Mese: Ottobre 2014

Le ragioni di Gisella Introzzi

logointrozziCon un’accorata lettera aperta   «Alle mie elettrici, elettori, simpatizzanti, amiche, amici. A tutti: cittadine e cittadini» che non apre fronti polemici ma propone un’analisi politica dei fatti Gisella Introzzi ripercorre la sua avventura di assessora nel governo Lucini e illustra i motivi delle dimissioni. Scelta determinata dal ridimensionamento del suo ruolo conseguente al rimpasto che, oltre a segnare una svolta politica della giunta Lucini, ha mostrato drammaticamente l’assenza di dialogo e di procedure condivise e partecipate  dalle forze politiche della coalizione di centrosinistra e della giunta con decisioni assunte in solitudine dal sindaco che per la sostanza e i modi con cui sono state prese non potevano che creare gli effetti ottenuti. Leggi nel seguito il testo della lettera pubblicato nella News della lista Amo la mia città.

«La notizia delle mie dimissioni è ormai nota. La mia avventura – iniziata esattamente tre anni fa, l’11 ottobre 2011, quando mi sono presentata per le Primarie a candidata Sindaco, onorata dall’avere al mio fianco il professor Valerio Onida – si è conclusa ieri con le mie dimissioni dall’incarico che il Sindaco Lucini mi aveva conferito il 30 maggio 2012.

E’ stato un triennio intenso, faticoso, denso di passaggi inaspettati, ricco di nuove conoscenze e di soddisfazioni personali.

A voi tutti sento il dovere di provare a spiegare in maniera diretta le ragioni delle mie dimissioni e di scusarmi se non ho ritenuto di poter andare oltre.

La mia scelta è sempre stata unicamente quella di mettere a disposizione della mia città il bagaglio di esperienze e di relazioni costruito in una lunga esperienza professionale. Questo è quello che tanti amici e conoscenti mi avevano chiesto di fare ed è ciò che ho fatto con lealtà e senza risparmio di energie.

Come ho scritto nella lettera di dimissioni consegnata al Sindaco “considero un grande onore aver potuto lavorare a favore della nostra bellissima città”.

Ovviamente non sono e non mi ritengo al di sopra delle critiche, ma non credo nemmeno che ci siano errori o mancanze che mi possano essere addebitati nella gestione della delega al personale. In ogni caso avrei desiderato discuterne, con la serietà che il tema necessita.

La scelta di assegnare ad altri parte delle mie deleghe per far posto a due nuovi ingressi al posto della unica dimissionaria (Giulia Pusterla), credo che riveli da sola quali fossero le logiche sul tavolo.

E che il “passo indietro” fosse chiesto a me, in base alla valutazione del minor peso politico della lista Amo la Mia Città, è altrettanto evidente. L’intervista rilasciata a inizio settembre dal Segreterio cittadino del PD lo aveva apertamente dichiarato.

Non ho dato peso a polemiche strumentali, amplificate dalla stampa, e ho continuato a lavorare responsabilmente, riconoscendo nel Sindaco l’unico titolato a prendere decisioni.

Di fronte alla scelta comunicatami giovedì pomeriggio dal Sindaco (poco prima di firmare un atto già predisposto) non potevo che trarne le dovute conseguenze. Non ho mai pensato di restare “attaccata alla sedia” a tutti i costi.

Mi scuso con tutti voi per non essere stata più incisiva, magari anche più prepotente e “furba”. Ma continuo a credere in una politica fatta correttamente, con rispetto, con dialogo e confronto, con proposte e soluzioni costruite su un’attenta lettura dei fatti, sulla considerazione primaria delle esigenze dei cittadini. Se non c’è spazio per questa politica non serve cambiare e adattarsi a metodi altrui (questa è la mia risposta a chi mi dice “ma con le tue dimissioni hai fatto il loro gioco”).

Con tutti voi mi impegno a non “lasciar perdere”, a lavorare – in altri modi, in altre sedi – perché la buona politica torni a farsi sentire, perché cresca la partecipazione dei cittadini attorno alle scelte che decidono delle loro condizioni di vita. L’esperienza fatta in questi due anni di amministrazione comunale non è stata vana.

Chiudo con poche parole sul mio giudizio sull’operato della Giunta nei due anni trascorsi. Me l’hanno chiesto i giornalisti ma non ho voluto alimentare strumentalizzazioni.

Tutta la Giunta ha operato con impegno e senza interessi personali. Questo non è poco. E non trovo che ci siano state contrapposizioni personali. Certo ci sono personalità diverse, esperienze e percorsi politici ed esistenziali distanti, obiettivi personali differenti. Ma questo è legittimo e normale: ho sempre ritenuto che le differenze siano una ricchezza e non un limite.

Ciò di cui ho avvertito la mancanza è la nostra capacità di governare queste differenze, di far nascere e coltivare un approccio comune ed inter-assessorile per la analisi e la soluzione di problemi che sono, inevitabilmente, di grande complessità.

Approccio interdisciplinare ancor più necessario all’interno di una macchina comunale sviluppatasi per compartimenti stagni (e molto spesso in contrapposizione fra loro) e di fronte a problemi enormi ereditati dalla precedente amministrazione. Problemi che solo in parte sono emersi nella cronaca quotidiana e che si annidavano in questioni lasciate per anni nei cassetti.

Questioni che per essere risolte – complice una iperfetazione di norme legislative immaginate per semplificare e contrastare comportamenti scorretti che di fatto portano all’esasperazione delle procedure burocratiche – richiedevano di predisporre nuovi atti regolamentari (quanta fatica, ad esempio, per arrivare a poter accettare donazioni e collaborazioni dei gruppi di volontariato!).

La complessità e la frantumazione ci hanno assillato e rallentato. Il nostro tempo collegiale si è troppo spesso soffermato su questioni minori (patrocini di poco rilievo e cause per risarcimento danni), senza impostare un lavoro approfondito di analisi e di costruzione delle risposte ai grandi problemi.

Ho poi personalmente sofferto la difficoltà di far percepire la necessità di un metodo nella costruzione di un diverso modello organizzativo (fatto di persone, di procedure, di innovazione tecnologica, di formazione). L’organizzazione è affrontata essenzialmente solo come spostamento di nomi e di caselle o elencazione di procedimenti.

Il mio rammarico è anche quello di lasciare a metà del guado i collaboratori che con me stavano lavorando su versanti importanti (l’ultimazione dei lavori al mercato coperto e la realizzazione di un nuovo centro di iniziative imprenditoriali aperte a giovani e nuove attività, i progetti di rivitalizzazione e sviluppo dell’attrattività turistico-commerciale in città, nuovi eventi di promozione del nostro territorio, la diffusione di servizi basati sulle nuove applicazioni informatiche e così via).

Ai miei più stretti collaboratori esprimo un profondo senso di gratitudine per lo slancio con cui hanno seguito la proposta di sviluppare nuovi progetti, di assumere un atteggiamento di apertura alle novità, anche quando questo ha richiesto maggior impegno.

Ho sentito la necessità di condividere con voi queste considerazioni, non certo alla ricerca di giustificazioni, ma perché la consapevolezza della situazione in cui ci si muove è determinante per leggere e comprendere le decisioni.

A tutti nuovamente un grande grazie per la fiducia che mi è stata concessa e l’impegno a lavorare, insieme ad Amo la Mia Città e a quanti altri condividono il desiderio di una città “bella, giusta e solidale” (erano le parole del programma elettorale della nostra lista), per rendere migliore la nostra vita privata e sociale. Un saluto cordiale.  Ps: avrei certamente dovuto trovare più tempo per mantenere un dialogo costante con tutti voi; sapete che se non l’ho fatto non è stato né per pigrizia né per “distacco”. Le ore e le energie sono terribilmente poche rispetto al bisogno». [Gisella Introzzi]

Appello/ No al volontariato che toglie lavoro e diritti ai giovani

ilmanifestoQuando enti locali e enti pubblici puntano (sempre di più anche a Como, dove c’è stato persino un discutibile invito al volontariato per Become, fortunatamente ignorato dai giovani, ma purtroppo  frettolosamente appoggiato anche da organizzazioni del volontariato), in mancanza di fondi adeguati per svolgere le proprie attività istituzionali, sullo sfruttamento del desiderio di volontariato di tanti giovani e diversamente giovani non è solo lesa la nobiltà e la capacità di innovazione sociale del volontariato è anche un attacco al diritto al lavoro delle nuove generazioni già compromesso da austerità imposte (solo a una parte della popolazione) e jobsact in grado di ridurre ancora diritti e dignità di tutti e tutte. Lo storico Sergio Bologna  ha scritto un appello «rivolto ai cittadini milanesi, a tutti gli italiani ma soprattutto ai giovani. Parla del lavoro gratuito per l’Expo di Milano. Un vero schifo, una vergogna, in un Paese con più del 40% di disoccupazione giovanile e con almeno 4 milioni di precari che vivono in mezzo a mille difficoltà. Leggi l’appello pubblicato su Il manifesto.

12 ottobre/ Votano per la Provincia/ Maria Rita Livio favorita

LivioSi svolgerà domenica 12 ottobre a Como un’altra tappa del contraddittorio percorso imposto all’Italia dal bizzarro decreto Del Rio, riforma pasticciata e illiberale che abolisce la partecipazione popolare all’elezione di presidenti e consigli provinciali, crea grande confusione,  sprechi e in prospettiva disastri nella gestione di importanti settori della cosa pubblica. Gli elettori, che ricordiamo sono solo i consiglieri comunali e i sindaci della provincia di Como (i cittadini e le cittadine no),  avranno voti di peso diverso in base al numero di abitanti del proprio Comune. Perciò determinanti saranno le scelte degli elettori dei comuni più grandi, il capoluogo in primis.  Si confrontano la lista di centrosinistra (con alcune inserzioni di esponenti di centrodestra) che presenta Maria Rita Livio come presidente e propone anche candidati della sinistra del Pd come il civatiano comasco Guido Rovi, la lista antipartiti  (al solito né destra, né sinistra, di tutto un po’ e la singolarità di candidati quasi tutti maschi) di Bizzozero che non si candida, ma sponsorizza Giuseppe Napoli nella lista dove è anche il comasco Alessandro Rapinese, e le liste delle destre. Leggi tutti i candidati e tutte le candidate. Probabile la vittoria di Livio e occhi puntati sui risultati dei civatiani particolarmente significativi per verificare se il progetto di Vendola, Civati e Landini di costruzione di una collaborazione per i diritti ha spazio anche a Como.  Nel capoluogo  l’avventura di centrosinistra, tra fughe a destra e umiliazioni senza giusta causa di assessore, è particolarmente faticosa per la sinistra che al solito è  disunita con il vertice de L’altra Europa locale che invita al non voto.  Si vota domenica 12 ottobre dalle 08 alle 20 nella sede della Provincia di Como in via Borgovico 148 nella Villa Gallia (sala Ovale e sala Uccelli). Tutte le informazioni sul sito dell’Amministrazione provinciale.

19 ottobre/ Greenway del lago di Como

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ATTENZIONE: l’escursione – causa maltempo – è stata rinviata a DOMENICA 19 ottobre.

Escursione tra chiese romaniche, borghi storici e paesaggi di lago guidata da Fabio Cani domenica 12 ottobre, organizzata dall’Associazione territori e Nodo Libri.

 

Programma

Alle 8.45 ritrovo in piazza Cavour;

Alle 9.10: battello con destinazione Sala Comacina, arrivo alle 10.23;

Percorso su alcuni dei tratti più belli della Greenway:

– Sala Comacina-Ossuccio;

– Ossuccio-imbarcadero di Lenno;

– Lenno-Bolvedro di Tremezzo.

Durante il percorso visita di alcune delle più belle chiese romaniche del lago di Como insieme a Fabio Cani.

Rientro in battello da Tremezzo con partenza alle 16.57 e arrivo a Como alle 18.45.

Partecipazione gratuita per i soci dell’Associazione territori (iscrizione 10 euro). Per informazioni e iscrizioni territori@hotmail.it. [md, ecoinformazioni]

12 ottobre/ “La pirogue” per Oltre lo sguardo a Rebbio con don Giusto

pirogueDomenica 12 ottobre alle 21 proiezione per il ciclo Oltre lo sguardo del film La pirogue (in lingua originale con sottotitoli in italiano) dai padri Comboniani di via Salvadonica, 3 a Como Rebbio. A seguire, intervento di don Giusto della Valle, parroco di Rebbio. Organizza il  Centro missionario diocesano.  Ingresso con tessera annuale del cinecircolo Oltre lo sguardo 3 euro (il pagamento del biglietto darà diritto d’ingresso a tutte le  numerose proiezioni durante l’autunno 2014 e la primavera del 2015). Qui il programma completo della XX edizione di Oltre lo sguardo.

La pirogue.  In un villaggio di pescatori alla periferia di Dakar, sono in molti a provare a raggiungere, con la piroga, le Isole Canarie, in Spagna. Spesso, quei viaggi si rivelano però mortali. Baye Laye è il capitano di un peschereccio. Non vuole partire, ma deve portare 30 uomini in Spagna. Nessuno di loro comprende la situazione, alcuni non hanno mai visto il mare e nessuno sa cosa li attende.

Scritti e musiche corsare

Breve sintesi per immagini del reading di Moni Ovadia con la musica di Maurizio Dehò e Nadio Marenco. Pasolini, la lingua e il dialetto, il fascismo e l’antifascismo, la società dei consumi, tango, klezmer, violino, fisarmonica, voce. [fotografie di Fabio Cani, ecoinformazioni]. Già on line l’intervista a Moni Ovadia, presto on line l’articolo di Luca Frosini sulla serata del 10 ottobre allo Spazio Gloria del circolo Arci Xanadù.

 

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Pasolini e Moni Ovadia riempiono il Gloria/ intervista e sintesi della serata

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Spazio Gloria completamente pieno e pubblico entusiasta venerdì 10 ottobre  per il reading di Moni Ovadia degli Scritti Corsari di Pasolini. L’artista  accompagnato dagli strepitosi  Maurizio Dehò al violino e Nadio Marenco alla fisarmonica ha intrecciato gli scritti di Pasolini con sue considerazioni per meglio far cogliere l’innovazione e l’attualità delle letture. Qui le foto di Fabio Cani.

Il ritmo insolente di un violino, l’armonia di una fisarmonica, la forza del tango, il ballo “basso” per eccellenza. Quale migliore introduzione poteva esserci, per una serata dedicata a Pasolini, della musica degli ultimi, quella nata nei bordelli e nei bassifondi, quella che è stata ad un certo unto presa da chi sta in alto e tramutata in qualcosa di differente, di artificiale, di omologato?

Omologato: è una parola che torna spesso, nella lettura di Moni Ovadia. Pasolini aveva già capito il processo in atto, la trasformazione profonda della società italiana fino al degrado attuale, fino al trionfo di un modello di “sviluppo” che dalle differenze arriva all’appiattimento, ad un’”uguaglianza” virtuale e per questo molto pericolosa. E’ il 1974, ma sembra il 2014.

Un 2014 che corrisponde in pieno alla visione dell’artista friulano, la cui lucidità gli permetteva di guardare alla contemporaneità, sua e quindi nostra, con un occhio per alcuni “politicamente scorretto”, ma drammaticamente preciso.

Ovadia ha guidato quindi il pubblico in un tour del Presente, che solo per un’ironica coincidenza è datato a quarant’anni prima: un nuovo Potere ancora senza nome ma che si appresta a sostituire il vecchio, l’avvento di un Fascismo indistinto e sperso nella massa, formato da giovani che “come tutti gli altri, portano i capelli fino alle spalle o i baffetti da primo Novecento, sognano le Ferrari e le Porsche, e portano sulle proprie motociclette donne ornamentali”, non molto diversi da tanti loro coetanei. E poi le responsabilità della Sinistra, che quegli stessi giovani li bollava aprioristicamente come persi e si ripuliva la coscienza con la propria indignazione, i suoi critici come Calvino e Maurizio Ferrara, che non riuscivano e non potevano risolvere gli enigmi che Pasolini poneva, il linguaggio come il segno della sparizione del Differente,con un commento finale alla bellissima poesia di Ignazio Buttita lingua e dialettu, un grido di allarme per una morte annunciata ma non per questo meno dolorosa.

Una serata corsara, per un’artista corsaro. Moni Ovadia ha chiuso cantando alcune canzoni tradizionali della tradizione yiddish, insieme ai compagni di palco Maurizio Deho e Nadio Marenco, perfetto collegamento con il pensiero di Pasolini e con la sua eredità.

Un’Autore, Pasolini, dalla disperata vitalità, e di cui abbiamo ancora oggi un disperato bisogno.

Il reading è stato parte della rassegna Una disperata vitalità realizzata con il patrocinio ed il contributo del comune di Como ed il patrocinio del comune di Roma e Bologna, inoltre,  anche parte del progetto L’Albero del cinema di Arci Xanadù, ecoinformazioni e Associazione i Linedì del cinema realizzato con il contributo di Regione Lombardia. [Luca Frosini, ecoinformazioni]

Stravaganti persone normali “oltre il giardino”

Schermata 2014-10-09 a 19.31.23Pieno di pubblico alla Feltrinelli il 10 ottobre  per la presentazione della nuova serie di Oltre il giardino, la rivista dell’omonima associazione. Si parla con leggerezza di passione e di dolore, di  salute mentale e di filosofia del benessere, sotto la guida fabulatoria di Mauro Fogliaresi e con divertenti commenti musicali (Paolo Fan e Cristiano Stella). La rivista, giunta al numero 8 e rinnovata nella grafica e nel formato, si può considerare una delle più originali iniziative editoriali no-profit della città. È diretta da Gin Angri (fotografia) e Mauro Fogliaresi (poesia) ed è prodotta da una redazione di “stravaganti persone normali”, molte delle quali sono intervenute nel dibattito informale in libreria, cui hanno preso anche parte operatori sanitari di psichiatria, tra cui il direttore del reparto di salute mentale dell’Ospedale Sant’Anna, Claudio Cetti. Tutte le informazioni sull’associazione Oltre il giardino all’indirizzo http://www.oltreilgiardinoonlus.it

Cinegiornale 11 ottobre/ Sabir, Jazz, Corso di cinematografia, Manifestazione 25 ottobre

cinegiornaleIl Cinegiornale di ecoinformazioni, a cura di Andrea Rosso, in proiezione allo Spazio Gloria del circolo Arci Xanadù di Como dall’11  ottobre 2014. In questa edizione Sabir, Jazz a Piazza Martinelli, Corso di cinematografia al Gloria, Manifestazione del 25 ottobre per il lavoro.

Cantù aperta alle destre/ Borghezio contro la civiltà

nazicestinoCantù si conferma  sede privilegiata delle incursioni del peggiore razzismo, della più anacronistica xenofobia e territorio delle scorribande delle estreme destre paleo e neonaziste. Così se a settembre, complice il permesso dato dal sindaco Claudio Bizzozero alla ormai consueta manifestazione di Forza Nuova e altre sigle dell’estrema destra, la città aveva dovuto subire l’invasione dei partecipanti a un raduno fascista, fortunatamente contrastato con la nonviolenza delle iniziative Un groviglio di serpi, sabato 11 ottobre nuovamente la destra assalta la città dalle 16,30 con l’adunata e comizio in piazza Garibaldi No moschea a Cantù, la consueta manifestazione xenofoba e razzista della Lega Nord e la presenza di Borghezio, una vera star della violenza contro la Costituzione,   il parlamentare europeo noto per la sua feroce battaglia contro la civiltà europea fondata sull’accoglienza, la cultura e l’umanità, il diritto, i diritti. Questa volta però non ci saranno come nei raduni di Forza nuova accorati ringraziamenti al sindaco che apre regolarmente le porte di spazi pubblici comunali all’estremismo fascista, al contrario la manifestazione è contro Bizzozero che siamo sicuri Borghezio non mancherà di accusare e insultare per la decisione giusta, presa dal primo cittadino di Cantù, di ipotizzare di garantire il diritto di culto anche agli islamici. Spetterà quindi ai democratici canturini e a quelle sinistre politiche, sociali e partitiche che Bizzozero si ostina a vedere analoghe alle destre, il compito di difende il  buon operato del sindaco sulla questione “moschea” sperando che Bizzozero voglia cambiare linea e chiarire in futuro che la città che governa non è il palcoscenico dove tutte le destre possono liberamente trovare sfogo.

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