Fascisti contro gli ebrei

Roberta Cairoli, relatrice dell’iniziativa introdotta da Giuspeppe Calzati, organizzata il 12 gennaio dall’Istituto di Storia P.A. Perretta nella Pinacoteca Civica di Como, Le leggi antiebraiche e l’antisemitismo fascista, esperta di storia delle donne nonché di storia politica, ha approfondito la persecuzione della comunità ebraica in Italia. Il suo intervento si è focalizzato su due fasi strettamente interconnesse: la prima riguardante la violazione dei diritti degli ebrei (1938-1943) e la seconda incentrata sulla minaccia alle loro vite (1943-1945). Questi periodi hanno visto gli ebrei italiani subire discriminazioni, persecuzioni e deportazioni durante l’occupazione nazista.

L’analisi della genesi e dei contenuti normativi delle leggi antiebraiche del 1938, che trasformarono l’Italia in uno stato antisemita, ha evidenziato le responsabilità della Repubblica Sociale di Salò nelle operazioni di arresto, deportazione e morte degli ebrei nei campi di concentramento e sterminio nazisti. Già alla fine del 1937, furono intraprese azioni antisemite, culminate con l’approvazione delle leggi razziali nel novembre 1938. Inoltre, nel febbraio dello stesso anno, si intensificò l’attività antisemita attraverso il controllo dei nomi ebraici nelle forze armate, il licenziamento di funzionari in posizioni di alto livello, il censimento di insegnanti e studenti ebrei stranieri, la riduzione del numero degli studenti ebrei stranieri nelle scuole italiane e la pubblicazione de Il Giornalissimo, un giornale satirico antisemita che contribuì alla massiccia campagna di stampa contro gli ebrei. Tutto ciò accadeva mentre Mussolini affermava con insistenza che il governo non stava attuando una politica antisemita.
Tuttavia, nel dopoguerra, l’antisemitismo fu in gran parte rimosso dalla coscienza collettiva. In molte opere letterarie del dopoguerra che trattavano dell’epoca fascista, le leggi razziali spesso non venivano nemmeno menzionate. Questa rimozione e banalizzazione sono state parte integrante dell’interpretazione moderata del fascismo, portando a giudizi talvolta rivalutativi ma spesso non completamente negativi, ridimensionando eccessivamente la portata delle persecuzioni. [Rosa Mucerino, Ecoinformazioni] [Foto: Rosa Mucerino, Ecoinformazioni]”

