unioni civili, impedendo così la regolarizzazione di migliaia di situazioni de facto. Il percorso di riconoscimento dei diritti civili nell’Europa occidentale ha inizio già nel 1991 in Danimarca e vedrà nel 2016 solo il “bel paese” senza una regolamentazione né in materia di unioni, né di adozioni. Il governo italiano è  stato condannato, lo scorso 20 luglio, dalla Corte europea dei diritti umani ed è stata proprio questa sentenza a creare il dibattito che ha portato alla legge recentemente approvata dal Senato.

Proprio da qui ha cominciato il discorso Massimo Clara, con una digressione sul lessico utilizzato: parlare di “famiglie” è preferibile a usare il termine famiglia, mentre l’ipocrisia nell’omettere il termine matrimonio da una legge, la Cirinnà, che prevede proprio quello, e la battaglia ideologica sullo stralcio dell’obbligo di fedeltà, finisce per evidenziare il discrimine tra matrimonio e unione civile. Parlando invece di adozioni, l’avvocato ha ricordato come l’idea che due genitori del medesimo sesso non siano in grado di educare un bambino sia ormai anacronistica e come esistano già sentenze che vanno nella direzione della stepchild adoption, per la tutela dei diritti del bambino.

family-night-pollo-bastardo-pubblicoHa preso, poi, la parola Federico di Insubria lgbt: «”Siamo contro i gay perché difendiamo i nostri figli!” Ma da chi?» si è chiesto, criticando uno dei più diffusi luoghi comuni. Gli obiettivi della sua associazione sono tre: la lotta all’omofobia, il supporto alla comunità lgbt e l’informazione sulle malattie sessualmente trasmissibili. Federico, ricordandoci che «i gay non sono eterofobi», ha lanciato un evento per il 18 giugno: un Gay pride a Varese, il secondo in Lombardia al di fuori di Milano.

Dopo l’intervento intenso e sentito di Federico prende la parola Franco, associazione Renzo e Lucio, che ha ricordato l’importanza della lotta per i diritti di tutti, rompendo gli stereotipi: «Dallo stereotipo nasce il pregiudizio che porta alla segregazione».

La serata si è quindi conclusa con il bal-folk dei Rosacoque, che hanno fatto ballare il pubblico rimasto fino al termine. I numerosi spunti di riflessione lanciati durante il dibattito saranno in parte ripresi il 18 marzo nel secondo appuntamento delle Family night, quando si parlerà delle questioni etiche legate all’estensione dei diritti, sempre al circolo Virginio Bianchi. [Daniele Bordoli per ecoinformazioni] [Foto di Daniele Bordoli, Marta Maggioni]

In ricordo degli scioperi antifascisti del marzo 1944

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Con una semplice cerimonia sono stati ricordati nella mattinata di domenica 6 marzo 2016, a 72 anni dagli avvenimenti, gli scioperi contro il fascismo e contro la guerra proclamati nel marzo 1944, che videro la partecipazione anche delle due fabbriche comasche Tintoria Comense e Tintoria Castagna, e che costarono la deportazione nei lager tedeschi di sette lavoratori e due lavoratrici.

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All’omaggio alla lapide dei deportati della Comense e poi alla tomba-monumento della Resistenza, che ricorda anche i deportati della Castagna, hanno partecipato alcune autorità pubbliche  (Silvia Magni, vicesindaca della città di Como, che ha tenuto un brevissimo ricordo, e Guido Frigerio in rappresentanza della Provincia), i labari delle associazioni combattentistiche, le bandiere dell’Anpi provinciale e della sezione Anpi di Como, rappresentanti di varie associazioni e alcune cittadine e cittadini.

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Presente come sempre Ines Figini, unica testimone vivente di quei fatti, scampata al lager, e da qualche anno narratrice instancabile di quegli avvenimenti soprattutto per le generazioni più giovani.

[Fabio Cani, ecoinformazioni]

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Silvia Magni e Ines Figini.

Video/ Congresso provinciale Acli/ Gli eletti nel Consiglio provinciale

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Con il saluto del sindaco Mario Lucini e la relazione di Luisa Seveso, presidente uscente, sono iniziati i lavori del ventiseiesimo congresso provinciale delle Acli. Per tutta la mattina di domenica si sono susseguiti gli interventi che hanno tracciato le prospettive dell’associazione. Particolarmente intenso il contributo di Giovanni Bianchi,vero e proprio manifesto politico fondato sull’assoluta necessità di puntare sulla democrazia per dare prospettiva alla politica.

Nel pomeriggio del 6 marzo i delegati hanno eletto il Consiglio provinciale che nominerà il presidente. Il nuovo Consiglio è composta da: Francesco Beretta, Annunciata Brunati, Emanuele Cantaluppi, Emanuela Colombo, Marina Consonno, Carlo Evolvi, Francesco Fragolino, Mauro Frangi, Serena Frangi, Francesca Ghilotti, Enrico Leoni, Sonia Manighetti, Mauro Minotti, Luigi Nessi, Francesca Paini , Stefano Panzetta, Elena Parravicini, Riccardo Pedroncelli, Sara Picone, Egidia Posca, Giorgio Riccardi, Andrea Rinaldo, Giovanni Saccaro, Pierangelo Torricelli.

340 con l’Arci, don Giusto e Fuocoammare per i migranti

Dongiusto

Lo Spazio Gloria è pieno, in ogni ordine di posti, per la proiezione di Fuocoammare, il documentario di Gianfranco Rosi, premiato a Berlino con l’Orso d’oro, che racconta un pezzo fondamentale di storia attuale: l’immigrazione. E se il numero dei presenti alla serata del 5 marzo evidenzia la sensibilità al tema della città fa pensare che più o meno lo stesso numero di persone sia accolto nelle due principali strutture dell’accoglienza dei migranti in città. In provincia di Como infatti la scelta e tutti i rischi ad essa connessi è quella di concentrare a Como la maggior parte delle persone e concetrarle ancora in poche strutture sulla cui capacità di accoglienza al di là del fornire un pasto e un letto è più che lecito avere dubbi. (altro…)

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