Marco Lorenzini

Politiche di welfare e sanità regionale

sel comoMercoledì 19 febbraio dalle 20,45 alle 23,15 alla Circoscrizione 6 in via Grandi 21 a Como Sel  invita all’incontro Politiche di welfare e sanità regionale, su welfare e sanità con: Manuela Serrentino (Forum regionale salute Sel), Antonio Muscolino (Medicina democratica), Bruno Magatti (assessore alle Politiche sociali del Comune di Como), Carlo Eboli (delegato Cgil Valduce), Marco Lorenzini (coordinatore provinciale di Sel Como). leggi nel seguito il testo del comunicato.

«Le politiche sociali e le politiche sanitarie hanno da tempo perso quella profonda unione che la riforma sanitaria del 1978 aveva immaginato. In Lombardia erano nate le Ussl (unità socio sanitarie locali) entro le quali i comuni avevano una funzione di indirizzo, mentre oggi le Asl (aziende sanitarie locali) sono guidate da principi aziendali ed economici che hanno trasformato il diritto alla salute in bisogno soddisfabile entro vincoli economici di spesa. Oggi il sanitario e il sociale non sono coordinati e spesso le inefficienze e la politica di riduzione dei costi degli ospedali vengono scaricate sui territori che si trovano costretti ad affrontare problematiche di assistenza; i comuni hanno sempre meno finanziamenti per le politiche di welfare e la sanità lombarda rappresenta da sola la maggior parte del bilancio regionale; la prevenzione e i servizi territoriali sono ridotti al lumicino e le problematiche di cura sono di nuovo scaricate soprattutto sulle famiglie. La regione Lombardia ha appena approvato il Piano sanitario 2014-2018; rischia di chiudere l’ospedale di Cantù; bisogna decidere cosa fare dell’area ex ospedale Sant’Anna; il comune di Como sta predisponendo il bilancio per il 2014; su questi temi organizziamo una serata per una lettura critica ed esporre le nostre proposte». [Maco Lorenzini, coordinatore provinciale Sel Como]

Razzismo elvetico/ Sel: allarme per le europee

sel comoTitti Di Salvo (deputata Sel), Luca Fonsdituri (Forum lavoro Sel), Marco Lorenzini (coordinatore provinciale Sel Como) commentano l’esito del referendum zenofobo svizzero: «Il risultato del referendum del 9 febbraio scorso, proposto dalla destra xenofoba svizzera (UDC e Lega dei Ticinesi), ci preoccupa molto perché dimostra che in quel paese ci sono paure e sentimenti antistranieri che rimangono forti, soprattutto nei cantoni tedeschi e nel canton Ticino (dove i Verdi hanno purtroppo appoggiato le richieste della destra), minoritari invece nei cantoni francesi. I risultati ci dicono che nelle grandi aree urbane, più interessate a fenomeni migratori, ha prevalso il no mentre nelle periferie e nei piccoli cantoni dove il fenomeno è marginale ha prevalso il sì. Nel canton Ticino, dove il fenomeno del frontalierato è importante per l’economia di quel territorio, i dati diffusi nel gennaio 2014 sulla disoccupazione, secondo la Segreteria di Stato dell’economia e il Dipartimento delle Finanze e dell’Economia di Bellinzona, sono questi: 8.247 disoccupati, dei quali 3.913 svizzeri (47,4%), 4.334 stranieri (52,6%). Anche questo dato dimostra la natura ideologica e irrazionale del voto e deve spingere le forze politiche democratiche europee ad un rinnovato impegno per contrastare la deriva xenofofa che si sta diffondendo nel nostro continente.

La vittoria di misura dei sì (50,3%) contraddice i trattati tra U.E e Svizzera di libera circolazione e trasforma di fatto i migranti da libere persone portatrici di diritti a braccia da inserire nei settori lavorativi secondo il sistema dei contingenti. Non ci saranno ripercussioni immediate perché il Governo federale ha 3 anni di tempo per adeguare la vigente legislazione con gli esiti referendari, ma i 60.000 lavoratori frontalieri, dei quali più di 23.000 sono comaschi, sono fortemente preoccupati per il loro futuro. Il nostro partito a livello locale e parlamentare si impegnerà affinché il governo apra subito un tavolo di trattative con la Svizzera su questi temi e, con i nostri circoli svizzeri, appoggerà il referendum di maggio che propone un salario minimo uguale per tutti in ogni cantone della Svizzera L’inserimento di un salario minimo, a prescindere dal settore, permetterebbe di superare il ricatto che molti datori di lavoro fanno ai lavoratori di accettare, a parità di mansioni, una paga inferiore a quella dei lavoratori svizzeri. Siamo consapevoli che l’esito del referendum è un campanello di allarme per le prossime elezioni europee, per cui il nostro impegno sarà ancora più marcato per promuovere una Europa sociale dei diritti per tutti, per il superamento della politica di austerity, per lo sviluppo di politiche economiche che favoriscano il lavoro, per la difesa del modello sociale europeo». [Titti Di Salvo (deputata Sel), Luca Fonsdituri (Forum lavoro Sel), Marco Lorenzini (coordinatore provinciale Sel Como)]

La strada giusta di Sel

congressoSELredux-20La delegazione comasca ha condiviso e votato al congresso di Sel di Riccione i documenti politici  che hanno decretato la scelta del partito per la candidatura Tsipras smentendo ogni ipotesi di subalternità al Pd e giudicando la proposta concordata da Renzi e Berlusconi liberticida e utile solo a dare nuove possibilità al pregiudicato. Nella nota, diffusa il 26 gennaio al termine dei lavori, si comunica anche l’elezione di rappresentanti lariani con Celeste Grossi nell’Assemblea nazionale che dovrà nei prossimi giorni definire i passi in vista delle europee e Marco Lorenzini nell’assemblea regionale Lombarda. Leggi il comunicato nel seguito del post.

«La strada giusta. Il secondo congresso nazionale di Sel a Riccione non è stato un rituale stanco, ma un confronto serio, appassionato, vivo e umano tra uomini e donne, generazioni diverse, che hanno parlato il linguaggio del cuore e della ragione. Tutti i grandi nodi politici sono stati affrontati senza nascondere le diversità, riconoscendo i conflitti e accogliendoli in un percorso collettivo. Le alleanze nel campo largo del centro sinistra sono nel nostro orizzonte, ma questa prospettiva politica è tutta da ricostruire. Il congresso ha dato mandato ai nuovi organismi dirigenti di lottare in parlamento e fuori per il diritto di rappresentanza di chi sarebbe escluso della proposta di italicum e di esplorare in campo europeo la possibilità di costruire una nuova sinistra plurale con Tsipras. La delegazione di Como ha votato convintamente a favore della proposta della commissione politica. La federazione di Como sarà rappresentata nell’assemblea nazionale da Celeste Grossi, nell’assemblea regionale da Marco Lorenzini ed è inoltre presente in tutti i forum tematici». [Vittorio Bergna, Celeste Grossi, Marco Lorenzini, Sel Como]

Sel/ Trevitex

fisacMarco Lorenzini, coordinatore provinciale di Sel di Como, interviene sulla questione ex Trevitex, plaude all’apertura al dialogo di Spallino e chiede scelte non  appiattite sulle sole valutazioni economiche che assicurino «al quartiere una soluzione credibile che trasformi quel non luogo in uno spazio non solo fruibile, ma utile alla città che vorremmo». Leggi nel seguito del post il testo del comunicato.

«Serve qualche ragionamento in più sulla ex Trevitex e bene ha fatto l’assessore Spallino a dare la propria disponibilità ad ascoltare e dialogare con le forze politiche della maggioranza che stanno appoggiando la giunta Lucini. Del resto diciamo da qualche tempo che serve un cambio di passo nel rapporto tra giunta, consiglio comunale e forze politiche, perché bisogna ridare alla politica il suo compito di proporre scenari e azioni concrete, di suggerire orientamenti; al consiglio comunale di indirizzare e alla giunta di amministrare. Pensiamo che questo spazio di discussione vada in questa direzione e quindi entro subito nel merito. Tutta la questione Trevitex è nata male molti anni fa, inficiata da quel modello commerciale pervasivo che vedeva ipermercati ovunque e che ha schiacciato il piccolo commercio, vera anima del rapporto con i cittadini dal punto di vista degli stili di consumo. Inoltre tutto il dibattito storico su quest’area si è svolto entro binari a fondo cieco perché pareva che la scelta fosse tra Coop o Esselunga, mentre invece il problema era ed è un altro: quali stili di acquisto e di consumo riducono il consumismo sfrenato e favoriscono la qualità della vita, una nuova cultura del vivere che deve essere sostenibile con il lavoro, i diritti e l’ambiente? Adesso siamo già troppo avanti e la scelta è stata fatta da altre giunte, quindi noi ci troviamo di fronte al problema di come gestire la realtà e alla responsabilità di decidere come operare. La scelta non può essere guidata soltanto da motivi economici, anche se in una fase di patto di stabilità e di riduzione di fondi ogni comune soffre, ma dal dovere di consegnare al quartiere una soluzione credibile che trasformi quel non luogo in uno spazio non solo fruibile, ma utile alla città che vorremmo. Credo che i criteri per la scelta siano due: conservare ciò che di storico e di archeologia industriale vi è per non perdere la memoria dell’industria che ha reso grande questa città; promuovere socialità attraverso interventi che favoriscano l’incontro, le attività ricreative e culturali e quelle attività economiche compatibili con l’attuale volto europeo della città. In tal senso credo sia utile vagliare tutte le proposte che vanno in questa direzione». [Marco Lorenzini, coordinatore provinciale Sel Como]

 

Diritti/ Il centrosinistra assicuri la possibilità di spostarsi

sel comoIda Sala del Comitato lombardo della vita indipendente delle persone con disabilità e Marco Lorenzini, coordinatore provinciale di Sel Como, partendo dalla discriminazione subita da Eva Sganzerla, sottolineano l’importanza vitale del diritto a spostarsi per le persone che hanno maggiori difficoltà a spostarsi e chiedono al governo della città di Como di intervenire: «Non importa se non lo ha mai fatto prima, intanto comincino a farsi un quadro della situazione con l’aiuto delle associazioni che, sul territorio, si occupano di disabilità, sforzandosi di mantenere il discorso sul piano dei diritti e non lasciandolo precipitare nella valle di lacrime dei servizi speciali». Leggi nel seguito il testo della nota diffusa il 15 gennaio.

«Il fatto accaduto la scorsa settimana e riportato dal quotidiano la Provincia domenica 12 gennaio riguardate Eva Sganzerla di Albate, che è stata lasciata due ore alla fermata del bus, è l’ennesima e costante , perché messa a sistema, discriminazione nei confronti delle persone con disabilità. È una discriminazione che delle persone che hanno difficoltà di deambulazione debbano, per poter prendere il bus prenotarsi giorni (o ore, non importa) prima. È un complicare la vita a chi ce l’ha già più complicata degli altri. Ma ancor più grave è che a un simile regolamento si aggiunga l’impossibilità di prendere il mezzo perché sprovvisto della pedana sollevatrice o perché guasta. A quanto pare le cose non sono cambiate da quando, per mezzo dell’allora consigliere Magatti, fu denunciata la situazione all’assessore Cattaneo della giunta Bruni e alla direttrice dell’azienda dei trasporti. Furono chieste fermate accessibili, pedane funzionanti, autisti in grado di azionarle (non sempre così) e un atteggiamento da parte loro più civile. Alle promesse non seguirono, evidentemente, i fatti. La possibilità di spostarsi sul territorio offre alle persone opportunità fondamentali, diritti, dal poter provvedere a se stessi al frequentare i luoghi di studio e di lavoro, dall’intessere relazioni affettive e parentali a frequentare associazioni, luoghi pubblici e culturali, di culto, politici eccetera, insomma le cose che fa una persona normale. A maggior ragione questa possibilità di spostamento deve essere assicurata a quelle persone che hanno maggiori difficoltà di spostamento. Ecco perché ci aspettiamo che una giunta di centrosinistra debba di sua iniziativa occuparsi di questo tema. Non importa se non lo ha mai fatto prima, intanto comincino a farsi un quadro della situazione con l’aiuto delle associazioni che, sul territorio, si occupano di disabilità, sforzandosi di mantenere il discorso sul piano dei diritti e non lasciandolo precipitare nella valle di lacrime dei servizi speciali». [Ida Sala, Comitato lombardo della vita indipendente delle persone con disabilità, Marco Lorenzini, coordinatore provinciale di Sel Como]

 

 

Diritto e diritti migranti

selmigrantiMartedì 10 dicembre per Giornata internazionale dei Diritti umani,  all’Unione circoli cooperativi di Albate Sinistra ecologia libertà ha animato un incontro di approfondimento tecnico e politico nell’ambito della campagna  Mai più tragedie nel nostro mare. Nella serata, aperta dal coordinatore provinciale di Sel Marco Lorenzini, seguita da una decina di persone, l’intervento di Grazia Villa ha messo a fuoco le questioni giuridiche connesse alla privazione dei diritti dei migranti sempre più gravi nel nostro paese mentre l’intervento di Luciana Carnevale, impegnata da anni nell’accoglienza a Como, ha fornito informazioni sulla situazione locale ed in particolare sugli effetti di norme sbagliate ingiuste e di una burocrazia opprimente e vessatoria. Già on line sul canale di ecoinformazioni i video dell’iniziativa.

Pusterla/ Sel prende atto

sel comoMarco Lorenzini, coordinatore del Circolo di Como di Sinistra ecologia libertà, commenta la notizia delle dimissioni di Giulia Pusterla, assessora al Bilancio e alla Pari opportunità della giunta Lucini: «Ho appreso  che l’assessora Pusterla ha rassegnato le dimissioni dai suoi incarichi di giunta a Como. Come coordinatore di Sel non posso che prendere atto e rispettare una scelta che è personale e non ha motivazioni politiche. Ho avuto occasione di apprezzare le sue competenze professionali e la sua scelta di presentare in biblioteca il bilancio 2013, ma non ho lesinato critiche per non aver aperto la discussione sul bilancio prima della sua scrittura. (altro…)

Spese pazze/ 23,6 miliardi per la Difesa

taglialealiallearmiMentre il ministro Mauro Mauro non perde occasione per dichiarare che le armi fanno bene all’economia, alla Pace, a tutto, e mentre Napolitano benedice gli “investimenti” nel settore (previsti 23,6 miliardi nel 2014) i pacifisti e i nonviolenti dimostrano il contrario. Francesco Vignarca, infaticabile coordinatore nazionale della Rete italiana per il disarmo, Valter Bovolenta del Movimento No F 35 del Novarese, Celeste Grossi e Marco Lorenzini di Sel parleranno venerdì 8 novembre alle 21 a Mariano Comense in piazza Roma nella Sala civica. (altro…)

Sel/ No F35

taglialealiallearmiSinistra ecologia libertà sabato 26 ottobre  dalle 15 alle 18.30 sarà con un banchetto  a Como (Porta Torre, zona mercato) per distribuire materiale informativo e annuncia per venerdì 8 novembre alle 21, nella Sala civica in Piazza Roma a Mariano Comense, l’incontro No F35. Taglia le ali alle armi con Francesco Vignarca (coordinatore nazionale Rete italiana per il disarmo), Valter Bovolenta (Movimento No F 35 del Novarese), Celeste Grossi e Marco Lorenzini (Sinistra ecologia libertà). Leggi nel seguito del post il comunicato di Sel Como contro gli F35. (altro…)

Trevitex, ex ospedale Sant’Anna, Ticosa, Campus, Villa Olmo/ Sel chiede una discussione pubblica

sel comoSel di Como ritiene che  «Una discussione pubblica sulla visione della città è urgente e necessaria e sulle questioni che disegnano il futuro della città deve coinvolgere i soggetti politici che fanno parte della coalizione che sostiene la Giunta». Leggi nel seguito dell’articolo il testo del comunicato stampa. (altro…)

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