Mese: Ottobre 2014

Nobel per la Pace a Malala/ Una gioia anche per Como

comomalalaEra il 24 novembre 2012 quando  si svolse in piazza Verdi a a Palazzo Cernezzi una partecipata manifestazione per l’eliminazione della violenza contro le donne nella quale venne lanciata anche a Como la raccolta delle firme a sostegno della candidatura di Malala Yousafzai a premio nobel per la Pace. Una proposta che condivisa da tante persone attiviste dei Diritti umani in tutto il pianeta ha portato la giovane donna a diventare Nobel per la pace 2014 insieme a Kalilash Satyarthi. Riproponiamo il video con l’intervento di Celeste Grossi con un passo di Dario Fo dedicato a Malala e l’articolo di Matilde Aliffi che raccontò le iniziative comasche intitolate a Malala con i link a tutti gli altri video.

Quasi duecento persone molte giovani, non solo donne, hanno partecipato il 24 novembre 2012 all’iniziativa per la Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne, organizzata dall’assessorato alle Pari opportunità del Comune di Como in collaborazione con la consigliera di parità provinciale, con le forze politiche della coalizione che sostiene la giunta Lucini  e il coinvolgimento di vari movimenti femminili. L’azione è partita alle 10.45 in piazza Verdi con la presenza silenziosa delle Donne in nero (Video 1, 2), poi alle 11.15 si è svolto un flash mob al quale hanno partecipato anche molte studentesse, quindi le partecipanti e i partecipanti si sono incamminate mani nelle mani costituendo una lunghissima catena che si è svolta (videofino a Palazzo Cernezzi dove gli interventi dell’assesora Giulia Pusterla e del sindaco Mario Lucini hanno introdotto la lettura di brani significativi contro la violenza delle donne. Moltissimi gli interventi (video 1, 2 , 3, 4, 5, 6, 7, 8, 9, 10, 13, 14, 15 , 16, 21, 22, 23, 24, 25, 26,  ultimo,  testo dell’interventodi Miriana Ronchetti) e grande emozione tra i partecipanti, classi del Teresa Ciceri, consigliere e consiglieri comunali, parlamentari, esponenti delle forze politiche, di associazioni, del movimento femminista, cittadine e cittadini. (altro…)

Palazzo Cernezzi/ Se Introzzi piange Lucini non ride

GISELLA INTROZZI1È durata meno di 24 ore la nuova composizione della giunta Lucini con l’inserimento di Paolo Frisoni (sgradito a Paco-Sel per i suoi trascorsi politici) e della segretaria provinciale del Pd Savina Marelli (gradita a tutta la coalizione di centrosinistra). Se giovedì 9 sera erano nove i componenti della nuova giunta venerdì 10 ottobre mattina sono nuovamente diventati/ e otto (5 uomini e 3 donne) con le dimissioni di Gisella Introzzi le cui deleghe erano state dimezzate nel rimpasto. Comprensibile la scelta della Introzzi che ha visto diminuire il suo ruolo nella giunta nonostante il conflitto con i sindacati per la gestione del personale avesse trovato un primo chiarimento proprio ieri e sul tema avesse ricevuto il pieno sostegno del sindaco.

Lucini intervenendo venerdì 10 ottobre per presentare la nuova giunta ha ringraziato Introzzi dichiarandosi  «sinceramente rammaricato della scelta perché ho apprezzato il suo lavoro in questi due anni e la ringrazio per questo. Avevo ritenuto opportuno e utile completare l’ambito di impegno dell’assessore Introzzi nell’ambito delle attività commerciali e produttive con la delega al Marketing territoriale e quindi mi è sembrato opportuno assegnare il Personale al neo assessore Savina Marelli».

Quindi la maggioranza ha nuovamente perso un pezzo e la catena di dimissioni illustri da Pusterla a Fragolino, da Servettini a Introzzi è imbarazzante segnale di una collegialità delle decisioni che sembra non essere nel dna di questa amministrazione.

Non è ancora noto quale sarà l’atteggiamento verso la maggioranza dell’unica consigliera di Amo la mia città né come reagirà Paco-Sel che aveva giudicato negativamente la proposta di Frisoni al Bilancio e chiedeva che il rimpasto non costituisse l’occasione per giudizi sommari su alcuni assessori.

12 ottobre/ Nona Biennale dell’immagine a Chiasso

Si inaugura nel pomeriggio di domenica 12 ottobre la nona edizione della Biennale dell’immagine, importante rassegna culturale centrata a Chiasso ma ormai diffusa in tutto il territorio ticinese del Sottoceneri e con una propaggine anche al di qua del confine a Como.

L’esposizione di maggiore richiamo è sicuramente quella dedicata a Werner Bischof, fotografo svizzero di fama internazionale attivo a cavallo delle seconda guerra mondiale fino alla sua prematura scomparsa nel 1954; allestita negli spazi del m.a.x. museo, presenta molte immagini (alcune delle quali inedite) dei suoi reportages in Svizzera, Ticino (molto interessanti le foto poco note dei profughi italiani a seguito del secondo conflitto mondiale), Italia, Asia e America Latina. Se alcune delle fotografie scattate da Bischof sono entrate nell’immaginario collettivo (famosissima quella del bambino indio che suona il flauto), molte altre meriterebbero di entrarci per la potente carica narrativa ed emotiva. L’esposizione è articolata in otto sezioni organizzate cronologicamente intorno ai soggetti delle immagini, ma costituisce in realtà un unico grande fluente documentario sull’umanità.

La sezione ospitata nel vicino Spazio Officina punta l’attenzione sul tema delle Trasformazioni, ovvero le grandi opere che, a partire dalla galleria del Gottardo, hanno infrastrutturato il territorio ticinese. È una riflessione a tutto campo, con materiali tanto d’epoca quanto d’attualità, evidentemente sollecitata dal controverso ruolo che le grandi opere continuano a svolgere nel mondo contemporaneo (e l’allusione, nemmeno tanto implicita, è anche alla realizzazione milanese di Expo 2015). Una installazione di Beat Streuli è dedicata a Chiasso città di confine.

La Biennale dell’immagine, come già negli anni scorsi, si apre poi a una miriade di mostre diffuse sul territorio, con la partecipazione di gallerie private, musei, spazi pubblici, associazioni culturali: da Lugano a Mendrisio, da Rancate a Riva San Vitale, dalle Gole del Breggia a Stabio sono una ventina i luoghi coinvolti, con una varietà di proposte e sollecitazioni davvero degne di nota; nella kermesse è coinvolta anche la Camera di Commercio di Como che ospita la metà italiana della doppia mostra Visioni parallele.

Non manca nemmeno una sezione di cinema, anch’essa dedicata alle Trasformazioni, che si inaugura il 19 ottobre al cinema teatro di Chiasso con la proiezione del documentario San Gottardo realizzato nel 1977 dal regista svizzero di lingua italiana Villi Hermann.

Per le informazioni http://consarc.ch/bi/bi.htm

[Fabio Cani, ecoinformazioni]

 

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Anonimo, Strade nazionali, 31.05.71, Archivio di Stato del Canton Ticino, Bellinzona, Fototeca della Sezione delle strade nazionali.

 

 

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L’allestimento della mostra di Werner Bischof al m.a.x. museo.

 

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L’allestimento della mostra Trasformazioni allo Spazio Officina.

10 ottobre/ Moni Ovadia al Gloria

ovadiaVenerdì 10 ottobre alle 21, per la rassegna Una disperata vitalità, lo Spazio Gloria di via Varesina 72 a Como, ospiterà il reading di Moni Ovadia su Scritti Corsari di Pasolini. L’artista sarà accompagnato da Maurizio Dehò al violino e Nadio Marenco alla fisarmonica. Sul palcoscenico di Arci Xanadù si incontreranno un artista, Moni Ovadia, e uno scrittore, Pasolini. Due menti che non hanno mai smesso di analizzare la società nei suoi risvolti meno evidenti, a volte terribili e contraddittori. Pasolini fu lucido analista di un mondo intriso di perbenismo e conformismo. Moni Ovadia è spirito critico che si batte con vivace ironia contro chi ancora racconta la favola secondo cui il nostro sarebbe il migliore dei mondi possibili. In scena, il poliedrico artista ebreo legge e commenta quegli Scritti Corsari che furono pubblicati subito dopo la morte di Pier Paolo Pasolini, nel 1975, ma che lo scrittore aveva pubblicato sui principali quotidiani italiani nei due anni precedenti. Ingresso allo spettacolo 12 euro. Prevedite disponibili presso lo Spazio Gloria dalle 20.30 alle 23 tutti i giorni tranne il martedì e presso Il Broletto di Como da martedì a venerdì dalle 15 alle 20, sabato e domenica dalle 10 alle 21. [Jlenia Luraschi, ecoinformazioni]

The Life Electric: un dibattito postumo (e inutile)

La presentazione ufficiale dell’opera The Life Electric nel salone della Biblioteca di Como è l’occasione per un dibattito tardivo e svogliato, ormai svuotato di significato.

Alle 17.30, in effetti, va in scena un simulacro di dibattito: simulacro non solo perché ormai le decisioni sono prese, ma anche perché in nome di una fantomatica par condicio chi vuole intervenire deve prenotarsi prima dell’inizio e dichiarare se è favorevole o contrario in modo da poter alternare i pareri. I giochi sono fatti, quindi, in tutti sensi. Le cose già dette. Le opinioni già formate. E allora cosa si discute a fare?

But the show must go on.

Proviamo a darne conto in sintesi.

Bruno Profazio nella sua breve introduzione definisce questa “l’iniziativa più importante degli ultimi dieci anni a Como” e poi ne loda la capacità di far discutere. Il sindaco Mario Lucini la definisce una grande opportunità e un elemento di novità, capace di generare attrattività internazionale; e ovviamente sottolinea la positività del dibattito. Silvio Santambrogio, presidente degli Amici di Como, magnifica l’attività dell’associazione che sintetizza nella triade “cuore – passione – coraggio”. L’assessore Lorenzo Spallino ribadisce che il comune ha ricevuto un’offerta di donazione, che l’ha accettata, che ha condiviso la collocazione indicata, e ha avviato le procedure per la realizzazione; aggiunge poi che, alla fine dei cinque anni di concessione allo sponsor, “se vogliamo, possiamo toglierla”. L’architetto Giuseppe Blengini, dello studio Libeskind di Milano, ricostruisce la genesi dell’opera, spiega come la sua forma sia un’elaborazione dei campi di tensione che si creano tra poli positivi e poli negativi, mostra le simulazioni dell’inserimento nel paesaggio. L’architetto Giuseppe Cosenza, del Comune di Como, spiega le fasi della procedura di realizzazione e le tappe della gara d’appalto, scandisce le cifre: circa 129.000 euro la realizzazione dell’opera (a carico degli Amici di Como), circa 470.000 euro l’adeguamento della diga e il posizionamento dell’opera (oggetto della gara), e poi 103.000 euro di Iva ancora in discussione.

Dopo un’ora si sono esaurite le presentazioni e può cominciare il dibattito.

Chi si aspettava qualche scintilla, rimane deluso. A parte il siparietto di tre esponenti di Forza Nuova che avevano subito interrotto le presentazioni vociando contro l’inutilità del dibattito, il resto procede piuttosto stancamente. C’è chi chiede precisazioni sulle indagini geologiche sul fondo del lago nei pressi della diga, e chi si rallegra dell’apertura di un nuovo cantiere, chi chiede conto della quantificazione del brand “Como” e chi si rammarica della drammatizzazione eccessiva e ripone speranze nell’efficacia del neonato rapporto Como-Libeskind-Volta, chi richiama l’esperienza del monumento alla Resistenza ma confonde i soggetti coinvolti e chi sollecita chiarimenti sui tempi, o sulle responsabilità o sulle penali.

Tra richiami di maniera a lavorare tutti per il bene di Como e imbarazzate mezze parole sul lungo lago e l’ignobile vicenda delle paratie (che sono il vero convitato di pietra – anzi di cemento – della serata), un solo intervento – a nostro parere – coglie nel segno. Marco Longatti sottolinea come il progetto sia in sostanza un’“operazione parassitaria”, ovvero che sfrutta il contesto paesistico invece che valorizzarlo; pur riconoscendo alcuni elementi di interesse dell’opera e del progettista, da cui però era lecito aspettarsi di più, resta fortemente discutibile il modo di procedere fin qui seguito e soprattutto l’obiettivo di rendere “vendibile” ovvero “consumabile” il lago, un obiettivo che ha poco di innovativo e di culturale; pur senza considerare “intangibile” il primo bacino del lago, quel luogo merita sicuramente di meglio.

In sintesi, dice, un “piccolo” monumento per una “piccola” città, su cui si è esercitato un “piccolo” dibattito.

[Fabio Cani, ecoinformazioni]

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Un momento della presentazione in biblioteca.

Un itinerario per Pasolini nel video-omaggio di Mario Bianchi

Nel video-omaggio di Mario Bianchi presentato al Broletto di Como nell’ambito delle manifestazioni pasoliniane organizzate dall’Arci è racchiuso un possibile itinerario di orientamento nell’opera di questo grande protagonista della cultura italiana del Novecento.

Un itinerario che ovviamente non è banalmente neutrale; nelle scelte delle sequenze da riproporre, e della parole da riascoltare, si fa evidentemente tesoro di un rapporto privilegiato con l’autore, tanto che Mario Bianchi lo chiarisce fin da subito: “Il Vangelo secondo Matteo è l’opera che mi ha cambiato la vita”. Ma se al centro dell’omaggio c’è proprio il Vangelo, con la scena della crocifissione poi reiterata nella drammatica “parodia” dell’episodio La ricotta (dal film RoGoPaG), attorno ci sono altri “miti” del cinema pasoliniano di cui non è difficile rintracciare un possibile asse centrale nella “relazione”: il rapporto con la madre (sottolineato da una bella sequenza, a sua volta omaggio pasoliniano, da I cento passi di Marco Tullio Giordana), il rapporto tra generazioni, il rapporto tra mondi (con la straordinaria visione profetica di Alì dagli occhi azzurri). L’esplicitazione metaforica di questo è – ci pare – nella lunga sequenza di Franco Citti/Edipo guidato da Ninetto Davoli.

C’è poi il Pasolini politico, con la sua lucida invettiva contro la società dei consumi e la sua un po’ meno convincente sopravvalutazione della cultura rurale; c’è il Pasolini teorico, con la sua spiegazione delle caratteristiche linguistiche del cinema; c’è il Pasolini poeta, con i suoi versi, ma anche con le sue visioni (e la musicalissima “straziante bellezza del creato”). C’è l’Africa e ci sono le borgate di Roma.

E la complessità dell’opera e della personalità di Pasolini è sottolineata dall’autorappresentazione del regista-autore come Giotto nel Decamerone: un Giotto che prima di dipingere è impegnato nell’ideare.

Tutto questo in circa mezz’ora di immagini e parole. È un itinerario, certo, e sicuramente non completo. Ma davvero non è poco. [Fabio Cani, ecoinformazioni]

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Mario Bianchi durante la presentazione del suo video-omaggio a Pasolini

10 ottobre/ Cura: prendersi cura di sé, voler bene a se stessi e agli altri

oltreilgiardino101014Incontro con «i redattori stravaganti» di Oltre il giardino e Mauro Fogliaresi, poeta fondatore della rivista, Gin Angri, fotografo direttore responsabile, Paolo Fan e Cristiano Stella, cantautori degli “Oltre il giardino project”, Claudio Cetti, direttore Dipartimento salute mentale Azienda ospedaliera Sant’Anna, venerdì 10 ottobre alle 18, per la Giornata mondiale della salute mentale alla Feltrinelli di Como, in via Cesare Cantù 17. Per informazioni tel. 031.278109, e-mail Como@lafetrinelli.it.

11 ottobre/ Stop Ttip

nottipAnche Sel di Como si mobilità contro il  Ttip (Transatlantic Trade and Investment Partnership), il Partenariato Trans-Atlantico su commercio e investimenti l’accordo capestro che quasi clandestinamente avanza e potrebbe dare un colpo mortale ai diritti dei cittadini e alle loro condizioni economiche a vantaggio esclusivo delle grandi aziende multinazionali, delle economie più forti e della parte della popolazione più ricca. A Como è in programma un gazebo sabato 11 ottobre tutta la giornata avanti a Liceo classico (Largo già noto come Miglio).

«Sinistra Ecologia Libertà aderisce a livello nazionale alla campagna stop Ttip e sabato 11 ottobre parteciperà alla giornata di informazione europea contro il Partenariato Trans-Atlantico su commercio e investimenti  (Ttip – Transatlantic Trade and Investment Partnership). A Como sarà presente, tempo permettendo, in Largo Miglio (Porta Torre, davanti al liceo Classico) con un gazebo informativo sui temi del commercio e del lavoro.

I contenuti dell’accordo Ttip, che è ancora in discussione, interessano settori diversi, dal commercio ai servizi locali, agli investimenti e rappresentano un tentativo di erosione delle garanzie conquistate in anni di lotte sociali dal punto di vista del diritto del lavoro, dei diritti umani, della tutela ambientale, della sicurezza alimentare, degli istituti democratici. Il primo obiettivo del Ttip, infatti,  non saranno le tasse doganali già abbastanza basse tra Europa e Usa, bensì quelle “non doganali”, che riguardano gli standard di sicurezza e di qualità della vita di tutti i cittadini: l’alimentazione, l’istruzione e la cultura, i servizi sanitari, i servizi sociali, le tutele e la sicurezza sul lavoro. Questo perché l’omologazione delle normative porterà inevitabilmente ad una perdita delle garanzie esistenti in Europa, oggi molto più elevate rispetto a quelle statunitensi. Per fare un esempio: in base al referendum del 2012, in Italia l’acqua è un bene pubblico; ma le aziende statunitensi potrebbero contestare questo principio, sancito dalla volontà popolare, in base alla legislazione Usa per la quale l’acqua è una merce come un´altra.

Il materiale informativo verrà distribuito anche in altri territori della provincia e una bozza di mozione sul tema del Ttip, verrà inviata ai consiglieri comunali e provinciali».

[Marco Lorenzini, coordinatore provinciale Sel Como]

Frisoni e Marelli nella giunta Lucini/ A Magni anche Pace e Pari opportunità

savina marelliCon la nomina di Paolo Frisoni, già esponente del centrodestra, si sposta ancora più al centro e volge a destra la barra del governo della città di Como. La scelta di Mario Lucini di nominare Paolo Frisoni (ex Dc e Udc) era già certa da tempo ora è ufficiale chiudendo il lunghissimo interim dell’assessorato al bilancio per mesi tenuto dallo stesso sindaco. Una scelta che aveva già ottenuto il placet da tutte le forze politiche della maggioranza di centrosinistra salvo Paco-Sel e che per il Pd viene controbilanciata da l’incarico per Savina Marelli, segretaria provinciale del Pd e gradita a tutta la coalizione. A Marelli vengono affidate deleghe precedentemente gestite dall’unica assessora di Amo la mia città Gisella Introzzi mentre Marcello Iantorno del Pd cede all’esponente di centrodestra Frisoni la delega per la Sicurezza civica.  La vicesindaca Silvia Magni del Pd guadagna invece la delega alle Pari opportunità, precedentemente appannaggio dell’assessora al Bilancio, e quella a Pace e gemellaggi precedentemente in capo direttamente a Lucini.  Il governo di Como  conta complessivamente ora 9 assessori e perde la pariteticità tra i generi contando in giunta 4  donne  e 5 uomini.  Leggi nel seguito le nuove deleghe.

Di seguito i nuovi incarichi: a Silvia Magni vanno le funzioni di vicesindaco, nonché le deleghe nei settori Politiche Educative, Università, Politiche Giovanili, Tempi della Città, Promozione della Partecipazione, Pace e gemellaggi, Pari Opportunità, Rapporti con il Consiglio Comunale; a Luigi Cavadini le deleghe a Cultura, Biblioteca, Musei, Grandi Eventi, Turismo, Sport; a Daniela Gerosa Mobilità e Trasporti, Acque e Strade, Edilizia Pubblica, Verde e Arredo urbano, Servizi parchi e giardini; a Marcello Iantorno i settori Patrimonio, Casa e Politiche Abitative, Provveditorato, Servizi Demografici ed Elettorali, Archivio e Protocollo, Servizi Cimiteriali, Legalità, diritti e trasparenza; a Gisella Introzzi Politiche Economiche e del Lavoro, Attività Produttive e Cooperazione, Artigianato, Commercio e Moda, Sportello Unico Attività Produttive, Finanziamenti Pubblici e Comunitari, Marketing territoriale; a Bruno Magatti Politiche Sociali e di sostegno alla famiglia, Solidarietà e inclusione sociale, Piani di Zona, Sanità e Igiene, Ecologia ed Ambiente; a Lorenzo Spallino Pianificazione Urbanistica, Edilizia Privata, SUAP ex art. 5 D.P.R. 447/1998 s.m.i., Sistema Informativo Territoriale, Informatizzazione, Portale web comunale, Digitalizzazione procedure, Statistica; a Savina Marelli Aziende e Partecipazioni, Risorse Umane e Organizzazione, Controllo di gestione; a Paolo Frisoni Bilancio, Politiche Finanziarie e Tributarie, Polizia Locale, Sicurezza Civica, Protezione Civile. In capo al sindaco, Mario Lucini, sono i settori Affari Generali e Legali, Pianificazione strategica, Relazioni Internazionali, Comunicazione, Urp, Grandi Opere.

 

10 ottobre/ Scioperano gli abitanti della scuola/ Studenti dalle 9 in piazza Cavour

ecole1A Como la mobilitazione degli studenti è in programma dalle 9 di venerdì 10 ottobre in Piazza Cavour.  Il percorso del corteo organizzato dall’Unione degli studenti sarà il seguente: via Plinio, via Vittorio Emanuele, via Giovio, via Cantù, Largo Spallino, via Sauro, via Bertinelli, piazza Verdi, via Manzoni, via Foscolo, piazza Matteotti, L.Lario Trieste e conclusione in piazza Cavour.

école, la rivista comasca dei Idee per l’educazione, non chiama mai gli studenti o i genitori utenti, né definisce  i lavoratori dipendenti, preferisce il termine complessivo di abitanti che chiarisce meglio con una terminologia ambientale come i diversi soggetti della relazione educativa siano parte di un sistema non analizzabile con il lessico aziendalista. Naturale quindi il sostegno della rivista alla mobilitazione del 10 ottobre che si pone con una grande sintonia tra docenti e studenti contro la finarizzazione della scuola del vecchio che avanza di Renzi imposto senza dibattito culturale con gli strumenti ingannatori del populismo mediaticamente truffaldino delle consultazioni on line, supremo strumento di azzeramento di ogni discussione nel merito e di subordinazione al progetto preconfezionato da accettare supinamente in cambio di qualche promessa ingannatoria. Leggi l’editoriale di Celeste Grossi su école.

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