Personali geografie/ Kielce, Polonia

Dariusz Steplowski dalla Polonia è arrivato a Como, dove abita dal 2005; sposato, ha due figli oggi grandi; ha lavorato all’ACSM, poi in una ditta, ora chiusa.

«La Polonia come sapete confina con la Repubblica Ceca, con la Slovacchia a sud, con la Germania ad ovest e ad est con l’Ucraina, la Bielorussia e la Russia e finisce a nord nel mar Baltico. I tanti nomi dei paesi confinanti sono usciti dopo lo scossone provocato dalla caduta del comunismo.

Kielce, dove sono nato, si trova in una zona di colline, quasi montagne, tra le più vecchie d’Europa, alte sui 700 metri, con tanti laghetti; ha il clima europeo, tipico con le quattro stagioni climatiche delineate.

È una città industriale con 200 mila abitanti, dove si producono candele auto ed altri accessori automobilistici, tessili, cemento, prodotti per industrie chimiche. Ci sono tutte le scuole, Università compresa; le strade sono larghe e lunghe, contornate dai classici condomini quasi tutti uguali; bello è il centro storico fondato nell’anno 1000».

La città è ben collegata, mediante ferrovie e linee di bus, con Varsavia e Cracovia, dove ci sono gli aeroporti.

«Logicamente la mia vita in Polonia – continua Dariusz – è stata condizionata dalla sua storia recente. Lo studio, poi il lavoro autonomo; avevo un negozio di dischi e cassette; poi ho rappresentato un grossista italiano che vendeva i prodotti alimentari in Polonia.

Prima la scuola, il lavoro per tutti garantito dal regime; però, la libertà? La vita giovanile normale, studio, pallone, letture, cinema, teatro e musica; l’andare in Chiesa, la Polonia è a maggioranza cattolica.

Poi è arrivata Solidarnosc, avevo 16 anni ed è stata una ventata di libertà, cambiata dal colpo di stato di Jaruzelski; ricordo la prima visita di Giovanni Paolo II. Poi finalmente nel 1989 il crollo del potere comunista, e l’arrivo della democrazia. Quando la Polonia è entrata nell’Unione Europea, sono venuto in Italia cercando una vita migliore.

Ricordo della Polonia dei piatti tipici, come i pierogi, ravioli grandi al brodo di funghi e di carne, il bigos, caratterizzato da carne, verdure e crauti; poi i dolci tipo la makowiec, torta con papavero come ingredienti principale, o il piernik, a base di miele ed erbe aromatiche varie.

Della mia gioventù ricordo anche le vacanze sul Mar Baltico, al nord, una costa lunga 500 kilometri, di sabbia gialla chiara, con la sua acqua fredda; occorreva aspettare che il sole la riscaldasse. Ricordo anche il mercato, tre volte la settimana, con i carretti trainati dai cavalli che arrivavano dalle campagne con i prodotti che producevano: grano, mais, patate, frutta. Attorno alla mia città non ci sono viti, presenti invece in tante altri luoghi della Polonia.

Ricordo il 1° Maggio; una festa in tutti i sensi, con i lunghi cortei».

Dariusz Steplowski torna spesso a Kielce, dove risiedono ancora alcuni suoi parenti.

[Luigi Nessi, ecoinformazioni]

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