Economia

A Balerna si sfruttano i bambini minatori

2014-03-19_AfricaEuropa_intervisteDal Burkina Faso a Balerna, il percorso del viaggio sporco dell’oro sporco che rende più poveri i paesi poveri. L’inchiesta dell’associazione Dichiarazione di Berna, pubblicata dal sito del giornalista comasco Michele Luppi AfricaEruropa, svela il traffico del metallo estratto da minatori bambini che spesso muoiono per le condizioni inumane di lavoro e poi illegalmente commerciato fino a diventare “pulito” in Svizzera a due passi dal confine italiano. Leggi la notizia sul sito AfricaEuropa.

10 ottobre/ No Ttip in piazza Duomo

nottipAnche Como partecipa alle giornate di mobilitazione internazionale contro i trattati di libero scambio Ttip – Tisa – Ceta: gazebo e volantinaggio in piazza Duomo sabato 10 ottobre 2015 dalle 14.30 alle 19.30.

Dal 10 al 17 ottobre, forti dei 3 milioni di firme raccolte in tutto il continente, centinaia di migliaia di persone scenderanno in piazza per chiedere l’interruzione dei negoziati sul Ttip e gli altri accordi di libero scambio. L’obiettivo della mobilitazione internazionale è intrecciare le molteplici istanze promosse dalla società civile, costruendo un grande blocco di opinione pubblica contraria ad un sistema di commercio internazionale che mette i diritti umani e civili in secondo piano rispetto agli interessi delle grandi multinazionali e dei gruppi finanziari. https://www.youtube.com/watch?v=NyxoBRZC4a8 Il sito internazionale con tutte le iniziativa previste:https://www.trade4people.org/ Alcuni degli eventi in programma: http://stop-ttip-italia.net/iniziative-stop-ttip/

Cantù: un nome per l’arredamento

Il nome di Cantù è da lungo tempo una garanzia per la produzione dei mobili: a questa affermazione fa evidentemente riferimento il titolo della mostra allestita a Villa Calvi, sede del Municipio canturino fino al prossimo 4 ottobre.
Della produzione mobiliera l’esposizione affronta i fasti raggiunti nel corso del Novecento con una notevole scelta di materiale documentari di vario tipo: disegni, progetti, fotografie, pubblicità sulle riviste e – ovviamente – esemplari di mobili. Ne esce un quadro articolato e, forse, un po’ meno scontato di quanto la stessa mitologia locale vorrebbe credere riguardo all’affermazione del prodotto principe della Brianza comasca. C’è molta creatività, naturalmente, molta imprenditorialità, ma anche – accanto alla ricerca di nuovi modelli progettuali e promozionali – anche molta acquiescenza nei confronti dei gusti più tradizionali e commerciali…
Per alcuni versi si deve riconoscere come una delle caratteristiche fondamentali della produzione mobiliera canturina la capacità di tenere il piede in più scarpe, di promuovere, per esempio, gli arredi razionalisti e contemporaneamente (addirittura a volte sulle stesse riviste) i più retrivi esempi di pastiches eclettici, il tutto – si intende – sempre valorizzato da una mirabile capacità esecutiva artigianale, che è la vera chiave stilistica di ogni prodotto dell’area, fino al limite paradossale di non sapere per lungo tempo imboccare la via della produzione di massa.
I molti reperti esposti documentano, a volte allusivamente, altre volte esplicitamente, questo percorso non lineare, contribuendo a fare “memoria” di un successo imprenditoriale che è bene liberare dall’aura del mito. Lo stesso percorso, con maggiore dovizia di approfondimenti, è sviluppato nel denso catalogo pubblicato per l’occasione.
In mostra di particolare interesse sono alcuni degli arredi originali, a volte recuperati dalle case canturine stesse: tra gli altri quelli degli anni Sessanta, Settanta e Ottanta del Novecento sembrano degni di attenzione, forse perché non essendo abbastanza “antichi” sono stati fino ad ora un po’ snobbati. Merito di Tiziano Casartelli che da molto tempo si dedica a illustrare i tanti diversi aspetti del lavoro dell’area di Cantù, senza sminuirne i successi, ma anche senza dimenticarne gli autentici connotati storici. [Fabio Cani, ecoinformazioni]

 

Due vedute della mostra

CantùLegno-01

 

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L’isola che c’è 2015: Nutrire il pianeta… davvero!/ Non è vero che i migranti…

nutrireisolaL’isola 2015, la Fiera delle relazioni e delle economie solidali che si svolgerà a Villa Guardia nel parco Comunale il 19 e 20 settembre, ha due versanti quello dei diritti dei migranti e quello della sovranità alimentare. Per entrambi il numero 503 di ecoinformazioni, realizzato per L’isola, offre un’introduzione e l’orizzonte nel quale si svolgeranno due dei principali dibattiti in programma quello di sabato 19 settembre alle 14,30 Nutrire il pianeta… davvero! [con Andrea Baranes, Fondazione culturale responsabilità etica, Marco Bersani, Attac Italia e Giuseppe Vergani, Des Monza Brianza; modera Nicoletta Pirotta, Ife Italia] e quello di domenica 20 settembre alle 14,30 Non è vero che i migranti… [con migrantiisolaWalter Massa, Arci nazionale, Diritti migranti e Antonio Russo, Acli nazionali, Immigrazione e legalità; modera il giornalista Michele Luppi] con un’introduzione teatrale alle 14 del  Teatro Sociale di Como e del progetto Artificio (Meeting the Odyssey).  Sfoglia on line L’isola che c’è 2015  che sarà in distribuzione agli ingressi della Fiera. Leggi il programma completo della Fiera.

9 settembre/ Voluntary Disclosure al Willy Brandt

brandtL’Agenzia delle Entrate ha emesso una nuova circolare (27/E 16/7/2015), sulla Voluntary Disclosure insistendo su alcune questioni che la norma e la prima circolare non avevano ancora ben delineato. Tra le questioni che riguardano i nostri frontalieri ed ex frontalieri è stato ribadito l’obbligo, per chi sia residente in Italia e disponga di delega ad operare sul conto del frontaliere, ad aderire alla Voluntary. Ed ancora chiarita l’estensione all’IVAFE, pagamento della tassa di 34,20 euro per anno e per cc, del regime agevolatorio della Voluntary. Per provare a fare chiarezza, a qualche settimana dalla scadenza di presentazione delle domande, soprattutto a beneficio dei tanti frontalieri ed ex frontalieri, il circolo Willy Brandt promuove una serata di approfondimento sul tema mercoledì 9 settembre alle 21 presso lasede di via A. Bari 8 a Como. Parteciperanno Fabrizio VIismara, docente all’Università dell’Insubria e esperto di diritto internazionale, Fabio Michelone commercialista esperto fiscalità internazionale, Sergio Aureli segretario sindacale UNIA Ticino responsabile settore frontalieri. Presiede Giuseppe Doria presidente del circolo Willy Brandt.

Positivo il primo semestre 2015

unindustria comoI dati di Unindustria parlano di una leggera ripresa.

«Dopo un inizio d’anno incerto, soprattutto per alcuni settori produttivi, gli ultimi mesi di questo primo semestre hanno contribuito ad invertire la rotta ed il segno “più” è tornato nelle nostre rilevazioni in particolar modo riguardo all’attività produttiva ed al fatturato – dichiara Francesco Verga, presidente di Unindustria Como –. Merito anche di una miglior performance delle piccole imprese che, seppur timidamente e in maniera non uniforme, iniziano a segnare una crescita della produzione fino ad ora riservata solo alle medio grandi. Apprezziamo lo sforzo del sistema creditizio che ha espresso maggiore disponibilità ad espandere le linee di credito esistenti o ad attivarne di nuove, presupposto indispensabile per cominciare il percorso di una crescita capace di creare quegli anticorpi essenziali per essere indifferenti ai condizionamenti esterni come le situazioni di alcuni paesi vicini. Siamo solo all’inizio di una timida ripresa e dobbiamo continuare sulla strada delle riforme e dell’innovazione per riuscire a competere in ambito globale».

«Il primo semestre del 2015 per le imprese di Como si è chiuso leggermente meglio rispetto ai livelli dell’anno precedente. I primi sei mesi dell’anno sono stati infatti più positivi dell’ultimo semestre del 2014. La recente storia parla di un 2012 e un 2013 con pesanti perdite, seguiti da un buon inizio 2014 per poi proseguire con un affievolirsi di ordini e fatturato nell’ultima parte dello scorso anno – annuncia l’Osservatorio congiunturale I semestre 2015 di Unindustria Como e Confindustria Lecco e Sondrio –. In generale quindi, il segno “più” ritorna sui dati di domanda, attività produttiva e fatturato se si effettua il raffronto tendenziale, quindi rispetto al secondo semestre del 2014. Rispetto al periodo luglio-dicembre dello scorso anno, gli ordini sono cresciuti del 4,1%, segnale anticipatore di una tendenza positiva, mentre l’attività produttiva cresce meno (+2,6%). Meglio le vendite nel raffronto tendenziale: +3,2%. La performance congiunturale è parzialmente legata a caratteristiche stagionali della produzione, riscontrata per poco più del 40% del campione».

Scorporando i dati: «Sono migliori i dati per gli ordini ricevuti da aziende medio-grandi: +5% congiunturale contro il +3,3% fatto registrare dalle aziende piccole. Quest’ultime hanno contemporaneamente riportato una variazione congiunturale della produzione del 3% contro 1,4% delle aziende medio-grandi. Quasi gli stessi risultati invece per le vendite: +3,4% per le piccole imprese e +3% per le grandi. Le previsioni per la seconda parte del 2015 sono orientate all’ottimismo, infatti ci si aspetta una crescita di ordini e vendite poco sotto il 2% rispetto al semestre appena conclusosi».

«L’utilizzo della capacità produttiva mediamente impiegata risulta stabile e comunque superiore rispetto ai livelli molto bassi riscontrati nel 2012. Anche se dopo quattro semestri consecutivo di stabilità o incrementi, il dato si attesta al 67,9% (era 73,1% sei mesi fa). Il calo dell’indice è attribuibile in larga parte alle piccole imprese – prosegue l’analisi –. La propensione all’export delle imprese monitorate nel complesso è buona, si supera il 40% del fatturato realizzato al di fuori dei confini nazionali, sebbene la maggior parte delle esportazioni, quasi la metà, siano effettuate in Europa occidentale. Le imprese del campione continuano a vivere criticità nei loro rapporti con gli Istituti di Credito ma il dato è stabile da più semestri. La situazione occupazionale conferma quanto sperimentato nelle rilevazioni precedenti, nella maggioranza dei casi si ha stabilità (poco meno dell’80%), nel 13% invece miglioramenti».

Per quanto riguarda gli ordini: «L’indicatore associato agli ordini mostra un aumento nel primo semestre del 2015. Il confronto con la seconda metà dello scorso anno si attesta a +4,1%, anche il parallelo con il primo semestre del 2014 è positivo: +4,1%. Le previsioni per i prossimi sei mesi sono anch’esse buone, si prevedono ordini in aumento per l’1,8%. Il buon andamento della domanda è rilevabile particolarmente per le aziende medio-grandi (rispettivamente +5,0% e 3,3% per la variazione congiunturale)».

«Sul fronte dell’attività produttiva – invece – si riscontrano variazioni e andamenti differenti a seconda delle dimensioni considerate. Infatti, se il dato dell’attività produttiva delle imprese nel complesso è pari a +2,6% (dato congiunturale), la produzione per le imprese medio-grandi è aumentata dell’1,4% mentre del 3,5% per le imprese piccole. Analogo andamento per il dato tendenziale (confronto con il primo semestre dell’anno precedente: il 2014). Le medie imprese hanno un’attività produttiva in aumento rispetto a dodici mesi prima (+1,5%), le imprese piccole invece rilevano +1,3%. Le aspettative per i prossimi sei mesi del 2015 risultano invece positive indipendentemente dalle dimensioni e dal settore. L’analisi della capacità produttiva mediamente impiegata dalle imprese con oltre 50 occupati esprime una stabilità: il tasso passa infatti da 72% al 73%. La differenza con quanto comunicato dalle imprese più piccole è nuovamente in crescita (lo scorso semestre la forbice si era invece ridotta). Per quest’ultime il tasso di utilizzo della capacità produttiva registrato è pari al 64% (era 74% sei mesi fa e 67% un anno fa)».

«La rilevazione del primo semestre 2015 ha riscontrato un fatturato in aumento più marcato rispetto alla rilevazione precedente (+3,2%) mentre una variazione più moderata, dell’1,5% rispetto a inizio 2014 – si precisa –. Analogamente alle considerazioni tratte per produzione e ordini, anche il dato complessivo sulle vendite risente di andamenti differenti tra piccole imprese e medie imprese, se si analizzano i cambiamenti rispetto ad un anno fa. Le imprese piccole sperimentano +0,6% nelle vendite contro il 2,6% delle aziende grandi. Nel confronto tendenziale invece, le differenze tra dimensioni aziendali sono più sfumate: +3,4% per le imprese piccole e +3,0% per le imprese con più di 50 addetti. Le vendite sul mercato italiano sono in aumento per un’impresa su tre, in calo per un’impresa su sei e stabile per un’impresa su due. L’export invece aumenta per il 40% del campione, cala per il 16% ed è stabile per la restante parte (44% degli intervistati). Suddividendo il fatturato in base al Paese di destinazione si evince che c’è una buona propensione ad esportare i propri prodotti anche se la metà del fatturato fuori dai confini nazionali riguarda mercati consolidati come l’Europa Occidentale. Riassumendo: il 57,9% delle vendite avviene in Italia, il 25,1% in Europa Occidentale, il 2,8% nei BRICS, il 3,3% negli Stati Uniti e il 3,8% in Europa dell’est. La restante parte è divisa tra Asia, America centro-meridionale e altri Paesi. I giudizi sul futuro prossimo sono improntati all’ottimismo e alla fiducia; in media il fatturato è previsto crescere dell’1,9%».

A proposito del credito: «Le condizioni praticate dagli istituti di credito riguardo spese e commissioni bancarie, richiesta di garanzie e tassi d’interesse applicati risultano in miglioramento per il 21% delle imprese. Anche la disponibilità ad espandere linee di credito esistenti o ad attivarne di nuove è in miglioramento negli ultimi sei mesi».

Mentre l’occupazione non desta preoccupazione: «La stabilità è il giudizio che si riscontra da tempo; lo scenario occupazionale risulta infatti caratterizzato da un mantenimento dei livelli per il 79% del campione. Dopo numerosi semestri, il saldo tra chi aumenta gli occupati e chi diminuisce ritorna positivo, rispettivamente: 13,4% e 7,9% del campione».

L’analisi prosegue: «La capacità produttiva mediamente impiegata rivela un tasso del 66,5%, dato che conferma la distanza ancora esistente rispetto ai livelli pre-crisi, considerando il 2007-2008 come periodo di saturazione degli impianti produttivi. La produzione non realizzata internamente ma affidata a subfornitori, in prevalenza a soggetti operanti entro i confini nazionali, contribuisce per un ulteriore 8%».

«In media, per le aziende delle tre province il contributo delle esportazioni sul totale del fatturato si è rivelato superiore al 40%, a riconferma della forte propensione delle imprese verso il commercio internazionale – si rileva –. Più della metà dell’export continua ad essere destinato ai mercati dell’Europa Occidentale che rappresenta la prima area estera di riferimento (oltre il 22% del fatturato totale realizzato). Sul versante dei costi associati all’approvvigionamento delle materie prime non vi sono particolari elementi di criticità; in media è stato riscontrato un lieve incremento, sia rispetto ai listini della prima metà del 2014 sia in confronto ai livelli dello scorso dicembre; in entrambi i casi, infatti, la variazione si è attestata a circa +1,5%».

«Le imprese di medie dimensioni (con oltre 50 occupati) indicano di utilizzare mediamente il 75% della propria capacità, mentre le aziende più piccole rivelano un tasso del 59,6% – prosegue lo scritto –. Il confronto settoriale mostra invece un più elevato utilizzo per le imprese del settore metalmeccanico (72%) mentre le imprese tessili risultano più penalizzate (56,5%). Nel caso degli altri settori il dato si attesta al 67%. Il contributo alla produzione determinato mediante pratiche di outsourcing è di circa l’8%; le imprese del campione comunicano di rivolgersi in prevalenza a soggetti operanti sul mercato domestico (6,1%) mentre il contributo dei subfornitori esteri risulta inferiore (1,5%). Le previsioni per il secondo semestre dell’anno risultano in linea con quanto rilevato tra gennaio e giugno; il dato medio risulta pari a +2,3%».

Si lavora con l’estero, ma con chi? «Il principale mercato estero di riferimento è rappresentato dai paesi dell’Europa Occidentale che assorbe oltre la metà delle esportazioni (il 22,6% del fatturato totale) mentre verso l’Europa dell’Est è diretto il 3,9% delle vendite. Ulteriori aree di interesse riguardano gli Stati Uniti (3,3%), i BRICS (3,0%), l’Asia Occidentale (2,7%) e l’America Centro-Meridionale (1,4%). La quota di fatturato generato sul mercato domestico è pari al 59%. All’interno del campione le imprese mostrano attitudini diverse nei confronti dell’export. Le imprese di medie dimensioni (oltre i 50 occupati) fanno emergere una maggior propensione all’export, con un 50% del fatturato totale realizzato oltre i confini domestici. Per le aziende di minori dimensioni l’export contribuisce invece a determinare il 34% delle vendite. Considerando il settore merceologico, le aziende più attive risultano essere quelle metal meccaniche, con un export pari a circa il 51% del fatturato; le imprese tessili e quelle degli altri settori mostrano comunque una grande attenzione agli scambi internazionali rispettivamente con una percentuale del 35% e del 37%». [md, ecoinformazioni]

Arci/ Il no greco alle politiche di austerità

Francesca ChiavacciIn Grecia vince il no alle politiche di austerità, per un’Europa fondata sui diritti e la giustizia sociale. La dichiarazione di Francesca Chiavacci, presidente nazionale dell’Arci.

«Il risultato straordinario  del referendum in Grecia  che ha visto un’affermazione del no a larga maggioranza ci dice che i cittadini ellenici hanno lanciato un messaggio chiaro: la salvezza del proprio paese passa da un’Europa capace di andare oltre le politiche di austerity.
 L’ex Troika e la cosiddetta Europa del rigore devono prendere atto che le loro ricette hanno fallito. La perseveranza sulla strada dell’austerità porterà maggiori diseguaglianze e soffierà sui carboni ardenti dei populismi nazionali ed euroscettici. Insistere metterà a rischio il progetto unitario europeo.

Per questo, l’Eurogruppo deve ascoltare quanto oggi i cittadini della Grecia hanno detto democraticamente attraverso una consultazione referendaria. In un clima generale di crisi della rappresentanza e della politica, ciò che è accaduto in Grecia ridà fiato alla democrazia, all’idea di una partecipazione popolare su cui può ripartire tutta l’Europa.

Si devono riaprire subito i negoziati con il governo guidato da Alexis Tsipras, e si deve trovare una soluzione che non faccia uscire la Grecia dall’Euro. 
 Il popolo greco ha scelto. La voce per la costruzione una nuova Europa sociale, fatta di democrazia, maggiore giustizia e di una distribuzione più equa della ricchezza, si è fatta sentire.
 E dovrebbero ascoltarla anche le forze del   socialismo europeo, per ritrovare quel pensiero di più ampio respiro per la costruzione di un’Europa popolare fondata sui diritti e la giustizia sociale.» [Francesca Chiavacci]

 

Carichi pendenti frontalieri

frontalieriGaffuti: «Regione Lombardia intervenga con un atto ufficiale contro».

 

«Il presidente della Regione in persona lo ha dichiarato ufficialmente e a gran voce e lo ha ribadito il sottosegretario alla presidenza con delega alle Relazioni internazionali: il Canton Ticino ritiri il provvedimento sul casellario giudiziario e i carichi pendenti per i frontalieri – dichiara Luca Gaffuri, consigliere regionale del Partito democratico, al termine dell’incontro con l’incaricato del Ministero dell’economia alle trattative con Berna, Vieri Ceriani, in Commissione speciale rapporti tra Lombardia e Confederazione elvetica di giovedì 2 luglio –. Bene: ma serve un atto ufficiale di Regione Lombardia verso il Governo confinante».

«Lo stesso delegato del Governo italiano ha fatto presente che Roma si è già mossa sia con Berna che con l’Unione europea, segnalando questa decisione unilaterale e non giustificata del Cantone – aggiunge il consigliere democratico –. E, d’altra parte, Berna si era pronunciata subito contro il provvedimento preso arbitrariamente da Gobbi, bocciandolo sonoramente. Ma i ‘cugini’ leghisti d’oltre confine, come li definisce Maroni, hanno annunciato ai quattro venti che andranno avanti finché un tribunale non si pronuncerà».

Per questo Gaffuri chiede di: «Far sentire anche la voce della Lombardia: si faccia un atto ufficiale che chieda il ritiro del provvedimento. Servirebbe a ridare dignità ai tanti nostri lavoratori che ogni giorno varcano il confine per costruire l’economia ticinese». [md, ecoinformazioni]

5 nuovi negozi storici

negozi storici regione lombardiaRegione Lombardia ha riconosciuto nuove attività pluridecennali nel Comasco.

Sul Burl del 25 giugno 2015 n. 5315 è stato pubblicato «il decreto relativo ai nuovi 48 esercizi commerciali presenti in Lombardia che hanno ottenuto il riconoscimento di negozio storico o storica attività – spiega una nota di Confcommercio –. Tra le imprese indicate dal decreto sopraindicato, ve ne sono 5 associate a Confcommercio Como, che hanno presentato la domanda attraverso gli uffici dell’associazione».

Le attività sono:

«E’ CASA – CASA DEL MOBILE DI LURASCHI MONICA di Appiano Gentile dal 1967 è un gruppo di professionisti con la passione per il mondo dell’architettura e del design e di tutto ciò che lo circonda sul mercato. Oggi è uno showroom situato nel centro storico dove vengono selezionati ed esposti prodotti delle firme più rappresentative dell’interior design italiano, per seguire le più attuali tendenze nel campo dell’arredamento;

La storia di CROCI S.A.S. DI TAGLIABUE MONICA & C. parte dal lontano 1926 come piccola bottega di articoli di merceria, profumeria e tessuti trasformandosi negli anni in una vera e propria boutique nel centro di Como con un marchio ben conosciuto (nel 1930 i locali vennero ristrutturati dall’architetto Terragni rendendo la facciata marmorea e le quattro grandi vetrine, un monumento nazionale);

FRAGRANS S.N.C. DI PIADENI MICHELE E PAOLO nasce a Como nel lontano 1903, quando il Dott. Michele Piadeni, farmacista, decide di continuare l’attività commerciale del padre Paolo aprendo una farmacia specializzandosi successivamente nella vendita di prodotti di profumeria, rendendola oggi una delle profumerie più suggestive e ricche di storia di tutta la provincia;

L’ALBERGO RISTORANTE TRE RE DI CORBELLA ANTONIO & C. S.A.S. è il più antico di Como, nato nel 1770 e dal 1920 gestito dalla Famiglia Corbella. La struttura, recentemente restaurata originariamente era un antico edificio che nel medioevo ospitava un convento, la cui architettura è ancora leggibile negli interni del palazzo;

CURIONI ANGELA infine è la titolare dell’Emporio di Magreglio che a partire dal 01 giugno 1962 ha portato avanti l’attività nella stessa via con la stessa insegna. Nell’anno 1977 è stato costruito il negozio nuovo retrocedendo dalla strada ampliando l’ingresso e creando il parcheggio per i clienti, mantenendo però lo stesso accesso e la medesima insegna dell’apertura del negozio;

Per queste imprese e per tutte le altre che hanno già ottenuto il riconoscimento da parte di Regione Lombardia, sarà possibile tra poche settimane accedere ad un finanziamento a fondo perso del 70% per l’innovazione delle attività. Per maggiori informazioni contattare Confcommercio Como (rif. Irene Colombo)». [md, ecoinformazioni]

Cinegiornale ecoinformazioni/ Con Stefano Rodotà contro il Ttip

cinegiornaleUna nuova edizione del Cinegiornale di ecoinformazioni preparata per il Comitato provinciale comasco Stop Ttip che raccoglie una serie di video e approfondisce le ragioni per dire no al Ttip.

Ecoinformazioni è un circolo Arci

Anche ecoinformazioni in Pressenza