Economia

ecoinformazioni on air/ No alla privatizzazione dell’acqua

acsm-agam gas-acquaIl servizio di Gianpaolo Rosso in onda il 18 dicembre su Radio popolare. Ascoltalo nel nuovo sito di Radio Popolare nelle pagine di Metroregione.  I lavoratori comaschi del gruppo Acsm-Agam non vogliono essere privatizzati, ritengono un errore la cessione anche parziale delle quote del Comune di Como,  pensano che la vendita delle azioni determinerebbe problemi per l’azienda. La scelta, avversata anche da parte della maggioranza di centrosinistra che sostiene la giunta Lucini, potrebbe portare alla privatizzazione di servizi attualmente gestiti dal gruppo, dalla distribuzione del gas alla gestione dell’acqua nei comuni di Como, Brunate e Cernobbio, dal forno inceneritore al  teleriscaldamento. L’ulteriore privatizzazione dell’azienda metterebbe a rischio la proprietà delle reti e degli impianti idrici che, per legge, devono appartenere ad un soggetto totalmente pubblico.

Un disastro insomma, l’opposto di quanto votato con il referendum sull’acqua pubblica. Per evitarlo i lavoratori,  riuniti in assemblea, hanno inviato una lettera al sindaco di Como e ai consiglieri comunali della città. Chiedono di non procedere alla vendita, nemmeno parziale, del 25% di azioni Acsm-Agam Spa possedute dal Comune che insieme a quelle del Comune di Monza che ha già deciso di vendere costituiscono il 51 per cento che determina l’attuale gestione pubblica del gruppo.  [Gianpaolo Rosso, ecoinformazioni].

Indagine congiunturale terzo trimestre 2015

Indagine_congiunturale_III_trim_2015Come di consueto la Camera di commercio comasca ha diffuso i dati dell’economia lariana in affanno.   «Il settore manifatturiero comasco non sembra essere riuscito ad agganciare saldamente la ripresa: per la terza volta la produzione industriale risulta negativa (-0,2%), in controtendenza al dato regionale (+1,7%) – viene specificato –. Due delle tre specializzazioni tipiche del comasco risultano in difficoltà: tessile e legno arredo». «Nel primo caso, tuttavia, potrebbe essere un contraccolpo dovuto all’ottima performance registrata nello stesso periodo dell’anno scorso – viene ricordato –. In generale, comunque, la flessione è imputabile alle piccole imprese che da lungo tempo pagano il conto più salato della crisi». Viene anche sottolineato che «L’occupazione resta l’aspetto più critico di questa crisi: il territorio porta a casa un’altra flessione (-3,3%)» e per il futuro «Le aspettative degli intervistati sono coerenti con questo quadro: vedono nero per quanto riguarda lavoro e mercato interno, mentre sono più ottimiste sul ruolo dei mercati esteri». Clicca qui per l’intera indagine. [md, ecoinformazioni]

Un advisor per Acsm-Agam

acsm-agamMarelli: «Vogliamo valutare percorsi di valorizzazione della società».

«Como e Monza hanno deciso di affidare un incarico ad un advisor per avviare un percorso di valorizzazione della partecipata Acsm-Agam» dice recisamente il Notiziario del Comune di Como, per quella che si prospetta essere una delle operazioni economiche più importanti della Giunta Lucini, che ricorda: «la società costituisce uno dei principali asset di entrambe le amministrazioni: Como detiene un pacchetto del 24,8% e Monza del 29,1%».

«Per l’incarico, le cui procedure sono state seguite da Monza, Como ha deliberato un finanziamento di 102mila euro, in proporzione alla propria quota di partecipazione» viene precisato.

«Con l’amministrazione di Monza è stato stipulato un accordo operativo per l’affidamento di un incarico ad un advisor – dichiara Savina Marelli assessora alle Partecipate del Comune di Como –. Si vogliono valutare percorsi di valorizzazione della società esplorando ipotesi di aggregazione e di partnership». [md, ecoinformazioni]

Fuga di lavoratori in Ticino

frontalieriPer Cna: «Un problema di competitività per le imprese italiane dei territori di confine».

«Nel più complessivo ambito del costo del lavoro, il divario tra Italia e Svizzera sul terreno degli oneri previdenziali e dei costi non salariali è tale da rendere molto spesso impossibile, per le imprese italiane situate presso il confine con la Repubblica Elvetica, trattenere personale altamente qualificato sempre più attratto da imprese concorrenti del Canton Ticino – spiega un comunicato di Cna Como –. Si tratta di un fenomeno fotografato dai numeri. Secondo i dati disponibili presso l’Ufficio di statistica del Canton Ticino (marzo 2015), contro i 35.347 del secondo trimestre del 2005, nel secondo trimestre del 2015 i lavoratori transfrontalieri erano 62.555: tra questi, 5.389 figure intellettuali e scientifiche, 6.134 figure tecniche intermedie, 10.633 “commerciali”, 10.678 artigiani ed operai specializzati. In particolare, per le figure addette a professioni ad alto contenuto scientifico ed intellettuale si registra un incremento degli esodi verso le imprese ticinesi pari al 195% in dieci anni. Il mondo del lavoro ticinese vedeva già nel 2013 la presenza di 4 lavoratori stranieri su 10».

«La portata del fenomeno va ben oltre il dato quantitativo e le possibili positive ricadute in termini di recupero di liquidità per le famiglie italiane e di consumi per il mercato interno: il gap di competitività si acuisce infatti gravemente per il fatto che personale caratterizzato da un elevato profilo di competenza tecnica e di specializzazione, dopo essere stato formato dalle istituzioni scolastiche italiane e dalle nostre imprese, si sposta in Ticino senza alcuna concreta possibilità di efficace rilancio economico da parte dell’imprenditore italiano che lo vede partire – prosegue lo scritto –. Da recenti rilevazioni (Sole 24 Ore e Corriere del Ticino) le componenti non salariali del costo del lavoro in Italia sono al 28,2% del totale, in Svizzera al 20,9%: un gap in grado di spostare molto la bilancia competitiva a favore delle imprese ticinesi. Il salario medio di un lavoratore transfrontaliero in Ticino ammonta a 4.658 franchi (il 18% in meno del salario medio di un lavoratore di nazionalità elvetica): si tratta di un valore pressoché inarrivabile per le imprese italiane di confine alla luce degli attuali oneri fiscali».

«Siamo convinti che serva, già nella Legge di stabilità 2016, una misura di supporto fiscale alle imprese italiane situate in prossimità del confine con la Svizzera – afferma Enrico Benati, presidente regionale di Cna produzione –, al fine di ridurre il divario e di permettere una più efficace azione di mantenimento della manodopera qualificata e delle competenze specialistiche».

«Naturalmente, un primo ambito di possibile risposta è legato al potenziamento della detassazione dei premi e del salario di produttività, su cui i valori e le soglie attualmente previste dalla bozza di Legge di stabilità appaiono largamente insufficienti, e su cui si potrebbe circoscrivere un intervento più penetrante per determinate figure professionali e per determinate aree di confine – termina la nota –. Ma affinché una misura di questo genere possa realmente impattare sulle possibilità di un’impresa italiana di usare la leva economica e per trattenere imprese specializzate, occorrerà che Governo e Parlamento prevedano anche forme di significativa decontribuzione degli incrementi salariali». [md, ecoinformazioni]

Selezione per la produzione del merchandising del brand di Como

como lakexperiencePubblicato il bando per «L’affidamento in concessione ad un licenziatario ufficiale generale della licenza d’uso e sfruttamento commerciale del marchio promozionale della città di Como».

 

Fino al 22 novembre si possono presentate proposte: «La concessione avrà una durata di 4 anni (più eventualmente uno di proroga) per un valore di 72.308 euro – spiegano da Palazzo Cerenzzi –. La gara fa seguito all’individuazione del brand della città di Como – già prevista nelle linee strategiche per la promozione del marchio COMO-Lakexperience – alla costituzione del sito promozionale della Città di Como (visitcomo.eu), all’implementazione della newsletter degli eventi cittadini ComuniCO e più in generale all’attività sui social media».

Si tratta dell’affidamento: «Ad un licenziatario ufficiale generale della licenza d’uso per lo sfruttamento commerciale del marchio promozionale della città di Como mediante la produzione e vendita controllata al dettaglio di prodotti brandizzati e l’eventuale gestione di iniziative di marketing e co-marketing.

L’affidatario potrà avvalersi di sublicenziatari i cui prodotti saranno sottoposti ai controlli da parte dell’Ente. In particolare il licenziatario dovrà procedere affinché i sublicenziatari realizzino i prodotti con la massima cura in termini di creatività nel design e nella grafica, di ricercatezza e di innovazione nei materiali». Inoltre: «Il processo di produzione dovrà privilegiare prevalentemente la filiera produttiva locale, nonché prestare particolare attenzione alle politiche ambientali. Il Comune riceverà in cambio le royalty – con un minimo garantito – per lo sfruttamento del marchio che è stato a suo tempo registrato presso la Camera di commercio di Como». [md, ecoinformazioni]

Mantova capitale della Cultura

como-cap-cultura-copComo in lizza per il 2017 per Lucini: «Il progetto di Como fabbrica della creatività va avanti e ne daremo un assaggio nel 2016».

«Il sogno di Como capitale della Cultura non svanisce oggi con l’assegnazione del titolo a Mantova, a cui vanno tutti i nostri complimenti – dichiara sindaco di Como Mario Lucini –. Siamo ancora in gara per il 2017 e in ogni caso l’anno prossimo daremo un assaggio del nostro progetto di Como fabbrica della creatività. Il lavoro di squadra che è stato fatto con Cernobbio e Brunate è stato ottimo e rappresenta un metodo di lavoro destinato a contraddistinguere il futuro».

La città vincitrice del titolo per il 2017 sarà indicata lunedì 25 gennaio. [md, ecoinformazioni]

Enervit un progetto da 3 milioni

enervitProbabili nuove assunzioni nello stabilimento di Erba.

«Grazie a un finanziamento di quasi 1 milione di euro da parte di Regione Lombardia (977.132 euro), sarà realizzato, presso lo stabilimento Enervit di Erba (Co), il progetto di ricerca R&D Barrette ENERVIT. Obiettivi del progetto – che comporterà un investimento complessivo di oltre 3 milioni di euro (3.079.674) – sono: sviluppare prodotti di nuova generazione e ampliare/ completare la gamma dei prodotti, sperimentare e sviluppare nuovi processi produttivi, acquisire le competenze necessarie per progettare e realizzare, a partire dal 2018, nuove linee produttive – spiegano da Regione Lombardia –. È quanto prevede l’Accordo per la competitività approvato dalla Giunta regionale, su proposta dall’assessore Mario Melazzini».

«Il progetto si propone in particolare l’ampliamento del mercato delle barrette offrendo prestazioni utili per nuovi impieghi in campo salutistico e medico, sia per prevenire, attraverso una corretta alimentazione l’insorgere di particolari patologie, sia per sostenere il recupero e la cura di chi ne è già colpito – prosegue la nota –. Previsto anche un piano formativo per il personale rivolto principalmente alla formazione sul processo produttivo, all’innovazione del processo di produzione e alla realizzazione di interventi specifici nell’area di sviluppo del prodotto».

«Grazie a questo importante accordo e al finanziamento reso disponibile da Regione Lombardia – dichiara Melazzini – sarà realizzato un intervento che permetterà l’assunzione con contratto a tempo indeterminato di 22 nuovi addetti entro il 2016 che si aggiungeranno ai 153 addetti a tempo indeterminato già in servizio, con possibili ulteriori prospettive di crescita e sviluppo del personale impiegato nell’impianto di Erba nei successivi anni 2018-2020». [md, ecoinformazioni]

No ai saldi anticipati

confcommercio comoConfcommercio Como prende posizione assieme a Federazione moda Italia.

«Confcommercio Como condivide totalmente la posizione di Federazione moda Italia, rifiutando con decisione l’idea di anticipare la data di inizio delle vendite di fine stagione al 2 gennaio 2016 e sostenendo invece la tesi di spostarla alla conclusione della stagione invernale – spiega un comunicato stampa –. Anticipando la data dei saldi, gli operatori commerciali oltre ad essere danneggiati economicamente, sarebbero costretti a lavorare a ridosso della fine dell’anno e in un giorno festivo ad inizio anno (1 gennaio 2016) con tutte le problematiche organizzative connesse alla preparazione di tutto il necessario per l’evento (vetrine, cartellini, pubblicità, ecc…). Marco Cassina, presidente del Gruppo Moda di Como, sostiene che tradizionalmente il week end di maggior flusso di clienti per i saldi è sempre stato quello dopo l’Epifania, inutile anticiparli a ridosso del Capodanno creando confusione nei clienti per i continui cambiamenti di data e problemi agli operatori che devono organizzare i negozi durante le festività». [md, ecoinformazioni]

Fabio Porro alla guida di Unindustria Como

Foto Fabio PorroDesignato dal Consiglio generale: «Verrà eletto dall’Assemblea generale entro fine anno».

Lunedì 19 ottobre 2015 il Consiglio generale di Unindustria Como: «Ha designato il dott. Fabio Porro candidato alla presidenza di Unindustria Como. Proposto dalla Commissione di designazione, l’imprenditore Fabio Porro, che succederà a Francesco Verga, è stato votato dal Consiglio generale quale candidato alla presidenza di Unindustria Como che verrà eletto dall’Assemblea generale entro fine anno».

«Nato a Como il 17/06/1960, residente a Cantù, Fabio Porro è consigliere delegato della società Omp Porro Srl di Cucciago (settore metalmeccanico) – ricorda Unindustria –. Attuale vicepresidente di Unindustria Como con delega alle Relazioni industriali ed alleanze è componente del Consiglio di presidenza e del Consiglio generale, consigliere del Gruppo metalmeccanici e referente dell’area Lavoro e previdenza dell’Associazione. Fabio Porro inoltre è stato membro del Comitato tecnico relazioni industriali di Confindustria, componente del Comitato tecnico di pilotaggio presso l’I.T.I.S. Magistri Cumacini e rappresentante di Unindustria Como presso la Consulta per l’economia del Comune di Cantù». [md, ecoinformazioni]

Premiate le imprese storiche comasche

negozi storici regione lombardiaGli esercizi con più di 50 anni sono stati insigniti del titolo di “storici” da Regione Lombardia.

Premiati lunedì 19 ottobre a Milano 15 esercizi comaschi, che per la stragrande maggioranza si sono avvalsi degli uffici di Confcommercio per lo svolgimento dell’iter È casa – Casa del mobile di Luraschi Monica, Appiano Gentile, Ornaghi market di Ornaghi Leopoldo e c. s.n.c., Cabiate, Donegana Andrea, macelleria, Carate Urio, Albergo ristorante Tre Re di Corbella Antonio & c. s.a.s., Como, Croci s.a.s. di Tagliabue Monica & c., Como, Farmacia Lanzetti dr. Andrea, Como, Fragrans s.n.c. di Piadeni Michele e Paolo, Como, Hotel Metropole & Suisse – s.r.l., Como, Mazzucchi Dino, macelleria, Dongo, Bianchi Giovanni s.r.l., ingrosso tessuti, Lipomo, Capanna s.n.c. di Cesana Giancarlo e Paolo, Lurago d’Erba, Curioni Angela, emporio, Magreglio, Delia di Sironi Delia & c. s.n.c., edicola, Mariano Comense, Ristorante Gnocchetto di Sozzi Luigi e c. s.n.c., Tavernerio, Il Seme s.a.s. di Mazza Rita, Angelo & c., Como.

«Durante la cerimonia l’Assessore al Commercio di Regione Lombardia Mauro Parolini ha sottolineato l’importanza di valorizzare le imprese storiche per dare un’iniezione di fiducia alle nuove generazioni che hanno bisogno di esempi positivi, simboli di tradizione, di identità lombarda, del nostro saper fare» spiegano da Confcommercio Como. «La Regione ha voluto premiare i negozi che con sacrificio e devozione hanno tramandato il loro lavoro – ha commentato Giansilvio Primavesi, presidente Confcommercio Como – la nostra Associazione mette in risalto questi esercenti che hanno avuto fiducia e costituiscono un esempio per tutti». [md, ecoinformazioni]

Ecoinformazioni è un circolo Arci

Anche ecoinformazioni in Pressenza