Celeste Grossi

Storia, lotta e protesta con Bella Ciao e l’Anpi

Un 2 giugno vero con la Costituzione, con l’Anpi di Como, la Cgil, lo Spi e l’Auser. Allo Spazio Gloria l’intervento di Renato Tettamanti sulla Giornata e nel ricordo di Carlo Smuraglia, poi l’intervista di Sara Sostini, Arci ecoinformazioni a Andrea Vogt, regista e autrice dello straordinario docu-film Bella ciao, song of rebellion che è stato successivamente proiettato.

Arci/ Festa della Repubblica che ripudia la guerra

Da oltre 3 mesi, a causa dell’invasione russa dell’Ucraina, siamo di fronte ad una grave escalation militare con conseguenze imprevedibili. La macchina della guerra, violando tutti i diritti umani, continua ad uccidere e provocare distruzioni senza pietà per le popolazioni civili.

(altro…)

La Repubblica siamo noi. Riprendiamoci il 2 giugno

La guerra devasta vite, ambiente, democrazie, diritti. Prima di tutto è foriera di distruzione e di morte. E poi è anche costosa e inutile. In questo 2 giugno 2022 il mondo è attraversato da centinaia di guerre alimentate dalla corsa al riarmo globale.

Dopo oltre 3 mesi di guerra in Europa, con la sistematica violazione di i diritti umani, di fronte a un’escalation militare che ci mette l’umanità a rischio di una guerra nucleare, il governo italiano sceglie di celebrare la sua Festa esaltando l’ideale bellico e il militarismo. La giornata del 2 giugno da anni è stata espropriata alle donne e agli uomini di questo Paese e trasformata in parata militare, che non ci rappresenta e offende i valori fondanti della nostra Repubblica che “ripudia la guerra”. La Repubblica italiana per celebrarsi sceglie di mettere in piazza e di esaltare ciò che ripudia. Non può essere l’ostentazione di strumenti di morte e frecce tricolori a rappresentare la comunità nazionale. Una scelta che appare più stridente che mai in questo 2 giugno 2022 in cui la guerra tuona alle porte di casa.

La Repubblica siamo noi e vogliamo riprenderci la nostra Festa. Il 2 giugno è la festa della Repubblica, della res publica, di ciò che a tutte e tutti appartiene. Una giornata per festeggiare la vita, le istituzioni civili, l’amicizia verso gli altri popoli.

La Repubblica siamo noi le donne e gli uomini che ogni giorno lottano per una politica di pace, per l’acqua, l’aria, la salvaguardia del territorio dalla cementificazione, dai tunnel e dai muri (costosi, arroganti, inutili), per i beni comuni (tutti quelli essenziali per la vita e l’identità collettiva) e per il diritto alla salute, alla casa, ai saperi, al welfare, a servizi pubblici di qualità, per la dignità del lavoro e la fine della precarietà.

Oggi è la nostra festa. La festa delle donne e degli uomini che si riconoscono nella Costituzione, che sancisce i diritti di tutte e di tutti e il ripudio della guerra.

L’Italia che vogliamo festeggiare è accogliente, fondata sul rispetto e il riconoscimento reciproco tra uomini e donne, tra nativi e migranti, dove le ragazze e i ragazzi possano avere un futuro, le persone con disabilità una vita dignitosa e indipendente, gli anziani serenità e sicurezza sociale.

L’Italia che vogliamo è un paese che sappia affrontare i conflitti, interni e internazionali, senza ricorrere all’uso della forza. Un paese che investa nella cultura, nella scuola, nella salute, nell’occupazione anziché in armi e guerre. Pretendiamo che l’Italia esca dalla logica di guerra e dal sistema militare, industriale e mediatico che le sostiene.

Per questo il 2 giugno osiamo chiedere che invece di aumentare le spese militari, il governo imposti coerenti politiche attive di pace a livello nazionale e internazionale: disarmo, riconversione sociale delle spese militari, riconversione civile delle basi militari e dell’industria bellica, adesione al Trattato di proibizione delle armi nucleari, costruzione della difesa civile non armata e nonviolenta e dei corpi civili di Pace.

E che il Parlamento ritrovi la voce.

Teresa Mattei, la più giovane tra le ventuno donne elette all’Assemblea Costituente, una donna libera, espulsa  era stata espulsa dalle scuole del Regno, nel 1938, perché antifascista e dal Partito Comunista, nel 1955, perché antistalinista, così racconta il momento della votazione dell’Articolo 11 della Costituzione: «Al momento della votazione per l’Articolo 11, cioè quello contro la guerra – “L’Italia ripudia la guerra”, è stato scelto il termine più deciso e forte – tutte le donne che erano lì, ventuno, siamo scese nell’emiciclo e ci siamo strette le mano tutte insieme, eravamo una catena, e gli uomini hanno applaudito». […] «per questo, quando ora vedo tutti questi mezzucci per giustificare i nostri interventi italiani nelle varie guerre che aborriamo, io mi sento sconvolta perché penso a quel momento, penso a quelle parole e penso che se non sono le donne che difendono la pace prima di tutto non ci sarà un avvenire per il nostro paese e per tutti i paesi del mondo».

Ai parlamentari tutti, e in particolare alle donne diciamo: siate liberi, libere, come Teresa Mattei, ispiratevi a lei e proponete modifiche migliorative alla Legge 185/90. Forse la Legislatura finirà presto, ma avrete segnato un cambiamento vero, ridato dignità al Parlamento, onorato la Costituzione e lasciato un segno nella nostra Storia repubblicana. Come Teresa Mattei». [Celeste Grossi, coordinatrice provinciale Sinistra Italiana Como]

3 giugno/ Elezioni/ Al Gloria i/le giovani


«Il 3 giugno parlano i/le giovani, Durante una campagna elettorale che parla sempre più di loro, i giovani prendono la parola. l’Unione Degli Studenti, Fridays For Future e Como pride uniscono nuovamente le forze venerdì 3 giugno allo spazio Gloria del circolo Arci Xanadù per presentare la Como che dopo anni di mobilitazioni pretendono dalla prossima amministrazione.

“Capita troppo spesso che in fase di campagna elettorale i giovani vengano strumentalizzati per guadagnare voti senza essere veramente ascoltati. Abbiamo quindi deciso di intervenire per portare una testimonianza diretta dei problemi urgenti della nostra città per cui pretendiamo una risposta dalla prossima amministrazione”, afferma Lucas Radice di Uds e Como Pride che assieme a Fridays For Future Como e altre realtà aderenti hanno organizzato un incontro aperto al pubblico.

L’obiettivo è lanciare un appello a chi si candida alle amministrative del 12 giugno; “siamo noi quelli che scendono in piazza da anni con delle richieste di intervento specifiche, ci auguriamo che questa volta troveremo qualcuno disposto ad ascoltarci” dice invece Gaia Trovenzi di Uds e Fff Como.

L’evento è a entrata libera si terrà alle 10 di venerdì 3 giugno allo Spazio Gloria del Circolo Arci Xanadù (l’Arci offre sostegno aderendo all’iniziativa).

Per scoprire quali sono le proposte, le tre realtà invitano caldamente chiunque a partecipare, l’invito è esteso anche ai/alle candidati/e delle liste e alla stampa». [Uds, Como Pride, Fff]

19 maggio/ Lurate Caccivio/ Ucraina e le altre guerre

InTerrAgire, Osservatorio giuridico per i diritti dei migranti, Fondazione Migrantes, Comunità psatorale Santi amborgio e Carlo,  con il patrocinio del Comune di Lurate Caccivio. invita giovedì 19 maggio allo Spazio Volta 3, via Volta 3 a Lurate Caccivio (Co) a Ucraina e le altre guerre Dalla crisi umanitaria all’accoglienza Indicazioni pratiche per chi vuole conoscere e aiutare.

(altro…)

Regeni/ Silenzi e depistaggi

A 5 anni dall’assassinio di Giulio Regni, convinti che le vite e i diritti umani valgano più degli interessi economici, continuiamo a chiedere Verità e giustizia per Giulio e per tutti i Giulio e le Giulia che in quel paese ogni giorno difendono i diritti umani e per salvare la dignità del nostro paese e di chi lo governa.

(altro…)

Potenze nucleari e topolini potenti

Un’Italia più sicura è un’Italia senza armi nucleari. Il 22 gennaio è entrato in vigore il Trattato di proibizione delle armi nucleari (Tpnw). Le armi nucleari sono “immorali” ed ora anche “illegali”, al pari delle armi chimiche, biologiche e batteriologiche e delle mine antiuomo. È un passo avanti verso la totale eliminazione dalla terra delle armi più distruttive mai costruite dall’umanità. Il Trattato diventa legge internazionale vincolante, per chi lo ha firmato  e ratificato 51 Stati. Lo hanno ad oggi firmato da 86 Stati dei 194 aderenti all’Onu.

(altro…)
%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: