Antifascismo

20-21 gennaio: due giorni per la Memoria

In due giorni si sono susseguite alcune commemorazioni importanti per la Memoria storica e democratica del territorio di Como. Importanti anche e soprattutto per l’attualità, perché queste occasioni di ricordare servono anche ad approfondire i temi e i problemi del presente.

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Fascismo crescente/ Suprema discrezionalità

Questo non può essere un commento alla sentenza poiché non abbiamo ancora le motivazioni ma, semplicemente, una riflessione (da penalista antifascista) sull’orientamento che la Corte di Cassazione a Sezioni Unite ha espresso relativamente al “saluto romano”.

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Fascisti contro gli ebrei

Roberta Cairoli, relatrice dell’iniziativa introdotta da Giuspeppe Calzati, organizzata il 12 gennaio dall’Istituto di Storia P.A. Perretta nella Pinacoteca Civica di Como, Le leggi antiebraiche e l’antisemitismo fascista, esperta di storia delle donne nonché di storia politica, ha approfondito la persecuzione della comunità ebraica in Italia. Il suo intervento si è focalizzato su due fasi strettamente interconnesse: la prima riguardante la violazione dei diritti degli ebrei (1938-1943) e la seconda incentrata sulla minaccia alle loro vite (1943-1945). Questi periodi hanno visto gli ebrei italiani subire discriminazioni, persecuzioni e deportazioni durante l’occupazione nazista.

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Manifasci contro Nonunadimeno, Pd, Cgil e Anpi

«“Le femministe, se le conosci le eviti”. Così termina il manifesto delirante apparso in questi giorni in diverse sedi del Partito Democratico tra le quali quella di Bregnano, della CGIL e dell’ANPI, oltre che sui alcuni muri e bacheche della nostra provincia come a Lomazzo, Bregnano e Rovello Porro, oltre che in altre città lombarde. Il messaggio delle stampe è tanto chiaro quanto folle: il femminismo è violenza, negazione del diritto d’espressione e soprattutto guerra contro gli uomini.

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Con la Costituzione diritti anche a Cantù

[Playlist dei video degli interventi dell’iniziativa]

Una serata costituzionale a Cantù uno dei luoghi dove l’arroganza del potere calpesta i diritti fondamentali, contrasta, ignora e viola leggi e Carte fondative della convivenza civile, anima con la violenza degli editti razzisti (Mai moschee a Cantù) eversive, pretestuose e pericolose separazioni nella società. L’iniziativa del Coordinamento libero culto si è svolta il 6 dicembre sera al Teatro San Teodoro con all’esterno un minaccioso presidio silenzioso dell’estrema destra con una decina di militanti contenuti dall’ingente schieramento delle forze dell’ordine.

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