Mese: Marzo 2010

Tarpini rieletto segretario della Cgil comasca

Si è concluso martedì 2 marzo  il congresso della Cgil comasca: è stato rieletto il segretario generale uscente, Alessandro Tarpini con 51  voti a favore su 65.  «Sono soddisfatto – dichiara il segretario generale della Camera del Lavoro – dell’andamento del congresso: è la dimostrazione della vitalità e della partecipazione democratica presenti nel nostro sindacato. Ora ci concentreremo sul prossimo sciopero del 12 marzo sui temi della giustizia fiscale e della crisi. E continueremo a lavorare sul territorio per i diritti dei lavoratori, sui problemi dei lavoratori migranti e sulle questioni della formazione e della ricerca».

Consiglio informale, democrazia reale

Dopo il presidio di piazza XX settembre lunedì primo marzo, i numerosi Italiani e gli ancor più numerosi cittadini stranieri si sono recati al vicino Comune di Cantù dove il comitato Primomarzo 2010 aveva invitato il sindaco della città e tutti i consiglieri comunali ad un confronto sui temi dell’integrazione.

Sulle poltrone dei consiglieri comunali sedevano Roberto Bruno, Claudio Bizzozzero Francesco Pavesi, Ivano Pellizzoni, Aldo Stoppani di Lavori in corso e Gigi Tagliabue del  Pd.
Dopo un lungo saluto al pubblico che gremiva la vasta sala consigliare di Cantù (pubblico composto per il 90 per cento da cittadini stranieri) Bizzozzero ha lasciato il microfono a diversi consiglieri del suo gruppo consigliare e a Gigi Tagliabue.
I messaggi di benvenuto di quasi tutti i consiglieri intervenuti miravano a chiedere ai numerosissimi immigrati presenti quali fossero le loro istanze da rivolgere al consiglio comunale: «Siamo qui per ascoltarvi».
Thierno Ghaye, dell’associazione 3 febbraio ha detto tra l’altro: «Se tutti i consiglieri comunali di Cantù fossero come voi potremmo sentirci a posto». Diongue Mbay della stessa associazione, ha aggiunto: «Immaginiamo un prossimo futuro quando qualcuno dei nostri figli siederà davvero su queste poltrone da consigliere comunale di Cantù, per ora limitiamoci ad occupare simbolicamente, per una sera, tutte le poltrone».
Dopo che quasi tutte le 30 poltrone dei consiglieri sono state occupate da cittadini stranieri è intervenuta la senegalese Isilda Virginia Aemando: «Oggi in Francia ed in altri paesi i cittadine stranieri hanno davvero scioperato in gran numero, questo è servito alle nostre organizzazioni a misurare quanto il lavoro straniero può incidere sulle economie di questi  paesi. In Italia oltre all’emergenza della crisi economica c’è un’emergenza ancor più grave che è quella morale, noi lavoratori stranieri non produciamo solo ricchezza economica per l’Italia, ma contribuiamo a salvare il paese da una deriva morale, in cui, in  alcune forze politiche di governo militano dei veri e propri “piromani sociali” che infiammano le braci per fomentare la paura… I miei bisnonni in Africa sono stati gli ultimi schiavi, arrivando in Italia non immaginavo di vedere tanti miei compaesani ritornare schiavi». In altri interventi gli immigrati hanno chiesto ai consiglieri presenti che venga abolito il numero verde di denuncia anonima dei clandestini e di avere “spazi d’intervento in consiglio comunale”. [Enzo Arighi, ecoinformazioni]

Giallo a Cantù

All’appuntamento a Cantù, citta scelta non casualmente per la manifestazione antirazzista del 1 marzo, hanno risposto più di  trecento persone. Vasta la partecipazione dei cittadini stranieri che hanno riempito il largo XX settembre insieme a molti esponenti delle associazioni, dei sindacati e delle forze politiche che hanno sottoscritto l’appello per “Una giornata insieme a noi”.

Negli interventi la rabbia, la protesta e il disgusto per leggi che mortificano i diritti fondamentali di milioni di persone considerate meno dei cani «perché  abbandonare un animale al freddo è reato mentre non accogliere in casa una persona priva di permesso di soggiorno è ciò che le leggi razziste italiane prescrivono». La manifestazione è ancora in corso e prosegue con il “Consiglio comunale informale” nel quale le raggioni dei cittadini stranieri potranno finalmente essere espresse in una sala comunale anche se non ancora in un vero Consiglio comunale.

VII congresso della Cgil di Como

Con la relazione del segretario generale Alessandro Tarpini si è aperto lunedì 1 marzo allo Shed di Cernobbio in via Manzoni 1 il VII Congresso provinciale della Cgil di Como. A tutti i partecipanti è stato distribuito un fiocco giallo simbolo dell’adesione alla giornata per i diritti dei migranti.

Il testo integrale della Relazione.

Riportiamo dalla relazione del segretario alcuni passi della sezione Migranti, risorsa e integrazione relativa al tema dei diritti dei migranti al centro della mobilitazione del primo marzo.
«Il primo giorno del nostro congresso coincide con la giornata di mobilitazione dei migranti italiani.
Noi abbiamo ritenuto la proposta, poi accantonata, dello sciopero dei migranti una scelta inopportuna.
Continuiamo ad essere convinti che i problemi di questi lavoratori siano anche i nostri e che un mondo del lavoro spaccato in due – con gli italiani che difendono i propri diritti ed i migranti che lottano per ottenerli in modo separato – rischi di peggiorare ulteriormente la situazione.
Quanto successo nelle scorse settimane a Rosarno e quanto accaduto a Milano in viale Padova, potrebbe facilmente accadere in altre parti d’Italia dove, nell’agricoltura ed in altri settori produttivi, migliaia di immigrati irregolari sono costretti a lavorare e vivere al limite dell’umano tollerabile, sottoposti ai ricatti di chi vive di economia sommersa, anche a causa dell’attuale normativa sull’immigrazione che condanna all’espulsione chiunque decida di denunciare le condizioni di lavoro.
La vicenda di Milano sta a dimostrare il fallimento delle politiche del centrodestra in tema di immigrazione. Comune, provincia e regione, sono governati da 15 anni da amministrazioni di centrodestra; la legge che regola la materia si chiama Boss-Fini: se questi sono i risultati, una classe politica responsabile dovrebbe avere il coraggio di mettere in discussione provvedimenti che forse sono utili in una campagna elettorale, ma che dimostrano ogni giorno la loro inconsistenza.
Vorrei anche dire che le dichiarazioni di un esponente politico regionale all’indomani dei disordini di via Padova, arrivato a proporre “rastrellamenti casa per casa”, pongono anche un problema di civiltà.
Mi sarei aspettato di fronte a tali deliranti affermazioni un moto di indignazione diffuso: non è più accettabile che chi ricopre cariche istituzionali e di governo in importanti amministrazioni si lasci andare a simili inqualificabili affermazioni.
La tragedia di Rosarno parla invece a tutto il Paese: bisogna ricostruire relazioni che mettano al centro la capacità di convivere con le diversità, del vivere insieme, del rispetto di diritti e doveri di cittadinanza e del lavoro, per tutti e da parte di tutti. Questa situazione è il frutto di una politica migratoria non governata, utilizzata in maniera sistematica come arma di propaganda politica, e dell’incancrenirsi di situazioni di estremo sfruttamento e degrado, dove lo sbocco della guerra tra poveri, presto o tardi, rischia di diventare l’esito più probabile. […]
È invece su politiche di inclusione, su progetti di integrazione – partendo dalla scuola – e di sostegno a tutte le famiglie che si trovano coinvolte dalla crisi economica, che occorre puntare, per rinsaldare una vera coesione sociale basata sui valori della solidarietà e dell’accoglienza».

Enzo D’Antuono confermato presidente dell’Arci provinciale

Il nuovo direttivo dell’associazione, eletto nel Congresso provinciale dell’Arci di Como di domenica 28 febbraio al Arci Mirabello di Cantù, ha confermato per altri quattro anni l’incarico al presidente uscente.

Si è svolto domenica 28 febbraio il congresso provinciale dell’Arci. La relazione del presidente uscente Enzo D’Antuono è stata approvata all’unanimità dai delegati e apprezzata dai molti ospiti intervenuti in rappresentanza di associazioni e movimenti politici.
Si sono quindi svolte le elezioni del Consiglio direttivo per il quale sono stati scelti Celeste Grossi, Danilo Lillia, Davide Marelli, Ecclesio Galletti, Enzo D’Antuono, Gianpaolo Rosso, Jlenia Luraschi, Laura Molinari, Marcella Cirrincione, Marco Ferrari, Mauro Oricchio, Moreno Tagliabue, Raffaele Pozzi.
Nella sua prima riunione il nuovo Consiglio ha eletto Enzo D’Antuono presidente, Gianpaolo Rosso vicepresidente e Laura Molinari segretaria e ha deciso che invitato permanente alle riunioni sarà Diongue Mbaye.

Ecoinformazioni è un circolo Arci

Anche ecoinformazioni in Pressenza