Anno: 2022

L’isola che c’è/ Diventare espositori nell’edizione 2022

Sono aperte le iscrizioni fino a venerdì 10 giugno per partecipare come espositori alla diciottesima edizione de L’isola che c’è, la fiera delle economie solidali e consumo sostenibile, quest’anno in programma il 17 e 18 settembre nel parco comunale di Villa Guardia. A questo link il form da compilare.

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5 giugno/ Tavolo interfedi/ Parlare di pace

Domenica 5 giugno, alle ore 17, il centro buddhista Isipathanaramaya (in Via F. Niguarda 82, Como) in collaborazione con il Tavolo interfedi di Como, organizza un momento di riflessione e dialogo sulle necessità di pace e interruzione dei conflitti.

Arci/ Festa della Repubblica che ripudia la guerra

Da oltre 3 mesi, a causa dell’invasione russa dell’Ucraina, siamo di fronte ad una grave escalation militare con conseguenze imprevedibili. La macchina della guerra, violando tutti i diritti umani, continua ad uccidere e provocare distruzioni senza pietà per le popolazioni civili.

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La Repubblica siamo noi. Riprendiamoci il 2 giugno

La guerra devasta vite, ambiente, democrazie, diritti. Prima di tutto è foriera di distruzione e di morte. E poi è anche costosa e inutile. In questo 2 giugno 2022 il mondo è attraversato da centinaia di guerre alimentate dalla corsa al riarmo globale.

Dopo oltre 3 mesi di guerra in Europa, con la sistematica violazione di i diritti umani, di fronte a un’escalation militare che ci mette l’umanità a rischio di una guerra nucleare, il governo italiano sceglie di celebrare la sua Festa esaltando l’ideale bellico e il militarismo. La giornata del 2 giugno da anni è stata espropriata alle donne e agli uomini di questo Paese e trasformata in parata militare, che non ci rappresenta e offende i valori fondanti della nostra Repubblica che “ripudia la guerra”. La Repubblica italiana per celebrarsi sceglie di mettere in piazza e di esaltare ciò che ripudia. Non può essere l’ostentazione di strumenti di morte e frecce tricolori a rappresentare la comunità nazionale. Una scelta che appare più stridente che mai in questo 2 giugno 2022 in cui la guerra tuona alle porte di casa.

La Repubblica siamo noi e vogliamo riprenderci la nostra Festa. Il 2 giugno è la festa della Repubblica, della res publica, di ciò che a tutte e tutti appartiene. Una giornata per festeggiare la vita, le istituzioni civili, l’amicizia verso gli altri popoli.

La Repubblica siamo noi le donne e gli uomini che ogni giorno lottano per una politica di pace, per l’acqua, l’aria, la salvaguardia del territorio dalla cementificazione, dai tunnel e dai muri (costosi, arroganti, inutili), per i beni comuni (tutti quelli essenziali per la vita e l’identità collettiva) e per il diritto alla salute, alla casa, ai saperi, al welfare, a servizi pubblici di qualità, per la dignità del lavoro e la fine della precarietà.

Oggi è la nostra festa. La festa delle donne e degli uomini che si riconoscono nella Costituzione, che sancisce i diritti di tutte e di tutti e il ripudio della guerra.

L’Italia che vogliamo festeggiare è accogliente, fondata sul rispetto e il riconoscimento reciproco tra uomini e donne, tra nativi e migranti, dove le ragazze e i ragazzi possano avere un futuro, le persone con disabilità una vita dignitosa e indipendente, gli anziani serenità e sicurezza sociale.

L’Italia che vogliamo è un paese che sappia affrontare i conflitti, interni e internazionali, senza ricorrere all’uso della forza. Un paese che investa nella cultura, nella scuola, nella salute, nell’occupazione anziché in armi e guerre. Pretendiamo che l’Italia esca dalla logica di guerra e dal sistema militare, industriale e mediatico che le sostiene.

Per questo il 2 giugno osiamo chiedere che invece di aumentare le spese militari, il governo imposti coerenti politiche attive di pace a livello nazionale e internazionale: disarmo, riconversione sociale delle spese militari, riconversione civile delle basi militari e dell’industria bellica, adesione al Trattato di proibizione delle armi nucleari, costruzione della difesa civile non armata e nonviolenta e dei corpi civili di Pace.

E che il Parlamento ritrovi la voce.

Teresa Mattei, la più giovane tra le ventuno donne elette all’Assemblea Costituente, una donna libera, espulsa  era stata espulsa dalle scuole del Regno, nel 1938, perché antifascista e dal Partito Comunista, nel 1955, perché antistalinista, così racconta il momento della votazione dell’Articolo 11 della Costituzione: «Al momento della votazione per l’Articolo 11, cioè quello contro la guerra – “L’Italia ripudia la guerra”, è stato scelto il termine più deciso e forte – tutte le donne che erano lì, ventuno, siamo scese nell’emiciclo e ci siamo strette le mano tutte insieme, eravamo una catena, e gli uomini hanno applaudito». […] «per questo, quando ora vedo tutti questi mezzucci per giustificare i nostri interventi italiani nelle varie guerre che aborriamo, io mi sento sconvolta perché penso a quel momento, penso a quelle parole e penso che se non sono le donne che difendono la pace prima di tutto non ci sarà un avvenire per il nostro paese e per tutti i paesi del mondo».

Ai parlamentari tutti, e in particolare alle donne diciamo: siate liberi, libere, come Teresa Mattei, ispiratevi a lei e proponete modifiche migliorative alla Legge 185/90. Forse la Legislatura finirà presto, ma avrete segnato un cambiamento vero, ridato dignità al Parlamento, onorato la Costituzione e lasciato un segno nella nostra Storia repubblicana. Come Teresa Mattei». [Celeste Grossi, coordinatrice provinciale Sinistra Italiana Como]

Lotta queer e questioni ambientali

Il 29 maggio, nello spazio culturale del campo di Sagnino gestito da Terra Viva, si è svolto un incontro dibattito sul rapporto tra questione sociale e questione ambientale, con un taglio specifico: quali sono i possibili legami tra tematiche Queer e questione ambientale. Venticinque attivisti e attiviste di realtà diverse, Como Pride, Friday for Future, Terra Viva, in maggioranza giovani e donne, hanno dibattuto per due ore alla ricerca di premesse culturali ed etiche comuni, dalle quali dipende un ampio spettro di temi e di possibili connessioni intersezionali.

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ecoinformazioni on air/ Adesso parliamo noi

Il servizio di Gianpaolo Rosso nell’edizione delle 7,15 del 30 maggio di Metroregione di Radio Popolare. Mentre Salvini abbraccia il candidato delle destre Giordano Molteni, Letta abbraccia Barbara  Minghetti del centrosinistra e la campagna elettorale per le amministrative a Como si anima anche con proposte stupefacenti come l’idea del candidato sindaco del centro destra che ipotizza per la sicurezza urbana l’uso di droni.

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Ruggero Pini: il paesaggio del lago e le fotografie

Il Museo del paesaggio del Lago di Como, a Tremezzo, nato pochi anni fa, ha un ruolo fondamentale nell’orizzonte culturale di un territorio e di un lago che hanno fatto della loro immagine e del loro fascino una risorsa fondamentale (anche dal punto di vista economico). Fortunatamente, il Museo del paesaggio sta facendo un ottimo lavoro, dal punto di vista della crescita della conoscenza e da quello della promozione. Proprio in questi giorni si è arricchito di una nuova sezione, con le fotografie provenienti dalla collezione di Ruggero Pini.

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