Personali geografie/ Benin City, Nigeria

Asemota Rita è nigeriana, è in Italia dal 2000 e da quattro anni abita a Como; sposata, con due figli, lavora presso una cooperativa di servizi.

È nata a Benin City, una città nel sud della Nigeria, capitale dello stato di Edo, porto sul fiume Benin. «Questa città – ci dice – è vicina al delta del Niger, un fiume che attraversa tutta la Nigeria, e termina appunto nell’Oceano Atlantico, nel golfo detto “degli schiavi”, perché appunto lì, per anni, arrivavano le navi dal vecchio continente, depredando cose e uomini».

Racconta di questa città, ora di oltre un milione di abitanti; racconta della sua vita, dei tre anni passati a Lagos, sull’oceano, la vecchia capitale; ora la capitale della Nigeria è Abuja.

«La Nigeria – ci fa vedere sulla cartina – è al centro dell’Africa, circondata dal Benin, dal Niger e dal Camerun, e poi appunto l’oceano. Benin è in pianura, tanto caldo e tanto secco, poi le piogge intense a novembre e dicembre»: la neve l’ha vista solo in Italia.

Ci dice: «a Lagos, in casa di una parente maestra, ho avuto un’ulteriore istruzione». A 18 anni è venuta in Italia con una zia e una cugina. Si ricorda «delle elementari, eravamo in trenta in classe, delle case di legno, poche, allora in muratura; del papà che ora non c’é più, della mamma vecchia che è ancora in Africa, di due fratelli e 5 sorelle; emigrati in altri paesi».

Ora a Benin City c’è anche l’Università e da sempre il museo dell’arte nigeriana. Il padre lavorava, nella fabbrica Bende Biri, che produceva birra, e che ora non c’è più. Si ricorda dei giochi… «a nascondino, con le bambole di pezza, il giocare sempre anche nei mesi di pioggia»; dice che, per loro, «stare sotto l’acqua, bagnarsi, era bello».

«Poi importante per le ragazze, l’imparare a cucinare. Si viveva con quello che dava l’orto di casa; e quello che si produceva si portava anche al mercato e lo si vendeva; i pasti erano riso con carne di capra, di pollo, di mucca. A Benin City, ora ci sono industrie che producono la gomma, e l’olio che si ricava dalle noci delle palme. Molti abitanti vanno a lavorare a Port Harcourt, situata sul vicino delta, dove ci sono le industrie petrolifere e appunto tanto petrolio. Però la Nigeria, sebben sia una repubblica democratica, presenta situazioni economiche molto diverse: tanta povertà, ma tanta gente che sta bene, e una classe dirigente che è al potere – dice, -corrotta».

Uno dei tremendi problemi della Nigeria è il fenomeno della tratta di donne giovani che vengono coinvolte nella prostituzione internazionale. «L’altro – e di questo ha paura, – è la presenza della setta di Boko Haram, che agisce nella Nigeria del Nord; uccidono e rapiscono molte bambine e bambini».

La maggior parte della popolazione è cristiana, diversi i cattolici, molti i  musulmani.

È lontana dalla Nigeria da tanti anni e questo ci ha raccontato; il suo desiderio, che spera si realizzi quest’anno, è di andare a trovare le amiche, ma soprattutto la vecchia madre.

[Luigi Nessi, ecoinformazioni]

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