Palestina

Lecco vietata manifestazione/ Sicurezza arma per soffocare diritti

Nonostante il rispetto delle procedure gli organizzatori hanno ricevuto il 5 ottobre il divieto formale a svolgere la prevista manifestazione pro Pal del 7 ottobre a Lecco contro il feroce genocidio in atto. Stupiscono le motivazioni del divieto che affermano la necessità per tutelare ordine pubblico e sicurezza di evitare iniziative non gradite a chi la pensa diversamente e presentano uno scenario nel quale in un certo giorno non si possa manifestare a prescindere da ogni altra considerazione. Un precedente gravissimo perché tali ragioni possono essere utilizzate per ogni manifestazione che per definizione presenta un punto di vista che è sempre diverso da qualche altro e perché ogni data può essere ritenuta sconveniente da qualcuno. Viene leso così il diritto costituzionalmente garantito alla libera espressione. Il commento di Lecco antisionista. Il testo del provvedimento della Questura di Lecco che vieta la manifestazione perché nello stesso giorno nel quale 3 anni fa si svolse l’efferato attacco terroristico di Hamas anche contro civili israeliani.

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Presenza in piazza per la Palestina

Come si ripete dall’inizio del 2026, anche questa domenica un gruppo di attiviste e attivisti di Como senza frontiere, Donne in nero e Bds gruppo di Como si è ritrovato in piazza San Fedele per ricordare a tutta la città che guerra e genocidio in Palestina non sono un ricordo ma una tragica realtà attuale. Come sempre, alla presenza silenziosa con cartelli e striscioni si è affiancato il dialogo (a volte la discussione) con le persone passanti, locali e forestiere. Un minimo contributo alla difesa dei diritti del popolo palestinese, ma non privo di importanza. [FC, ecoinformazioni]

Fotonotizia/ Nazra: sguardo sulla Cisgiordania

Domenica 27 settembre ha fatto tappa a Como, al Teatro Nuovo di Rebbio, per la seconda serata di proiezioni, Nazra Palestine Short Film Festival. Nato come desiderio condiviso dal basso di sperimentare nell’ambito cinematografico, il festival itinerante è ora una delle fonti più importanti, nonché archivio della coralità di voci palestinesi che, in chiave più o meno documentaria, denunciano l’apartheid. Questo secondo appuntamento era dedicato a una selezione di cortometraggi inerenti alla Cisgiordania, indagandone lo stato sociale di oppressione e precarietà, che tuttavia confligge con quel senso di colpa derivante dall’impossibilità di dare peso alla propria situazione se confrontata a quella dei gazawi. Al contempo, i linguaggi del cinema palestinese dimostrano come sia anche possibile esprimere dolore e solitudine, proprio sottraendosi all’utilizzo di immagini cruente. Da qui emerge piuttosto una nostra difficoltà, noi che sottostimiamo espressioni che non rivendicano tutta la sofferenza di cui sarebbero potenzialmente capaci, noi che pensiamo di conoscere ed esprimere la gravità di quanto vissuto dai palestinesi. Nazra significa «sguardo»: personalmente lo intendo come un invito a non avere la presunzione di possedere un quadro complessivo, ma a guardare a quegli elementi, non importa quanto sfocati, su cui la camera da presa fa uno zoom, uno alla volta. Per tornare alla materialità del dolore, quello che non passa con un semplice cambio di schermata. [Giulia Rho, ecoinformazioni] [Copertina: still da video di The Silent Protest: 1929 Jerusalem, film di Mahasen Nasser-Eldin]

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Palestina/ Non ci può essere festa con un genocidio in atto

Mentre in Parlamento si discute la vergognosa legge aull’antisemitismo, mentre l’unica “democrazia” del medioriente esclude dalle prossime elezioni i partiti rappresentanti la parte araba di Israele, mentre Netanyahu , ricordiamo, condannato dalla Corte Internazionale per crimini contro l’umanità, può parlare tranquillamente nel palazzo di vetro e Abu Mazen non può essere presente perché gli Stati Uniti gli rifiutano il visto di ingresso, mentre a Gaza si continua a morire nella quasi totale indifferenza, mentre succede tutto questo e molto altro, in piazza San Fedele il 27 settembre anche questa domenica pomeriggio, come succede da mesi, si sono ritrovati gli e le attiviste delle Donne in nero e Como senza frontiere ma anche di Bds o semplicemnete liber3 cittadin3 che sentono la necessità di ricordare a tutt3 noi, che non ci può essere festa quando c’è un genocidio in atto.

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26 settembre/ Cancellazione e resistenza

Sabato 26 settembre alle ore 21,00 presso l’aula Magna delle scuole medie di Menaggio, Cancellazione e resistenza, una testimonianza dai territori palestinesi occupati, con Sofia, attivista in Cisgiordania nelle comunità palestinesi.

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Boicottaggio, disinvestimento e sanzioni a L’Isola che c’è

A L’isola che c’è, ospitato dall’Arci, il banchetto del Bds con materiali informativi e approfondimenti sul boicottaggio e il disinvestimento contro lo stato genocida di Israele.

1 ottobre/ Senna Comasco/ La pace ci riguarda

Giovedì 1 ottobre alle ore 20,45 al Centro sociale di Senna Comasco si terrà una serata dedicata a Vittorio Arrigoni, attivista italiano ucciso a Gaza, a quindici anni dalla sua scomparsa. Ingresso gratuito. Iniziativa promossa dal Coordinamento Comasco per la Pace.

11 settembre/ Made in Italy per l’industria del genocidio

Venerdì 11 settembre alle ore 21.00, presso l’Oratorio di Rebbio, si terrà la presentazione del dossier “Made in Italy per l’industria del genocidio”. Evento promosso da Anticorpi Militari, BDS Como e Giovani Palestinesi d’Italia (GPI).

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Con la Palestina sugli aquiloni

Recentemente, il governo israeliano ha vietato di far volare gli aquiloni nei territori palestinesi occupati. La notizia si commenterebbe da sé e potrebbe anche essere ritenuta tre le “meno gravi” tra le tante – gravissime – che ogni giorno vengono rilanciate da Gaza e dalla Cisgiordania. Incarna comunque il delirio di soprusi e di continue violazioni dei diritti che il governo israeliano e il suo esercito di occupazione non rinunciano a portare avanti.
Per questo la presenza di domenica 30 agosto in piazza San Fedele è stata idealmente dedicata agli aquiloni. Per questo, al centro dei cartelli, degli striscioni e delle immagini, abbiamo utilizzato una frase tratta da una poesia di Refaat Alareer, Se devo morire, che è diventata un testo particolarmente rappresentativo della resistenza del popolo palestinese: non a caso, è un aquilone il simbolo che vi si innalza. [FC, ecoinformazioni]

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Tutte le settimane in piazza per la Palestina e per Nablus

Ancora una presenza il 23 agosto in piazza in San Fedele a Como per ricordare a tutta la comunità cittadina (e ai turisti, in genere più attenti e disponibili dei residenti comaschi) l’insostenibile situazione determinata dalla violenza dei coloni e dell’esercito israeliano in Palestina, a Gaza e in Cisgiordania, e anche a Nablus, città dal 1998 gemellata con Como. [FC, ecoinformazioni]

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