6 agosto/ Hiroshima e Nagasaki: il ricordo di Como

A settanta anni di distanza dalle distruzioni causate dalle due prime bombe nucleari della storia dell’umanità (6 e 9 agosto 1945), Como ha voluto ricordare le vittime e i lutti di quel tragico epilogo del secondo conflitto mondiale. L’ha fatto al Monumento alla Resistenza Europea, dove insieme alle pietre prvenienti da tutti campi di sterminio d’Europa, è conservata anche una pietro proveniente prorpio da Hiroshima.

La sobria cerimonia è consistita nella deposizione di una corona d’alloro presso la pietra che ricorda la distruzione atomica della città giapponese, nella lettura del messaggio del sindaco di Hiroshima, Kazumi Matsui (che è anche, attualmente, il presidente di “Mayors for peace”, l’organizzazione dei sindaci delle città per la pace) e in un breve discorso del sindaco di Como, Mario Lucini.

Al centro di entrambe le riflessioni, il monito che simili tragici episodi non debbano più ripetersi, che si ascoltino i raccolti del dolore degli “hibakusha” (ovvero dei sopravvissuti all’olocausto nucleare), che mai più la scienza venga piegata a disegni di distruzione e di morte. Mario Lucini ha poi aggiunto che il legame che unisce Como a una città giapponese (Tokamachi, e del gemellaggio ricorre quest’anno il quarantesimo anniversario) è il segno che una strada di comprensione tra popoli e culture anche molto diverse è possibile.

[Fabio Cani, ecoinformazioni]

Alcuni momenti della cerimonia

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