Economia

Priorità/ Il Consiglio comunale per le spese sociali

COMO COMUNE 3Stasera il Consiglio comunale di Como darà senso alla parola democrazia. Lunedì 14 marzo il massimo organo politico della città non si annoierà a seguire diatribe di potere, polemichette da avanspettacolo, questioni di lana caprina, sfoghi violenti di asti da casta e tra caste. E per una volta la politica più importante non sarà relegata nelle dichiarazioni preliminari, bizzarra forma di censura delle idee costrette in un limbo senza discussione. (altro…)

23 febbraio/ …la ripresa, e se toccasse a noi?

ripresa_e_se_toccasse_a_noi_sitoPresentazione del XX Rapporto sull’economia globale e l’Italia (Guerini e associati), nato dalla collaborazione tra Centro Einaudi e Ubi Banca, a cura di Mario Deaglio, martedì 23 febbraio alle 17.30 a Unindustria Como, in via Raimondi 1, introducono Osvaldo Ranica, direttore generale Banca popolare di Bergamo, e Serena Costantini, consigliere incaricato Area commercio internazionale e sviluppo mercati di Unindustria Como, presenta Giorgio Arfaras, coautore, coordina Gianfranco Fabi, Il sole 24 ore. Iscrizioni all’incontro alla e-mail unindustriacomo@unindustriacomo.it.

Confcooperative/ Ultima assemblea prima dell’Alleanza

TerzoSettore02-FrangiPer la sua assemblea interprovinciale di Como e Varese di sabato 20 febbraio Confcooperative Insubria ha scelto un titolo immaginifico: Rotte e sentieri Idee che vedono, pratiche che camminano. In un momento nel quale l’attenzione al movimento sociale spesso trova slogan che danno indicazioni sulla velocità, ma senza indicare la direzione, l’associazione di Mauro Frangi sceglie una via “umanistica” propendo che siano le idee stesse a capire rotte e sentieri e le persone che agiscono le pratiche sociali a camminare nella direzione giusta. Speriamo. In attesa dell’assemblea, che si aprirà alle 9 nella sala Scacchi della Camera di commercio di Como in via Parini 16, proponiamo la lettura in anteprima di analisi e prese di posizione di Mauro Frangi (per una volta anche critico con il governo su parte del ddl di riforma del credito cooperativo) che saranno al centro della sua relazione, prevista per le 10, e del dibattito che sarà introdotto alle 11,30 dall’intervento di Mauro Magatti e seguito dall’elezione degli Organi sociali di Confcooperative Insubria e dei delegati all’assemblea regionale. Leggi nel seguito il testo di Mauro Frangi. (altro…)

Albo anti padroncini

cna-como-leccoCna Como prende posizione contro la nuova normativa ticinese e chiede a Governo e Regione «di verificare la legittimità di questo provvedimento» rispetto agli accordi fra Unione europea e Svizzera.

 

«Il Canton Ticino ha deciso di introdurre forti limitazioni alla libera circolazione delle imprese, prevista dall’accordo bilaterale Svizzera-Unione Europea – spiega un comunicato di Cna Como –. Fino ad oggi, dal 1 giugno del 2006, ogni impresa dell’Ue aveva il diritto di potere lavorare in Ticino (così come in ogni altro cantone), per 90 giorni all’anno, senza bisogno di alcuna autorizzazione preventiva da parte delle autorità svizzere: era sufficiente informare preventivamente le competenti autorità che si intendeva svolgere un lavoro in Svizzera e rispettare, nell’esecuzione di questa attività, le normative svizzere e in particolare quelle sul lavoro».

Ma: «Dal 1 febbraio il Canton Ticino, unico in Svizzera, ha introdotto una legge che cambia completamente questa realtà. Da oggi per lavorare in Ticino è obbligatorio, pena una multa fino a 50mila franchi, essere iscritti all’albo degli artigiani del Ticino».

Le attività coinvolte sono: Costruzioni in legno/ carpentiere-copritetto; Opere da falegname; Opere da pittore; Opere da piastrellista; Opere da gessatore, intonacatore, plafonatore; Opere da posatore di pavimenti; Opere da vetraio; Costruzioni metalliche / Carpenteria metallica; Opere da giardiniere; Opere da impresario forestale; Opere da spazzacamino; Tecnica della costruzione.

«La legge sulle imprese artigiane del Ticino è stata presentata dalla stampa di oltre frontiera come Albo anti padroncini, a testimonianza della finalità esplicita di ridurre il diritto alla libera circolazione introdotta dall’accordo Ue-Ch – prosegue la nota –. Le condizioni previste per avere la possibilità di venire iscritti all’albo degli artigiani del Ticino sono principalmente quella di avere una formazione e preparazione professionale, riconosciuta in Svizzera, e di avere un’esperienza professionale nel settore minima, effettuata in Svizzera. L’albo viene gestito unilateralmente dal cantone e dalle associazioni padronali del Ticino. I gestori dell’albo avranno il potere di selezionare le imprese alle quali concedere l’iscrizione all’albo e il potere di espellere coloro che a loro giudizio hanno avuto comportamenti contrari allo spirito e alla norma della Lia: un bel nome di donna che in Ticino da oggi avrà un significato negativo, in linea con le peggiori tendenze di chiusura in se stessi».

Per questo Cna chiede «al Governo e alla Regione di verificare la legittimità di questo provvedimento e di agire per eliminare da esso ogni norma in contrasto con i patti tra Ue e Ch» e offre «alle singole imprese artigiane interessate ad operare in Ticino, le informazioni e l’assistenza necessarie» con un gruppo di lavoro specifico. [md, ecoinformazioni]

30 gennaio/ Video/ Processo alle paratie

PARATIE FB 3ecoinformazioni invita tutta la città di Como a un incontro – sabato 30 gennaio alle 16.30 nel Salone della Cna a Como (viale Innocenzo XI, 70) – coordinato dalla nostra redazione, per parlare della politica malata sconfitta dal mostro delle paratie. Parteciperanno inseme a noi anche giornalisti di altre testate (radio Popolare e Comozero). Luca Michelini, Grazia Villa, Fiammetta Lang e Fausto Tagliabue dialogheranno con il pubblico per avviare un percorso partecipativo volto a “cambiare passo e direzione”. Non per le paratie, ma per la città.

Acqua/ Grazie al presidente di A2a

 

a2aIl Comitato per l’acqua pubblica di Como ha diffuso, insieme al Coordinamento Regionale lombardo dei Comitati per l’Acqua bene comune e al Forum italiano dei movimenti per l’acqua, un comunicato sulle dichiarazioni di Giovanni Valotti: «Il presidente di A2A e di Utilitaria finalmente ci ha chiarito i veri scopi di queste holding multiutility. Il servizio pubblico non è lo scopo, è lo strumento per produrre profitto. Non avevamo dubbi». Leggi il comunicato

«Un ringraziamento a Giovanni Valotti, presidente di A2A e di Utilitalia. Finalmente ci ha chiarito i veri scopi di queste holding multiutility. Il servizio pubblico non è lo scopo, è lo strumento per produrre profitto. Non avevamo dubbi. Nelle società di diritto privato l’oggetto sociale non è lo scopo ma lo strumento e, quindi, anche nel servizio pubblico, compreso l’idrico, si applica la stessa regola.

L’upside industriale del gruppo, l’aumento del titolo in borsa del 50% negli ultimi diciotto mesi (in realtà è stato meno del 30% e del 3,53% negli ultimi cinque anni), i riassetti societari, finanziari, sono, secondo Valotti, gli elementi di spicco che dovrebbero rassicurare. L’operazione di acquisizione della maggioranza di Linea Group sarà, per il Dott. Valotti, foriera di sinergie che porteranno ad un miglioramento del MOL del 15%. A beneficio di chi? Non certo degli utenti che da queste sinergie vedranno solo aumentare le bollette! Nemmeno a beneficio degli investimenti visto che nel 2014 gli investimenti in strutture operative sono stati il 54% degli ammortamenti e il 35% del MOL.
Valotti informa anche che è aumentata la partecipazione in ACSM-AGM, società pure quotata, e che la società spalanca le porte a chi vuole entrare nella “multiutility dei territori”. Quali territori? Che siano stati ripristinati i “feudi”? Solo due territori si avvantaggiano di queste conquiste: i Comuni di Brescia e di Milano. Tutti gli altri portano acqua ai due feudatari. L’operazione LGH è lineare. A2A acquista il 51% del capitale sociale di LGH e diventa socio di maggioranza con tutto quello che significa essere socio di maggioranza. Grazie alle azioni ricevute in parziale pagamento, n. 57.815.668 (calcolato sulla base della quotazione al 15.01.2016) gli attuali soci di LGH potranno, al contrario, contare, complessivamente, su una quota del 1,85% che nessun peso avrà sulle decisioni condizionate da due soci con il 50% del capitale sociale e legati da un patto parasociale.

Se dopo i tre anni convenuti, non si trovasse un accordo per la continuazione del rapporto o per la fusione? Nessun timore, la soluzione è già pronta. A2A si è tenuta un diritto di “call”, ossia il diritto di portarsi a casa anche il restante 49% a prescindere dalla volontà degli attuali detentori. Les jeux sont faits. Questa è la multiutility dei territori. Significativa è anche l’indicazione di prevedere aumenti di capitale per portare liquidità e nuovi soci in sostituzione della solita vendita per fare cassa. Ma come faranno i Comuni a far quadrare i propri bilanci? Semplice, basterà cedere l’opzione di sottoscrizione dell’aumento di capitale (i diritti) e cassa la faranno sia i Comuni che la società. Se non saranno sufficienti ci sono sempre i dividendi. Il 2014 è stato un bell’esempio. A fronte di € 8,3milioni di utili, sono stati distribuiti € 112,7milioni di dividendi.

Tutto legittimo, forse inopportuno e discutibile sul piano etico considerata la natura dei ricavi e l’origine del Capitale Proprio. Che cosa si pretende, del resto, se in tutta l’intervista non è stata spesa una parola sulla qualità dei servizi o sulla tutela degli utenti?

Si inizia con l’upside industriale e si finisce con la richiesta di libertà di gestione come per le società private, ovviamente mantenendo le tariffe che garantiscono la copertura dei costi, degli investimenti e della remunerazione del capitale proprio investito. Le società private, però, non beneficiano di queste garanzie perché i prezzi li fa il mercato e non un Autorità. Non ritiene, il Dott. Valotti, che sia necessario anche un po’ di rispetto per i veri proprietari di queste società che sono i cittadini e i loro Comuni? Non dimentichi che il Capitale Proprio da remunerare è quello proveniente dalla trasformazione delle vecchie municipalizzate incrementato grazie agli utili realizzati con la gestione. Per sua stessa ammissione la quotazione in Borsa non ha portato risorse alla società ma ai soci, i Comuni di Milano e Brescia e dal 2008 ai soci privati che ne beneficiano per aver comprato le azioni dai due Comuni.

Anche quello con i territori e con i cittadini è solo un rapporto di partnership come nel caso dell’acquisizione del 51% di LGH?». [Coordinamento Regionale lombardo dei Comitati per l’acqua bene comune, Forum italiano dei movimenti per l’acqua]

Video/ Acqua e energia pubbliche più efficienti e economiche

ritorno al futuro orizzontaleIn Sala Stemmi il 21 gennaio si è svolto con l’incontro Ritorno al futuro, un approfondimento scientifico e politico particolarmente utile a chi amministra che ha spaziato sui temi dei beni comuni, delle prospettive del rapporto pubblico privato e della storia delle municipalizzate senza trascurare né il piano locale, né quello globale con le importanti relazioni di Roberto Fumagalli e di Mario Agostinelli. Molti anche gli interventi dei numerosi partecipanti al seminario introdotto per gli organizzatori (Paco-Sel e Sel) da Marco Lorenzini. Nel dibattito sono intervenuti anche l’assessore all’ambiente del Comune di Como Bruno Magatti, il presidente di Acsm-Agam Mariuccio Orsenigo, l’assessore provinciale Ferruccio Cotta  (contrarissimo alla vendita della azioni di Acs-Agam) e una rappresentanza dei lavoratori che se il Comune di Como cederà le sue quote, avallando il processo di privatizzazione, perderebbero il posto e se riassunti da altre aziende sarebbero vittime della perdita di diritti dovuta al jobs act. Le conclusioni di Celeste Grossi e Luigi Nessi hanno evidenziato le ragioni dell’improponibilità della vendita di quote di patrimonio pubblico per chi vuole tutelare l’interesse dei cittadini. il patrimonio della città di Como e il lavoro.

Guarda on line su ecoinformazioni tutti gli altri video dell’iniziativa.

Acsm-Agam/ Paco-Sel: con la vendita scelte industriali fuori controllo

paco selCeleste Grossi e Luigi Nessi consiglieri al Comune di Como di Paco-Sel esprimono preoccupazioni per il futuro di Acsm Agam: «Se anche il Comune di Como, che insieme a quello di Monza oggi detiene oltre il 51%, prendesse la stessa decisione, il controllo pubblico della s.p.a. sarebbe sostanzialmente vanificato, ponendo del tutto fuori controllo le scelte di politica industriale, e quindi la natura e la qualità degli investimenti, allontanandole dai reali bisogni del territorio e con potenziali rischi per le il futuro lavorativo di parte del personale». Leggi nel seguito il comunicato. (altro…)

ecoinformazioni on air/ No alla privatizzazione dell’acqua

acsm-agam gas-acquaIl servizio di Gianpaolo Rosso in onda il 18 dicembre su Radio popolare. Ascoltalo nel nuovo sito di Radio Popolare nelle pagine di Metroregione.  I lavoratori comaschi del gruppo Acsm-Agam non vogliono essere privatizzati, ritengono un errore la cessione anche parziale delle quote del Comune di Como,  pensano che la vendita delle azioni determinerebbe problemi per l’azienda. La scelta, avversata anche da parte della maggioranza di centrosinistra che sostiene la giunta Lucini, potrebbe portare alla privatizzazione di servizi attualmente gestiti dal gruppo, dalla distribuzione del gas alla gestione dell’acqua nei comuni di Como, Brunate e Cernobbio, dal forno inceneritore al  teleriscaldamento. L’ulteriore privatizzazione dell’azienda metterebbe a rischio la proprietà delle reti e degli impianti idrici che, per legge, devono appartenere ad un soggetto totalmente pubblico.

Un disastro insomma, l’opposto di quanto votato con il referendum sull’acqua pubblica. Per evitarlo i lavoratori,  riuniti in assemblea, hanno inviato una lettera al sindaco di Como e ai consiglieri comunali della città. Chiedono di non procedere alla vendita, nemmeno parziale, del 25% di azioni Acsm-Agam Spa possedute dal Comune che insieme a quelle del Comune di Monza che ha già deciso di vendere costituiscono il 51 per cento che determina l’attuale gestione pubblica del gruppo.  [Gianpaolo Rosso, ecoinformazioni].

Indagine congiunturale terzo trimestre 2015

Indagine_congiunturale_III_trim_2015Come di consueto la Camera di commercio comasca ha diffuso i dati dell’economia lariana in affanno.   «Il settore manifatturiero comasco non sembra essere riuscito ad agganciare saldamente la ripresa: per la terza volta la produzione industriale risulta negativa (-0,2%), in controtendenza al dato regionale (+1,7%) – viene specificato –. Due delle tre specializzazioni tipiche del comasco risultano in difficoltà: tessile e legno arredo». «Nel primo caso, tuttavia, potrebbe essere un contraccolpo dovuto all’ottima performance registrata nello stesso periodo dell’anno scorso – viene ricordato –. In generale, comunque, la flessione è imputabile alle piccole imprese che da lungo tempo pagano il conto più salato della crisi». Viene anche sottolineato che «L’occupazione resta l’aspetto più critico di questa crisi: il territorio porta a casa un’altra flessione (-3,3%)» e per il futuro «Le aspettative degli intervistati sono coerenti con questo quadro: vedono nero per quanto riguarda lavoro e mercato interno, mentre sono più ottimiste sul ruolo dei mercati esteri». Clicca qui per l’intera indagine. [md, ecoinformazioni]

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