Fascismo crescente/ Suprema discrezionalità

Questo non può essere un commento alla sentenza poiché non abbiamo ancora le motivazioni ma, semplicemente, una riflessione (da penalista antifascista) sull’orientamento che la Corte di Cassazione a Sezioni Unite ha espresso relativamente al “saluto romano”.

Sono state dette tante inesattezze sul punto, in particolare sulla configurabilità o meno del reato. In realtà la sentenza a Sezioni Unite ha stabilito semplicemente che, nella valutazione sulla configurabilità del reato in presenza di saluti romani, non si applica la legge Mancino (contestata nel caso della commemorazione Ramelli a Milano appunto) ma la legge Scelba. La legge Mancino (sul punto era stato chiaro il Pg della Cassazione durante la sua requisitoria) si applica soltanto in tutti i casi in cui ci sia un pericolo per l’ordine pubblico e, pertanto, violenza e/o incitamento all’odio etnico-razziale.
Dunque deve applicarsi l’art.5 della legge Scelba anche al caso su cui la Suprema Corte si è pronunciata ossia la commemorazione milanese a Ramelli, il cui processo d’appello dovrà rifarsi tenendo conto proprio di questo. Il problema tuttavia permane. Anzi si complica a mio parere.
Perché l’ambito di applicazione dell’art.5 della legge Scelba (che ha reso operativa la XII Disposizione transitoria e finale della Costituzione) è molto ristretto. Punisce la riorganizzazione in ogni sua forma del partito fascista. Ciò lascerebbe un amplissimo potere di discrezionalità al giudice poiché per la riorganizzazione del partito fascista non potrebbe essere sufficiente il solo saluto romano ma servono tutta una serie di elementi ulteriori. Sulla base della legge Scelba, ad esempio, non si è potuto provvedere ad oggi neanche allo scioglimento delle organizzazioni neofasciste (ex plurimis Forza Nuova e Casa Pound) poiché pur rifacendosi a quella ideologia non puntano alla ricostituzione del partito fascista!
A mio modesto parere fare riferimento nel 2024 ad una legge del 1952 (rimasta praticamente inattuata sino ad oggi) anziché interpretare estensivamente la legge Mancino (che è nata proprio per fermare la deriva di odio nazifascista e xenofobo) non è una strada semplice da percorrere. Prevedo, pertanto, valutazioni caso per caso e un’assoluzione in tutti i casi in cui al saluto romano non siano accompagnate espressioni di odio etnico religioso, pericolo per l’ordine pubblico oppure ulteriori elementi che dovranno, tuttavia, ricondurre la cosa all’interno del ristretto perimetro dell’art. 5 della legge Scelba. Quest’ultima nacque, infatti per rendere operativa la XXI Disp. transitoria e finale ma non poteva certo prevedere che dietro tutta una serie di associazioni culturali o movimenti si sarebbero celate a partire da 40 anni dopo delle vere e proprie organizzazioni neofasciste. [Gianluca Giovinazzo, penalista antifascista, ecoinformazioni] [Foto Fabio Cani, ecoinformazioni, In copertina: Dongo manifestazione fascista 30 aprile 2017. In questa pagina: (in alto) Manifestazioni fasciste (in alto) Dongo 29 aprile 2018, (in basso) 2 maggio 2021]

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