Solidarietà

L’Arci si stringe in un abbraccio affettuoso a Patrizia Moretti

aldroVergognosi gli applausi degli esponenti del Sap agli agenti condannati per la morte di Federico Aldrovandi. L’Arci nazionale con un comunicato stampa, esprime la sua indignazione per l’ovazione che ha accolto, al loro ingresso al congresso del Sap,  i tre poliziotti condannati in via definitiva per la morte di Federico Aldrovandi. «Episodi simili, oltreché oltraggiosi verso la memoria del giovane ragazzo ucciso, devono indurre ad aprire un’ampia riflessione sul ruolo delle forze dell’ordine, che deve essere, sempre,  quello di garanti della sicurezza di tutti. Sono tanti gli episodi che stanno venendo alla luce, grazie alla determinazione e al coraggio dei familiari delle vittime, in cui questo ruolo viene sostituito da comportamenti ingiustificatamente violenti, dall’ accanimento contro persone ormai inermi, fino a provocarne la morte. Abbiamo ancora sotto gli occhi le immagini dei corpi martoriati di Cucchi, Aldovrandi, Uva, solo per citarne alcuni. Ultimo, l’episodio che riguarda la morte di Magherini a Firenze, su cui è stata aperta un’indagine. Ma non possiamo non ricordare anche i comportamenti tenuti dalle forze dell’ordine in occasione di manifestazioni di piazza. Quanto successo a Genova nel 2001 ha aperto una ferita, che si rinnova ogniqualvolta gli agenti infieriscono contro i manifestanti, come documentato anche in occasione dell’ultimo corteo per la casa che si è tenuto a Roma. L’immagine dello stivale del poliziotto che calpesta il corpo della giovane ragazza stesa a terra suscita indignazione e getta discredito anche su chi, tra le forze dell’ordine, rifiuta simili comportamenti. Anche per questo chiediamo che tutti gli agenti in servizio siano dotati di un codice identificativo, così come è finalmente giunto il tempo che nel nostro codice penale venga inserito il reato di tortura. Ma non basta. Accanto a queste misure urgenti appare sempre più necessaria una vera e propria azione di ‘rieducazione’ delle forze dell’ordine, che ne riporti i comportamenti entro le finalità assegnate loro dalla Costituzione e dalla nostra legislazione. A Patrizia Moretti va la nostra affettuosa solidarietà, e a tutti i familiari delle vittime che si battono per ottenere verità e giustizia vogliamo far sapere che l’Arci sarà al loro fianco.»

La Cascina Respaù aspetta 3mila ospiti

Ostello Respaù 14Il Parco Spina Verde ha ufficializzato il rinnovo della gestione alla cooperativa sociale Esedra di Cantù per i prossimi tre anni: «Ostello pieno per il Salone del Mobile e si attendono oltre 3mila stranieri da tutto il mondo nei prossimi 6 mesi…aspettando expo 2015».

 

«Il progetto è cresciuto molto: in 2 anni sono passate quasi 10mila persone di cui circa la metà giovani e famiglie provenienti da tutte le parti del mondo» dichiara Angelo Gatti, presidente della cooperativa Esedra, che gestisce la struttura comasca, comprendente un ostello e un ristorante, nel Parco della Spina Verde a poca distanza dal Baradello.

75211_393434490707738_897225159_n«Esedra è una cooperativa sociale che organizza e gestisce attività produttive finalizzate all’integrazione lavorativa di persone svantaggiate.
 Dal 1994 opera nei settori dell’energia e dell’ambiente coniugando qualità e innovazione con la responsabilità sociale e la sostenibilità ambientale – spiega il sito della cooperativa –. Nel 2011, il Parco della Spina Verde di Como ha emesso un bando per la gestione di un’attività ricettiva all’interno della ristrutturata Cascina Respaù. Esedra ha deciso di partecipare alla gara d’appalto con un progetto di turismo sociale che potesse offrire alle persone di passaggio un ostello particolare e curato, e al territorio di Como un luogo di incontri e scambio.
A 2 anni dalla sua apertura Respaù sta diventando un luogo di riferimento. Unico nel suo genere. Unendo un’anima fortemente internazionale alla profonda integrazione con il territorio di Como, Cantù e dintorni».

«Certamente l’area del Parco vicina a piazza Camerlata, grazie al progetto Respaù, è riuscita ad aprirsi al turismo e da zona un po’ marginale ha conosciuto un restyling importante che sta avvicinando molti comaschi a questa area boschiva così vicina alla città – afferma un comunicato, che prosegue – Anche quest’anno il cortile della Cascina ospiterà tanti eventi: non solo ristorante, ma musica, arte e degustazioni, con un’attenzione particolare ai prodotti del nostro territorio, sia per quanto riguarda il cibo sia con riferimento agli spettacoli che saranno ospitati.

Per informazioni tel. 346.7249131, Internet www.cascinarespau.it. [md, ecoinformazioni]

12 aprile/ Le nuove povertà

lionsIl Distretto 108 Ib1 dei Lions organizza sabato 12 aprile dalle 8.30 alle 13 a Villa Gallia, in Via Borgovico 148 a Como Le nuove povertà. Riflessioni ed esperienze di contrasto un Laboratorio di idee e proposte per il territorio comasco. Presto on line sul canale di ecoinformazioni i video di Valentina Rosso dell’iniziativa. Guarda la locandina con il progamma.

Italia Cuba/ il congresso nazionale

cuba2 Nella suggestiva cornice del circolo Lavoratori del Porto, si è celebrato a Genova l’XI Congresso nazionale di Italia Cuba, occasione per fare il punto sullo “stato” dell’Associazione e della sua realtà di riferimento, l’isola cubana sempre più al centro dello scenario politico latinoamericano. Tra interventi e testimonianze di militanza spazio anche all’ingresso nel direttivo nazionale della comasca Ilaria Belloni.

Tanti i temi affrontati nella tre giorni ligure, dal 28 al 30 marzo 2014: le nuove forme di solidarietà verso Cuba, la necessità di un maggiore coinvolgimento delle nuove generazioni nella vita associativa, le più prosaiche questioni di “sopravvivenza” rispetto ad un orizzonte nazionale ed internazionale sempre più complesso.

Un bilancio tra luci ed ombre quindi, tra un emorragia di tesserati sempre più pronunciata e il riconoscimento del ruolo che nonostante tutto Italia Cuba continua ad avere nel panorama associativo italiano, come dimostrato dai numerosi saluti di partiti e “colleghi” rilasciati nella prima giornata congressuale. Tra questi i rappresentanti locali di Anpi, con il genovese Giordano Bruschi, che ha inoltre ricordato la figura di Gino Donè, Rifondazione Comunista, con il “nazionale” Dario Ortolano e il “provinciale” Fabio Cancelliere, i Giuristi Democratici, la Comunità di San Benedetto al Porto e gli emissari di altre realtà solidali con il Sudamerica, come il San Salvador e il Nicaragua, oltre ovviamente alla nutrita pattuglia cubana. L’ambasciatrice Milagros Carina Aguero, il console Eduardo Vidal, il vice direttore dell’ICAP Elio Gamez Neyra, insieme ai militanti di Viva Cuba, associazione dei Cubani residenti in Liguria, hanno così portato all’assemblea i sentiti ringraziamenti per la vicinanza e l’impegno “in linea diretta” con l’Havana.

Cuba, appunto. Una vicinanza con l’esperienza castrista, con l’idealità che esprime e la sua eredità fatta propria dall’intero continente latinos, che Italia Cuba ha voluto esprimere con ancora maggiore forza, anche se declinata in contesto diverso e in continua evoluzione come quello attuale, contrassegnato da gravi difficoltà per tutto il fronte “sinistro” del nostro Paese. Una situazione che comunque riesce ancora a premiare l’impegno e la pratica, come dimostrato dalle esperienze dei singoli circoli e dalle loro diverse iniziative, dalla Sicilia alla Lombardia, non dimenticando il corposo contributo del presidio comasco, rappresentato istituzionalmente dai nove delegati scelti dall’assemblea cittadina, a cominciare dal segretario Roberto Borin e dal membro del direttivo uscente Maria Giovanna Tamburello.

E proprio da Como arrivano alcune delle novità dell’ultima giornata, quella contrassegnata dalle decisioni e dalle nomine dirigenziali. Il nuovo direttivo nazionale, composto come il precedente da 33 associati con Sergio Marinoni confermato alla presidenza dell’Associazione, ha visto l’ingresso di Ilaria Belloni, oltre alla conferma di Tamburello e all’ inserimento tra i potenziali sostituti di Andrea Cazzato. Un’ investitura, quella di Ilaria, arrivata sia come ulteriore riconoscimento ai meriti comaschi, sia nell’ottica di un progressivo ringiovanimento, come provato dai numerosi ingressi di “under 30” tra i vertici associativi.

Futuro quindi, ma anche un occhio di riguardo al Passato, omaggiato con la posa di una targa commemorativa di Fabio di Cello prima dell’inizio dei lavori davanti alla trattoria La Lanterna, non lontana dalla sede congressuale. Congresso che tornerà a riunirsi, ai sensi di statuto, tra 4 anni, per una nuova puntata della lunga vita di Italia Cuba. [ Luca Frosini, ecoinformazioni, foto di Nicola Tirapelle]

 

 

 

 

 

16 marzo/ Storie di bambini coraggiosi per Capo Verde

musicaspicciaBaule dei suoni chiede aiuto per la diffusione dell’iniziativa di raccolta fondi Il mantello di San Martino, la comunità di Tavernerio per Capo Verde. Scarica e diffondi il volantino. Partecipa all’iniziativa del 16 marzo alle 16 nell’auditorium di Tavernerio, con la compagnia Fata Morgana che offre per questa iniziativa o spettacolo di burattini Storie di bambini coraggiosi per tutti i bambini e le loro famiglie. 

Il Comune di Tavernerio, con la collaborazione dell’Associazione culturale Baule dei suoni, ha intenzione di organizzare uno scambio culturale con la Comunità dell’Isola di Sao Vicente a Capo Verde, sostenendo l’ospitalità di alcuni ragazzi capoverdiani che fanno parte dell’orchestra giovanile Sabe Sebim, fondata nella città di Mindelo dopo diversi anni di missioni e formazione sostenute dal Baule dei Suoni sui bambini e ragazzi del territorio con il Progetto di formazione musicale “Bem Tocà”. Questo progetto si è evoluto negli anni ed è diventato un metodo didattico internazionale, tanto da richiamare l’attenzione di esponenti della cultura e della società politica capoverdiana (da Cesaria Evora, la voce più famosa di Capo Verde, al ministro della cultura capoverdiano Mario Lucio e al presidente della repubblica Jorge Carlos Fonseca).

Per l’estate 2014 saranno selezionati alcuni tra i ragazzi più promettenti dell’Orchestra Sabe Sebin che saranno candidati ad esser ospitati dalle famiglie del Comune di Tavernerio e a condividere un’esperienza di vacanza, di studio e aggiornamento unica per loro e per noi.

In tal senso è stata aperta una raccolta fondi promossa dal Comune di Tavernerio e dal Baule dei suoni destinata a coprire le spese di trasporto e permanenza dei ragazzi nel nostro territorio. Per riuscire a rendere realizzabile tutto questo, c’è la necessità di trovare spazi e iniziative per la raccolta fondi e di individuare anche famiglie disposte ad ospitare i ragazzi capoverdiani.

La prossima iniziativa è all’auditorium di Tavernerio, domenica 16 marzo  alle ore 16 ”

con La compagnia Fata Morgana che offrirà lo spettacolo di burattini Storie di bambini coraggiosi per tutti i bambini e le loro famiglie in questi due appuntamenti:

Chi vuole dare un aiuto può mettersi in contatto con il Comune di Tavernerio (www.comune.tavernerio.co.it – affarigenerali@comune.tavernerio.co.it) o direttamente con l’Associazione culturale Baule dei cuoni (www.bauledeisuoni.it – bauledeisuoni@gmail.com).

Per chi volesse effettuare bonifico bancario l’Iban è il seguente: IT82O0306951270100000016626. Si prega di specificare la seguente causale: Mantello S.Martino per Capoverde e di lasciare un recapito email o indirizzo postale a cui inviare gli aggiornamenti.

8 marzo/ Como-Bangui

080314 emergencyLe parole degli altri, spettacolo teatrale a cura di Arianna Nuzzo e Annalisa Falché, «incentrato sul confronto continuo di due donne alla ricerca della libertà», di seguito testimonianza di Francesca Maggi, operatrice di Emergency, e musica con Mauro Settegrani, sabato 8 marzo alle 21 nella Sala consiliare di Bulgarograsso in piazza Falcone, organizzano Comune e Gruppo Emergency di Como. Per informazioni emergencycomo@hotmail.it.

Nuovo blog/ Frammenti d’Africa di Severino Proserpio

africaFrammenti d’Africa, raccolta di riflessioni e aforismi di Severino Proserpio,  cooperante in Senegal. È attivo il  nuovo blog di econformazioni Frammenti d’Africa curato da Roberta Altamura. Si tratta di una raccolta di immagini, aforismi e brevi riflessioni di Severino Proserpio. cooperante  in Senegal o, come ama definirsi, “pensionato migrante”. Vai al blog Frammenti d’Africa e leggi l’articolo scritto da Severino Proserpio per l’inaugurazione del blog.

Nel 2005, insieme alla moglie Ornella, scomparsa prematuramente, Proserpio fonda l’associazione I bambini di Ornella, con l’intento di dare una casa ai Talibé (bambini senza famiglia) che popolano le strade del Senegal. Durante lo stesso anno nasce a Kelle, dove nel frattempo Proserpio ha trasferito definitivamente la sua residenza, l’Association Les enfants d’Ornella organizzazione parallela a quella comasca, che gestisce sul posto il Centro Giovanni Quadroni, progetti di scolarizzazione, supporto alle famiglie disagiate, diffusione di iniziative culturali e avviamento al lavoro dei ragazzi.

Pur essendo assai più diffuso il mito del “mal d’Africa” i frammenti d’Africa possono aiutarci a conoscerla più da vicino, senza il filtro dei  media mainstream, attraverso riflessioni e pensieri di chi la vive quotidianamente. Vai al blog.

28 febbrario/ Groupe ballet daradji per I bambini di Ornella

bambini di ornellaL’associazione I bambini di Ornella tiene l’assemblea per il Bilancio venerdì 28 febbraio al Teatro Carducci, il via Cavallotti 7 a Como. La serata si apre alle 20 con un aperitivo, alle 20,30 sarà presentato il bilancio e alle 21  è in programma uno spettacolo di danza, direttamente dal Senegal, del Groupe ballet daradji [scuola in wolof]  in collaborazione con il teatro La Quercia di Canzo. Offerta libera a partire da 10 euro. [Presto on line su ecoinformazioni]

Medici con l’Africa/ Per salvare mamme e bambine restituire all’Africa il maltolto

prima-le-mamme-199x300Venerdì 21 febbraio in biblioteca a Como,  con il patrocinio del Comune di Como e dell’Ordine provinciale dei medici chirurghi e degli odontoiatri di Como, l’associazione Medici con l’Africa  ha presentato il Progetto Prima le mamme e i bambini. Per presentare il tema sono intervenute due relatrici con anni di esperienza nel campo sanitario in Italia e in Africa: Maria Luigia Marzorati, ostetrica, e Patrizia Morganti, ginecologa. Sul palco anche Italo Nessi e Roberto Riedo, presidente e vicepresidente del sodalizio. Negli interventi è stata illustrata la situazione drammatica della sanità nel continente e sono state presentate alcune possibili vie di soluzione.

Il gruppo locale dell’associazione è stato creato da un gruppo di medici comaschi che avevano già vissuto esperienze di volontariato in Africa. Realizza iniziative a Como, dove organizza convegni e seminari di carattere informativo, collabora con la Caritas di Como e con enti pubblici per risolvere problemi socio-sanitari e aderisce al Coordinamento comasco per la Pace. In Africa manda personale sanitario e dà contributi per realizzare progetti per la salute in Angola, Etiopia, Mozambico, Kenya, Rwanda, Sudan, Tanzania, Uganda.

In Africa non esiste sviluppo se non c’è una donna che può usufruire dei diritti fondamentali. L’obiettivo del progetto è migliorare la vita della donna gravida. Non è un problema da poco, anzi è una vera emergenza. Basta citare dei numeri.

Perché “prima le mamme e bambini”? Perché le mamme in età fertile e i bambini sotto i 5 anni costituiscono il 40 per cento della popolazione totale africana. Se consideriamo le mamme in età fertile e i bambini sotto i 14 anni la percentuale sale al 60 per cento. E poi perché le donne sono il 70 percento della forza lavoro e producono l’80 per cento del cibo. Agire per loro significa quindi lottare per il futuro.

Il ruolo della donna in Africa è fondamentale: mette al mondo i figli, li educa, coltiva nei campi per nutrirli, vende i prodotti della terra per mantenerli. Senza la mamma i bambini non vivono a lungo. Su 17 bambini senza la mamma, dopo un anno ne rimangono in vita solo 5.

Perché è emergenza? Ogni due minuti, 760 donne rimangono gravide; di queste 760, 266 non lo volevano. Ogni due minuti 44 di loro hanno problemi durante la gravidanza, e sempre ogni due minuti più di una donna muore. E quando muore? Durante il parto.

Ancora oggi in Africa molte mamme e molti bambini muoiono perché non hanno a disposizione servizi sanitari adeguati. Di cosa muoiono? Emorragia, ipertensione, Sepsi, aborto clandestino, embolo. Dove? Il 40 per cento muore a casa prima di andare in ospedale, l’8  abita lontano dagli ospedali e deve affrontare viaggi di qualche ora per arrivarci, a piedi. Il 37 per cento muore arrivata in ospedale e il 15 per cento dopo il ricovero.

Come aiutarle? Fornendo strutture sanitarie periferiche, operatori di salute comunitaria che ha conoscenze e farmaci di base e che dà consigli e indicazioni per mantenere l’igiene nel villaggio; e una clinica mobile nel villaggio che avvisi del suo arrivo e che offre visite ai bambini e le mamme. Non sempre però queste sono d’accordo a farsi visitare. L’obbiettivo  è  convincerle a partorire dove c’è  personale qualificato, al sicuro.

La maggior parte delle madri muore durante la gravidanza, altre entro 45 giorni dal termine di questa. Inoltre c’è il problema delle gravidanze nelle adolescenti, addirittura dagli 11 anni, e dell’aborto fatto di nascosto, perché per esempio in Tanzania le ragazze gravide sono obbligate ad abbandonare gli studi. Per risolvere questa situazione l’idea è intervenire prima della gravidanza, assistendo le bambine a partire dall’età fertile, ossia 12 anni. Bisogna preparare la salute della bambina, tenerla controllata garantendole l’accesso alle visite gratuite dal medico, renderla consapevole dei rischi, convincerla di avvalersi di personale qualificato che l’assista durante il parto e in un luogo sicuro, non a casa propria, per dare così alla luce un bambino che possa essere a sua volta assistito al meglio.

A questo proposito consiglio vivamente la visione del video The clock is ticking del movimento Girl effect, che raccontando la vita devastata dalla povertà di una donna con semplici frasi e disegni rende chiaro il problema, e l’eventuale lieto fine.

I rimedi a queste emergenze sono innanzitutto educare la comunità sul parto, formare personale qualificato, fornire materiale pulito e sterile, farmaci, e avere organizzato il trasporto dalle zone periferiche ai centri sanitari.

Gli argomenti trattati sono stati esplicati attraverso foto, diapositive e racconti recitati dal vivo per coinvolgere il pubblico. Le relatrici hanno spiegato tutto in modo spontaneo e partecipato, coinvolgendo il pubblico.

Alla domanda «Gli africani come guardano all’Occidente? E perché vi dedicate al volontariato in Africa?», le relatrici hanno risposto che le persone africane vedono l’Europa come un mondo “magico”, quasi idilliaco, ma l’Occidente porta via dall’Africa forza lavoro, materie prime. Quello che possono fare i volontari è restituire.

Un concetto che è stato ribadito più volte nell’incontro è che quando un volontario sanitario va in Africa non va a dare servizio “per” le persone in Africa, ma per lavorare “con”, insegnando e imparando al contempo, perché solo lavorando in sinergia con gli altri si riesce a portare a termine qualcosa di utile. Le relatrici sono riuscite a trasmettere la gioia che hanno provato nel trascorrere momenti di formazione in cui ci si confrontava con le tecniche tradizionali delle ostetriche africane e quelle dei medici italiani, e la gravità e la tristezza di altri momenti. Nella sala conferenze della biblioteca aleggiava un’atmosfera di condivisione e solidarietà per il lavoro svolto da tutto il personale sanitario che opera in Africa. Entrambe hanno letto poesie che sono state anche distribuite ai presenti Ecco un breve estratto dell’ultima che è stata letta, dedicata alla donna africana: «E vai/ Avanzi maestosa più che regina/ E nei tuoi occhi/ Riflessa sta una forza a te solo conosciuta/ Poi prima che spunti il sole, riprendi il cammino anticipando l’alba/ Generando autore/ Inventando futuro./ E vai/ Carica di sogni e popoli/ Riflessi nei tuoi occhi dolci di madre d’Africa/ E ostinata custode dell’umanità».Libro consigliato: Dambisa Moyo, La carità che uccide [Rizzoli, 2010, pagg. 266,  5,90 euro]. [Clara Chiavoloni, ecoinformazioni]

Congresso Italia Cuba/ il circolo viene intitolato a Vilma Espin

italia cuba comoDopo l’insendiamento della presidenza, con la relazione del segretario uscente Roberto Borin, si è aperto alle 14.30 di sabato 22 febbraio nel salone Bertolio di via Lissi a Como il congresso dell’associazione nazionale di amicizia Italia Cuba.

Gli interventi degli ospiti, le nomine dei delegati al congresso nazionale e del nuovo direttivo, il cambio di nome del circolo, con l’intitolazione alla rivoluzionaria cubana Vilma Espin: si può riassumere così la giornata congressuale dell’associazione.

Tanti i saluti dal mondo dell’associazionismo e della politica comasca. In particolare l’assessore Marcello Iantorno ha espresso la vicinanza del Comune di Como al circolo e al suo ruolo nel mondo del volontariato, augurio condiviso anche da Giovanni Di Giacomo dell’Isola che c’è, e da Guido Castelli, rappresentante dei soci Coop. Ugualmente sentiti gli interventi di Franco Mercuri, presidente dell’associazione comasca per la cooperazione internazionale, che ha ricordato anche uno storico esponente dell’associazione come Perugino Perugini, di Lucia Cassina per la Camera del Lavoro e di Jlenia Luraschi per l’Arci, mentre Antonio Proietto e Nicola Tirapelle, rispettivamente per l’Anpi provinciale e per il circolo cittadino, hanno riportato la convinzione di continuare la collaborazione con Italia Cuba nell’orizzonte delle forze antifasciste comasche. Dopo l’esponente di Svizzera Cuba, prova dell’ampia rete di contatti intessuta in questi anni dall’associazione, è stato il turno dei partiti, con i contributi di Marco Lorenzini per Sel, di Walter Nedo Nenci per il Psi, di Andrea Cazzato per il Pdci e di Fabrizio Baggi per Rifondazione.

In seguito ampio spazio agli interventi degli iscritti, affidati tra gli altri a Luigi Tirapelle, Fabio Facchinetti, Giovanna Tamburello e Roberto Vanzulli che ha lanciato l’idea dell’intitolazione del circolo a Vilma Espin, proposta passata all’unaminità, ideale prologo alla relazione del segretario nazionale Sergio Marinoni, che ha mostrato le ultime novità per Italia Cuba oltre a presentare l’imminente congresso nazionale, previsto per il 28-30 marzo a Genova.

L’ultima parte della giornata è stata così dedicata al rinnovo degli organismi dirigenti, all’approvazione del bilancio e dei documenti politici. Via libera alla relazione del segretario e al rendiconto annuale, mentre per i ruoli d’amministratore e di tesoriere sono stati nominati rispettivamente Maria Luisa Sansica e Giuseppe Caruana. I delegati al congresso genovese saranno nove, più precisamente Nicola Tirapelle, Luca Frosini, Marco Sportelli, Roberto Borin, Andrea Cazzato, Maitè Valdes Casas, Ilaria Belloni, Loredana Peracca e Giovanna Tamburello, mentre il nuovo direttivo, che dovrà eleggere successivamente il segretario, è composto da ventitre membri: Fabrizio Baggi, Andrea Cazzato, Luca Frosini, Ilaria Belloni, Giuseppe Caruana, Giovanna Tamburello, Donato Supino, Jlenia Luraschi, Nicola Tirapelle, Roberto Borin, Fabio Bellacanzone, Francesco Dalla Mura, Marco Sportelli, Antonio Proietto, Maria Luisa Sansica, Luigi Tirapelle, Antonio Russolillo, Maitè Valdes Casas, Lidia Cevenini, Giuseppe Pagano, Renzo Pigni, Loredana Peracca e Domenico Citarella, aumentando ulteriormente la presenza di giovani al suo interno. [Luca Frosini, ecoinformazioni]

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