Nobel per la Pace a Malala/ Una gioia anche per Como

comomalalaEra il 24 novembre 2012 quando  si svolse in piazza Verdi a a Palazzo Cernezzi una partecipata manifestazione per l’eliminazione della violenza contro le donne nella quale venne lanciata anche a Como la raccolta delle firme a sostegno della candidatura di Malala Yousafzai a premio nobel per la Pace. Una proposta che condivisa da tante persone attiviste dei Diritti umani in tutto il pianeta ha portato la giovane donna a diventare Nobel per la pace 2014 insieme a Kalilash Satyarthi. Riproponiamo il video con l’intervento di Celeste Grossi con un passo di Dario Fo dedicato a Malala e l’articolo di Matilde Aliffi che raccontò le iniziative comasche intitolate a Malala con i link a tutti gli altri video.

Quasi duecento persone molte giovani, non solo donne, hanno partecipato il 24 novembre 2012 all’iniziativa per la Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne, organizzata dall’assessorato alle Pari opportunità del Comune di Como in collaborazione con la consigliera di parità provinciale, con le forze politiche della coalizione che sostiene la giunta Lucini  e il coinvolgimento di vari movimenti femminili. L’azione è partita alle 10.45 in piazza Verdi con la presenza silenziosa delle Donne in nero (Video 1, 2), poi alle 11.15 si è svolto un flash mob al quale hanno partecipato anche molte studentesse, quindi le partecipanti e i partecipanti si sono incamminate mani nelle mani costituendo una lunghissima catena che si è svolta (videofino a Palazzo Cernezzi dove gli interventi dell’assesora Giulia Pusterla e del sindaco Mario Lucini hanno introdotto la lettura di brani significativi contro la violenza delle donne. Moltissimi gli interventi (video 1, 2 , 3, 4, 5, 6, 7, 8, 9, 10, 13, 14, 15 , 16, 21, 22, 23, 24, 25, 26,  ultimo,  testo dell’interventodi Miriana Ronchetti) e grande emozione tra i partecipanti, classi del Teresa Ciceri, consigliere e consiglieri comunali, parlamentari, esponenti delle forze politiche, di associazioni, del movimento femminista, cittadine e cittadini.

Tanti i volti di donne e di uomini che si sono si sono riuniti nel cortile di Palazzo Cernezzi a dire un forte «no» alla violenza contro le donne. Da un palco con tre corpi di donna violati, dalla guerra, dalla violenza e dalla misogenia, dal si è voluto esprimere un fermo rifiuto della violenza sulle donne, ma si è voluto anche rilanciare un messaggio di speranza e di coraggio. Como ha voluto manifestare la sua vicinanza a Malala, scegliendola come simbolo della mobilitazione, e tanti sono stati i riferimenti a lei nel corso degli interventi.

Significativa è stata la scelta del luogo della mobilitazione, che ha scelto Palazzo Cernezzi, sede del Comune di Como per lo svolgimento della manifestazione, chiaro segno di vicinanza da parte delle istituzioni nei confronti di questo tema. L’iniziativa è stata infatti promossa dall’assessorato alle Pari opportunità del Comune di Como in collaborazione con la consigliera di parità provinciale, le forze politiche della coalizione che sostiene la giunta Lucini e con il coinvolgimento di movimenti femminili.

«Dobbiamo preparare il nostro futuro. Il futuro può cambiare ed essere migliore, e questo dipende da noi – ha detto Giulia Pusterla assessora alle Pari Opportunità del Comune di Como – parlare di strumenti che riguardano il nostro futuro significa parlare di istruzione, e per questo è chiaro il nostro riferimento a Malala. Oggi in Italia il problema dell’istruzione è superato ma forte è ancora la discriminazione. Chiediamo quindi di pensare a una recupero di un ruolo per le donne nella società e questo lo chiediamo per il nostro Paese».

Molti i partecipanti, tra cui tanti esponenti dell’amministrazione comasca, di diverso colore politico. Anche il sindaco di Como Mario Lucini era presente, ed ha apprezzato il fatto che ci fossero molti uomini all’iniziativa, «segno del fatto che anche gli uomini riconoscono che la nostra società ha bisogno della sensibilità e dell’intelligenza delle donne per fare passi avanti, manifestando così il loro impegno in favore dei diritti delle donne».

«Come ha detto Simone de Beauvoir – ha ricordato Celeste Grossi, attivista delle Donne in nero – donne non si nasce, ma si diventa, ma anche uomini non si nasce e si diventa» Il senso della numerosa presenza maschile alla manifestazione è quindi segno di un «comune cammino per i diritti» che va intrapreso assieme. Como dice no alla violenza contro le donne sostenendo Malala, studentessa quindicenne pakistana, che nonostante la sua giovane età ha lottato in un contesto molto difficile per l’istruzione e il diritto allo studio. Nello Swat infatti, regione al confine con l’Afghanistan, la condizione delle donne è drammatica, l’istruzione femminile è stata vietata, e sono state distrutte centinaia di scuole. «Malala è diventata famosa in tutto il mondo per il suo blog, dal quale urla la situazione delle donne nello Swat» ha detto Celeste Grossi, che ha poi ricordato come i talebani abbiano tentato di ucciderla poco più di un mese fa, sparandole alla testa, per impedirle di pensare, poiché rappresentava un simbolo scomodo. Ha continuato poi leggendo un pezzo di Dario Fo, premio Nobel per la Letteratura, scritto proprio in favore di Malala. Dopo aver condiviso le parole che un Nobel ha speso su di lei, con forza ha annunciato che è in corso una petizione per conferire il Nobel per la Pace a Malala nel 2013.

È seguita poi la lettura dell’articolo tre della Costituzione italiana, articolo che ricorda come la lotta contro la discriminazione delle donne sia uno dei pilastri su cui si regge lo stato italiano, dato che in esso viene sancita la pari dignità sociale e l’uguaglianza davanti alla legge di tutti i cittadini e viene rifiutata quindi, tra le altre distinzioni, anche qualsiasi distinzione di sesso.

Molte sono poi state le letture di frammenti scritti da donne, tra cui anche Nobel per la Pace come Aung San Suu Kyi, Leymah Gbowee, Maria Teresa di Calcutta, e di attiviste come Anna Kuliscioff. Frasi che raccontavano il coraggio, la forza di lottare per i propri diritti e per i propri ideali, l’impegno per poter essere sé stesse, la delicatezza e l’amore per la vita, il grande impegno in favore della pace, contro ogni violenza.

Dopo queste letture sono intervenute sul palco le ragazze del Liceo Teresa Ciceri che hanno letto poesie contro la violenza sulle donne e testi che esprimevano il desiderio delle donne di un futuro diverso, nel quale non c’è spazio per la loro discriminazione.

La manifestazione è terminata a mezzogiorno, ricordando che le vittime in Italia di violenze sono ancora troppe, quest’anno quelle uccise sono più di centoquaranta. Andrèe Cesareo, consigliera di maggioranza, ha voluto però concludere con un augurio, rivolto a tutte le donne, di rilanciare un messaggio di speranza e di essere ferme nel pretendere tenendo la testa alta ciò che è loro dovuto.  [Matilde Aliffi, ecoinformazioni]

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