Jlenia

Aprica/ dal 2 maggio parte la consegna dei sacchi per i rifiuti a Como

apricaA partire dal 2 maggio prossimo, fino al 1 giugno, la società  Aprica effettuerà la distribuzione della fornitura annuale dei sacchi per i rifiuti a Como, nelle modalità di seguito descritte.  Per il ritiro, bisognerà presentarsi nei luoghi e negli orari dettagliati nel calendario, muniti di tessera Ecopass o in alternativa presentando l’ultimo avviso di pagamento della Tari; se provvisti di delega controfirmata e con fotocopia di documento d’identità dell’intestatario, oltre ad uno dei documenti sopracitati, il materiale potrà essere ritirato anche da soggetti terzi.

Per le utenze domestiche la fornitura prevede:

  • 75 sacchi gialli trasparenti per gli imballaggi in plastica;
  • 75 sacchi grigi trasparenti per i rifiuti indifferenziati;
  • 100 sacchetti in carta per i rifiuti organici.

Per le utenze non domestiche (attività commerciali, artigianali, uffici) la fornitura prevede:

  • 75 sacchi gialli trasparenti per gli imballaggi in plastica;
  • 75 sacchi grigi trasparenti per i rifiuti indifferenziati.

Le Imprese di pulizia, con delega degli Amministratori di condominio, potranno effettuare un ritiro cumulativo, previo appuntamento, direttamente nella sede di Aprica a Montano Lucino.

La distribuzione verrà effettuata secondo il seguente calendario:

  • Teatro parrocchiale Sagnino via Segantini

Lunedì 2 maggio:                    dalle ore 9 alle ore 12  – dalle ore 13 alle ore 16

Distribuzione dedicata ai quartieri di Sagnino e Ponte Chiasso

  • Teatro parrocchiale Sagnino via Segantini

Lunedì 9 maggio:                     dalle ore 9 alle ore 12 – dalle ore 13 alle ore 16

Distribuzione dedicata ai quartieri di Monte Olimpino e Tavernola

  • Centro Civico Camnago via Martignoni, 2

Lunedì 16 maggio:                   dalle ore 9 alle ore 12  – dalle ore 13 alle ore 16

Distribuzione dedicata al quartiere di Camnago

  • Oratorio Civiglio piazza Concordia

Lunedì 23 maggio:                    dalle ore 9 alle ore 12  – dalle ore 13 alle ore 16

Distribuzione dedicata al quartiere di Civiglio

  • Sede Comunale via Somigliana

dal 3 al 14 maggio:                   dal martedì al sabato dalle ore 8 alle ore 16
dal 17 al 27 maggio:                 dal martedì al venerdì dalle ore 16 alle ore 19

Sabato 21 maggio:                   dalle ore 8 alle ore 16
Sabato 28 maggio:                   dalle ore 8 alle ore 16

dal 30 maggio al 1 giugno:       dalle ore 8 alle ore 16

  • Caserma De Cristoforis piazzale Monte Santo

dal 17 al 27 maggio 2016:         dal martedì al venerdì dalle ore 8 alle ore 12
sabato e domenica chiuso

Senza perdere la tenerezza

cabrera foto 2Venerdì 22 aprile alle 21, alla sala consiliare di Bulgarograsso, si è tenuto un incontro, organizzato da Arci Guernica, Anpi sezione di Como e Istituto di storia contemporanea P.A. Perretta con César Cabrera, profugo cileno espulso in Romania durante la dittatura di Pinochet, successivamente accolto in Svizzera come rifugiato. La serata, introdotta da Nicola Tirapelle dell’Anpi è stata coordinata da Fabio Cani dell’Istituto Perretta ed ha ottenuto il patrocinio del Comune di Bulgarograsso (nonostante nessuno dell’amministrazione fosse presente).

La voce di Cabrera è quella di un ex rappresentante del governo di Salvadòr Allende nella zona carbonifera di Lota, ma prima ancora quella di un uomo, che non ha mai cabrera foto 1smesso di praticare la rivoluzione con la sua voglia di vivere. I posti sono quasi tutti occupati, l’atmosfera è dell’intimità adatta, quella che fa sembrare il tutto una conversazione con il proprio nonno partigiano. Non è un immagine viziata dalla mia prospettiva, quella di chi può cogliere ed emozionarsi con gli spagnolismi della narrazione di Cabrera, e spero vivamente non sia percepito come uno svilire una pagina di storia ispirante e al contempo drammatica. Quello che voglio passare è tutt’altro: è stato un tentativo di fondamentale importanza riuscito, unire persone e lotte, proprio dove queste tendono a sopirsi.

César Cabrera era un professore di educazione fisica, membro del partito socialista cileno. In un periodo in cui un embargo più feroce di quello inflitto a Cuba cercava di minare la rivoluzione, il primo presidente marxista democraticamente eletto della storia poteva contare su veri compagni, che rispondevano sì alle necessità del partito (e quindi della gente). «Porquè la politica era amore, non come oggi, un mestiere». L’errore del presidente Allende fu quello di aver confidato nell’esercito come forza democratica, mentre è sempre stato il braccio armato della borghesia. Lo sconcerto del palazzo della Moneda bombardato, il golpe del generale Pinochet appoggiato dagli Stati Uniti, l’undici settembre settantatré, svegliarono la nazione da un sogno complesso e meraviglioso. Il presidente era morto, ma l’orrore era appena iniziato. Fu detto ai socialisti che il governo rovesciato era quello dei comunisti, e che loro potevano tranquillamente recarsi ai posti di lavoro.
Cabrera si presentò in aula come ogni giorno, ma la sua lezione fu interrotta dai militari: lo costrinsero a togliersi i vestiti e lo spinsero in strada minacciandolo con le armi, mentre cercava di tranquillizzare gli studenti terrorizzati. Non capivano cosa stava succedendo al loro docente preferito: «Non me ne vogliano i professori di inglese, ma gli studenti si affezionano sempre di più a noi!». Mentre racconta scherza, ed è incredibile come subito dopo giustapponga la narrazione delle torture, subite nel successivo anno e mezzo di prigionia. Il sottomarino (l’essere legati per i piedi ad una gru e calati a tesa in giù nel mare); uomini incappucciati con targhette con nomi di animali, che mentre ti pestavano ti obbligavano a partecipare ad un perverso gioco di ruoli; l’elettroshock. Poi ti facevano passare l’ammoniaca sotto il naso quando il tuo corpo diceva basta, quando svenivi, per chiederti ancora del “plan Z” (un piano inventato che comporterebbe il genocidio della borghesia), o dove sono nascosti i dirigenti. Ammette che tutto questo è continuato ancora a lungo nei suoi incubi; solo il matrimonio ha diradato le nubi, Cesar Cabrera- espulisionementre il suo corpo ne porta i segni indelebili.
Liberato su condizione (avrebbe dovuto organizzare uno spettacolo sportivo per Pinochet, e firmare quotidianamente in questura), la sua storia si colora di straordinario. Tre anni nascosto in un seminario, la prospettiva di una fuga attraverso le Ande, disseminate delle croci di chi non ce l’aveva fatta, e poi (fisicamente) il salto più importante della sua vita, quello del muro dell’ambasciata italiana, eludendo le pallottole. Tutto questo per restare umani, perché ritornino i giorni liberi, per «voler vedere l’uomo nuovo, senza volto, l’uomo socialista». Non smetterà mai di ringraziare l’ambasciata italiana, che in Cile come in Argentina ha saputo dare lezioni di solidarietà internazionale durante la dittatura, oggi dimenticate.
Viene inviato in Romania, dove critica fortemente il falso socialismo di Nicolae Ceaușescu, a costo dei richiami del partito e di soffrire la fame, vero e proprio topos di buona parte della sua giovinezza. Ma «quando uno è giovane non gli importa di rischiare la vita», o forse gli importa troppo una vita degna, per ottenere la quale non si debba perdere la tenerezza. In questo momento dell’incontro infatti entrano in sala due vigili, e interrompono il tutto per un qui pro quo sull’inserimento dell’antifurto della sala: «Ovunque vada, la polizia non smette mai di accompagnarmi!». Altre risate, che si amalgamano con gli spagnolismi, ed un racconto incredibile che afferra il piccolo comune di una piccola provincia, per gettarlo nel mondo, nel centro della sua storia.
Gli studi su Marx e Lenin, sulla psicologia del movimento operaio. Un periodo in Russia, a Cuba per prepararsi a lottare in Nicaragua, e poi ancora Romania, Germania, e infine Svizzera. Qui il lavoro duro riporta a galla i colpi delle torture, ma sarà tra le corsie dell’ospedale che conoscerà Daniela, una radiologa appassionata di Inti Illimani. Il primo appuntamento è davanti ad un rene esploso. I successivi saranno con la famiglia ticinese, che non si capacita di come si possa arrivare scapoli a quarant’anni, e paleseranno le differenze culturali: «Dopo quattro mesi mi chiese di sposarla, io, che avevo sempre creduto nell’amore libero!».

Ora César Cabrera vive con sua moglie in Svizzera. Rimise piede in Cile per la prima volta nell’89’, durante l’ultimo anno di una dittatura agonizzante. Ritornava in un paese dove c’era il coprifuoco, dove non si poteva passeggiare per strada in gruppo. Non era più del tutto la sua terra, anche se non è un giudizio viziato dalla paura; quella dice di non sapere più cosa sia, da quando il regime ammazzò suo padre. È la rabbia verso un sogno tradito, verso l’influenza mantenuta ancora oggi dai fantocci di regime. La forza di svolgere per l’ennesima volta la matassa della sua storia ne è testimone: non ha mai smesso di lottare. Ogni due anni circa ripete questo viaggio, con le speranze volte ai movimenti studenteschi, testimonianza preziosa che «in America Latina la politica si vive, non si analizza solo, come qui».
A pochi minuti da Como, nel tranquillo cantone confinante con l’Italia c’è un uomo, che aspetta di essere nel suo paese per intrufolarsi in fondo ad un corteo, a gridare «el pueblo unido jamàs serà vencido!».

Senza perdere la tenerezza. Come nel fotomontaggio fatto da suo figlio mostrato a fine incontro, dopo le conclusioni di Fabio Cani, in cui appaiono tre personaggi barbuti: lui, Fidèl Castro (realmente conosciuto) e Che Guevara. Come il titolo di una grande biografia di Ignacio Paco Taibo II sul rivoluzionario argentino. Quella tenerezza dei versi scritti da Pablo Milanés in Io calpesterò le strade nuovamente, che cantati con il trasporto di un latino, probabilmente, desterebbero l’indignazione di qualche vicino svizzero: «Più presto che tardi senza riposo, torneranno i libri e le canzoni, che bruciarono le mani assassine, rinascerà il mio popolo dalle sue rovine, e pagheranno la loro colpa i traditori (…), io calpesterò le strade nuovamente, di quella che fu Santiago insanguinata, e in una meravigliosa piazza liberata, mi fermerò a piangere per gli assenti». Buona festa della liberazione. [Stefano Zanella, ecoinformazioni]

Con l’Anpi il ricordo dei partigiani a Villa Guardia e Albate

L’Anpi sezione di Como, in occasione del 71° anniversario della Liberazione ha commemorato nella mattinata di domenica 24 aprile le figure dei partigiani Giovanni Negrini e Giuseppe Frangi “Lino” a Villa Guardia e Perugino Perugino (a cui è dedicata la sezione) e la moglie Giordana Meregalli al cimitero del quartiere di Albate a Como.

A Villa Guardia presente il sindaco Valerio Perrone, interventuto dopo il presidente dell’Anpi Nicola Tirapelle, alcuni membri della giunta comunale oltre a rappresentanze di associzioni cittadine.

Ad Albate, per la sezione cittadina dell’Anpi è intervenuto Marco Biraghi (l’intervento è scaricabile qui), seguito dal ricordo di Laura Perugini, figlia di Giordana e Perugino e da un saluto di Antonio Proietto per l’Anpi provinciale. Presente il consigliere comunale Luigi Nessi e le rappresentanze di alcune associazioni cittadine tra cui l’Arci, Italia Cuba, l’Istituto di storia P.A. Perretta e l’associzione Alfonso Lissi.

La tomba di Frangi e Negrini a Villa Guardia
La tomba di Frangi e Negrini a Villa Guardia
La commemorazione a Villa Guardia
La commemorazione a Villa Guardia
La commemorazione ad Albate
La commemorazione ad Albate
Il ricordo alla lapide di Perugino e Giordana
Il ricordo alla lapide di Perugino e Giordana

[foto Jlenia Luraschi, Fabio Cani, Giorgio Dallamura]

 

23 e 25 aprile/ Cantù/ La liberazione con l’Arci e il Pollo bastardo

25aprile-vigbianchiemirabelloDue giorni di inizitive a Cantù per festeggiare la liberazione promossi da Arci Virginio Bianchi, Arci Mirabello e il gruppo Pollo Bastardo.

Si parte sabato 23 aprile alle 20.45 presso il circolo di via E. Brambilla 3 con la presentazione del libro Sentieri proletari – Storia dell’Associazione Proletari Escursionisti, con la presenza dell’autore Eugenio Di Monte, geografo, webmaster e soprattutto appassionato escursionista che racconterà la storia dell’associazione dalla sua fondazione fino ad arrivare ai nostri giorni con la rinascita di ApeMilano. L’Ape è la prima associazone sportiva che, promossa da provetti alpinisti, rivendica il diritto allo sport per tutti, indipendentemente dalla classe socio-economica di appartenenza. L’associazione è stata fondata nel 1919 ed è sopravvissuta ai due conflitti mondiali giocando un ruolo importate durante la lotta di liberazione, in particolare sulle prealpi lombarde. Nel secondo dopoguerra è stata riscostituita ed è sopravvissuta fino a oggi grazie agli amanti della montagna, che hanno riproposto la sfida del tempo, indossando ancora una volta scarponi, corde e moschettoni.

Lunedì 25 aprile, invece, si parte la mattina alle 11.30 con una biciclettata che da piazza Garibaldi giungerà al circolo Arci Mirabello attraversando i luoghi della Resistenza canturina. Alle 13 pranzo conviviale (prenotazioni scrivendo a ilpollobastardo@gmail.com). A seguire reading musicato e presentazione del libro Breve storia dell’antifascismo canturino: dalla copertura dei clandestini all’insurrezione armata. Per finire musica live. Per tutta la durata dell’iniziativa ci sarà un’esposizione dei bozzetti delle targhe per l’intitolazione del Campo Solare ai partigiani canturini, realizzati dagli studenti del liceo artistico Melotti.

22 aprile/ César Cabrera a Bulgarograsso con Arci, Anpi e Istituto Perretta

CABRERA_lightVenerdì 22 aprile alle 21, la sala consiliare del comune di Bulgarograsso in via Guffanti 2, ospiterà la serata Ostinata memoria che avrà come ospite César Cabrera, dirigente politico della regione carbonifera di Lota nel Cile di Allende, espulso in Romania dopo un perido di prigionia e tortura durante il periodo della dittatura golpista del militare Pinochet e successivamente accolto in Svizzera come rifugiato politico dove vive tutt’ora. La serata, patrocinata dal comune di Bulgarograsso, sarà coordinata da Fabio Cani dell’Istituto di storia contemporanea Pier Amato Perretta ed è ogranizzata dall’ Arci Guernica e dall’Anpi sezione di Como, con la collaborazione dell’Istiuto Perretta.

21 aprile/ Al Gloria il nuovo film di Roberto Andò: Le confessioni

confessioniDa giovedì 21 aprile lo Spazio Gloria di Arci Xanadù propone il nuovo atteso film di Roberto Andò Le confessioni.
Siamo in Germania, in un albergo di lusso dove sta per riunirsi un G8 dei ministri dell’economia pronto ad adottare una manovra segreta che avrà conseguenze molto pesanti per alcuni paesi. Con gli uomini di governo ci sono anche il direttore del Fondo Monetario Internazionale e tre ospiti: una celebre scrittrice di libri per bambini, una rock star e il monaco italiano Salus. Accade però un fatto tragico e inatteso e la riunione deve essere sospesa in un clima di dubbio e paura. I ministri sospettano infatti che Salus, attraverso la confessione di uno di loro, sia riuscito a sapere della terribile manovra, e lo sollecitano in tutti i modi a dire quello che sa. Ma le cose non vanno così lisce: mentre il monaco – uomo paradossale e spiazzante – si fa custode inamovibile del segreto della confessione, gli uomini di potere, assaliti da rimorsi e incertezze, iniziano a vacillare. Nel cast un meraviglioso Toni Servillo.

Proiezioni: giovedì 21 ore 21, venerdì 22 ore 15.30 e 21, sabato 23 ore 21, domenica 24 ore 17.30 e 21 e mercoledì 27 ore 21. Ingresso riservato ai Soci Arci 7 euro , ridotto (studenti, over 65, under 21) 5 euro. Info http://www.spaziogloria.it

25 Aprile/ I Lunedì del cinema/ Il nemico. Un breviario partigiano

il nemicoSarà una serata speciale quella de I Lunedì del cinema del 25 aprile alle 21 allo Spazio Gloria di Arci Xanadù in via Varesina 72 a Como.

La festa della Liberazione vedrà la proiezione del docu-film Il nemico. Un breviario partigiano di Federico Spinetti con la partecipazione dell’Istituto di storia contemporanea P.A. Perretta e della sezione Anpi di Como.

Quanto è stereotipata, quanto è viva la parola “partigiano”? Massimo Zamboni, chitarrista e co-fondatore dei CSI, a quindici anni dallo scioglimento della storica band post-punk italiana vorrebbe riunire i membri attorno a un nuovo progetto sul tema partigiano, condividendo pensieri e canzoni. Non una “reunion”, forse un nuovo inizio. Su proposta del regista Federico Spinetti i componenti del gruppo, Massimo Zamboni, Giorgio Canali, Gianni Maroccolo, Francesco Magnelli con la cantante Angela Baraldi e il batterista Simone Filippi si incontrano nella splendida cornice del teatro di Gualtieri. Massimo propone un testo da mettere in musica: Il nemico. Il film intreccia l’elaborazione musicale con la storia personale di Massimo Zamboni, tragicamente segnata da uno sparo. Un film musicale sulla Resistenza e le sue rappresentazioni.

La proiezione sarà preceduta dall’intervent di Alberto Cano (I Lunedì del cinema) e fabio Cani (Istituto Perretta-Arci ecoinformazioni). L’Anpi sezione di Como sarà presente con uno stand.

20 aprile/ Fim, Fiom e Uilm Como / 4 ore di sciopero e presidio davanti a Unindustria

sciopero20 aprileIl Contratto nazionale dei Metalmeccanici è scaduto il 31 dicembre 2015. Dopo oltre sei mesi trattative con Federmeccanica la distanza da colmare è ancora grande. Fim, Fiom e Uilm nazionale hanno deciso di non interrompere la trattativa e contemporaneamente iniziare una mobilitazione con 4 ore di sciopero mercoledì 20 aprile. Fim, Fiom e Uilm di Comopromuovono un presidio davanti alla sede di Unindustria Como in via Raimondi, 1 alle 14.

«Prima di avviare un percorso conflittuale abbiamo chiesto un confronto per verificare la possibilità di colmare l’ampia distanza che riguarda vari temi, in particolare quello del salario. Ma l’estrema rigidità delle imprese non l’ha permesso. Le organizzazioni sindacali non possono accettare che non venga riconosciuto nessun aumento salariale al 95% dei lavoratori. L’impostazione salariale avanzata infatti, sgancerebbe il 95% dei lavoratori dalla sua applicazione, e non si può pensare di dare il contratto ad una parte residuale (5%) dei lavoratori. Questa impostazione  assume  valenza generale perché si ripercuoterebbe anche sui futuri rinnovi . Non possiamo nemmeno accettare l’inserimento nella trattativa di temi antiquati come quello di proporre la riduzione dei permessi annui retribuiti (PAR). Per il sindacato  e i lavoratori Metalmeccanici è indispensabile affermare un CCNL che garantisca  il reale potere di acquisto del salario, che estende la contrattazione aziendale e quella territoriale, che migliori le condizioni di lavoro, che tuteli tutte le forme di lavoro, che migliori il welfare integrativo, sanità e previdenza integrativa. Il 7 aprile i delegati della Lombardia si sono ritrovati in un attivo unitario per discutere insieme questi temi. In questi giorni, in preparazione dello sciopero, si terranno nelle fabbriche le assemblee con i lavoratori. Per far sentire la nostra voce, mercoled’ì 20 aprile alle 14, ricordiamo l’appuntamento a tutti i lavoratori metalmeccanici davanti a Unindustria Como in via Raimondi, 1. Lo sciopero sarà di quattro ore. Le ultime quattro ore per i lavoratori turnisti e a giornata. Per i lavoratori con orario di lavoro part time lo sciopero sarà riproporzionato in base alle ore lavorative. Le ultime due ore per chi lavora quattro ore, le ultime tre per chi lavora seiore. Da oggi si lotta e si contratta. Vogliamo il nostro Contratto Nazionale di Lavoro, delle lavoratrici e dei lavoratori metalmeccanici.» [Fim, Fiom e Uilm Como]

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