storia

17 settembre/ Quindici anni di vita e di lavoro con l’amico e maestro architetto Giuseppe Terragni

conferenza-presentazione-libro-Zuccoli-17-set-2015-745x1024Presentazione della nuova edizione del libro di Luigi Zuccoli, a cura di Luca Lanini, giovedì 17 settembre alle 18 nella Sala conferenze dell’Ordine degli Architetti PPC al Novocomum in via G. Sinigaglia a Como, saluti di Michele Pierpaoli, interventi del curatore, Giovanni Menna e Franco Purini, un ricordo di Carlo Zuccoli.

12 settembre/ Europa+Resistenza memoria e progetto in 70 anni dalla Liberazione

ANPI-12set2015-ManifestoEuropa+Resistenza memoria e progetto in 70 anni dalla Liberazione è un importante convegno sui temi dell’antifascismo in rapporto alla contemporaneità europea, che si tiene per tutta la giornata di sabato nella Sala degli Stemmi di Palazzo Cernezzi a Como.

Organizzato dall’Anpi (Comitato provinciale di Como e Comitato regionale della Lombardia), in collaborazione con l’Istituto di Storia Contemporanea “Pier Amato Perretta” di Como, e con il patrocinio del Comune di Como, l’incontro intende approfondire e attualizzare gli ideali della Resistenza e della Liberazione, di cui quest’anno ricorre il 70° anniversario e che sono incarnati a Como dal Monumento alla Resistenza Europea.

Il programma della mattina, che sarà presieduta da Tullio Montagna,  presidente regionale Anpi Lombardia, vedrà, a partire dalle 9.30,  l’intervento di: prof. Gianni Perona, dell’Università di Torino, già direttore scientifico Insmli sul tema La Resistenza in Europa: la storia e le idealità; prof. Filippo Giuffrida Rèpaci, della Federazione Internazione dei Resistentie presidente dell’ Anpi del Belgio sul tema L’Unione Europea dei Resistenti oggi: come renderla operativa; Luca Michelini, del Dipartimento di Scienze Politiche dell’Università di Pisa sul tema Fascismo e liberismo. Precedenti storici e attualità;  dott.ssa Carlotta Gualco, direttrice del Centro in Europa di Genova sul tema I migranti: una risorsa e un’opportunità: quali obiettivi a breve, medio e lungo termine deve darsi l’Europa?

Dopo una pausa pranzo, i lavori del convegno proseguiranno nel pomeriggio alle 14.30 presieduti da Giuseppe Calzati, presidente dell’Istituto di Storia Contemporanea “Pier Amato Perretta” di ComBlo-MonumentoResistenzaEuropeao, con gli interventi di: on. Renzo Pigni, Fabio Cani, dell’Istituto di Storia Contemporanea di Como, arch. Adachiara Zevi, storica dell’ arte, presidente Fondazione Zevi sul Monumento alla Resistenza Europea: gli ideali del Monumento, la sua storia, l’arte della memoria. Prima delle conclusioni che saranno affidate a Alessandro Pollio Salimberti, vice-presidente Anpi Nazionale, la dott.ssa Anna Colombo consigliere speciale del Gruppo S&D al PE per le relazioni con i partiti della Sinistra Europea interverrà sul tema Un cancro “assopito” si rifà virulento: nazionalismo/sciovinismo, razzismo. Scarica e diffondi il programma

30 agosto/ Luoghi e canti per il 70° della Liberazione

RISONANZE2015_ago_sett-1Risonanze – Percorsi in musica attraverso la città, serie di incontri organizzati dalla Casa della Musica e dal Comune di Como per gli eventi estivi di Como Live, dedica la sua seconda uscita ai luoghi della Resistenza, in occasione del 70° anniversario della Liberazione.
Domenica 30 agosto 2015, con ritrovo alle ore 15.15 all’ex Ticosa (in viale Innocenzo XI, di fronte alla questura) si percorrerà un vero e proprio “cammino della libertà” dalla Tintoria Comense, una delle fabbriche dello sciopero del marzo 1944, ai luoghi del potere fascista (Questura, Provincia, Casa del Fascio), ai luoghi della parola e dell’incontro (piazza Duomo, piazza Cavour) fino al Monumento alla Resistenza Europea, uno dei simboli più alti della storia recente comasca, inaugurato nel 1984 alla presenza del presidente della Repubblica Sandro Pertini, già esponente di punta dell’Antifascismo e della Resistenza.
Secondo la formula di Risonanze, il percorso percorso, guidato da Fabio Cani (Istituto di Storia Contemporanea), sarà segnato da alcuni interventi musicali del Canzoniere Popolare della Brianza, e si concluderà alle 18.30 in piazza Martinelli con un vero e proprio concerto del Canzoniere che presenterà il suo recente lavoro Cosa importa se ci chiaman banditi, dedicato alle canzoni partigiane.
CanzonierePopolareBrianza

Il Canzoniere Popolare della Brianza nasce a Oggiono (Lc) nel 1974, come formazione interessata alla riproposta del canto popolare della tradizione lombarda, inserendosi nel movimento del folk-revival avviato in Italia negli anni ’60. Il gruppo, che in un primo tempo eseguiva materiale musicale raccolto da vari ricercatori italiani, è andato sviluppando ben presto un’attenzione per il canto tramandato oralmente in Brianza e nel Lecchese, sulla base del lavoro di ricerca e di raccolta condotto dalla metà degli anni ’70 da Massimo Pirovano, testimoniato dal volume Cari signori che state ad ascoltare. Il canto popolare tradizionale nella Brianza lecchese (Oggiono, Cattaneo, 2002). Perciò nella proposta del Canzoniere Popolare della Brianza il canto viene illustrato come documento delle condizioni di vita, dei rapporti familiari, delle relazioni sociali e, ovviamente, delle forme di espressione musicale che si incontravano presso le classi popolari. Il canto risulta, in tal modo, una testimonianza utile a comprendere molti aspetti della società e delle mentalità che hanno caratterizzato, in diversi momenti storici, il territorio via via considerato.

Nell’ultimo lavoro del Canzoniere, Cosa importa se ci chiaman banditi – Canti della Resistenza italiana al fascismo, i canti della Resistenza mostrano il formarsi di un repertorio politico, avvenuto nel breve spazio di qualche anno, attraverso il recupero di materiale melodico della tradizione popolare o militare su cui si innestano testi rinnovati o nuovi, anche di creazione colta. Persino canti fascisti vengono ‘riconvertiti’ in nuovi prodotti musicali, solenni o allegri, purché orecchiabili e consoni ad uno spirito patriottico, ispirato ai valori di libertà, giustizia, pace.

30 agosto/ percorso sui luoghi della Resistenza a Como

Nell’ambito di Risonanze – Percorsi in musica attraverso la città, organizzati dalla Casa della Musica e dal Comune di Como per gli eventi estivi di Como Live, si terrà domenica 30 agosto 2015 il percorso dedicato ai luoghi della Resistenza a Como, in occasione del 70° anniversario della Liberazione.
Dalla Tintoria Comense, una delle fabbriche dello sciopero del marzo 1944, ai luoghi del potere (Questura, Provincia, Casa del Fascio), ai luoghi della parola e dell’incontro (piazza Duomo, piazza Cavour) fino al Monumento alla Resistenza Europea, inaugurato nel 1984 alla presenza del presidente della Repubblica Sandro Pertini, già esponente di punta dell’Antifascismo e della Resistenza.
Il ritrovo per la partenza della visita è fissato alle ore 15.15 all’ex Ticosa (di fronte alla questura).
Interventi musicali del Canzoniere Popolare della Brianza.
Il percorso, guidato da Fabio Cani (Istituto di Storia Contemporanea), si concluderà alle 18.30 in piazza Martinelli con un concerto del Canzoniere Popolare della Brianza che presenterà il suo recente lavoroCosa importa se ci chiaman banditi, dedicato alle canzoni partigiane.
In collaborazione con: Istituto di Storia Contemporanea “Pier Amato Perretta”, Anpi, Arci.

6 agosto/ Hiroshima e Nagasaki: il ricordo di Como

A settanta anni di distanza dalle distruzioni causate dalle due prime bombe nucleari della storia dell’umanità (6 e 9 agosto 1945), Como ha voluto ricordare le vittime e i lutti di quel tragico epilogo del secondo conflitto mondiale. L’ha fatto al Monumento alla Resistenza Europea, dove insieme alle pietre prvenienti da tutti campi di sterminio d’Europa, è conservata anche una pietro proveniente prorpio da Hiroshima.

La sobria cerimonia è consistita nella deposizione di una corona d’alloro presso la pietra che ricorda la distruzione atomica della città giapponese, nella lettura del messaggio del sindaco di Hiroshima, Kazumi Matsui (che è anche, attualmente, il presidente di “Mayors for peace”, l’organizzazione dei sindaci delle città per la pace) e in un breve discorso del sindaco di Como, Mario Lucini.

Al centro di entrambe le riflessioni, il monito che simili tragici episodi non debbano più ripetersi, che si ascoltino i raccolti del dolore degli “hibakusha” (ovvero dei sopravvissuti all’olocausto nucleare), che mai più la scienza venga piegata a disegni di distruzione e di morte. Mario Lucini ha poi aggiunto che il legame che unisce Como a una città giapponese (Tokamachi, e del gemellaggio ricorre quest’anno il quarantesimo anniversario) è il segno che una strada di comprensione tra popoli e culture anche molto diverse è possibile.

[Fabio Cani, ecoinformazioni]

Alcuni momenti della cerimonia

Hiroshima-05

Hiroshima-03

Hiroshima-02

Hiroshima-06

2 agosto/ Bologna>Como Anniversario della strage

Quest’anno ricorre il 35esimo anniversario della Strage di Bologna.

L’Associazione Università Popolare di Como Auser e NodoLibri hanno mantenuto viva la memoria dei fatti e delle persone coinvolte, di tutte le vittime; soprattutto delle tre vittime comasche: Carlo, Annamaria e Luca Mauri.

2agosto2015

Anche quest’anno si vuole riportare l’attenzione dei comaschi sui giorni dell’agosto 1980. Per narrare ai giovani alcune storie che non conoscono e le vite di tre giovani loro concittadini, Gerardo Monizza ha scritto un libro 2 agosto 1980 Bologna Como – Diario doloroso.

Sul testo è stato costruito un evento in piazza San Fedele nella giornata di domenica 2 agosto (dalle 9 alle 21): un “coro” circolare di leggii, uno per ogni ora (tranne quello dei minuti 25, l’ora della strage: 10.25) sembra un orologio. Su tutti i leggii alcuni brani tratti dal libro. I passanti si fermano leggere anche  trasferendosi da un leggio all’altro.

Non sono previsti discorsi né parole.

È stato concesso il Patrocinio della Città di Como, Assessorato alla legalità che ha organizzato, per la giornata di sabato 1 agosto la proiezione del film: “La linea gialla”. Ore 15 in Biblioteca Comunale ingresso gratuito.

2 agosto/ memoria della strage di Bologna

Il 2 agosto 1980, alle 10.25, una bomba fascista collocata nella sala d’aspetto della stazione di Bologna uccideva 85 persone e ne feriva 200. Tre di queste, Carlo Mauri, Annamaria Bosio e il loro piccolo figlio Luca, erano di Como, in viaggio verso una vacanza che non avrebbero mai trascorso.

Attraverso di loro, ogni anno, Como ricorda tutte le vittime della strage.

2015ago02-02

In piazza San Fedele, non lontano da dove la famiglia Mauri viveva, è stata collocata una “stele” con i nomi delle 85 vittime; attorno 11 leggii, disposti a cerchio come le ore di un orologio, quell’orologio della stazione diventato il simbolo della strage; il leggio mancante segna i “minuti 25”, l’ora della strage; sui leggii brani di un “diario” scritto da Gerardo Monizza, amico di Annamaria, Carlo e Luca.

La gente si ferma, legge i brani del diario, legge i nomi delle persone uccise, toglie le lettere di cartone per sottolineare la memoria, indugia, parla.

Discorsi ridotti al minimo, molta partecipazione.

Alle 10,25 le campane della chiesa di San Fedele suonano. Non a morto, per fortuna.

L’installazione memoriale – realizzata da Auser-Università Popolare, NodoLibri, Associazione Memoria Condivisa – Memoria e Verità, con il patrocinio del Comune di Como – Assessorato alla Legalità, e con la collaborazione di Teatro Sociale, Libreria Ubik, Euroscatola, Eliolux –  dura per tutta la giornata di domenica 2 agosto, dalle 9 alle 21.

[Fabio Cani, ecoinformazioni]

 

Alcuni momenti del ricordo della strage.

2015ago02-01

2015ago02-12

2015ago02-05

2015ago02-08

2015ago02-03

2015ago02-10

2015ago02-11

2015ago02-04

2015ago02-06

 

Castello Baradello, un nuovo museo

baradelloMuseo archeologico, Parco Spina Verde e Soprintendenza hanno lavorato per una nuova esposizione, «I lavori sono ormai in fase di ultimazione» annuncia il Comune di Como.

«Presto i visitatori potranno finalmente ripercorrere la storia della nostra città grazie ai reperti che verranno esposti all’interno dell’antica torre – spiega una nota di Palazzo Cernezzi –. L’intervento, promosso dal Parco Spina Verde in collaborazione con il Museo archeologico di Como e la Soprintendenza archeologia della Lombardia, prevede di trasformare il Castello in una sorta di “Torre del Tempo”, con un percorso interno che spazia dalle origini di Como fino ai giorni nostri».

«I reperti archeologici, finora conservati nei depositi del Museo Archeologico “Paolo Giovio”, sono stati trasferiti al Castello nei giorni scorsi e vengono ora disposti in apposite vetrine che saranno accompagnate da didascalie messe a punto dal Museo di concerto con la Soprintendenza – si spiega –. I reperti archeologici provengono dagli scavi condotti al Baradello dall’architetto Luigi Mario Belloni negli anni Settanta, a cui si aggiungono gli interessanti materiali recuperati nel corso delle campagne di scavo condotte successivamente negli anni 2008-2010 sotto la direzione dei Musei civici di Como, su concessione del Ministero».

«Queste nuove ricerche hanno previsto un approccio moderno e multidisciplinare e hanno portato importanti risultati – prosegue e precisa la nota –. Si sono potute approfondire le conoscenze sulle fasi più antiche del Castello, che possono ormai essere datate con certezza all’età altomedievale (V-VI sec. d.C.). È stata inoltre identificata una cerchia muraria più esterna che circondava e proteggeva il complesso fortificato, in aggiunta alle altre due finora note. Gli studi sono ancora in corso ma alcuni dei risultati sono già stati divulgati anche su riviste scientifiche internazionali. L’esposizione consentirà di condividere i dati raccolti con la cittadinanza, con i turisti e con gli studenti, valorizzando pienamente i materiali restituiti dagli scavi, che acquistano un maggiore significato ora che sono esposti nel loro luogo di origine». [md, ecoinformazioni]

Il Monumento ai Caduti di Erba: restauro e approfondimento

ErbaMonumento-01

Il centenario della prima guerra mondiale sta dando anche nel territorio comasco i primi frutti concreti: un rinnovato interesse per quelle tragiche vicende conduce a volte alla valorizzazione di elementi memoriali di grande pregio.

È il caso di Erba, dove il Monumento ai Caduti, realizzato secondo il progetto di Giuseppe Terragni e inaugurato nel corso del 1932 (a quasi quattordici anni dalla fine del conflitto!), è stato oggetto di un attento lavoro di restauro, curato dall’architetto Marco Ortalli, per preservarlo dal degrado e garantirne la conservazione, restauro inaugurato nella serata di ieri, 2 luglio.

Caratterizzato da un radicale inserimento nel paesaggio, il Monumento di Erba sorge sulla collina nei pressi della villa Mainoni e della chiesa prepositurale, ed è introdotto da una lunga e scenografica scalinata. In cima, un ambiente aperto da un porticato accoglie il sacrario, a sua volta sormontato da uno spazio erboso cinto da un’esedra in pietra viva.

Interessante per la sintesi profondo tra elementi tradizionali e proposte d’avanguardia, il Monumento rischiava il deperimento per la scarsa manutenzione (non solo degli elementi in muratura, ma anche di quelli naturali, come la doppia fila di cipressi a fianco della scalinata), oggi scongiurato dal comune sforzo di enti pubblici, club di servizio e soggetti privati.

Un risultato che è stato sottolineato con molta soddisfazione e anche un po’ di enfasi dai molti discorsi inaugurali. Certo un po’ più di considerazione per le vicende storiche non sarebbe stata fuori luogo: il sacrificio dei caduti nella prima guerra mondiale è stato ripetutamente collegato alla “riconquista della libertà” (forse confondendosi con l’esito della lotta di Liberazione al termine dell’altra guerra mondiale, la seconda…) e poche parole sono state dedicate all’immane tragedia di quel conflitto, dove inutilmente perirono in Europa milioni di vite (anche il pontefice Benedetto XV, regnante in quegli anni, la definì “inutile strage”), una tragedia che si riflettè su ogni regione italiana (in provincia di Como i morti furono circa  9000) e di cui i Monumenti ai Caduti sono un’importante traccia di ricordo.

Maggiore sforzo di approfondimento è stato dedicato al Monumento di Erba in una mostra, inaugurata subito dopo la cerimonia al Monumento, allestita nella vicina Villa Candiani.

Curati da Alberto Novati e Aurelio Pezzola, i pannelli propongono un’interpretazione simbolica del manufatto che, superando la retorica patriottarda, lo ricollega agli archetipi più profondi della cultura umana. Con le belle fotografie di Giovanni Colosio e l’efficace impaginazione di Giovanna Saladanna, l’esposizione si propone di rafforzare la consapevolezza dell’importanza culturale della collina erbese dove sorge, oltre a Monumento, anche il Teatro Licinium.

La mostra, accompagnata anche da un catalogo con numerosi saggi, è visitabile fino al prossimo 4 novembre (orari: martedì e giovedì dalla 16 alle 18.30, sabato dalle 15 alle 18.30). [Fabio Cani, ecoinformazioni]

Un momento dell’inaugurazione

ErbaMonumento-02

Una sala della mostra col plastico del Monumento ai Caduti

Erba-Mostra-01

29 giugno/ L’ex-fabbrica “Martinetta”. Storia, realtà e futuro a confronto

Martinetta_Locandina Convegno_29 giugno 2015_Inaugurazione della mostra «dedicata al lavoro didattico e di ricerca svolto dal Politecnico di Milano sull’area della “ex Martinetta” di Rovellasca», lunedì 29 giugno dalle 9 nella ex-scuola “Milite Ignoto” in piazza Risorgimento 9 a Rovellasca, «per illustrare ai cittadini e alle istituzioni politiche, economiche, sociali ed educative del territorio le soluzioni progettuali di reinterpretazione degli spazi industriali dismessi di quest’area». Nel pomeriggio visita guidata all’ex-fabbrica Martinetta.

 

«Il compendio produttivo della ex fabbrica Martinetta, l’azienda di Rovellasca attiva nel settore tessile comasco dagli anni ’30 agli anni ‘90, ha stimolato le riflessioni dei giovani architetti del Politecnico di Milano, i quali, nell’ambito del Laboratorio di progettazione degli interni e conservazione del costruito dei proff. Michele Ugolini e Rossana Gabaglio del Dipartimento di architettura e studi urbani, hanno svolto un interessante lavoro di ricerca immaginando i possibili sviluppi futuri dell’area – precisa un comunicato del Parco del Lura –. L’insediamento produttivo, oggi frazionato e occupato solo parzialmente, continua ad occupare una porzione strategica del territorio, trovandosi al centro di una fitta rete di scambi tra Como e Milano, possibili sia su gomma che su ferro, nonché affacciata sulla valle del torrente Lura, dove si snoda l’itinerario di fruizione del Parco del Lura». [md, ecoinformazioni]

Ecoinformazioni è un circolo Arci

Anche ecoinformazioni in Pressenza