Anno: 2016

Documento unico di programmazione

3 COMO COMUNECosa fare nei prossimi 3 anni? Palzzo Cernezzi ne discute, mentre infuria la polemica sulle paratie e parte dell’opposizione chiede le dimissioni del sindaco.

 

Paratie

Non hanno potuto non parlare degli ultimi sviluppi del caso paratie nelle preliminari al Consiglio comunale comasco di lunedì 18 gennaio, dopo un mese di sospensione dei lavori, anche a causa della sostituzione dell’apparato di registrazione, voto e amplificazione della sala consiliare. Il capogruppo del Pd Andrea Luppi ha letto il comunicato congiunto della maggioranza di sostegno all’operato del sindaco, a cui manca però la firma di Amo la mia città. Per primo il capogruppo di Adesso Como Alessandro Rapinese ha attaccato la maggioranza tacciando l’amministrazione di incapacità «così come per l’allargamento della Ztl senza studi, e ora si fa il Piano del traffico, e il Centro unico di cottura che ora è saltato». «Il sindaco ha una responsabilità aggravata dal suo essere geologo» ha detto Sergio Gaddi. «Nessuno come Lucini è allo stesso livello dei tecnici – ha aggiunto l’esponente di Forza Italia chiedendo le dimissioni del primo cittadino –. Deve pagarne le conseguenze politiche». Dimissioni chieste, ricordando come il centrosinistra abbia vinto le elezioni anche a causa delle paratie, da Enrico Cenetiempo, Gruppo misto, «chi di paratie ferisce, di paratie perisce» ha detto, dispiacendosi per l’assenza del primo cittadino, arrivato in aula dopo le preliminari. Più accomodante Ada Mantovani, Adesso Como, che ha chiesto se per la terza variante siano stati richiesti i pareri legali agli uffici competenti. «È vero che le paratie sono state fatte da chi ha amministrato prima di voi – ha riconosciuto Marco Butti, Gruppo misto – ma gli incarichi, lo spacchettamento, come la terza variante sono di questa Giunta».

 

Preliminari

Nelle preliminari sono stati poi toccati anche altri argomenti: Vito De Feudis, Pd, ha annunciato una mozione, presentata assieme ai consiglieri di Paco-Sel, di sostegno ai lavoratori Asf, sulla vertenza in corso con l’azienda per quelli non più adatti alla guida, mentre Luigi Nessi, Paco-Sel, ha ricordato la Marcia per la Pace comasca e le parole pronunciate dal parroco di Rebbio Giusto Della Valle. Sull’emergenza rifugiati Giampiero Ajani, Lega, ha sottolineato come a solo il 4 per cento dei richiedenti venga poi riconosciuto lo status di profugo e Butti ha risollevato il caso della stazione di Como S. Giovanni: «Stasera c’erano 39 persone che si stavano preparando a stendere i propri giacigli». Per ultimo Luca Ceruti, M5s, ha ricordato il problema della recrudescenza di episodi di microcriminalità, molti i furti in casa, nei quartieri di Muggiò, Albate, Trecallo e Camerlata, per cui ha raccolto firme nei quartieri interessati per incrementare i controlli e installare apparecchi per la videosorveglianza.

 

Dup

Prima della pausa natalizia l’assemblea comunale aveva ascoltato la presentazione del nuovo Documento unico di programmazione (Dup), che, in base alla normativa, «diventerà la guida strategica ed operativa dell’attività dell’ente». «Il Dup è uno strumento nuovo per la maggior parte dei Comuni, ossia per tutti quelli che non erano stati inseriti nella sperimentazione della nuova contabilità – aveva spiegato l’assessora al Controllo di gestione Savina Marelli –. Con questo nuovo strumento cominceremo la fase di preparazione del bilancio. Crediamo, infatti, che sulle linee strategiche si debba avviare un percorso di coinvolgimento».

Il nuovo documento si divide in due con la Sezione strategica (SeS) e la Sezione operativa (SeO). La prima «ha un orizzonte temporale di riferimento quinquennale, pari a quello del mandato amministrativo», la seconda «è triennale, pari a quella del bilancio di previsione. La sezione operativa è strutturata, a sua volta, in due parti fondamentali: nella prima sono contenute le motivazioni delle scelte effettuate, i programmi da realizzare e gli obiettivi operativi; la seconda parte contiene la programmazione dettagliata delle opere pubbliche, del fabbisogno di personale e delle alienazioni e valorizzazioni del patrimonio».

Con la ripresa dei lavori nell’anno nuovo la seduta è cominciata con le risposte degli assessori alle domande, più di 200, poste dall’aula, in una estenuante carrellata. A tratti evasiva, a tratti di difficile comprensione, per lo più un riepilogo di quello che l’amministrazione ha annunciato nel corso degli ultimi anni. Come il fare del Politeama «un hub culturale», così l’assessora Marelli, mentre il sindaco ha assicurato l’elaborazione del Piano strategico della cultura. L’assessore Cavadini ha riconosciuto la difficoltà a organizzare iniziative culturali nelle periferie e annunciato uno sforzo in tal senso nella nuova piazza di Albate o al Parco Negretti. L’assessore allo sport ha anche ribadito la possibilità per le società sportive di prolungare i termini di locazione delle strutture attuando migliorie nelle stesse: «Molte l’hanno già fatto, altre, in vista della scadenza dei termini, stanno facendo proposte». Comunque «alcune cose non sono definite fino in fondo» ha dichiarato Marelli perché nell’arco dei tre anni possono esserci delle evoluzioni. Magni ha ricordato la nascita delle prime due assemblee di zona e la raccolta firme per altre due e Iantorno ha riepilogato parte delle morosità degli affitti Erp, e non solo, e quanto attuato dal piano di dismissione delle strutture commerciali non ritenute necessarie per l’ente. Gerosa ha menzionato gli interventi per la eliminazione delle barriere architettoniche, soprattutto la scuola di via Picchi, ma ha soprasseduto su Villa Olmo, «meglio rimandare ad un momento ad hoc». Magatti ha ribadito quanto fatto dal Comune per aiutare i senza tetto e ammesso le difficoltà ad attuare alcune politiche decise dal Consiglio, parlando di «un tempo infinito», come le casette dell’acqua, che dovrebbero essere quasi a buon punto. L’assessore al Bilancio Frisoni ha annunciato l’intenzione di non accendere mutui e definito, «a termine di legge», come già annunciato da Marelli, il 31 di marzo come data limite per l’approvazione del Bilancio.

Rifiutata una sospensione dei lavori chiesta da Cenetiempo, a mezz’ora dalla mezzanotte per valutare le risposte date dagli assessori, è cominciato il dibattito. «È emblematico che non ci sia un piano strategico culturale» ha detto Butti che ha attaccato sulla definizione del brand di Como e definito fallimentare il sito dedicato www.visitcomo.eu, oltre alla politica del prefetto per l’emergenza a S. Giovanni. Ceruti invece ha chiesto: «che fine ha fatto il bando energia? Perché non ci sono accenni alle fonti energetiche alternative in tutto il documento?» Menzionando la possibilità di installare pannelli fotovoltaici sulle strutture comunali «siamo di fronte a un documento che parla del futuro…» Data l’ora la seduta è stata poi aggiornata a lunedì prossimo. [Michele Donegana, ecoinformazioni]

Magatti: a Como tutti accolti i minori non accompagnati

stopspeculazionepersoneUno dei passi dell’intervento di don Giusto della Valle all’incontro del 17 gennaio per la Giornata della Pace ha fatto riferimento alle difficoltà dell’accoglienza a Como nella quale si possono infiltrare malfattori che non svolgono con serietà e competenza il compito che viene loro assegnato limitandosi alla fornitura di vitto e alloggio. Don Giusto ha sottolineato anche il fatto che Como ha perso la sua struttura di accoglienza per i minori non accompagnati e sembra che nessuno se ne preoccupi. Bruno Magatti, assessore alle Politiche sociali del Comune di Como così risponde a queste sollecitazioni: (altro…)

Per la Pace contro l’indifferenza

Giornatapace 01Domenica 17 gennaio al cinema Astra di Como si è aperta la Giornata della Pace con il dibattito Vinci l’indifferenza conquista la Pace coordinato e introdotto da Paolo Bustaffa con la partecipazione di Guido Mocellin, giornalista di Editrice missionaria italiana, Fabio Corazzina, insegnante e parroco di Brescia e Germana Lavagna, volontaria di Refugees Welcome Italia. (altro…)

Squarciare il velo/ La denuncia di don Giusto e una lettera per cominciare

don giusto della valleDon Giusto della Valle, intervenendo all’incontro Vinci l’indifferenza conquista la Pace, il 17 gennaio all’Astra [vedi il video], ha denunciato che «Quando c’è indifferenza, qualcuno ci fa gli affari. C’è un passo del Vangelo che dice “I figli delle tenebre sono più scaltri dei figli della luce” quando una società sonnecchia i malfattori ci fanno gli affari. E se noi dormiamo altri non dormono.(…). Como accoglie profughi, circa 1300 persone, ci sono poche realtà che accolgono piccoli numeri e grosse realtà che accolgono grandi numeri. Inviterei a visitare questi luoghi per verificare quanto italiano si è imparato (…). Quali sono i frutti e quali i risultati? (…) I soldi escono qualcuno li incassa che cosa aggiungiamo come risultato. (..) Secondo me il profugo, come da convenzione con con l’ ente accogliente, è trattato come persona cui riempire la pancia, a cui dare un posto letto caldo dare genericamente qualche istruzione rispetto alla lingua italiana. Il problema di fondo è che l’Italia vede il profugo non come persona da accogliere e a cui fare una proposta formativa qualifica, piuttosto una persona nei confronti della quale ci si limita a dar da mangiare. In questo vuoto legislativo che c’è gli scaltri ci fanno gli affari e milionari anche nella nostra città di Como. Quanti giornalisti vanno a visitare gli appartamenti in cui vivono i profughi? Nessuno.(…) Como aveva anche un centro di Prima accoglienza per i minori non accompagnati. È stato chiuso. Ci interessa venga riaperto? (…) Occorrono proposte alternative.

 

Squarciare il velo dell’indifferenza

Sul tema della qualità dell’accoglienza e della possibilità che essa diventi business a danno delle persone e sulla necessità che si accertino con accuratezza le caratteristiche e i reali servizi offerti senza nascondere con l’emergenza le necessità di onestà e civiltà pubblichiamo la lettera firmata che abbiamo ricevuto.

«Nelle scorse settimane, mi è capitato di andare a far visita a un conoscente presso la Comunità Il Pane di Elia, in Via Grossi, a Como. Mi ha colpito la mancanza di pulizia e la scarsa presenza di personale: Per poter uscire sono dovuta andare a cercare qualcuno che mi potesse aprire il cancello, che, peraltro, al momento dell’ingresso avevo trovato aperto. Durante la visita ho avuto la sensazione che gli ospiti fossero parcheggiati nei locali, anche nell’ingresso, senza riservare loro alcuna attenzione. I degenti sono anziani (tra loro anche qualche sacerdote) e malati psichici.

Successivamente alla visita, scopro che nella struttura sono o sono stati ospitati anche giovani profughi.

Mi chiedo: come è possibile una tale promiscuità, negativa per tutti? Quali sono i parametri a cui, secondo le direttive legislative, ci si deve attenere, da un lato in materia di norme igienico-sanitarie, e dall’altro in termini di accoglienza dei profughi?

Inoltre, uno dei profughi ospitato presso la struttura di Via Grossi, e ora presso un altro centro, è stato ricoverato per alcuni giorni in una struttura ospedaliera, per seri motivi di salute. Il personale medico e paramedico se ne è preso cura con grande professionalità e umanità, ma nessun operatore della cooperativa, presso la quale è ospite, gli ha fatto visita. Uno dei medici del reparto ha suggerito che i parenti degli altri pazienti lo ‘adottassero’ a turno per fargli compagnia. Per giorni, gli è stata somministrata una dieta per musulmani, senza accertarsi che  fosse cristiano. Per noi, ‘nero’ e profugo significa per forza di cose musulmano? In realtà, qualche volta sì, qualche altra no. Questo fatto, in sé banale, evidenzia la totale mancanza di assistenza da parte della cooperativa nei confronti del ragazzo e, di conseguenza, l’inesistenza di una mediazione culturale (se non erro, prevista per legge) tra il ragazzo seriamente malato e l’ospedale.

Mi auguro che si possano migliorare queste situazioni, anche attraverso un maggiore coinvolgimento dei singoli cittadini, chiamati a denunciare situazioni anomale, e  delle istituzioni, preposte al controllo e alla tutela dei diritti di tutti coloro che vivono sul territorio del nostro paese. Cordiali saluti». [Lettera firmata]

 

 

21 gennaio/ 71esimo anniversario della strage fascista di Cima

Cima-01Giovedì 21 gennaio l’associazione Cittadini Insieme organizza a Cima di Porlezza il 71esimo anniversario della strage fascista di 6 giovani partigiani trucidati il 21 gennaio 1945. Appuntamento sul lungolago di Cima alle 9.30. Commemorazione alle 10 al cimitero di Cima con la partecipazione di rappresentanze studentesche, politiche, religiose, militari e delle associazioni del territorio. Aderiscono all’iniziativa: Anpi, Associazione Museo della Resistenza Comasca, Istituto di Storia Contemporanea P.A. Perretta, Centro Studi Schiavi di Hitler e Spi- Cgil. L’iniziativa è patrocinata dal comune di Porlezza.

19 e 20 gennaio/ Vinicio Capossela: nel Paese dei Coppoloni

capossela2Dopo il successo del suo ultimo libro, Vinicio Capossela arriva al cinema con un’opera originale e inedita che accompagna lo spettatore proprio in quel “paese dei coppoloni” che aveva ammaliato tutti i suoi lettori. Questa produzione cinematografica laeffe, PMG e LaCupa debutterà sul grande schermo con un evento speciale martedì 19 e mercoledì 20 gennaio e sarà in programma allo Spazio Gloria di Arci Xanadù in via Varesina 72 a Como.

Nel Paese dei Coppoloni è un viaggio cinematografico – geografico, musicale e fantastico – narrato, cantato e vissuto in prima persona da Vinicio Capossela, in quel territorio giacimento di culture, racconti e canti che hanno ispirato l’ultimo romanzo dell’artista e da cui trae linfa il materiale del suo prossimo disco di inediti. Un mondo che la storia ha seminterrato, ma che fa sentire l’eco e il suono se gli si presta orecchio e ci si dispone al sogno. Diretto da Stefano Obino, il film si svolge in Alta Irpinia, in “quelle terre dell’osso” in cui “un paese ci dice di tutti i paesi del mondo”, tra trivelle petrolifere e case abbandonate, pale eoliche e vecchie ferrovie, boschi, animali selvatici e paesaggi incontaminati. Sono questi i luoghi in cui l’ispirazione letteraria e musicale di Vinicio Capossela è diventata realtà, restituendo il ritratto di un’Italia forse perduta e dimenticata, ma che ancora oggi vuole raccontare la sua storia e la sua energia. Ingresso unico 10 euro,  riservato ai possessori di tessera Arci. Prevendite on-line disponibili scrivendo a prenotazionigloria@gmail.com. Info http://www.spaziogloria.it

Video/ Onda in piazza Duomo

 

MarciaPace01No, non è stata un’esondazione, ma l’onda della Pace che ha percorso la città il 17 gennaio con la Marcia per la Pace, forte dell’energia di centinaia di pacifisti/ e. Molti i/ le giovani, tanti/ e anche i/ le più attempati/ e per la Marcia della Pace a cui ha partecipato anche il sindaco di Como Mario Lucini testimoniando l’impegno della sua amministrazione per la cosa più importante di tutte: il rifiuto della guerra per i diritti di tutti/ e e oggi in particolare dei migranti. Già on line i video di Valeria Peverelli. [Foto di Fabio Cani] [Foto della copertina CcP].

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Guarda sul canale di ecoinformazioni tutti gli altri video dell’iniziativa.

Giornata della Pace/ Da Gramsci a papa Francesco per i diritti migranti

 

giornatapace2015È partita con una citazione di Antonio Gramsci sull’indifferenza la Giornata della Pace all’Astra di Como il 17 gennaio con l’incontro Vinci l’indifferenza e conquista la Pace. Presto on line su ecoinformazioni l’articolo di Valeria Peverelli.

GiornatapaceGiornatapace 03Giornatapace 01[Foto Fabio Cani]

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