Acli

Frontalieri: richiesto un incontro in regione

frontalieriCgil, Cisl, Uil, unitamente alle Acli, hanno chiesto un incontro alla nuova Commissione speciale per i Rapporti italo svizzeri istituita in seno al Consiglio regionale. Al centro l’inizio di un confronto in merito alle modifiche relative alla disoccupazione speciale per i frontalieri e i trattamenti fiscali per i lavoratori con permesso G, residenti al di fuori della fascia dei 20 km

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«Basta spremere i frontalieri»

I sindacati Cgil, Cisl, Uil, Acli, Unia Ocst organizzano venerdì 23 novembre alle ore 20.30 a Uggiate Trevano un convegno informativo sulla questione della disoccupazione speciale per i lavoratori frontalieri Al convegno verranno presentate le successive iniziative e sarà possibile firmare la petizione contro la decisione dell’Inps di erogare la disoccupazione ordinaria ai dipendenti italiani in Svizzera. Interverranno:Luisa Seveso ( Acli), Luca Fonsdituri (Cgil), Chiara Braga (parlamentare Pd), Carlo Maderna (Cisl), Sergio Aureli (Unia), Giancarlo Bosisio (Ocst), Roberto Cattaneo (Uil), Fortunato Turcato (sindaco di Uggiate Trevano)  

«Uniti per i frontalieri»

«Basta spremere i frontalieri. La disoccupazione è un diritto, non un profitto». Questo lo slogan usato unitariamente da Cgil, Cisl, Uil, Acli, Unia, Ocst e Sina per lanciare la petizione contro la decisione dell’Inps di erogare la disoccupazione ordinaria ai lavoratori italiani in Svizzera. Le firme verranno raccolte lungo i territori di Como, Varese e Sondrio. In programma anche due convegni informativi (altro…)

Yalla! Festa solidale per la Palestina/ Sabato 12 maggio

L’associazione Celim Erba, in collaborazione con Ipsia e con il circolo Acli erbese, organizza a Erba sabato 12 maggio Yalla! Festa solidale per la Palestina. Dalle 15 alle 19.30 nella sede della cooperativa Noivoiloro in via Milano 7 a Erba verrà aperta la mostra 4 passi in Palestina, che sarà possibile visitare anche domenica 13 maggio dalle 15 alle 18. Sabato sera, inoltre, la comunità palestinese in Lombardia preparerà dalle 20.30 piatti tipici palestinesi; per partecipare alla cena è necessario prenotarsi, inviando una mail a erba@celim.it o telefonando al numero 031.3312711. Scarica qui il volantino dell’iniziativa.

10 giugno a Cantù e 11 giugno a Figino Serenza Festacli 2011

Parole d’ordine: pace, solidarietà, volontariato. Festacli 2011 venerdì 10 e sabato 11 giugno.  La Marcia Perugia-Assisi, 50anni per la pace e la fratellanza dei popoli, incontro con Flavio Lotti, coordinatore nazionale Tavola della Pace venerdì 10 giugno alle  21 al Teatro San Teodoro Via Corbetta Cantù. Leggi il programma.

Domenica 1° maggio non può diventare la festa del consumismo

Luisa Seveso, presidente delle Acli comasche, si schera dalla parte dei lavoratori sulla questione del 1° maggio che il centrodestra comasco ha reso giorno lavorativo calpestando i diritti sindacali e determinado lo sciopero del commercio. Leggi il testo della lettera delle Acli di Como ai sindacati.

Cgil, Cisl, Arci e Acli insieme per il lavoro

marcia%20impCgil. Cisl, Acli e Arci invitano a partecipare alla Marcia per il lavoro. Insieme per battere la crisi. Milano, 24 ottobre 2009. Raduno a Porta Venezia alle 14. Conclusione in Piazza Castello alle 16,30.

Per diverso tempo l’economia e la società lombarda dovranno gestire le conseguenze della crisi economica, produttiva ed occupazionale che ha colpito i mercati internazionali, che fa sentire i suoi effetti negativi sulle famiglie, i lavoratori occupati, i precari giovani e non, i pensionati, i lavoratori stranieri. Per questo è necessaria non solo una politica regionale che sostenga la ripresa produttiva e tuteli le fasce più deboli della popolazione, ma anche un’azione di Governo nazionale che adotti scelte coraggiose di ridistribuzione delle risorse, ed un sistema delle imprese che sostituisca alla riduzione dei costi e alla compressione dei salari un reale investimento nell’innovazione e nella ricerca di nuovi mercati. Vogliamo intensificare i confronti regionali e territoriali tra le istituzioni, i Sindacati e le altre parti sociali, anche per ottenere a livello nazionale risposte concrete a tutela di lavoratori e pensionati: dall’alleggerimento della pressione fiscale su buste paga e pensioni, alla lotta alla povertà e alla disoccupazione, per un rilancio reale del sistema economico lombardo ed una tutela più ampia ed estesa dei diritti, del lavoro, del welfare, della sicurezza e della solidarietà sociale della nostra regione. In particolare, proponiamo una serie di obiettivi ed azioni dirette, seguendo alcune priorità: • Copertura del sistema di ammortizzatori da estendere a tutti i soggetti del mondo del lavoro colpiti, fino alla fine della crisi. • Nuove tutele, formazione e riqualificazione per i lavoratori e lavoratrici in disoccupazione ordinaria e in mobilità. • Reimpiego dei lavoratori in mobilità o espulsi. • Formazione e riqualificazione professionale per lavoratori e lavoratrici in cassa integrazione ordinaria, straordinaria e in deroga. • Nuovi strumenti di ripartizione del lavoro (contratti di solidarietà e part-time) per creare una concreta alternativa ai licenziamenti. • Interventi di salvataggio industriale e subentro di nuovi soggetti imprenditoriali per le aziende in crisi. • Conservazione della vocazione industriale delle aree dismesse, orientando gli investimenti verso soluzioni e produzioni eco-compatibili e di risparmio energetico. • Tutela ed inclusione sociale e professionale dei lavoratori immigrati. • Politiche di aiuto alle famiglie colpite dalla crisi che si trovano sotto la soglia di povertà (sostegno affitti, bollette, mutui, rette, tariffe, addizionali locali). • Politica di welfare che tuteli la protezione sociale dei cittadini e l’assistenza sanitaria, con un forte intervento sulla condizione degli anziani e a favore della non-autosufficienza. • Raccordo dei Piani di Zona per potenziare la rete dei servizi alla persona. • Un nuovo patto di stabilità interno per favorire gli investimenti degli Enti Locali in infrastrutture e sviluppo eco-compatibile. • Un più puntuale impegno degli Enti Locali, a partire dai Comuni più grandi come Milano, a sostegno di coloro che sono colpiti dagli effetti della crisi.

Precari ancora più precari: una scelta sbagliata

Presa di posizione delle Acli di Como contro la norma anti-precari in un comunicato stampa dal titolo inequivocabile Precari ancora più precari: una scelta sbagliata.

«Non è ancora chiaro chi abbia voluto la norma inserita nel maxi emendamento della Finanziaria approvato alla Camera che prevede che il datore di lavoro non può essere costretto, nemmeno da una sentenza della magistratura, a regolarizzare un lavoratore precario.
Anche nel caso di dimostrata irregolarità del contratto, in presenza di continua ripetizione di contratti a termine, è prevista solo una sanzione economica.
Il governo se ne lava le mani dicendo che è un’iniziativa del Parlamento (ma di chi, nel Parlamento?), i bene informati affermano che si tratta solo di una soluzione tecnica per sanare situazioni aperte (sarebbe una specie di condono?), Confindustria esulta: “Giusta direzione; semplificazione e minor rigidità è quello che serve al mercato del lavoro”.
Siamo di fronte ad una scelta, magari limitata, magari confusa, ma di evidente significato: invece di operare contro il precariato si agisce contro i precari.
Le Acli vogliono sottolineare soprattutto i risvolti umani della vicenda. Pensano a quale può essere in questi giorni lo stato d’animo di una lavoratrice, di un lavoratore che vedono una sia pur remota e difficilmente praticabile possibilità di difesa e di affermazione dei propri diritti spazzata via da questa finanziaria; che vedono ancora più concretamente il proprio futuro come un susseguirsi di contratti a termine, con le ovvie conseguenze per quanto riguarda la possibilità di formulare un progetto di vita, di creare una famiglia, di fare un figlio.
Dal punto di vista politico le Acli credono che sia il momento dell’unità tra le organizzazioni sindacali e del mondo del lavoro sui temi dei nuovi lavori e del precariato per affrontare insieme le sfide sociali e culturali che sono in atto.
Si augurano che il Parlamento si renda conto dell’errore commesso e provveda a modificare in Senato questa norma per ridare ai lavoratori precari almeno la speranza che, lassù, qualcuno li considera un poco».

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