storia

12 dicembre/ La vita di Ernesto Maltecca in un libro

ernesto-maltecca-libroSabato 12 dicembre alle 17.30 al Cento Medioevo di Olgiate Comasco, sarà presentato il libro La vita vissuta [2015, 120 p., ed. NodoLibri, 12 euro], l’autobiografia del patriota Ernesto Maltecca (classe 1923), scritto con la collaborazione della figlia Franca.

Ernesto Maltecca nel 1944 deve nascondersi per non essere arruolato nell’esercito della Repubblica Sociale fascista. “Gh’era nient de fa” e allora si mette a scrivere la storia dei suoi primi venti anni di vita, spontaneamente, senza progetto. Non aveva mai scritto prima di allora. Non aveva mai letto un diario ma gli piacevano le opere, le ascoltava alla radio, le canticchiava, forse questo gli è servito. Scrive in terza persona, nell’italiano che gli consente la sua istruzione di allora. Passano più di sessanta anni di vita, di lavoro, di militanza senza scrivere altro. Poi decide di completare il racconto della sua vita, aiutato dalla figlia Franca.

Parteciperanno all’incontro, oltre all’autore, Maria Rita Livio, sindaca di Olgiate Comasco e presidente della Provincia di Como, Alessandro Tarpini, segretario generale Camera territoriale del lavoro di Como, e Beppe Calzati, presidente dell’Istituto di Storia Contemporanea “Pier Amato Perretta” di Como. Il libro è stato edito infatti per iniziativa dell’Istituto di Storia Contemporanea, con il sostegno della Camera territoriale del Lavoro di Como e del Sindacato Pensionati Italiani di Como, con il patrocinio del Comune di Olgiate Comasco.

8 dicembre/ If only i were that warrior al Gloria

IOIWTW_Event_Flyer_Como (2)Awen Film con la collaborazione di Arci Xanadù e Anpi sezione di Como Perugino Perugini presentano allo Spazio Gloria di via Varesina 72 a Como martedì 8 dicembre alle 21 il film – documentario If only i were that warrior di Valerio Ciriaci (http://ifonlyiwerethatwarrior.com/).

Dopo la recente costruzione di un monumento dedicato al generale fascista Rodolfo Graziani, il film affronta i crimini di guerra impuniti del generale e gli altri commessi in nome delle ambizioni imperiali di Mussolini. Il regista segue le storie di tre personaggi percorrendo Etiopia, Italia e Stati Uniti. Un viaggio attraverso i ricordi di vita ed i resti tangibili dell’occupazione italiana dell’Etiopia, che attraversa le generazioni e continenti di oggi dove questa eredità, spesso trascurata, lega ancora il destino di due nazioni e i loro popoli.
Il documentario è stato presentato con successo in anteprima mondiale al 56esimo Festival dei Popoli di Firenze il 28 novembre scorso.

Prima della proiezione, l’introduzione sarà affidata al regista Valerio Ciriaci, con la partecipazione del produttore Isaak Liptzin e dello storico comasco Matteo Dominioni, coordinati da Fabio Cani di Arci-ecoinformazioni. L’ingresso è libero.

ecoinformazioni 517/ Poesie dal fronte

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Raccontare le tragedie del secolo più tragico della storia dell’umanità – il Novecento – ha coinvolto non solo le grandi personalità del pensiero, dell’arte, della letteratura e della poesia, ma anche molte persone “semplici”, soldati e civili, che – volenti o nolenti – si sono ritrovati al centro di eventi enormi e – appunto – enormemente tragici È su questo binario che si snoda la presentazione del volume Poesie dal fronte, curato da Pietro Berra e pubblicato da NodoLibri grazie all’iniziativa della Camera territoriale del Lavoro di Como e del Sindacato Pensionati Spi-Cgil di Como. Leggi nel numero 517 del settimanale ecoinformazioni (pag. 18) il seguito dell’articolo di Fabio Cani.

Anpi Mariano/ Mostra: A scuola con il duce

a scuola con il duceDa domenica 22 a domenica 29 novembre alla sala civica di piazza Roma a Mariano Comense la sezione Anpi Mariano-Cantù promuove con la collaborazione dell’Istituto di storia contemporanea P.A. Perretta di Como e dell’Unitre di Mariano la visione della mostra A scuola con il duce. La mostra vuole essere un percorso nell’educazione primaria degli anni del fascismo: dall’iniziale Riforma gentile, dove alla tradizione educativa di stampo liberale si affiancavano elementi elitari e di forte sottomissione allo stato, alla progressiva fascistizzazione della scuola all’insegna del militarismo e del culto di Mussolini e del fascismo. Un sistema educativo in cui è proprio la scuola elementare il primo e più importante gradino di un processo di irregimentazione e indottrinamento volto a formare i giovani al combattimento come valorosi e obbedienti soldati, e le giovani al ruolo di massaie e madri prolifiche. Una scuola che fu anche tra le prime istituzioni statali colpite dalle leggi di discriminazione razziale nei confronti degli ebrei. Della mostra faranno parte anche pannelli specifici su Mariano, frutto delle ricerche del maestro Gianfranco Lucca.

Musica da camera nel cuore di Como

Kammermusik nasce, grazie al sostegno dell’Assessorato alla Cultura del Comune di Como, dall’idea di portare la grande musica da camera nel centro della città di Como. Nell’atmosfera raccolta della Casa della Musica si avrà l’occasione di essere catturati da alcune delle pagine più belle scritte per trio e quartetto. Il viaggio che la Casa della musica propone spazia dalle note barocche di J.C.Bach fino alle cupe introspezioni di metà ‘900.

I tre appuntamenti cameristici presentano, ogni volta, una formazione diversa. Si parte il 10 ottobre con il Trio Euphonia trio con fortepiano, violino e violoncello, la formazione più antica, che appunto dedica la sua serata alla musica del ‘700. Di carattere diverso è il trio d’archi del 7 novembre, che vedrà impegnato il Trio Accademia i tre musicisti nelle pagine romantiche di Beethoven, Schubert e Sibelius. Al centro della stagione il concerto del 1 novembre con il Quartetto Eranos la formazione più “nobile” nella storia della musica da camera, il quartetto d’archi appuno, che eseguirà due quartetto di Beethoven.

CONCERTO PER TEREZIN
Il concerto del 17 ottobre ricopre un’importanza particolare tra i concerti di Kammermusik. Molti non sanno che nel conflitto che ha sempre segnato i rapporti tra l’arte e la storia, il 17 ottobre 1944 è una data cruciale. Nelle prime ore di quel giorno di 71 anni fa un’intera generazione di artisti europei viene sterminata nel campo di Auschwitz-Birkenau. Poeti, musicisti, pittori che per quattro anni hanno vissuto nel “ghetto modello” di Terezín. Il giorno precedente, il 16 ottobre, sono stati caricati insieme ad altri 1500 deportati su un unico convoglio ferroviario, quello che le SS hanno chiamato beffardamente “il treno degli artisti”. Il giorno dopo sono stati quasi tutti uccisi nelle camere a gas.

L’Associazione Casa della musica, in collaborazione con l’associazione romana She Lives, intende ricordare per la prima volta in Italia quella data, non per costituire un altro Giorno delle Memoria, l’opposto: ricollocare l’opera di questi artisti nel corso della storia musicale, svincolandola dai contesti commemorativi dove troppo spesso viene relegata.

In questa data il protagonista del concerto che si terrà alla Sala Musa dell’Associazione Carducci alle ore 17, che ringraziamo per aver deciso di collaborare con noi per questa iniziativa,  sarà il pianista francese Christophe Sirodeau che eseguirà musiche composte da compositori vissuti a Terezin in quegli anni: Victor Ullmann, Erwin Schulhoff e Hans Winterberg del quale verra eseguita in prima mondiale la Suite per pianoforte  Theresienstadt. Domenica 18 alla Casa della musica sarà invece proiettato il film di Kurt Gerron Theresienstadt a seguito del quale interverranno Marinella Fasani e Elisabetta Lombi.

Per l’occasione alla Casa della musica sarà allestita anche la mostra Attraverso gli occhi dei bambini – Mostra di disegni e poesie del ghetto di Terezin, grazie alla collaborazione con Istituto di Storia Contemporanea “Pier Amato Perretta”.

 

Qui la cartolina dell’iniziativa.

Per info: www.comokammermusik.org

L’Istituto di storia contemporanea di Como sull’orlo di una crisi…

istituto-perrettaL’Istituto di storia contemporanea Pier Amato Perretta di Como rischia di chiudere. L’allarme, lanciato durante la conferenza stampa convocata nella mattinata del 7 ottobre 2015, vuole stimolare cittadini, associazioni, partiti, sindacati e istituzioni affinché una realtà preziosa come questa non chiuda. E basterebbero davvero poche migliaia di euro.
«Da molti anni siamo ospitati – spiega il presidente Giuseppe Calzati – in uno stabile comunale, grazie a un comodato d’uso firmato dalla giunta guidata dal sindaco Antonio Spallino. Non è poco, ma non basta. La manutenzione, ordinaria e straordinaria, è a carico nostro, così come la luce e il riscaldamento, migliaia di euro l’anno». E, a questo proposito, da tre anni l’Istituto sta facendo fronte al pagamento di vecchie bollette, mai consegnate prima, per un totale di sedicimila euro.
Per lavorare con un minimo di tranquillità sarebbero necessari altri ottomila euro circa all’anno. Gli associati sono un centinaio, a cui si aggiungono una cinquantina fra associazioni, istituzioni locali, sindacati e comuni, fra cui quello capoluogo. «Con le quote e le nostre attività – continua Calzati – riusciamo a raccogliere cinquemila euro. Le risorse pubbliche, negli anni, si sono assottigliare. L’amministrazione provinciale, per esempio, ha subito tagliato la sua quota. Il Comune di Como – che è socio fondatore dell’Istituto – in passato non sempre ha pagato, e anche negli ultimi tempi non è sempre puntuale nel versamento dei suoi cinquecento euro. C’è la quota dell’anno scorso, non ancora quella di quest’anno». A oggi, le uscite superano le entrate.
Da parte sua, l’Istituto, durante l’anno, mette in cantiere un sacco di iniziative: incontri pubblici, seminari, corsi di aggiornamento per docenti e un rapporto intenso con le scuole. Per non parlare del patrimonio conservato in sede e a disposizione di cittadini e studiosi: un archivio cartaceo di circa ottanta mila documenti tra originali e copie, una biblioteca con più di venti mila tra volumi e opuscoli, una fototeca di oltre duemila pezzi, una videoteca con più di mille cassette e un’emeroteca ricca di decine e decine di testate altrimenti non reperibili sul territorio. Se non ci sarà un consistente cambio di situazione, molte di queste attività rischiano un blocco: non tutto certo, perché alcune iniziative sono già varate, anche attese dal pubblico. «Siamo di natura riservata – aggiunge Calzati – e non siamo inclini alla polemica. Ogni attività è portata avanti con fatica. Facciamo un appello affinchè ci sia un sussulto d’attenzione. Siamo una risorsa, vogliamo essere considerati come tali e vogliamo essere messi in condizione di dare il nostro contributo culturale alla città».
L’8 giugno, una mozione del Movimento Cinque Stelle, seguita poi da un successivo ordine del giorno era stata approvata all’unanimità (con astensione, come da prassi, del sindaco) dal consiglio comunale comasco in cui si chiedeva «un incremento congruo di aiuti economici all’Istituto finalizzato al completamento di importanti attività». Nulla accadde: «Manifestazioni di simpatia, interesse e pacche sulle spalle ci sono state – conclude Calzati – il problema è la sostanza. Le diverse proposte avanzate, come la costituzione di una Casa della memoria, finora sono rimaste senza risposta».
L’istituto non è stato coinvolto nemmeno nel processo di discussione per Como capitale della cultura. «È più corretto dire – chiude lapidario il vice presidente Fabio Cani – che siamo stati tenuti fuori. Noi ci siamo fatti avanti più volte, ma di fronte a precise sollecitazioni ci è stato fatto capire che non eravamo “abbastanza pop”». [aq, ecoinformazioni]

8 ottobre/ Primi manufatti artistici, offerte votive e sontuosi banchetti, tra il piacere della vita e l’esperienza della fine

081015 cantùLe prime culture lombarde e l’arte romana, incontro a cura di Elisabetta Sangalli, docente di storia dell’arte, giovedì 8 ottobre alle 21 alla Biblioteca comunale Ugo Bernasconi di Cantù, in piazza Marconi 1, per In cibo veritas.

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