Anno: 2016
Migranti/ Dall’assemblea proposta da Yallah la richiesta di un nuovo inizio

Prima di tutto la voce dei migranti. Questa è stata la scelta del gruppo di persone tra le più attive alla Stazione San Giovanni che ora vogliono essere definite solo con Yallah, il nome del loro blog.
A parlare per primi in video all’incontro allo Spazio Gloria del 6 dicembre sono state quindi persone che sono passate da Como, hanno potuto cogliere le luci e le tante ombre dell’accoglienza italiana, e sono poi riuscite a raggiungere altri paesi europei per la realizzazione del loro progetto di vita. Nelle loro parole tanti grazie per alcuni dei protagonisti italiani e svizzeri della solidarietà umana e politica, molte denunce per soprusi e angherie oltre che per il mancato riconoscimento di diritti, una generale critica per la mancanza di attenzione del governo italiano e anche di parte delle istituzioni della solidarietà poco attive nel periodo del bivacco in stazione e oggi gestori del Campo governativo.
Nell’introduzione, senza quasi citare il problema di 20 attivisti che sono stati condannati senza processo all’allontanamento da Como con il foglio di via, gli organizzatori della serata hanno ribadito il punto di vista esposto nella lettera di convocazione chiarendo che le condizioni dei migranti e delle libertà in città peggiorano sempre più e che quindi è necessario un nuovo inizio per contrastare la scelta istituzionale di oscurare l’esistenza stessa delle persone abbandonate senza cura e diritti in città.
Particolarmente interessante la composizione della sala con la presenza di una cinquantina di persone che in qualche modo rappresentavano tutte le anime, singoli e reti, impegnate per i diritti dei migranti in città.
All’incontro hanno infatti partecipato Firdaus, Mensa di Sant’Eusebio, Como senza frontiere e all’inizio (poi sono andate/i a compiere il loro lavoro) anche esponenti delle Ronde solidali che raccolgono e si prendono cura delle decine di migranti che ogni sera verificano l’inefficienza e l’inconsistenza colpevole dell’“Accoglienza fredda” lariana.
Nel dibattito, come naturale, si sono intrecciati più piani: la solidarietà diretta e la necessità di assicurare con l’impegno individuale delle persone di buona volontà condizioni di vita umane alle persone transitanti e non accolte a Como; l’azione politica per i diritti dei migranti che a livello comunale, nazionale e internazionale si attiva per la rimozione degli ostacoli governativi e legislativi alla libera circolazione delle persone e al riconoscimento del loro essere persone.
Piani diversi, ma non contrapposti data la generale condivisione dell’intervento di Leone Rivara, che ha proposto che ci si attivi politicamente tessendo alleanze e sviluppando il necessario conflitto nonviolento per i diritti dei migranti ottenendo risposte immediate dalla Prefettura e dal Comune imponendo alle istituzioni il compito di affrontare davvero la questione a partire dalla messa a disposizione della Caserma De Cristoforis (vuota e idonea) senza trascurare la possibilità di rendere disponibili anche altri spazi e contemporaneamente si assicurino i bisogni materiali dei migranti con azioni solidali dirette che la Bella Como ha già dato prova di saper compiere con efficacia e tempestività ottenendo il pieno riconoscimento del diritto a farlo.
Sullo sfondo la possibilità, forse non ancora matura, ma unanimemente auspicata, di costituire un coordinamento delle reti attive per i diritti migranti in città capace di assicurare maggiore sinergia alle tante azioni e animate e di sviluppare con forza molto maggiore campagne su singoli richieste condivise da tutte e tutti. [Gianpaolo Rosso, ecoinformazioni]
Il prefetto di Como risponde al Consiglio comunale
Con una nota datata 2 dicembre il prefetto di Como ha risposto alle richieste del Consiglio comunale di Como che chiedeva unanimemente una serie di azioni a tutela di legalità trasparenza e diritti umani nel Campo governativo. Nel documento anche il Regolamento del Campo. Leggi il documento.
Foto Gin Angri
ecoinformazioni 556
Le urne si sono chiuse, lo scrutinio è già stato completato e il No ha vinto. Ha prevalso la Costituzione nata dalla Resistenza mentre quella proposta da Renzi-Boschi è stata bocciata. Rimangono tutti i problemi che già c’erano prima del Referendum. (altro…)
6 dicembre/ Riformulare e ridefinire l’azione per i diritti dei migranti
Alcune delle persone che diedero vita all’impegno solidale alla Stazione San Giovanni invitano a un’assemblea pubblica martedì 6 dicembre alle 21 allo Spazio Gloria in via Varesina 72 a Como. L’intenzione degli organizzatori – blog Yallah Como – è «proporre una riflessione collettiva su come riformulare e ricalibrare l’agire solidale alla luce dei nuovi gravi sviluppi che riguardano la “questione campo” e in generale la “questione migrante” a Como». (altro…)
Accoglienza fredda per 767 migranti, 53 donne, 76 minori
Risolvere i problemi significa prima di tutto comprenderli e affrontarli. Per questo prima di ogni altra considerazione sull’incontro organizzato da Csf il 5 dicembre nella sede de L’isola che c’è bisogna dare conto dell’estrema professionalità dei ragazzi e delle ragazze che si occupano quotidianamente da luglio del destino dei migranti. Loro lo fanno col cuore, certo, ma anche con appassionata scientificità. Hanno capito che per parlare di un problema serve verificarne qualità e quantità e quindi si occupano di monitorare ciò che tanti vorrebbero non vedere. (altro…)
Russo/ Ricostruire orizzonte simbolico, programma e leadership della sinistra
Come forse alcuni amici sanno, consideravo le ragioni del No più fondate e più solide di quelle di chi ha elaborato e difeso le modifiche della Costituzione sottoposte a referendum. Prescindo dal valutare il condizionamento del contesto politico – di quello generale e di quello interno a ciò che rimane del Pd (180mila iscritti!) – sul risultato referendario, così come il fastidio suscitato in una parte degli italiani dalla ricerca di endorsement esteri e dal sostegno ostentato dei “poteri forti”. (Come si fa, per esempio, a Como, a mettere a capo del Comitato per il sì un banchiere e un imprenditore notoriamente di destra?). Il messaggio era, ancora una volta, quello della compattezza delle élite contro il “populismo”; il ricatto era chiaro – quanto velleitario -: queste modifiche dei meccanismi istituzionali vanno approvate pena l’instabilità finanziaria ecc. Deus vult. (altro…)
Arci/ Hanno vinto la Costituzione e la voglia di partecipazione
Hanno vinto la Costituzione e la voglia di partecipazione.Ora prevalgano la forza delle idee e le ragioni del dialogo. L’altissima, grandissima e bellissima affluenza segna il dato più positivo di questa tornata referendaria. Cittadine e cittadini si sono riavvicinati e riappassionati alla Carta costituzionale, alla politica. (altro…)

