Antifascismo

Video/ Tessitori di pace/ Erba

La serata del 16 gennaio è stata la prima delle sei iniziative del Mese della Pace programmate nel territorio erbese. Al Cinema Exelsior di Erba sono intervenuti Marco Tarquinio, europarlamentare ed ex direttore di Avvenire, e Mauro Magatti professore di sociologia all’Università Cattolica di Milano e editorialista del Corriere della Sera ed Avvenire. Con la moderazione di Emanuele Fusi gli invitati sono intervenuti sulla situazione attuale delle democrazie che risulta sempre più a rischio, accennando ai maggiori problemi geopolitici attuali come il genocidio dei palestinesi a Gaza, la guerra in Ucraina, la situazione in Iran e l’attacco al Venezuela da parte degli Stati Uniti d’America. [Mattia Lavezzi, ecoinformazioni]

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Il lato sinistro della legge

Contro la repressione sono tante le voci che si levano a Como, come a Milano che a Torino che nazionalmente e purtroppo temiamo che sempre più frequentemente dovremo lottare contro chi colpisce l’opposizione sociale e politica sempre più violentemente e ovunque. Nel seguito l’opinione di Pietro Caresana che attribuisce alle sinistre colpe gravissime.

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Memoria/ Enrico Caronti a Blevio

Davanti al monumento dedicato a Enrico Caronti è stato ricordato l’81mo anniversario della sua efferata uccisione nel corso della repressione delle bande partigiane nell’inverno 1944-1945. La figura di Caronti è stata efficacemente tratteggiata da Giuseppe Calzati, del Comitato provinciale ANPI di Como e della sezione Est Lago, recentemente intitolata proprio a Caronti.

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ecoinformazioni on air/ Ferri questore

Il servizio di Camilla Pizzi nell’edizione delle 7,15 del 18 dicembre di Metroregione di Radio popolare. La nomina di Filippo Ferri come nuovo questore della provincia di Como, incarico che dovrebbe diventare operativo da metà gennaio, ha scatenato una forte reazione civile e politica in città e non solo.

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Profanazione fascista monumento ai Caduti/ Il questore Calì risponde a Avs/ Magni e Dori interrogano

Immediatamente dopo la provocazione fascista inneggiante alla reimmigrazione al Monumento ai Caduti di Como, Devis Dori, parlamentare di Avs, insieme a Elisabetta Patelli per Europa Verde e Celeste Grossi per Sinistra italiana presentarono un esposto per chiedere che si provvedesse contro gli autori di una manifesta violazione della legge. La risposta del questore Marco Calì.

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Avs/ Esposto e interpellanza parlamentare sui rigurgiti fascisti comaschi

«Manifestazione con striscione, slogan e  fumogeni  in città: servono chiarezza, responsabilità e tutela dello spazio pubblico. Nella notte tra il 10 e l’11 dicembre al Monumento ai Caduti a Como si è svolta una manifestazione caratterizzata dall’utilizzo di fumogeni colorati, slogan gridati, striscioni e  diffusione online di immagini prodotte dagli stessi partecipanti per la remigration. L’episodio ha destato preoccupazione tra cittadini e istituzioni, soprattutto perché non e’ chiaro se si tratti di manifestazione illegale, non  regolarmente segnalata alla Questura, come previsto dall’art. 18 del Testo Unico delle Leggi di Pubblica Sicurezza (Tulps).

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Anpi/ No a violenza e odio di matrice nazifascista

Ennesima provocazione fascista davanti al monumento dei caduti di Como.
La scorsa notte, gli estremisti di destra hanno scelto un luogo sacro che ricorda i caduti di tutte le guerre e della Resistenza che hanno sacrificato la vita per darci libertà e democrazia per manifestare il loro pensiero di odio, intolleranza e disprezzo verso i cittadini migranti. Una politica basata su remigrazione e riconquista denota una chiara matrice nazifascista.

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Prc e Osservatorio nuove destre/ Fumogeni colonialisti

«Chissà cosa passa per la testa degli incappucciati che di notte accendono fumogeni e gridano di deportare gli stranieri non graditi. Ci sono tre possibilità: 1) che siano nostalgici degli arresti di massa e dei treni piombati che i loro nonni o padri riempivano di ebrei e di oppositori da uccidere nei campi di sterminio nazisti. 2)che abbiano qualche vuoto di memoria e non sappiano più di essere figli e nipoti di persone che, nel secolo scorso, negli USA, in Germania, Svizzera, Belgio… erano sfruttate, maltrattate e respinte perché italiane o – nell’Italia del nord – perché terrone. 3) semplicemente le due cose insieme.

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