Schediamoci tutti! «Mi chiamo Paolino ho dieci anni e sono zingaro»
Emergenza Diritti umani. Acli e Caritas di Como lanciano la Campagna Schediamoci tutti! «Mi chiamo Paolino ho dieci anni e sono zingaro». Ecoinformazioni aderisce all’iniziativa a difesa dei fondamentali diritti umani delle persone. Tutti i materiali preparati da Acli e Caritas per partecipare. Le adesioni vanno inviate alle Acli entro giovedì 3 luglio.
«Bambini che dichiarano di essere zingari, con il supporto e l’approvazione dei loro genitori, è la provocazione, un po’ ironica, un po’ preoccupata, che le Acli e la Caritas di Como propongono a tutta la comunità lariana dopo le dichiarazioni del Ministro dell’Interno sull’opportunità di identificare (e così a suo dire di tutelare) i bambini appartenenti a un’etnia e solo a quella.
L’impronta la mettono solo i figli degli zingari.
Ma allora, dicono alle Acli, perché non estendere questa opportunità, quella di essere schedati, anche ai nostri figli? Loro si divertiranno e vivranno questa cosa come un bel gioco, noi genitori, che sottoscriviamo il volantino, spiegheremo che c’è qualche bambino come loro che si diverte di meno.
Due associazioni cattoliche comasche che, recentemente, hanno approfondito il tema della diversità, delle sue problematiche e della ricchezza che può portare, in un riuscito convegno alla Ca’ d’Industria, si rivolgono con questa iniziativa innanzitutto a tutte le altre organizzazioni sociali, sindacali e politiche del territorio perché si attivino per contrastare un pensiero e una politica che ritengono inaccettabili, in particolare se portati avanti dai massimi livelli di governo.
Gli interessati a partecipare a questa schedatura possono contattare le Acli di Como da lunedì mattina in via Brambilla 35, tel. 031.3312727 a Como. L’obiettivo è quello di avere un ritorno di adesioni entro giovedì 3 luglio, quando i responsabili delle associazioni promotrici porteranno le schede con le impronte dei bambini alle autorità competenti.
Qui potete consultare un volantino in pdf che vi preghiamo di riprodurre e diffondere con tutti i mezzi ed i canali a vostra disposizione. Una volta compilato e completato con l’impronta del bambino (meglio se colorata), va apposta la firma del genitore per il consenso informato.
Le schede, così completate, vanno consegnate alle Acli di Como in via Brambilla 35 a Como, oppure inviate via fax al numero 031.3312750 o via mail all’indirizzo: como@acli.it entro e non oltre giovedì 3 luglio (ore 12.00).
Le schede raccolte verranno consegnate nella serata dello stesso giorno alle autorità competenti». [Per le Acli Luisa Seveso, per la Caritas Roberto Bernasconi].
Entrerà in funzione il 4 luglio e fornirà assistenza tutti venerdì dalle 10 alle 13 in via Brambilla 35 a Como il Focal point, «uno sportello per dare aiuto concreto alle vittime di ogni discriminazione» si legge nel comunicato stampa del Patronato Acli che gestirà il servizio su incarico dell’Unar, l’ufficio nazionale antidiscriminazioni razziali.
Una sessantina di persone, tra cui esponenti della Questura e della Prefettura, consiglieri comunali, esponenti del volontariato e dell’associazionismo hanno seguito la tavola rotonda, organizzata da Acli, Azione cattolica e Caritas di Como, nel salone della Ca’ d’industria a Como venerdì 20 giugno.
«L’idea è quella di fare chiarezza sulla realtà e dire la verità» ha esordito Marialuisa Seveso, sottolineando che quest’ultima non è un concetto da spiegare con presunzione, ma solo un tentativo di capire la reale situazione di queste popolazioni.
reciproco, riconoscendo pari valore alle tre dimensioni che costituiscono le Acli: associazione, movimento ed impresa sociale», così come tracciato nella mozione congressuale del febbraio scorso «le Acli intendono affrontare le sfide di questa nuova epoca nelle dimensioni a loro più proprie: quella ecclesiale, quella del mondo del lavoro e quella dell’impegno per la democrazia» con «una presa di coscienza della fase di passaggio che stiamo vivendo, di mutamento culturale, sociale e politico». La nuova presidente è entrata nell’associazione da giovanissima, poco dopo le superiori, arrivando alla direzione del Patronato Acli regionale. Da qui il passaggio alla direzione del movimento aclista comasco per il quale punta a «concentrare l’attenzione sullo sviluppo associativo, sostenere le presenze territoriali esistenti, promuovere nuovi modi di essere fra la gente e nuove forme di sviluppo di comunità in rete con le parrocchie, le altre associazioni e quanto c’è di attivo sul territorio».
